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Giustizia: caso Concordia; la Procura al Tribunale del Riesame, chiede arresto Schettino PDF Stampa
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di Michele Giuntini

 

Ansa, 22 febbraio 2015

 

La procura di Grosseto insiste. Francesco Schettino può scappare e va arrestato subito, in carcere. I pm da stamani giocano la carta del riesame, e hanno presentato un ricorso contro il tribunale. Obiettivo è la richiesta fatta - ma rigettata - dagli stessi giudici di Grosseto del processo sulla Costa Concordia che hanno condannato Schettino a 16 anni senza, però, mandarlo in prigione.

Tutto ciò sullo sfondo - tutto finto - dell'Isola dei Famosi, il reality show per cui un rappresentante di Schettino, Francesco Pepe, si interessò circa un'eventuale partecipazione del comandante, anche se poi non c'è stato seguito: era una trappola de Le Iene. Che rischia di farlo andare in carcere. Infatti quella trattativa, risalente al novembre 2014, circa tre mesi dopo diventa possibile quid novi per gli inquirenti, incoraggiati a rinnovare la richiesta di una custodia cautelare immediata. "Schettino deve andare in carcere", ribadiscono in procura.

"Le preoccupazioni sulla sua fuga che avevamo, erano fondate", ha commentato Maria Navarro, attualmente procuratore capo facente funzioni di Grosseto. E "tra gli elementi che ci hanno convinto a fare ricorso c'è senza dubbio anche la recente puntata delle Iene", ha aggiunto. Sembra che il ricorso al riesame fosse già nelle intenzioni, da giorni. Ma sarebbe stato perfezionato in fretta nelle ultime ore. Quando? Proprio dopo che è andata in onda l'ultima puntata della trasmissione, due sere fa. Le Iene hanno intavolato una specie di trattativa tra un personaggio vero, con un ruolo reale, Francesco Pepe, che finora ha seguito per Schettino i rapporti coi mass media, e falsi emissari impegnati nella burla. Per la procura gli abboccamenti confermano l'intenzione malcelata di Schettino di poter, un giorno, allontanarsi dall'Italia. Il reality, infatti, si tiene in un luogo esotico. E nel blitz delle Iene è girata anche un'ipotesi di compenso intorno ai 2 milioni di euro. Schettino ha smentito tutto.

Ha detto di non sapere di questa trattativa se non qualcosa dal suo avvocato difensore Domenico Pepe. Affermazioni che hanno fatto scoppiare un'altra "bomba" nell'entourage del comandante. L'avvocato Domenico Pepe la notte scorsa ha deciso di rinunciare al mandato di difensore e l'ha comunicato al tribunale. Francesco Pepe, che ne è figlio, invece ha affidato il suo commento a una nota: "Non posso accettare che Schettino si permetta di sostenere che io abbia agito senza essere stato incaricato da lui ed a sua insaputa".

E ancora: sono "sempre stato io a seguire i rapporti con la stampa e le trattative con i media con il totale appoggio e l'autorizzazione del comandante, ovviamente, sempre preventivamente e successivamente informato di tutto". "Isola" compresa, anche se poi fu detto no.

 
Toscana: chiusura dell'Opg di Montelupo, i Radicali manifestano davanti alla Regione PDF Stampa
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Ansa, 22 febbraio 2015

 

I Radicali fiorentini dell'Associazione per l'iniziativa radicale "Andrea Tamburi" hanno manifestato davanti la sede della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze per chiedere chiarezza e trasparenza sulle sorti dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino. "Abbiamo appreso che recentemente la Regione Toscana ha sottoposto ai Ministeri della Salute e della Giustizia la proposta di trasferire gli internati dell'Opg di Montelupo Fiorentino in una struttura appartenente all'amministrazione penitenziaria di Massa Marittima - hanno dichiarato Massimo Lensi, già consigliere provinciale e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, e Maurizio Buzzegoli, segretario dell'Associazione "Andrea Tamburi" e membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani - se questo progetto andasse in porto, agli internati, per l'ennesima volta, sarebbe negata la possibilità di scontare la pena in una struttura sanitaria con adeguati percorsi terapeutici". Intanto, sabato 28 febbraio, si terrà proprio a Montelupo Fiorentino (presso il circolo "il Progresso") il XV Congresso dell'Associazione "Andrea Tamburi" al quale parteciperà anche il leader storico dei Radicali, Marco Pannella.

 
Toscana: Sappe; chiusura Opg, spreco di investimenti per struttura perduta per sempre PDF Stampa
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www.gonews.it, 22 febbraio 2015

 

Il 20 febbraio del 2014, il Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria della Toscana, Carmelo Cantone, ha incontrato le Organizzazione Regionale regionali della polizia penitenziaria annunciando ufficialmente che entro il 31 marzo 2015 gli effetti della legge n. 9/2012 avranno luogo.

Gli internati attualmente presenti nell'Opg di Montelupo F.no dovranno cosi lasciare la struttura penitenziaria per essere consegnati al servizio sanitario nazionale o in altre cd. strutture intermedie o nei casi di non dimissibilità trasferiti nella Rems (residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza sanitarie) individuata nella città di Pistoia, presso un ex convento da ristrutturare. Le parole dell'Amministrazione Penitenziaria sembrano smentite da una relazione del Governo, di recente riportata in Parlamento, dove parrebbe invece che la Rems per la Toscana e l'Umbria sia stata individuata in luogo dell'attuale Casa Circondariale di Massa Marittima.

Il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) plaude all'evidente passo in avanti compiuto dalle istituzioni con la definitiva "cessione" dei malati di mente al Servizio Sanitario Nazionale, ma non comprende le ragione per cui il prezzo da pagare sia la chiusura definitiva dell'attuale sito penitenziario.

Sono svariati milioni di euro "dai 5/6 milioni" quelli spesi dal Dap per adeguare la sede dell'Opg di Montelupo F.no agli standard di detenzione moderna, all'indomani dei lavori della Commissione parlamentare, presieduta dall'allora On. Ignazio Marino. Pertanto tutto faceva presagire il mantenimento della struttura per altre finalità penitenziarie.

Ad oggi l'Amministrazione Penitenziaria continua a sborsare migliaia di euro al mese per delle impalcature ancora installate presso la struttura di Montelupo e € 180.000,00 sono le spese inutilmente elargite per un modernissimo impianto di aereazione mai andato in funzione.

Non esiste, secondo quanto riferito in sede d'incontro, un concreto piano di riconversione-utilizzo della struttura, eventualmente con detenuti a basso indice di pericolosità. Se da un lato le notizie sul destino degli internati si rincorrono a vicenda dall'altro lato - continua il Segretario Nazionale del Sappe Pasquale Salemme - nessuno a speso ancora una sola parola per giustificare lo spreco di un così imponente investimento di denaro pubblico per una struttura penitenziaria che andrà perduta per sempre.

I baschi azzurri di Montelupo F.no e di Massa Marittima non sanno a quale destino affidarsi ed è per questo che il Sappe, congiuntamente alle altre OO.SS. regionali, ha richiesto un urgente incontro con i vertici dell'Amministrazione Penitenziaria centrale e a breve calendarizzerà una conferenza stampa sulla chiusura della struttura.

 
Lombardia: Castiglione; dimessi 263 pazienti non pericolosi, quasi pronti gli 8 mini-Opg PDF Stampa
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di Bruna Bianchi

 

Il Giorno, 22 febbraio 2015

 

Di proroga in proroga è arrivato il momento di dare un taglio a quelle strutture giudiziarie che l'ex presidente Napolitano nel 2011 aveva definito "un autentico orrore, indegno di un paese civile". Il 31 di marzo i sei Opg, ospedali psichiatrici giudiziari, devono chiudere. Uno solo resterà aperto, benché trasformato in mini-Opg, perché ritenuto un modello internazionale, addirittura di riferimento per la cura di quelle persone che hanno compiuto delitti, a volte atroci, senza esserne consapevoli e perciò pericolose ma non da rinchiudere in un carcere.

Questo unico Opg è quello di Castiglione delle Stiviere, non un ex manicomio criminale, non un carcere, ma un luogo ospedaliero con medici e infermieri dove la malattia mentale viene curata. L'Opg in provincia di Mantova, sarà anche l'unico a costruire le Rems (le residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) al suo interno, mantenendo così nella struttura principale i detenuti con patologie gravi che hanno compiuto reati gravi.

Saranno otto per il momento, una sorta di mini Opg dentro quello grande, che risponderanno così al requisito richiesto dal decreto legge del 2011 (lo svuota carceri). In futuro però dovranno essere solo sei e altre due Rems verranno create a Limbiate (nell'ex manicomio Mombello da ristrutturare) con 20 posti letto ciascuna.

Nel frattempo è stato rispettato il programma di svuotamento dei detenuti non pericolosi, previsto appunto entro il 31 marzo, a Castiglione come altrove: "Quest'anno abbiamo dimesso 263 pazienti e ne sono entrati 161, quindi abbiamo 100 persone in meno". Il direttore dell'Opg è soddisfatto: "Noi ci trasformiamo in Rems ma continuiamo nel percorso terapeutico specifico - spiega Andrea Pinotti. Castiglione resterà l'eccellenza e il riferimento anche per il territorio. In sostanza saremo l'ospedale specialistico mantenendo le nostre capacità di essere altamente specializzati per la psichiatria forense".

I "matti da slegare" sono usciti in totale sicurezza. Per loro si sono aperte altre porte, quelle della propria famiglia o di comunità terapeutiche già presenti sul territorio, ma nessuno di loro è socialmente pericoloso: "Si è tenuto conto della loro patologia e continueranno il percorso di cure e recupero che stavano compiendo qui". Resteranno nell'attuale Opg, in stanze più piccole costruite appositamente, i pazienti che non hanno potuto essere dimessi perché con una patologia attiva e una attiva pericolosità sociale.

Le rems dovranno sostituire l'attuale struttura che è destinata all'abbattimento. Anche i pazienti dimessi dovevano venire inseriti nelle 12 strutture previste per loro che la Regione doveva costruire in Lombardia, ma non si poteva attendere oltre (tre i rinvii di chiusura degli Opg) e si è trovata un'altra soluzione. Bisognava comunque ottemperare al "definitivo superamento" deciso dopo la visita a sorpresa nel 2010 dei senatori della Commissione giustizia negli Opg "lager" di Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto. Castiglione non è mai rientrata nell'orrore ("mai usato metodi di coercizione") e perciò non farà la fine degli altri. Non chiude neppure la struttura femminile che ospita le madri assassine.

 
Liguria: domani Convegno sugli interventi sociali in ambito penale nella Biblioteca Berio PDF Stampa
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Adnkronos, 22 febbraio 2015

 

Lunedì 23 febbraio dalle 9 alle 13 gli assessori al welfare e alla formazione della Regione Liguria Lorena Rambaudi e Pippo Rossetti parteciperanno al convegno su "Reclusi-inclusi: interventi sociali in ambito penale", dedicato ai progetti di recupero di detenuti presso la sala dei Chierici della Biblioteca Berio di Genova. All'iniziativa organizzata dal dipartimento welfare della Regione Liguria parteciperanno, tra gli altri, Catia Taraschi direttore dell'ufficio detenuti del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria della Liguria, Paola Carbone del centro giustizia minorile di Torino e Santina Spanò responsabile ufficio esecuzione penale esterna di Genova. "L'obiettivo - spiega l'assessore Rambaudi - è quello di fare il punto sugli interventi sociali collegati al carcere e su quanto messo a punto dalla Regione Liguria per creare una rete di soggetti del terzo settore che operano nelle carceri per realizzare progetti e interventi per migliorare la qualità della vita delle persone recluse e il loro reinserimento sociale".

 
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