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Cosenza: detenuto tenta il suicidio nel carcere di via Popilia, salvato dagli agenti PDF Stampa
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www.quicosenza.it, 5 marzo 2015

 

Gli agenti della polizia penitenziaria hanno salvato un detenuto che ha tentato di suicidarsi nel carcere di Cosenza. A renderlo noto è il segretario generale nazionale del coordinamento sindacale Penitenziario (Cosp), Domenico Mastrulli.

Gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti immediatamente appena si sono accorti che l'uomo stava per compiere l'estremo gesto e lo hanno tratto in salvo. Si tratta di M.R. accusato di reati contro la pubblica amministrazione il quale approfittando dell'assenza dei compagni di cella che stavano fruendo dell'ora d'aria nei cortili avrebbe tentato di togliersi la vita appendendosi alla grata del bagno con un lenzuolo legato al collo.

Lanciandosi dall'alto avrebbe così provato ad impiccarsi perdendo conoscenza, ma gli agenti avendo notato che l'uomo si stava intrattenendo da troppo tempo in bagno avrebbero aperto la porta e con l'aiuto di un altro detenuto lo avrebbero slegato dal cappio e trasportato d'urgenza in infermeria per rianimarlo. Mastrulli del Cosp ha affermato che la casa circondariale di via Popilia presenta "carenza di poliziotti penitenziari e di risorse evidenti oltre che sofferenti per il doppio e triplo incarico affidati agli stessi. Oggi, ancora una volta grazie alla professionalità degli agenti della polizia penitenziaria, una vita umana è stata salvata". A perdere la vita nel carcere di Cosenza invece nel 2006 fu un trentaduenne di Rogliano che si suicidò il giorno di Ferragosto lasciando sgomenti compagni ed agenti.

 
Cagliari: a Buoncammino trasferiti uffici del Dap, polemiche su futuro dell'ex carcere PDF Stampa
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Ansa, 5 marzo 2015

 

Entro marzo si completerà il trasferimento del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria della Sardegna e degli Uffici esecuzione penale esterna da via Tuveri alla sezione amministrativa dell'ex carcere di Buoncammino a Cagliari. Secondo quanto si è appreso, il Ministero, con questa decisione, risparmierebbe almeno 500 mila euro l'anno di affitto per gli attuali uffici.

Le sezioni detentive, invece, ospiteranno i visitatori nelle ultime due domeniche del mese, grazie alla disponibilità del Fai e, in una fase successiva, dell'associazione nazionale polizia penitenziaria. Le vecchie celle e le altre sezioni di detenzione, che sino a fine novembre hanno ospitato i carcerati trasferiti poi nel nuovo istituto di Uta, potrebbero essere visitabili già questo mese. Ma le polemiche sul futuro del vecchio carcere cagliaritano non si placano e il deputato di Unidos, Mauro Pili, attacca, annunciando "un'azione giudiziaria collettiva per la sua restituzione.

"Il ministero della Giustizia sta mettendo a segno il grande scippo del carcere di Buoncammino. Con un atto arrogante e furtivo il Dap sta occupando la struttura per farne degli uffici e impedire così alla Regione di ottenere il passaggio immediato del bene al patrimonio regionale in quanto cessata la funzione statale del bene, come previsto dall'articolo 14 dello Statuto Sardo". Secondo Pili, "il blitz di queste prossime ore è arbitrario, grave e soprattutto senza alcuna autorizzazione. Non è pensabile che si trasformi un carcere in uffici senza che il Comune abbia dato alcuna autorizzazione in tal senso". E punta il dito anche contro la Regione: "hanno entrambi gli strumenti per bloccare tutto questo, sia sul piano urbanistico che su quello della sicurezza sul lavoro in capo alle Asl. Si muovano, la smettano di dormire".

 
Grosseto: detenuti con problemi di alcolismo, l'Asl organizza un progetto di sostegno PDF Stampa
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www.grossetonotizie.com, 5 marzo 2015

 

Una rete di ascolto e di assistenza a sostegno dei detenuti della casa circondariale di Grosseto con problemi legati all'alcol. È quanto prevede un progetto, partito a fine 2013 per il recupero delle persone in carcere e con dipendenza da alcol, che coinvolge la Asl 9 di Grosseto, la direzione della casa circondariale, le associazioni Club alcologici territoriali (Acat) "Grosseto Green" e "Grosseto Nord".

Il primo risultato di questo programma è stata proprio l'apertura, circa un anno fa, di un club alcologico territoriale "pilota" dentro alla struttura di via Saffi, chiamato "Speranza", dagli stessi detenuti che lo frequentano (6 in questo momento). Oltre alla nascita del club alcologico, nel 2014, i detenuti sono stati seguiti dagli operatori dell'Unità funzionale "Dipendenze" Area grossetana della Asl 9; in particolare, un'assistente sociale e una psicologa che si sono occupate della prima fase di valutazione (su richiesta del detenuto stesso o su segnalazione degli operatori, cioè i sanitari o gli educatori che seguono la struttura) sui problemi legati alla dipendenza da alcool.

Quest'anno, l'11 e il 18 febbraio scorso, l'Acat "Grosseto Green" ha organizzato una scuola, cosiddetta di terzo modulo, rivolta all'intera comunità carceraria, per una maggiore sensibilizzazione e informazione sui problemi legati all'abuso di alcol. La scuola alcologica, condotta da un "servitore-insegnate" dell'Acat e alla quale hanno partecipato anche gli operatori dell'Unità funzionale "Dipendenze" e gli educatori della casa circondariale, ha prodotto buoni risultati, in particolare rispetto alla necessità di conoscere a fondo le problematiche alcolcorrelate, per prevenirle e combatterle.

Gli obiettivi più generali del progetto, infatti, sono orientati "a riconoscere subito i detenuti che manifestano problemi da dipendenza da alcol - spiegano gli operatori - attraverso l'incremento dell'attenzione di chi sta costantemente a contatto con loro; ad affinare gli strumenti di lavoro per la soluzione dei problemi alcolcorrelati; ad offrire una rete di assistenza e supporto al cambiamento e a nuovi stili di vita senza il consumo di bevande alcoliche, nonché a mantenere la continuità dell'assistenza per le persone che hanno già avviato un programma di recupero. Proprio con questa finalità, gli operatori del volontariato e quelli delle istituzioni devono rappresentare il tramite tra la struttura carceraria e la realtà esterna del detenuto, in modo da prepararlo gradualmente alla scarcerazione, evitando recidive a breve e medio termine o ricadute facili nell'uso di alcol".

 
Cagliari: "Un sorriso oltre le sbarre", l'8 marzo progetto Sdr-Fidapa nel carcere di Uta PDF Stampa
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Ristretti Orizzonti, 5 marzo 2015

 

Riparte dal Villaggio Penitenziario di Uta, nell'area industriale di Cagliari, il progetto "Un sorriso oltre le sbarre" il progetto di solidarietà per le donne private della libertà giunto alla sesta edizione. Promossa dall'associazione "Socialismo Diritti Riforme", coordinata da Maria Grazia Caligaris, con la collaborazione della sezione cagliaritana della Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), presieduta da Silvia Trois, l'iniziativa intende sensibilizzare l'opinione pubblica e le Istituzioni sulla condizione delle donne detenute e delle Agenti della Polizia Penitenziaria.

L'iniziativa, in programma domenica 8 marzo alle ore 9.30 nel carcere "Ettore Scalas" prevede un incontro nella sezione femminile dell'Istituto dove verranno affrontate le diverse problematiche relative alla permanenza in carcere. In occasione dell'appuntamento, ciascuna detenuta riceverà un pacchetto contenente dei prodotti per la cura personale. Si tratta di un kit con spazzolino, dentifricio, bagnoschiuma, crema per il corpo e sapone per l'igiene intima. Nel contenitore, grazie alla solidarietà di farmacie e profumerie, anche campioncini di shampoo, balsamo e altri prodotti per la cura del viso. Sarà inoltre donata una pianta per la sezione femminile della Casa Circondariale.

"La lontananza del centro urbano dell'Istituto Penitenziario - sottolineano Caligaris e Trois - richiede da parte delle Istituzioni una maggiore attenzione e richiama l'opinione pubblica a una più intensa partecipazione alle problematiche della perdita della libertà. Per le nostre associazioni acquista un particolare significato soprattutto in questo momento dell'anno. La Festa della Donna è infatti un momento anche per riflettere sulla realtà di chi sconta una pena. La condivisione di idee, sentimenti, sensazioni in una mattinata da vivere insieme è un modo per dare significato all'8 marzo senza cadere nella retorica".

Nell'ambito delle iniziative dedicate all'8 marzo Sdr e Fidapa attribuiranno il "Premio Solidarietà Donna" a Giuliana Biasioli e al "Progetto Eugenio". L'appuntamento è sabato 7 marzo alle ore 16.30 nella Sala Conferenze della Fondazione Banco di Sardegna. Nelle precedenti edizioni hanno ricevuto il riconoscimento Suor Angela Niccoli, Valentina Pitzalis e Alessandra Tanzi.

 
Vercelli: la Radicale Roswitha Flaibani nominata garante comunale dei detenuti PDF Stampa
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www.radicali.it, 5 marzo 2015

 

Lo scorso 23 febbraio il sindaco di Vercelli, Maura Forte, ha nominato per la prima volta nella storia del Comune il "Garante dei diritti delle persone private della libertà personale", nella persona di Roswitha Flaibani, militante storica radicale a Vercelli. La carica di Garante non è retribuita.

Fin dagli anni 90 del secolo scorso, Roswitha Flaibani ha seguito la vita della Casa Circondariale di Vercelli, collaborando sia con i vari Direttori succedutisi sia con l'area Educativa dell'Istituto, al fine di instaurare un rapporto costante tra la struttura e il territorio. Dal 1999 ha compiuto visite ispettive nel carcere di Vercelli, accompagnando parlamentari e consiglieri regionali; in tal contesto, negli anni 2009, 2010 e 2011 ha organizzato a Vercelli l'iniziativa nazionale di Radicali Italiani "Ferragosto in carcere".

Roswitha Flaibani è stata membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani. Dal 2005 al 2011 è stata consigliere comunale a Prarolo (Vc). È attualmente iscritta all'Associazione radicale Adelaide Aglietta.

Igor Boni e Giulio Manfredi (presidente e segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta): "Chi conosce Roswitha Flaibani sa che il sindaco di Vercelli ha fatto la cosa giusta; da decenni, su Vercelli, abbiamo sempre potuto contare sul suo impegno a sostegno dei diritti dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria; un impegno, vale la pena ricordarlo, da sempre non retribuito, come non retribuita sarà questa carica. Oggi, finalmente, questo impegno ha ottenuto un giusto e opportuno riconoscimento pubblico; siamo sicuri che Roswitha cercherà di dare ancora di più del tanto che ha già dato in questi anni.

Ringraziamo il sindaco Forte sia per aver istituito il Garante sia per la volontà manifestata di visitare quanto prima il carcere. Vercelli è la quarta città in Piemonte ad aver istituito la figura del garante comunale (dopo Torino, Ivrea e Asti). Sarebbe importante che ciascuna delle 12 città piemontesi sede di carcere riuscisse a nominare un garante comunale capace e determinato come Roswitha Flaibani, per creare una rete regionale di garanti in grado di scambiarsi informazioni e di lavorare in sinergia con il garante regionale".

 
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