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Santa Maria Capua Vetere (Ce): Sgambato (Pd) incontra il nuovo Capo del Dap Consolo PDF Stampa
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www.campanianotizie.com, 3 febbraio 2015

 

"L'istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere avrà l'attenzione che merita, e tutte le problematiche di cui ci siamo fatti carico nelle scorse settimane, dalla classificazione al potenziamento del personale, dal reparto riservato in ospedale all'attenzione per lo sport e per le visite dei parenti: sono certa che saranno affrontate prontamente, anche con il necessario coinvolgimento della direttrice del carcere".

Lo ha detto Camilla Sgambato a margine di un incontro con il magistrato Santi Consolo, da dicembre a capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. La deputata del Partito Democratico, più volte in visita alla struttura di Santa Maria Capua Vetere e a colloquio sia con gli agenti di Polizia Penitenziaria che con la direttrice Concetta Giaquinto, ha esposto al nuovo capo del Dap le problematiche di Santa Maria: "All'aumento di detenuti con la costruzione di un nuovo padiglione - ha ricordato la parlamentare - non è corrisposto un adeguamento aumento di personale, come dimostrano purtroppo gli episodi di aggressione ad agenti che si sono registrati negli ultimi mesi.

Va pensato uno spazio per le detenute comuni all'interno del reparto femminile, come più volte auspicato anche dai vertici del Tribunale. E poi l'istituto va qualificato come carcere di primo livello, impensabile che sia ancora classificato di secondo livello, al pari di realtà decisamente più semplici e con una popolazione carceraria assolutamente meno numerosa.

Il dottor Consolo ha inoltre accolto le nostre sollecitazioni anche su altre questioni: seguirà anche lui la vicenda del reparto per detenuti inaugurato e mai messo in funzione all'ospedale di Caserta; coinvolgerà il carcere di Santa Maria in progetti che porteranno alla struttura nuove energie e soprattutto nuove risorse; si studieranno iniziative per potenziare le attività sportive, si pensava in particolare a coinvolgere magari il Coni e la locale famosa squadra di rugby. Riprenderemo a lavorare, inoltre, anche ad un progetto per l'accoglienza dei bambini figli di detenuti e detenute, magari anche pensando di utilizzare le detenute".

"Il dottor Consolo - ha poi concluso Camilla Sgambato - sarà presto in Campania in visita al carcere di Poggioreale e ha accolto con molto favore la mia richiesta di visitare, in quella occasione, anche il carcere di Santa Maria Capua Vetere per verificare di persona potenzialità e criticità della struttura".

 
Biella: detenuti al lavoro nelle scuole, progetto avviato da Provincia e carcere PDF Stampa
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di Elena Giacchero

 

www.newsbiella.it, 3 febbraio 2015

 

Passa dal concetto di "restituzione sociale", il nuovo progetto che vede Provincia e Casa circondariale unite per il futuro reinserimento dei detenuti. Questi ultimi, infatti, si occuperanno di manutenzione di aree verdi e piccoli lavori all'interno degli istituti scolatici superiori, imparando un mestiere.

"Siamo i primi ad aver avviato il protocollo nel Biellese - ha spiegato il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, affiancato dall'assessore, e promotore dell'iniziativa, Giuseppe Faraci, perché crediamo nella rieducazione del reo. Punire non serve, ma occorre dare ai reclusi una possibilità. E in cambio, con questi lavori, loro daranno qualcosa ai biellesi". In tutto saranno una decina i detenuti coinvolti, tutti soggetti ormai a fine pena e con custodia attenuata. "Si tratta di una proposta di trattamento - ha continuato la direttrice del carcere, Antonella Giordano, dedicata a chi ha voglia di mettersi in gioco. L'obbiettivo finale è quello di creare un interscambio tra la società e il detenuto. A quest'ultimo, anche il compito di gestire i propri spazi e, soprattutto, di responsabilizzarsi". Entro un mese, quindi, i primi reclusi, assistiti da tutor, inizieranno a prendere servizio nelle scuole.

 
Biella: sì al reinserimento dei detenuti, ma lontano dalla scuola, sono diseducativi PDF Stampa
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www.newsbiella.it, 3 febbraio 2015

 

Buona l'idea di un progetto di reinserimento dei detenuti, meno buona l'idea di occuparli nella manutenzione delle aree verdi scolastiche.

Ritengo molto diseducativo trasmettere il messaggio "punire non serve" ed ancor più diseducativo che questi soggetti vengano impiegati nelle comode e piacevoli aree verdi delle scuole. I ragazzi hanno bisogno di esempi sani non di "avanzi di galera" in fase di riabilitazione. Certo sono persone umane ma se hanno commesso dei reati è giusto che siano puniti e la reintegrazione non deve passare dalla scuola, la scuola deve essere un luogo dove gli alunni devono essere tutelati sotto tutti gli aspetti anche quello morale! Ci sono decine di aree verdi pubbliche bisognose di manutenzione, a cominciare dal parco Burcina ai vari fossati pieni di putride schifezze, agli argini dei torrenti e via di seguito, basta guardarsi attorno! forse per loro è troppo faticoso, forse è troppo impegnativo per i tutor?

Fuori dalla scuola portateci le "nonne" bisognose che rubano per mangiare, perché possano prendere per mano i piccoli ed accompagnarli a casa, portatele anche dentro alla scuola perché raccontino delle belle favole in cambio magari di un pasto caldo alla mensa. Certamente sarebbe più utile rispettare la loro dignità, perché vecchie, perché (se non hanno mai rubato prima) quale miseria le spinge a 70 e fischia anni rubare per mangiare, quale situazione estrema stanno vivendo sotto gli occhi ciechi delle nostre istituzioni che si preoccupano di ben altro? Mi fermo perché potrei veramente diventare irriverente e con cognizione di causa.

 

Lettera Firmata

 
Firenze: alla stazione Leopolda nasce un "giardino verticale" fatto da minorenni detenuti PDF Stampa
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Askanews, 3 febbraio 2015

 

Bisognerà attendere la primavera per ammirarlo in tutta la sua bellezza, ma il giardino verticale che si arrampica sul lato adiacente alla stazione di Porta al Prato, dà già un tocco completamente diverso all'esterno della Stazione Leopolda. Alta quattro metri e larga venti, l'opera è nata dalla collaborazione tra il Comune di Firenze, l'istituto di formazione Apab e il Centro di Giustizia minorile.

"Al momento abbiamo ragazzi affidati al servizio sociale minorenni della giustizia, in altre occasioni abbiamo avuto addirittura anche detenuti dell'istituto penale di Firenze", ha spiegato Enrica Pini, funzionaria del Centro di giustizia minorile.

Al ragazzo ritenuto più meritevole, è stato consegnato un assegno di mille euro. Il progetto "in Three" della stazione Leopolda è solo l'inizio. "E continueremo, proprio perché appunto crediamo in quest'opera di collaborazione, di recupero sociale e anche ambientale. Si sancirà anche un protocollo d'intesa", ha aggiunto Alessia Bettini, assessora all'Ambiente e al decoro urbano del Comune di Firenze.

 
Taranto: a Martina Franca la manutenzione affidata ai detenuti, convenzione il carcere PDF Stampa
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www.tarantobuonasera.it, 3 febbraio 2015

 

La Giunta comunale di Martina Franca ha deliberato lo schema di convenzione con la Casa circondariale di Taranto "Carmelo Magli". Per un anno fino ad otto soggetti in esecuzione di pena svolgeranno gratuitamente attività a favore della collettività e, nello specifico, saranno impegnati in piccole attività manutentive del verde pubblico e del patrimonio immobiliare comunale. "L'esperienza già realizzata in collaborazione con la Casa Circondariale ha dato esiti positivi e ha contribuito fattivamente al recupero e al reinserimento dei detenuti che hanno aderito al progetto come misura alternativa al carcere - dichiara l'assessore alle Politiche Sociali, Vito Pasculli. Questa azione, gli scorsi anni, ci ha consentito di recuperare spazi importanti del patrimonio comunale restituendoli alla nostra città.

L'Istituto Comprensivo Marconi, la Casa del Volontariato e la sistemazione della Biblioteca comunale sono i primi esempi concreti del lavoro e dell'impegno profuso dai ragazzi coinvolti nel progetto". L'iniziativa si è rinnovata grazie alla collaborazione e alla disponibilità della dottoressa Stefania Baldassarri, Direttrice della Casa Circondariale.

 
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