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Alessandria: detenuto distrugge la cella e inghiotte un telefonino, salvato dai medici PDF Stampa
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di Miriam Massone

 

La Stampa, 25 giugno 2015

 

È avvenuto al carcere San Michele di Alessandria: dopo il colloquio con la moglie (denunciata perché trovata con droga) l'uomo, 37 anni, ha dato in escandescenze. Dopo il colloquio con la moglie (denunciata perché entrata al carcere San Michele con droga nascosta nelle parti intime), un detenuto, italiano, di 37 anni, rinchiuso per una serie di reati contro il patrimonio, ha reagito violentemente spaccando tutti gli oggetti nella sua cella.

Una scena di violenza culminata con un gesto che in un primo momento è passato inosservato agli agenti: ha inghiottito, cioè, un telefono cellulare. Trasferito al Pronto soccorso, i medici gli hanno fatto una radiografia al bacino che ha evidenziato il piccolo telefono all'interno dell'intestino. Sono stati gli uomini della polizia penitenziaria a convincerlo a espellerlo. Donato Capace, segretario generale del Sappe lancia l'allarme: "Episodi così non accadrebbero se il carcere fosse schermato: a quel punto anche introdurre un cellulare risulterebbe inutile perché non ci sarebbe campo". La droga che nascondeva la moglie invece - 10 ovuli, secondo quanto testimonia il sindacato Osapp - è stata sequestrata dalla polizia scientifica.

 
Pozzuoli (Na): l'iniziativa "è moda" al Rione Terra, detenute-mannequin per una serata PDF Stampa
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di Elisabetta Froncillo

 

Il Mattino, 25 giugno 2015

 

Sfilare sui tacchi senza cadere. È la prova per le detenute di Pozzuoli che sabato sera andranno in scena con "É moda", uno spettacolo in passerella nella cornice del Rione Terra. Un progetto di inclusione sociale che parte da dietro le sbarre, dove la P&P Academy ha realizzato un corso di portamento e bon ton, coinvolgendo oltre venti recluse tra laboratori di sartoria e corsi da modelle, fino ad arrivare sul red carpet indossando abiti pregiati.

Dal mondo del carcere alla società, questo è il grande salto. È una vera scommessa per chi come la P&P, insieme al Comune di Pozzuoli, ha lavorato con delle donne che hanno sbagliato nella loro vita e stanno pagando con la privazione della libertà. Si punta su chi ha già una condanna definitiva e intraprende un percorso di reinserimento lavorativo.

Delle venti ospiti della casa circondariale diretta dalla dottoressa Stella Scialpi, un gruppo di loro sabato alle20,30 sfilerà insieme a modelle professioniste nell'antica Rocca puteolana. Organza e colori, virtuosismi e innovazioni avvolgeranno mannequin d'eccezione. Non sarà soltanto spettacolo ma un vero progetto sociale a riempire la serata. Ad arricchire la diciassettesima edizione di "É moda" ci saranno gli stilisti Massimo Sarli, Nino Lettìeri, Danila Dubuà, Manuel Artist, Le chic di Cinzia Scozzese, e Veronica Guerra.

"Le creazioni di moda di altissimo livello meraviglieranno il pubblico con le loro collezioni - ha detto l'organizzatrice Anna Paparone, della P&P Academy - Inoltre il progetto avviato con il carcere femminile ha dato i suoi primi frutti: una delle detenute che ha sfilatolo scorso anno, tornata in libertà da alcuni mesi, è stata ingaggiata dall'agenzia che mi fornisce le modelle professioniste e sabato sfilerà tra queste".

Questa assunzione è la prima prova superata della sfida cominciata un anno fa in carcere, quando la moda ha fatto il suo ingresso, con una sola convinzione: recluse non significa essere escluse. "Si tratta di un'iniziativa lodevole - ha affermato l'assessore alle Politiche sociali, Teresa Stellato, che patrocina l'evento. Il reinserimento a pieno titolo delle detenute deve essere un obiettivo costante della società, non si può solo punire. È giusto che delle recluse meritevoli possano ritrovare il proprio domani dopo il debito pagato con lo Stato".

La serata, che sarà presentata dall'organizzatrice insieme allo showman Diego Sanchez e Rajae Bezzaz del Grande Fratello, sarà animata anche dal Premio "Eccellenze Campane", che si intersecherà con le performance degli stilisti. Si tratta del riconoscimento riservato a quanti si sono contraddistinti nel campo della moda, della cultura, dello sport, della medicina e della politica. Sarà assegnato agli attori Mario Porfido, Stefano Sarchielli, Rosaria De Cicco e Francesco Di leva; al regista Enrico Maria La Manna; a Graziano Amato di "Uomini e donne"; al chirurgo Plastico Sergio Venza; all'attore comico e cabarettista Angelo Dì Gennaro; al responsabile nazionale dei dirigenti della Polizia di Stato Siulp Maurizio Mastiopinto, autore del libro "Portati 'o pigiama"; a Susanna Moccia, presidente dei Giovani Imprenditori; ai cantanti Fabio Pascarella e Nando Misuraca; allo sponsor Kamo Caffè e allo stilista Massimo Sarli.

 
Firenze: "Rugby oltre le sbarre", un nuovo progetto che coinvolge i detenuti PDF Stampa
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dilettantitoscana.it, 25 giugno 2015

 

Venerdì 26 giugno alle 10 al cinema di Sollicciano verrà presentato il Progetto Rugby oltre le sbarre, che è stato ideato dal Csi, Centro Sportivo Italiano e dall'Opera Madonnina del Grappa in collaborazione con Fir, Federazione Italiana Rugby, e Crt, Comitato Regionale Toscano, con il supporto tecnico del Firenze Rugby 1931 e con il patrocinio di Regione Toscana e Comune di Firenze.

Dopo la presentazione con le autorità la proiezione di un video sul rugby e con l'incontro con lo scrittore Antonio Falda, che presenterà il suo libro Per la Libertà, nato da una ricerca compiuta in otto istituti carcerari italiani per capire come il Rugby possa essere di aiuto a chi sta per reinserirsi nella vita civile ma anche a chi non ha all'orizzonte il riguadagnare la libertà. A seguire una selezione di giocatori toscani darà vita ad un incontro di rugby.

Alle 19, nei locali di Alzaia, la libreria della Fondazione Stensen, alla presenza del Presidente del Comitato Regionale Toscano della Fir, Riccardo Bonaccorsi, avrà luogo la presentazione al pubblico del libro di A. Falda in un aperitivo-cena. Sarà l'occasione per la comunità biancorossa del Padovani e per tutti gli amanti del rugby in Toscana per dimostrare il proprio sostegno a questa nuova realtà, non solo partecipando, ma anche portando tutto ciò che a una squadra di rugby può servire: scarpe che non si usano più, vecchie magliette da gioco e non solo.

 
Quarantena e carcere, il piano Ue sui migranti PDF Stampa
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di Carlo Di Foggia

 

Il Fatto Quotidiano, 25 giugno 2015

 

Le premesse non sono delle migliori, e il parallelismo con lo stallo greco è d'obbligo: anche sui migranti l'Ue si prepara a chiudere un accordicchio. Ieri le veline provenienti da Bruxelles facevano trapelare il fallimento della strategia italiana: la proposta della Commissione europea di imporre quote obbligatorie agli Stati membri per ricollocare 40 mila migranti arrivati in Italia e Grecia non passerà al vertice Ue di oggi e domani.

L'ultima bozza delle discussioni finali, circolata due giorni fa, parlava di un'intesa di massima, lasciando ai Paesi la scelta di come spartirseli, entro luglio. "Le quote obbligatorie rischiano di essere controproducenti e non passeranno", spiegava invece ieri alle agenzie un alto funzionario europeo: "L'accordo tra gli Stati membri non c'è e non c'è mai stato". Con queste premesse ieri Matteo Renzi ha riferito alle Camera in vista del vertice. "Noi chiediamo all'Europa di accogliere e prendersi carico insieme a noi dei migranti - ha spiegato il premier, incassando gli applausi - È l'Europa che non può pensare di fare da sola".

Poi la solita linea: l'immigrazione è un problema mondiale, non un'emergenza italiana. "Il 24 giugno dello scorso anno eravamo qui a presentare il Consiglio Ue, come oggi. Gli arrivi erano stati 59.600, quest'anno sono stati 61.400. Un aumento di 1.800 unità, il 3%. Oggi guardiamo a uno scoglio o a una stazione, ma bisogna alzare gli occhi e guardare a Calais", dove centinaia di migranti sono bloccati agli imbarchi verso l'Inghilterra e in questi giorni hanno provato ad approfittare dello sciopero dei portuali francesi per nascondersi nei camion in fila. "Scene inaccettabili, aiuteremo le autorità Francesi" nei controlli ha tuonato ieri il premier inglese David Camero. Da settimane l'Italia e i paesi dell'Unione si scontrano. Gli Stati orientali vogliono che l'adesione sia su base volontaria. Stessa linea ribadita dal presidente francese Fracois Hollande nella sua visita italiana: "Le quote non sono la soluzione".

Quella uscita nei giorni scorsi, però, non è l'unica bozza finale. Secondo diverse indiscrezioni, l'Ue sarebbe invece pronta a una svolta durissima. Il Guardian, per dire, ha rivelato che il consiglio europeo dovrebbe approvare una proposta che prevede la coercizione e il carcere fino a 18 mesi per i migranti irregolari che arrivano in Europa, in modo da consentire la registrazione delle impronte digitali. Gli europei, stando al testo, avrebbero deciso di mettere in piedi "strutture nelle aree di confine (Italia, Grecia, Malta) con il sostegno di squadre di esperti per garantire che i migranti siano identificati e che gli siano prese le impronte digitali".

Non solo, come aveva annunciato il commissario Avramopoulos, la competenza per i rimpatri dei migranti irregolari passerà dagli stati nazionali a Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere, dove la polizia potrà addirittura sottoporli "a un sistema di quarantena". che il tema stia circolando a Bruxelles lo ha indirettamente confermato il premier: "La sinistra non può avere paura del rispetto delle regole e del concetto di rimpatrio. Concetti cui dobbiamo aggrapparci per evitare un'ondata che rischia di mettere in discussione il concetto di Europa". L'agenda europea è partita martedì con l'avvio della missione navale.

Un'operazione che avrà un'efficacia operativa limitata visto che non potrà intervenire nelle acque e sulle coste libiche. Serve una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e l'ok di un governo unitario libico, che non esiste, spaccato com'è nelle due compagini di Tripoli e Tobruk (l'unica riconosciuta a livello internazionale). A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato ieri il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio: "L'Onu faccia l'Onu dicendo chiaramente: 'In Libia adesso mandiamo una forza di interposizione, facciamo lì i campi di accoglienza e facciamo una guerra dove al limite è lecito anche sparare agli scafisti".

Un'ipotesi che ha scatenato la reazione degli ambasciatori libici. "È una violazione della sovranità libica senza l'accordo del governo legittimo, quello di Tobruk (da dove però partono pochissimi barconi, ndr)" ha spiegato Mustafa Ali Rugibani, incaricato d'affari dell'ambasciata di Libia in Vatizano. Parole che fanno eco a quelle dell'ambasciatore libico in Italia (lato Tripoli), Ahmed Safar: "L'operazione manca di legittimità e potrebbe essere considerata un atto di aggressione. Un grosso favore all'Isis".

 
Rimpatri dei migranti con 8 voli al mese. Oggi il vertice Ue. Renzi: possiamo fare da soli PDF Stampa
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di Fiorenza Sarzanini

 

Corriere della Sera, 25 giugno 2015

 

Emergenza immigrazione, nuovo piano del governo dopo il fallimento, di fatto, dell'Agenda messa a punto dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che oggi dovrà essere approvata dai capi di Stato e di governo a Bruxelles: due voli charter a settimana per rimpatriare gli stranieri nei Paesi d'origine con cui abbiamo già trattati in vigore e nuovi accordi di polizia - dunque con procedure più veloci - con quegli Stati africani dai quali si muove la maggior parte dei migranti. Il premier britannico Cameron accusa l'Italia: chi arriva va schedato meglio. La replica di Renzi: "I rimpatri non sono più un tabù, ma dobbiamo evitare in Europa il ritorno dei muri".

Due voli charter alla settimana per rimpatriare gli stranieri nei Paesi d'origine con cui abbiamo già trattati in vigore. Nuovi accordi di polizia - dunque con procedure più veloci - con quegli Stati africani dai quali si muove la maggior parte dei migranti. È questo l'obiettivo del governo dopo il fallimento di fatto dell'Agenda messa a punto dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che oggi dovrà essere approvata dai capi di Stato e di governo. Perché il voto finale sarà favorevole ma la precisazione contenuta nel testo per specificare che si tratta di un intervento "per fronteggiare l'emergenza" sembra escludere che l'Italia possa contare sull'appoggio dell'Unione. E, soprattutto, che un sistema di distribuzione vada "a regime" dal 2016 come previsto inizialmente. Dunque si devono cercare strade alternative escludendo, almeno per il momento, di mettere in atto quel "piano B" ritorsivo annunciato la scorsa settimana dal presidente del Consiglio Matteo Renzi che prevedeva il rilascio di permessi di viaggio a chi fa richiesta di asilo. Intanto, per l'accoglienza, il Viminale dirama una nuova circolare per trovare 11mila posti.

Dall'inizio dell'anno sono 24 i viaggi organizzati dalla polizia per riportare in patria tunisini, egiziani e nigeriani arrivati in Italia negli ultimi mesi. In media uno a settimana, ognuno con 50 persone. Altri saranno predisposti nelle prossime ore, ma il governo vuole incrementare le partenze, proprio per alleggerire la pressione che deriva dalla presenza degli "irregolari". Oltre alle intese già in vigore si è dunque deciso di proporre nuovi patti. Accordi di polizia che non hanno necessità di una trattativa diplomatica troppo lunga e possono chiudersi nel giro di un paio di mesi, come del resto è già accaduto la scorsa settimana con il Gambia.

Lettere di invito sono state spedite ai vertici delle forze dell'ordine di Costa d'Avorio, Senegal e Ghana, da cui partono migliaia di persone. Secondo i dati aggiornati al 22 giugno, quest'anno ne sono giunte oltre 4mila soltanto dai primi due Paesi. Questo consentirà di programmare almeno otto viaggi al mese, quasi interamente finanziati dall'Ue, in modo da raddoppiare il numero dei rimpatri.

Per mostrare collaborazione con i partner europei - nella speranza di ottenere almeno maggiori finanziamenti - l'Italia sembra comunque intenzionata a creare quei centri di smistamento, gli "hotspot", con la presenza di osservatori internazionali. In particolare sono 42 i funzionari di Easo (l'Agenzia europea di supporto all'asilo) che arriveranno nel nostro Paese ufficialmente per partecipare alle operazioni di foto segnalamento, in realtà per verificare che a tutti i richiedenti asilo vengano prese le impronte digitali. Ogni struttura potrà ospitare circa 300 persone e saranno sistemate nei porti di arrivo, dunque in Sicilia, Puglia e Calabria. L'Unione - in particolare la Francia - chiede che gli stranieri vengano tenuti in custodia fino al termine della procedura, ma su questo l'Italia sembra decisa a non cedere anche perché la nostra legislazione non lo prevede. Per questo saranno creati "hub" più capienti nelle altre Regioni in modo da trasferire chi ha presentato la domanda e rimane in attesa dell'esito.

La pressione diventa ogni giorno più pesante, con sbarchi continui. Gli ultimi mille migranti sono approdati ieri pomeriggio e dal Viminale è partita una circolare per chiedere alle prefetture la messa a disposizione di undicimila posti.

Un numero che tiene conto della necessità di programmare i trasferimenti dalla Sicilia e dalle altre Regioni dove maggiore è il numero di stranieri ospitati. E divide in quote il numero delle persone da sistemare tenendo conto che Lombardia, Veneto e Liguria dovranno coprire anche le carenze delle scorse settimane, avendo accettato un numero inferiore a quello previsto. Minore è invece il dato per il Friuli, perché si tiene conto degli ingressi via terra che hanno fatto arrivare nella zona centinaia di stranieri.

 
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