Mercoledì 30 Settembre 2020
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Giustizia: presentato oggi il nuovo Rapporto di Antigone... che porta buone notizie PDF Stampa
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di Susanna Marietti

 

Il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2015

 

Abbiamo appena presentato il nuovo Rapporto annuale sulle carceri dell'associazione Antigone. Il Rapporto è il frutto del lavoro del nostro Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione in Italia, una struttura nata nell'ormai lontano 1998 con caratteristiche decisamente pionieristiche.

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Giustizia: Mattarella nega la grazia. Il Ministero: verificate che il detenuto sia ancora vivo PDF Stampa
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di Stefano Capasso

 

www.blogosfere.it, 17 marzo 2015

 

Grazia negata da un detenuto malato. Il Ministero della Giustizia: "Verificate che sia ancora in vita prima di notificargli la responso".

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Giustizia: sui "rimedi risarcitori" serve udienza camerale, non provvedimento de plano PDF Stampa
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Ristretti Orizzonti, 17 marzo 2015

 

Cassazione penale, Sez. I, Sentenza, n. 10339, pronuncia 11/03/2015, deposito 20/02/2015.

Pronunciandosi su una vicenda in cui un detenuto aveva presentato inutilmente reclamo al magistrato di sorveglianza sostenendo di essere stato ristretto in una cella avente uno spazio complessivo inferiore agli 8 mq, con una sola finestra, con servizio igienico annesso privo di finestra e per essere stato associato con altri detenuti, la Cassazione, con la sentenza n. 10339/2015, ha affermato che il magistrato di sorveglianza non deve dichiarare, con provvedimento emesso de plano, l'inammissibilità del ricorso con cui si denunziano comportamenti lesivi di diritti del detenuto tutelabili giurisdizionalmente e si richieda il ristoro dei danni asseritamente subiti a causa del sovraffollamento carcerario, ma ha l'obbligo di decidere all'esito di fissazione dell'udienza in camera di consiglio.

 
Giustizia: verso la chiusura degli Opg, gli ultimi giorni dei manicomi giudiziari PDF Stampa
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di Carmelo Caruso

 

Panorama, 17 marzo 2015

 

Viaggio nell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario più grande d'Italia, Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, a pochi giorni dalla soppressione.

Impazziscono in prigione e rinsaviscono in manicomio. Non è un lager e non si applica la tortura, nel carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto, a pochi chilometri da Messina, "il più grande d'Italia, e sicuramente, in passato, il più affollato d'Europa", suggerisce Nunziante Rosania, direttore dall'1989, un fisico da gigante buono campano che ci ha vissuto all'interno per anni come facevano i vecchi alienisti. Arroventata, ma discreta c'è qui la casa modello di cui può vantarsi il nostro sistema penitenziario, l'eccezione alla crudeltà delle galere.

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Giustizia: ddl prescrizione in Aula alla Camera. Renzi annuncia "termini raddoppiati" PDF Stampa
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di Donatella Stasio

 

Il Sole 24 Ore, 17 marzo 2015

 

"Prescrizione raddoppiata per la corruzione" scrive su Twitter il premier Matteo Renzi, evidentemente sicuro di convincere l'alleato di governo Ncd a non opporsi all'aumento dei termini previsto dal ddl sulla prescrizione approdato ieri nell'Aula della Camera.

Aumento limitato solo atre reati contro la pubblica amministrazione, corruzione propria, impropria, in atti giudiziari (restano fuori, tra l'altro, concussione, induzione, peculato), e pari alla metà dei termini attuali. Al "raddoppio" dì cui parla Renzi si arriverebbe con l'aumento della pena per questi tre reati, votato dalla commissione Giustizia del Senato nel ddl anticorruzione. Pertanto, se la modifica diventerà legge, la pena della corruzione propria aumenterà da 8 a 10 anni e il termine di prescrizione passerebbe da 10 a 20. Il condizionale è d'obbligo. Sia perché le due riforme (anticorruzione e prescrizione) sono legate a doppio filo sia perché l'aumento "della metà" ora previsto per quei tre reati è ancora appeso a un accordo di maggioranza che non c'è. Ned si oppone, come Forza Italia e si parla di un compromesso per ridurre l'aumento dalla metà a un terzo. Dunque, non più 20 anni, ma circa 18. Il tweet di Renzi, però, fa pensare alla soluzione più ampia.

Il "raddoppio" della prescrizione per i reati di corruzione è stato auspicato nei giorni scorsi da Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità anticorruzione, tanto più che la legge ex Cirielli del 2005 aveva, "dimezzato" i termini. Quindi non sarebbe un allungamento vero e proprio ma un "ritorno al regime ante 2005" aveva spiegato, ribadendo che la riforma della prescrizione "è una priorità a cominciare dai reati corruttivi".

Cantone ha anche sollecitato un "tagliando" della legge Severino sia "sullo spacchettamento" della concussione, "che non sta funzionando)", sia sulla sospensione dalla carica di amministratore locale dopo una condanna di primo grado per abuso d'ufficio. Un intervento da introdurre nell'ambito di una "modifica complessiva sulla normativa, assolutamente necessaria". Il Pd però frena: "La modifica non è discussione di queste ore" taglia corto il capogruppo alla Camera Roberto Speranza. Il governo sembra orientato ad attendere il verdetto della Consulta, previsto per aprile, prima dì rimettere le mani su questo capitolo. Quanto allo spacchettamento della concussione, non è nell'agenda né dell'Esecutivo né del Senato.

I 6 articoli sulla nuova prescrizione (si comincerà a votare solo dalla prossima settimana) sono frutto di un delicato compromesso nella maggioranza. Il ddl del governo si limitava a sospendere i termini per due anni, dopo la sentenza di condanna in primo grado, e per un anno, dopo la condanna in appello (la sospensione non vale in caso di assoluzione). Ma è arrivato alla Camera quando in commissione era già stato presentato un testo con l'aumento dì un quarto per tutti i reati, senza distinzioni.

Il governo ne ha chiesto la soppressione e da lì si è arrivati alla mediazione dei relatori di aumentare la prescrizione della metà per almeno tre reati contro la Pa su cui il governo ha dato parere favorevole. Ma al momento di votare il mandato ai relatori per l'Aula, l'Ncd si è smarcato, rivendicando gli accordi presi in precedenza. Forza Italia è nettamente contraria a ogni aumento dei termini, contro cui gli avvocati penalisti sono "in stato di agitazione". "Penso che il percorso più trasparente - dice la presidente della commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti - sia confermare l'aumento della metà; poi il Senato potrà ricalibrarlo una volta approvati gli aumenti di pena dei reati contro la Pa".

 
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