Lunedì 29 Novembre 2021
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage


sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Login



 

 

Egitto: varato decreto repressivo senza precedenti ogni oppositore diventa un "terrorista" PDF Stampa
Condividi

di Giuseppe Acconcia

 

Il Manifesto, 1 marzo 2015

 

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha emesso un decreto anti-terrorismo senza precedenti. La legge, approvata in assenza di un parlamento (le Camere sono state sciolte nel 2012), definisce i parametri per stabilire chi appartiene o no a un'organizzazione terroristica. Non solo, la norma delinea i procedimenti giuridici necessari per definire un gruppo o un individuo come affiliato al terrorismo.

Possono essere gruppi terroristici "associazioni, organizzazioni o collettivi" che cercano di danneggiare i cittadini in Egitto e all'estero, insieme a chiunque si opponga alle leggi e alle istituzioni dello Stato. È terrorista poi chiunque cerchi di attaccare le libertà personali dei cittadini o i diritti previsti dalla Costituzione (voluta dai militari).

La legge quindi prevede una definizione estesa di movimenti terroristici ed implica che i magistrati egiziani stilino d'ora in avanti una lista di gruppi terroristici e soggetti dediti al terrorismo, in seguito alle sentenze delle Corti penali. Quando i giudici inseriranno un'organizzazione in questa lista, automaticamente il gruppo verrà bandito dalla scena pubblica e tutti i suoi beni confiscati. E ieri, lo stesso tribunale del Cairo che a marzo del 2014 aveva proibito temporaneamente le attività del movimento palestinese Hamas in Egitto e decretato la confisca dei beni, lo ha subito confermato nella lista dei "terroristi".

La norma di fatto conferisce un potere assoluto alla magistratura di definire terrorista chiunque faccia opposizione politica. In particolare la legge prende di mira le organizzazioni controllate dalla Fratellanza, già pesantemente censurate dalle autorità dopo il golpe del 2013. Eppure al-Sisi non sta mostrando solo il bastone agli islamisti ma anche la carota, come in perfetto stile Partito nazionale democratico di Hosni Mubarak.

Al-Sisi ha infatti incontrato alcuni esponenti della Fratellanza nel palazzo presidenziale, tra cui Kamal al-Helbawy, Tharwat al-Kharbawy e Mokhtar Nouh. Secondo la stampa locale, sarebbe in corso la definizione di un piano per perdonare quei politici della Fratellanza (dichiarato movimento terroristico insieme al partito Libertà e giustizia) che vorranno rinnegare in tutto e per tutto il movimento ed entrare nel nuovo parlamento tra i candidati indipendenti nelle liste elettorali che stanno per essere chiuse in vista del voto del prossimo marzo.

Neppure l'amministrazione Obama sa bene che pesci prendere con al-Sisi. Il segretario di Stato John Kerry ha risposto alle critiche mosse dalla Commissione sugli aiuti militari per i ritardi nel ripristinare le forniture al Cairo, congelate dopo il golpe del 2013. Il presidente della Commissione, Kay Granger ha accusato Kerry di non fare abbastanza per sostenere al-Sisi nella sua "lotta contro lo Stato islamico". Kerry ha ripetuto le preoccupazioni nel rispetto dei diritti umani in Egitto, sottolineando il numero di prigionieri politici, le minacce subite da alcuni diplomatici e di essere in attesa che si svolgano le elezioni parlamentari perché venga presa la decisione di scongelare gli ultimi aiuti fermi per il Cairo.

Non si placano poi le accuse di tortura mosse contro la polizia egiziana. In questo caso, la vittima è il giovane islamista Emad al-Attar, trovato morto nella prigione di Matareyya. La famiglia del ragazzo ha denunciato di aver ritrovato il suo corpo all'obitorio con evidenti segni di tortura. Infine, dieci ultras della squadra cairota dell'al-Zamalek sono stati condannati a dieci anni di prigione, per gli scontri con la polizia di agosto. I tafferugli dello scorso febbraio sono costati la vita di almeno 19 tifosi White Knights.

 
La mia sosta forzata PDF Stampa
Condividi

di Carla Chiappini

 

Ristretti Orizzonti, 28 febbraio 2015

 

In merito alla chiusura della redazione del giornale "Sosta Forzata" dopo undici anni di attività la direttrice del carcere motiva con una difficoltà di approccio e di relazione con la direttrice della testata, cioè con me. Come replicare? La dottoressa Zurlo dice proprio la verità. È evidente che abbiamo due visioni del mondo non solo divergenti ma proprio opposte. Può darsi che abbia ragione lei e, in ogni caso, è lei che comanda. Questo è chiarissimo. A Napoli dicono che chi tiene in mano vince! E io in mano non ho niente. Anche questo è chiarissimo.

Leggi tutto...
 
Formazione di se stessi PDF Stampa
Condividi

di Alessandro Bergonzoni

 

La Repubblica, 28 febbraio 2015

 

Facile, e non lo sarà mai veramente, dire delle carceri italiane (lo scontato di pena) dei "loro" suicidi, del senso lato e largo del termine tortura, o del lavoro esasperato ed esasperante degli agenti di custodia, della loro vita-non vita, a torto o ragione. Semplice denunciare, pur credendo forsennatamente nel continuare a farlo.

Leggi tutto...
 
Giustizia: così Magistratura Democratica ha "invaso" il Governo PDF Stampa
Condividi

di Giovanni Maria Jacobazzi

 

Il Garantista, 28 febbraio 2015

 

La scorsa settimana, alla vigilia del Comitato Direttivo Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati convocato per decidere quali forme di protesta mettere in capo per contrastare l'approvazione della legge di riforma della responsabilità civile delle toghe, i direttivi di Area e di Magistratura Indipendente si erano vicendevolmente accusati, con due comunicati al vetriolo, di quello che il codice penale definirebbe "intelligenza con il nemico".

Leggi tutto...
 
Giustizia: tutti in carcere e zero diritti... il vangelo secondo Matteo (Salvini) PDF Stampa
Condividi

di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 28 febbraio 2015

 

Liste di proscrizione per chi esercita la sua professione di avvocato, anatemi contro ogni decreto definito a torto "svuota carcere", attacchi contro la depenalizzazione per i reati minori, disprezzo per gli immigrati rinchiusi in carcere e la richiesta di rimandarli nei propri paesi di origine, leggi dure e più repressione. Sono le battaglie principali, securitarie e legalitarie di Matteo Salvini, il capo della Lega che oggi manifesterà a Roma.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 13401 13402 13403 13404 13405 13406 13407 13408 13409 13410 Succ. > Fine >>

 

 

 

Federazione-Informazione




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it