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Brasile: sommosse nelle carceri del Rio Grande do Norte, dichiarato lo stato di calamità PDF Stampa
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Ansa, 18 marzo 2015

 

Il governo dello Stato brasiliano del Rio Grande do Norte (nord-est) ha dichiarato oggi lo stato di calamità a causa dell'ondata di ribellioni di detenuti in corso da una settimana in vari carceri della regione. Lo rende noto Agencia Brasil. Nel firmare il decreto, il governatore Robinson Faria ha determinato anche la creazione di una task-force "per la pianificazione ed esecuzione di misure urgenti", come la riforma degli edifici parzialmente distrutti nelle sommosse.

"Abbatteremo le sbarre di tutte le prigioni del Rio Grande do Norte", hanno minacciato i reclusi, con il volto coperto, in un video trasmesso sul web. Secondo le autorità, sono state demolite un migliaio di celle nei presidi di Alcacuz, Parnamirim e della capitale Natal.

 
Arabia Saudita: pena di morte, eseguite altre tre condanne capitali PDF Stampa
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Aki, 18 marzo 2015

 

Tre detenuti che si trovavano nel braccio della morte in Arabia Saudita sono stati decapitati questa mattina in tre diverse carceri del regno, dove quest'anno si registra un preoccupante aumento del numero di esecuzioni di condanne a morte. Il ministero dell'Interno, come riporta l'agenzia di stampa ufficiale saudita Spa, ha reso noto che a Medina è stata eseguita la condanna comminata al pakistano Mumtaz Hussein Deen Ahmed, condannato per spaccio di eroina. A Taif e nell'est del regno, invece, sono state eseguite le condanne comminate ai sauditi Najr bin Faraj al-Azmi al-Otaibi e Moeid bin Ali bin Moeid al-Saad al-Qahtani, entrambi condannati per omicidio. Lo scorso anno in Arabia Saudita sono state eseguite almeno 78 condanne a morte. Omicidio, stupro, apostasia, rapina a mano armata, oltre al traffico di droga, sono i reati che nel Paese vengono puniti con la pena di morte.

 
Svizzera: strutture carcerarie, implementate le nuove misure di organizzazione interna PDF Stampa
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www.gdp.ch, 18 marzo 2015

 

Prosegue la riforma interna delle carceri: semplificata la gerarchica, maggiori responsabilità per il personale di custodia e approvata la riorganizzazione della Centrale operativa. Il Dipartimento delle istituzioni e la Direzione delle Strutture carcerarie proseguono nella realizzazione delle raccomandazioni suggerite dalla ditta di consulenza esterna che nel 2013 ha presentato l'audit sul settore dell'esecuzione delle pene e delle misure.

Le misure ad oggi implementate grazie anche all'impegno e alla professionalità di tutto il personale, hanno toccato aspetti legati all'operatività delle Strutture carcerarie, dall'organizzazione ai processi lavorativi fino alla conduzione e alla gestione delle risorse umane.

Su quest'ultimo punto, è da salutare positivamente il buon clima di lavoro e l'incrementata soddisfazione del personale, instauratisi nell'ultimo anno: indicatori importanti del livello di motivazione. Di recente, la Direzione delle Strutture carcerarie, con il sostegno del Dipartimento, ha avviato una revisione della struttura organizzativa interna dell'apparato carcerario ticinese.

La riforma interna prevede in particolare di semplificare la via gerarchica avvicinando la dirigenza ai collaboratori oltre che di ridefinire i compiti e le responsabilità del personale con funzioni di conduzione. In particolare, coerentemente con l'intendimento di responsabilizzare il personale di custodia, la gestione delle singole strutture è stata demandata direttamente al corpo uniformato. Il personale amministrativo è stato spostato da posizioni direttive a mansioni proprie di uno stato maggiore, con il compito di gettare le migliori premesse per chi opera al "fronte".

Durante lo scorso mese di febbraio il Governo ha inoltre approvato la riorganizzazione della Centrale operativa. Centrale che ricopre un ruolo fondamentale all'interno delle Strutture carcerarie per il controllo, la sicurezza e l'accesso al carcere. In questo senso è prevista l'assunzione di cinque nuovi operatori, che saranno assunti facendo capo anche a profili di persone senza occupazione segnalati dagli Uffici regionali di collocamento. Alcuni degli agenti di custodia che attualmente collaborano nella Centrale operativa potranno così riprendere a svolgere compiti di sorveglianza.

La riorganizzazione delle Strutture carcerarie segue quindi il suo corso, secondo le priorità d'implementazione delle raccomandazioni definite in base ai tempi, ai costi e alla loro complessità. I risultati positivi ottenuti in quest'ultimo anno, hanno permesso un miglioramento importante dell'operatività delle nostre carceri, a beneficio della sicurezza.

 
Myanmar: cittadino neozelandese condannato a 2 anni e mezzo per "oltraggio a Buddha" PDF Stampa
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Askanews, 18 marzo 2015

 

Due anni e mezzo di carcere per un'immagine pubblicata su Facebook. Un cittadino neozelandese e due suoi colleghi birmani sono stati condannati a due anni e mezzo di prigione, con lavori forzati, in Myanmar per avere insultato la religione buddista, utilizzando un'immagine del Buddha per fare pubblicità al loro bar.

Il giudice ha stimato che il neozelandese, Philip Blackwood, ha intenzionalmente "voluto insultare le credenze religiose" in Myanmar con questa immagine pubblicata su Facebook che rappresenta il Buddha con delle cuffie. Questa pubblicazione ha suscitato forti reazioni sui social network in un Paese che vive un momento di grande crescita del nazionalismo buddista. I tre condannati, detenuto dal mese di dicembre in una prigione di Rangoon, sono stati condannato a due anni di carcere per "oltraggio alla religione" e ad altri sei mesi di prigione disturbo dell'ordine pubblico.

 
Giustizia: "Oltre quei tre metri quadrati", ecco l'XI Rapporto dell'Associazione Antigone PDF Stampa
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di Carmine Saviano

 

La Repubblica, 17 marzo 2015

 

Numeri e documenti. Casi di suicidi e torture, di successi rieducativi. Viene presentato a Roma l'undicesimo rapporto che l'associazione Antigone dedica al sistema carcerario italiano. Un appuntamento annuale imprescindibile per gli addetti ai lavori e per chi vuole gettare il primo sguardo nelle celle degli istituti penitenziari. Una mappa della marginalità che disegna tutto lo spazio, materiale e immateriale, in cui vive - e più spesso in cui sopravvive - un detenuto.

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