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Pakistan: già 54 le impiccagioni dalla revoca della moratoria sulla pena di morte PDF Stampa
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Ansa, 19 marzo 2015

 

Altri quattro condannati a morte sono saliti oggi sul patibolo in due prigioni del Pakistan, mentre una quinta impiccagione è stata sospesa all'ultimo momento per ordine del presidente della repubblica, Mamnoon Hussain. Altri quattro condannati a morte sono saliti oggi sul patibolo in due prigioni del Pakistan mentre una quinta impiccagione, riguardante una persona che forse al momento di un omicidio da lui commesso aveva meno di 14 anni, è stata sospesa all'ultimo momento per ordine del presidente della repubblica, Mamnoon Hussain. Lo riferisce DawnNews Tv.

Da quando nel dicembre scorso il governo del premier Nawaz Sharif ha deciso di revocare la moratoria sulle esecuzioni delle condanne a morta introdotta nel 2008, già 54 detenuti sono stati impiccati. Le esecuzioni odierne sono avvenute nelle carceri di Rawalpindi e Mianwali. Una quinta impiccagione prevista per oggi di Shafqat Hussain, condannato a morte per avere ucciso nel 2004 un bambino di sette anni, è stata sospesa dal presidente Hussain al fine di procedere ad un supplemento di indagine sull'età che aveva quando fu commesso il delitto, e sulla possibilità che la polizia gli abbia estorto la confessione con torture.

 
Stati Uniti: pena di morte; in Missouri esecuzione di 74enne con grave lesione al cervello PDF Stampa
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Adnkronos, 19 marzo 2015

 

È avvenuta la notte scorsa in Missouri l'esecuzione di un uomo di 74 anni che aveva una grave lesione cerebrale. Cecil Clayton, condannato a morte quasi 20 anni fa per l'omicidio di un vice sceriffo, era il detenuto più anziano del braccio della morte di Bonne Terre ed stato dichiarato morto alle 9.21 di sera ora locale, otto minuti dopo che gli era stata somministrata l'iniezione letale. L'esecuzione era inizialmente fissata per le sei del pomeriggio, ma è stata ritardata di oltre tre ore dopo che gli avvocati di Clayton hanno presentato un appello in extremis alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che non è stato accolto. Come non è stata accolta la richiesta di grazia presentata al governatore Jay Nixon, un democratico. "Il mondo non sarà più sicuro dopo l'esecuzione del signor Clayton", ha dichiarato Elizabeth Unger Carlyle, uno degli avvocati che si sono battuti fino all'ultimo sostenendo che il condannato, che aveva riportato un danno permanente al cervello a seguito di un incidente in una segheria avvenuto nel 1972, non era in grado di comprendere né il crimine né la punizione inflitta.

Per Carlyle l'esecuzione di Clayton è quindi una violazione delle leggi federali e statali "è della dignità umana di base". Negli appelli presentati nel tentativo di fermare l'esecuzione, i legali di Clayton hanno presentato la perizia di tre diversi esperti che definivano il condannato "legalmente incapace" con un quoziente intellettivo che lo classificava come intellettualmente disabile.

Ma la Corte Suprema dello Stato ha contestato questa classificazione e non ha concesso un'udienza per valutare la capacità mentale del condannato. "Non era in grado di capire quello che veramente succedeva, rispondere o persino comprenderlo in modo razionale, non era la persona che doveva essere messa a morte", ha concluso l'avvocato Carlyle, spiegando, anche con l'uso di radiografie, che "aveva un buco sul lobo frontale, quello che controlla gli impulsi e il ragionamento".

 
Indonesia: pena di morte; frenata su esecuzione detenuto stranieri "mesi per i ricorsi" PDF Stampa
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Agi, 19 marzo 2015

 

È improbabile che l'Indonesia dia seguito a breve alle condanne a morte di 10 cittadini stranieri, almeno non nelle prossime settimane o addirittura nei prossimi mesi: lo ha precisato il vicepresidente, Jusuf Kalla. "Le decisioni dei tribunali sui ricorsi potrebbero arrivare tra settimane o mesi", ha spiegato dopo che il ministro degli Esteri australiano, Julie Bishop, aveva minacciato un boicottaggio turistico e il richiamo dell'ambasciatore nel caso venissero giustiziati due trafficanti di droga australiani attualmente nel braccio della morte.

Qualche giorno fa un portavoce della procura generale aveva affermato che le esecuzioni sarebbero state eseguite contestualmente "quando ogni cosa verrà chiarita, tra marzo e aprile". Tra i cittadini stranieri rinchiusi nel carcere di Nusakambangan a Giacarta, ci sono due australiani, un francese e cittadini ghanesi, nigeriani e filippini.

 
Uno squarcio nelle tenebre PDF Stampa
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di Carmelo Musumeci

 

www.carmelomusumeci.com, 18 marzo 2015

 

"Credo che tutti, o quasi, hanno paura della morte. Colui che però non ne ha, o ne ha meno, è l'uomo ombra, perché la pena dell'ergastolo ostativo non solo ti fa male, ma ti annienta. E lo fa lentamente. Un po' tutti i giorni. E un po' tutte le notti. Fino alla fine dei tuoi giorni e delle tue notti, perché l'ergastolano passa il tempo in attesa di crepare". (Diario di un ergastolano www.carmelomusumeci.com).

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A Terni c'è un pezzo d'Italia che non odia PDF Stampa
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Il Garantista, 18 marzo 2015

 

"Adesso dite, quanto odio razziale c'è nei vostri cuori?". Nel silenzio composto di Terni, listata a lutto per dire addio a David, le parole di Diego Raggi sono come pietre. Pietre contro l'intolleranza, contro l'odio prevedibile e meticoloso che ogni volta le orde dei Salvini scatenano sulla pelle dei morti, dei drammi, dell'incomprensibile umano mutato in volgare sete di sangue, vendetta, urla scomposte.

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