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Veneto: Sinigaglia (Pd); ritardi per chiusura Opg rischiamo sanzioni e commissariamento PDF Stampa
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Ansa, 13 marzo 2015

 

"Sulla chiusura obbligatoria degli ospedali psichiatrici giudiziari la Regione Veneto è in grave ritardo e rischia il commissariamento". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia, in riferimento alla legge n. 81 del 30 maggio 2014, che fissa al 31 marzo la chiusura degli Opg.

"Il Veneto - aggiunge - rischia di essere l'unica Regione in Italia a non aver individuato la Rems (Residenza Esecuzione Misure di Sicurezza) provvisoria per ospitare 20 persone ritenute indismissibili, perché socialmente pericolose. Zaia e i suoi sanno benissimo che non ci saranno deroghe e che rischiano appunto il commissariamento".

"In attesa della realizzazione della Rems definitiva prevista a Nogara - conclude, mi chiedo perché nulla nel frattempo sia stato fatto, anche con l'aiuto del terzo settore. Le conseguenze per questo immobilismo sono anche di natura economica, visto che il Veneto dovrà pagare l'inserimento a Reggio Emilia di queste persone, con il relativo aggravio di lavoro per le strutture legate al dipartimento di salute mentale. Quanto ci costerà questo ritardo?".

 
Sardegna: Consigliere Busia (Cd); governo eviti l'arrivo di tutti detenuti ex 41 bis PDF Stampa
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Dire, 13 marzo 2015

 

"Vogliamo evitare assolutamente che i detenuti ex 41 bis arrivino tutti in Sardegna perché le conseguenze economiche sarebbero gravissime". Lo dice Anna Maria Busia, consigliere regionale del Centro democratico in Sardegna, intervistata dalla Dire a margine della conferenza stampa a Montecitorio sulla presentazione della mozione per la Sardegna.

"Stiamo facendo di tutto per scongiurare questa cosa, non si può pensare di concentrare 5-600 detenuti particolari in un'unica regione. È una scelta scellerata che non ha fatto questo governo, ma che questo governo deve bloccare". "Nel 2009- ricorda- all'interno del pacchetto sicurezza è stata introdotta una norma che stabilisce che i detenuti speciali ex 41 bis debbano andare nelle zone insulari. A partire da quel momento ci sono stati interventi anche economici perché si creassero bracci speciali nelle carceri sarde".

 

Uil-Pa lancia allarme per organici a Nuchis

 

Il Coordinamento regionale della Uilpa penitenziari lancia l'allarme per l'istituto di Nuchis: carenza organica, mancata istituzione del Nucleo traduzione e piantonamenti, sono le criticità maggiormente riscontrate nel corso di una visita effettuata da una delegazione del sindacato composta dai segretari Francesco Piras, Michele Cireddu e Stefano Musino al carcere di Tempio Pausania. La Uil-pa mette in evidenza come all'interno del penitenziario "su 36 ispettori e sovrintendenti previsti dalla pianta organica ministeriale ne sono stati assegnati solo quattro, due per ruolo", con una carenza in organico "pari a 45 unità", che avrebbe portato ad un cumulo di congedi ordinari pari a 56 giorni per agente.

Inoltre il sindacato precisa come nel nuovo carcere, realizzato nella frazione di Nuchis, non sia ancora stato istituito "il Nucleo traduzioni e piantonamenti, questo di fatto determina la soppressione di posti di servizio all'interno delle sezioni per inviare gli agenti a svolgere le traduzioni", un sovraccarico della mole di lavoro che "mette a rischio la sicurezza degli stessi lavoratori". Ma se da una parte la Uilpa rende merito alle capacità del personale (nel 2014 non ci sono stati tentativi di suicidio o atti autolesionistici; sono stati quattro gli episodi di aggressione tra detenuti; cinque deferimenti all'Autorità giudiziaria e 40 i rapporti disciplinari) dall'altro lancia l'allarme sul numero dei detenuti: "La capienza regolamentare è pari a 167 posti ma attualmente sono ristretti 212 detenuti".

 
Emilia Romagna: il Presidente Rossi "pronti per la chiusura degli Opg a fine mese" PDF Stampa
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La Presse, 13 marzo 2015

 

Gli ospedali psichiatrici giudiziari, noti come Opg, chiuderanno il prossimo 31 marzo e l'Emilia-Romagna è pronta, secondo quanto prevede la legge, ad accogliere i pazienti psichiatrici con problemi giudiziari nelle Rems, le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria. Lo ha confermato il sottosegretario alla presidenza della Regione, Andrea Rossi, in visita oggi alla struttura Opg di Reggio Emilia con il sindaco della città Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e la consigliera regionale Ottavia Soncini.

"La nuova legge prevede che ogni Regione - ha detto Rossi - si doti di strutture in grado di accogliere queste persone secondo le modalità previste dalle nuove norme. Noi siamo pronti, e il 31 marzo sarà possibile procedere al superamento dell'Opg con la collocazione delle 24 persone di cui dobbiamo farci carico (sulle 136 ora presenti all'Opg) in due Rems provvisorie, per qualche tempo, in attesa del completamento delle strutture definitive".

"Con la realizzazione di queste strutture - ha aggiunto il sottosegretario - credo che possiamo cogliere l'occasione per recuperare nei fatti una funzione terapeutico-risocializzatrice, molto diversa dalla concezione di pena manicomiale. Ora occorre allargare gli strumenti di collegamento con la società, per abbattere le barriere e aprirsi alla comunità". Per rispondere a quanto prevede la legge, la Regione ha stanziato 11,5 milioni di euro, di cui 6 servono alla realizzazione delle Rems, mentre i rimanenti andranno a potenziare servizi e strutture esistenti. Superato il concetto di cella, la Rems si presenterà come una residenza psichiatrica, ma con maggiori caratteristiche di sicurezza.

 
Macomer (Nu): il carcere è sprangato... ma per il ministero è ancora in attività PDF Stampa
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di Tito Giuseppe Tola

 

La Nuova Sardegna, 13 marzo 2015

 

Macomer, i dati lo conteggiano ai fini della capienza Caligaris: "Un'incongruenza che crea sovraffollamento". Dal mese di dicembre dentro le mura del carcere di Macomer non c'è più un solo detenuto, ma per il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è ancora operativo. Il 29 febbraio il ministero di Grazia e giustizia ha diffuso i dati sulla situazione delle carceri italiane e nell'elenco figurano ancora quello di Iglesias e quello di Macomer, che da alcuni mesi sono stati svuotati, ma sulla carta è come se fossero in funzione.

Le due strutture vengono conteggiate ai fini dell'indicazione della capienza regolamentare: Bonu Trau a Macomer 46 posti, Sa Stoia di Iglesias 62. Praticamente è come se fossero aperte. Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme" ha rilevato l'incongruenza sottolineando che "a fronte di questa disponibilità risultano invece in sofferenza per sovraffollamento ancora tre istituti".

È comunque singolare che mentre il ministro Andrea Orlando risponde ai parlamentari e agli amministratori del comune di Macomer che portano avanti la battaglia per il carcere che ormai non c'è più niente da fare perché si è di fronte a scelte definitive, dall'altro si mettono in conto i posti delle due strutture carcerarie. "La Sardegna registra attualmente la presenza di 1.834 detenuti (40 donne e 421 stranieri) con 2.774 posti regolamentari - fa osservare Maria Grazia Caligaris -, tuttavia la distribuzione delle persone private della libertà risulta disomogenea con una concentrazione negli istituti di Oristano (285 detenuti, la maggior parte in regime di alta sicurezza, per 266 posti) e di Tempio Pausania (198 per 167 posti) dove per far fronte al sovraffollamento è stato necessario introdurre la terza branda in diverse celle destinate a due persone. In difficoltà anche Lanusei con 40 persone per 34 posti. Mentre la casa circondariale di Sassari-Bancali è al limite della capienza (331 detenuti per 363 posti).

Un'eccedenza di disponibilità di spazi si registra nelle colonie penali (complessivamente tra Mamone, Isili e Is Arenas si tratta di 561 posti) e nella casa di reclusione di Alghero (67 detenuti per 158) dove però è in atto un progetto innovativo trattamentale per il reinserimento sociale dei condannati". Per la presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme" le incongruenze sono evidenti. Mentre si continua a riempire strutture già sature, rimangono vuote quelle che sarebbero in grado di dare risposta ai problemi di sovraffollamento per i quali lo Stato italiano è stato in mora dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e dalle associazioni umanitarie.

"Facendo un po' di conti - conclude Caligaris - la Sardegna non sembra quella felice realtà che il Dipartimento rappresenta con i numeri. È quindi opportuno un approfondimento sulle reali disponibilità e occorre fare chiarezza sul destino delle strutture penitenziarie di Macomer e Iglesias anche perché se come più volte ribadito dal Ministero devono restare chiuse, non si comprende perché risultino disponibili 108 posti ormai cancellati". Prosegue intanto la battaglia per riaprire il carcere anche con soluzioni alternative alla detenzione ordinaria.

 
Brugherio (Mi): inaugurato un appartamento per detenuti in progetto "Housing Sociale" PDF Stampa
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www.monzatoday.it, 13 marzo 2015

 

L'alloggio, grazie alla collaborazione del comune di Brugherio con la cooperativa sociale Monza 2000, ospiterà detenuti con residuo pena ridotto, sottoposti a un percorso di reinserimento sociale e lavorativo grazie alla buona condotta dimostrata durante il periodo di reclusione. Mercoledì sera a Brugherio alla presenza del sindaco Marco Troiano c'è stato il taglio del nastro per un appartamento destinato a ospitare detenuti avviati a un processo di reinserimento sociale e lavorativo.

L'alloggio, situato in via Nazario Sauro 149, e confiscato alla criminalità organizzata, con la delibera n 236 del 27-10-2010 è stato ceduto alla cooperativa sociale Monza 2000 a r.l. per la realizzazione del "Piano Regionale per la promozione e lo sviluppo di una rete a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell'autorità giudiziaria e delle loro famiglie".

L'abitazione è stata destinata al reinserimento sociale e lavorativo di persone con esperienza di detenzione con residuo di pena tale da poter usufruire di permessi premiali e di misure esterne al carcere. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'Ambito territoriale di Monza-Brugherio e Villasanta, si fonda su alcune abitazioni/alloggi, dislocati nei comuni della provincia, fra i quali, anche Brugherio. Le persone che verranno inserite negli appartamenti saranno accuratamente selezionate e godranno di questa possibilità grazie ai comportamenti corretti assunti durante il periodo detentivo. La loro permanenza avrà una durata massima di 12 mesi complessivi con sei mesi iniziali più una eventuale proroga.

La persona ospitata, al momento dell'ingresso, sottoscriverà il cosiddetto "Patto di Buona Convivenza", che definisce la permanenza nella struttura, e regolamenta i comportamenti reciproci da tenere sia all'interno sia all'esterno della casa. Oltre al primo cittadino brugherese alla cerimonia di inaugurazione era presente l'Assessore alle Politiche sociali Miriam Perego e il coordinatore referente del Progetto Paolo Piffer della Cooperativa Sociale Monza 2000.

"Grande inaugurazione di un nuovo appartamento sequestrato alla criminalità organizzata" - ha commentato soddisfatto Piffer - "Da oggi quel luogo ritornerà a vivere regalando a molti la possibilità di un riscatto sociale. La solidarietà dei vicini di casa è stata straordinaria. Un grazie particolare al Sindaco Marco Troiano e alla sua sensibilità".

 
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