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Ancona: caserme e carceri fatiscenti, Ricciatti (Si) interroga il ministro Orlando PDF Stampa
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vivereancona.it, 19 gennaio 2016

 

"Il personale dell'Amministrazione penitenziaria opera quotidianamente in condizioni di grande difficoltà, l'inadeguatezza in cui versano alcune caserme all'interno degli istituti penitenziari non aiutano gli agenti nello svolgimento delle funzioni di istituto".

Lo afferma l'on. Lara Ricciatti, che ha depositato oggi una interrogazione parlamentare per segnalare al ministro della Giustizia le condizioni di fatiscenza degli edifici che ospitano le caserme della Polizia Penitenziaria nelle carceri di Ancona Montacuto, Pesaro e Ascoli Piceno. La deputata di Sinistra Italiana, da tempo impegnata nel segnalare le criticità delle carceri marchigiane più volte visitate, ha raccolto le proteste del Cosp (Coordinamento sindacale Penitenziario) e di alcuni agenti, chiedendo al ministro Orlando un intervento per verificare se tali condizioni siano coerenti con gli standard previsti dall'Accordo Nazionale Quadro d'Amministrazione per il corpo di polizia penitenziaria del 2004, che prevede il "diritto ad una decorosa sistemazione alloggiativa" per gli agenti presso le caserme o altre strutture dell'Amministrazione.

"Il mondo carcerario vive da anni situazioni di grande complessità, dovute soprattutto a piante organiche sotto dimensionate, ma anche all'evidente stato di degrado di alcune strutture. Il personale è sottoposto a continue pressioni dovute alle oggettive condizioni ambientali, il minimo che si possa fare è fornire agli agenti una condizione alloggiativa decente, considerato anche che agli stessi viene chiesto spesso un contributo economico per sostenere le spese dei servizi di alloggio", conclude Ricciatti.

 
Rimini: il riscatto di Natale che va oltre le sbarre PDF Stampa
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newsrimini.it, 19 gennaio 2016

 

Un gruppo di detenuti ha realizzato articoli da regalo e altri oggetti artigianali, poi messi in vendita alla Festa del Cral del Comune. L'iniziativa ai "Casetti", coordinata dall'Associazione Madonna della Carità, prosegue con altre attività.

Centri tavola, ghirlande, bigliettini di auguri, decori per l'albero... Le feste appena trascorse sono state motivo di grande soddisfazione per gli ospiti della Casa Circondariale di Rimini. Dalle loro mani hanno preso vita articoli da regalo e altri prodotti artigianali che hanno potuto trovare visibilità durante la tradizionale "Festa degli Auguri" organizzata dal Cral, il Circolo Ricreativo Aziendale del Comune di Rimini.

Un premio importante all'impegno e alla partecipazione che i detenuti hanno mostrato nel dedicarsi a questa nuova esperienza. Protagonisti, gli ospiti della sezione ordinaria Vega (per detenuti transessuali) e dalla sezione Se.A.T.T (denominata anche "Andromeda"), una sezione speciale a custodia attenuata e destinata al trattamento di persone con tossicodipendenze che esprimono la volontà di affrontare un percorso riabilitativo.

Il progetto, promosso dal Piano di Zona del Distretto Rimini Nord e cofinanziato dal Comune di Rimini, vede la collaborazione di tutta l'Area Educativa di Istituto con il supporto dei volontari dell'Associazione di Volontariato Madonna della Carità e dei docenti che affrontano con i detenuti un percorso non solo finalizzato alla produzione di piccoli oggetti per il Natale, ma ad un cammino di scambio umano e relazionale. Un'attività settimanale che permette alle persone "dietro le sbarre" di socializzare e condividere idee e pensieri con figure esterne alla realtà strettamente penitenziaria, di mettersi in gioco con chi rappresenta un mondo esterno equilibrato e non porta con sé pregiudizi ma solo tanta voglia di accogliere l'altro e divertirsi insieme, trovando un po' di entusiasmo anche in una situazione di reclusione. Un'esperienza molto positiva per le tre donne - Vilma, Elisa e Manuela - che con impegno e freschezza hanno valicato per la prima volta la block house dei "Casetti" e condotto con cura e disinvoltura i laboratori in previsione del Natale.

I lavori presentati dai detenuti hanno ricevuto una donazione di 100 euro dal Cral e hanno incassato altri 100 euro dai molti che hanno voluto supportare volontariamente questa preziosa iniziativa benefica. Un ricavato che l'Associazione di volontariato Madonna della Carità devolverà totalmente al carcere per acquistare prodotti utili alla vita quotidiana e vivande per allietare i momenti di convivialità e di festa che al suo interno i volontari e gli educatori organizzano periodicamente per i detenuti.

Oltre ai prodotti artigianali è stato realizzato anche quest'anno, grazie al supporto del Comune di Rimini, il "Calendario 2016" della Casa Circondariale: un anno di foto, illustrazioni e poesie che raccontano esperienze e riflessioni di chi vive in condizione di restrizione. Un lavoro che ha visto la collaborazione del corpo di Polizia Penitenziaria, della Direzione, di tutta l'Area Educativa di Istituto e dei volontari Caritas assieme a tutti coloro che a vario titolo seguono le attività all'interno del carcere. Si ringraziano anche realtà esterne al carcere come il Rigas (gruppo di acquisto solidale di Rimini) e la cooperativa La Formica per la solidarietà e la disponibilità nella distribuzione di numerose copie.

 
Genova: "Il sapere dentro", un'iniziativa che coniuga Università e carcere PDF Stampa
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mentelocale.it, 19 gennaio 2016

 

Un progetto che ha lo scopo di promuovere l'istruzione universitaria tra la popolazione detenuta e diplomata nelle case circondariali di Marassi e Pontedecimo. Si tratta di un primo passo verso la realizzazione di un Polo Universitario Penitenziario già da tempo presente in altre città italiane. Nella convinzione che la privazione delle libertà della cosiddetta popolazione ristretta non debba comportare anche quella delle conoscenze, l'iniziativa si propone di offrire, in maniera affabile e rispondente alle esigenze espresse dai detenuti, qualche elementare nozione di sapere dentro le mura del carcere.

A Genova il Dipartimento di Italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo (Diraas), il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia (Dafist) della Scuola di Scienze Umanistiche e il Dipartimento di Giurisprudenza della Scuola di Scienze Sociali, nell'ottobre 2015 hanno approvato una convenzione con il Prap (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria) con gli obiettivi di favorire - come previsto dalla legge - il diritto allo studio e di sollecitarne le opportunità e quello di sviluppare personali percorsi di riflessione e di formazione personali.

Il Rettore dell'Università di Genova, Paolo Comanducci, presentando l'iniziativa ne ha voluto sottolineare "lo scopo non solo formativo ma anche l'alto valore sociale per una crescita non solo delle conoscenze, ma anche delle opportunità, migliorando la possibilità per i detenuti di un efficace reinserimento nella realtà sociale.

Questa come altre iniziative passate e mi auguro future si configurano come importanti momenti di incontro e di collaborazione fra le istituzioni e il territorio della nostra città e della nostra regione che vede l'Università protagonista". Il progetto prende avvio da martedì 19 gennaio attraverso un ciclo di 11 incontri, condotti dai docenti dell'ateneo genovese e svolti all'interno delle strutture penitenziarie di Marassi e Pontedecimo.

 
Milano: Papa Francesco applaude il carcere di Opera "sono ostie donate dai detenuti" PDF Stampa
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di Paola Fucilieri

 

Il Giornale, 19 gennaio 2016

 

Due ergastolani e un condannato a una lunga pena da tre mesi realizzano 1.200 particole al giorno. Ciro, Giuseppe e Cristiano - rispettivamente 54, 46 e 29 anni - non sono detenuti qualunque. Da tre mesi, infatti, sono impegnati a realizzare 1200 ostie al giorno all'interno del laboratorio di Opera, la più grande delle 225 carceri italiane. Prodotti artigianali fatti con amore e dedizione da chi, come loro, credeva di non avere più speranza. Invece queste ostie, insieme alla passione che li anima e al percorso di fede che hanno compiuto, sono arrivate sin nelle mani di papa Francesco.

Che domenica mattina, dal suo balcone romano di piazza San Pietro, durante l'Angelus che ha preceduto la Messa celebrata in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (il Giubileo dei Migranti), ha spiegato alla folla di fedeli che per quella speciale cerimonia avrebbe utilizzato proprio le particole prodotte nel carcere milanese.

"In questa Messa, io vorrei ringraziare, e anche voi ringraziate con me, i detenuti del carcere di Opera, per il dono delle ostie confezionate da loro stessi e che saranno utilizzate in questa celebrazione - ha detto papa Bergoglio. Li salutiamo con un applauso da qui, tutti insieme. Parole che suonano come caldi e prolungati abbracci. Per Ciro e Giuseppe, che stanno pagando il loro debito con la giustizia con un "fine pena mai", sono cioè ergastolani. E anche per Cristiano, pure impegnato a scontare una lunga condanna.

I tre si sono conosciuti proprio a Opera. Tutti autori di fatti di sangue, si sono rivelati così disposti a cambiare la loro esistenza, il loro cammino, da partecipare al progetto internazionale "Sicomoro", che prevede che chi ha commesso un omicidio venga a contatto con parenti di vittime di quel tipo di reato.

"Lavorano alla produzione delle particole sei ore al giorno e ne sono entusiasti al punto che non solo hanno smesso di fare quello di cui si occupavano in precedenza, ma sono stati loro stessi a scrivere a papa Francesco per offrire le ostie. Si erano rivolti, con successo, anche al cardinale Angelo Scola per la messa di Natale in Duomo. In carcere le persone spesso cambiano, anche quelle che sono state molto pericolose.

E le attività che svolgiamo, come quelle teatrali, servono a capire chi risponde agli impulsi. Da lì si può cominciare un nuovo percorso" spiega con evidente soddisfazione Giacinto Siciliano, 49 anni, da quasi nove direttore del carcere di Opera dove ci sono al momento 1.300 detenuti (la stragrande maggioranza ha condanne definitive) dei quali 300 lavorano per l'amministrazione della casa circondariale, altri 90 per cooperative esterne (ma all'interno dell'istituto di pena), mentre altri 80 hanno un'occupazione che li porta a lasciare Opera la mattina per farvi rientro la sera.

A rendere possibile quel che è accaduto ieri sono 4 amici che, "capitanati" da Arnoldo Mosca Mondadori, hanno fondato la Onlus milanese di via Calatafimi "Casa dello spirito delle arti". Mosca Mondadori ieri era a Roma e ha assistito all'entrata in San Pietro delle ostie di Opera portate da uomini di tutte le razze che danzavano. "Il percorso di redenzione di questi detenuti è autentico - assicura. Le ostie? Ce le chiedono decine e decine di parrocchie. Noi le doniamo a patto che si parli ai fedeli del progetto da cui scaturiscono".

 
Foggia: il Cosp denuncia due aggressioni nei confronti di agenti di Polizia penitenziaria PDF Stampa
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antennasud.com, 19 gennaio 2016

 

Il Cosp (Coordinamento sindacale penitenziaria) segnala due aggressioni avvenute oggi nei confronti di agenti di polizia penitenziaria dentro e fuori il carcere di Foggia. Il primo episodio - rileva una nota - sarebbe avvenuto attorno alle 13.30 "nella IV sezione del Nuovo Complesso dove sono rinchiusi oltre 160 detenuti vigilati questa mattina, per carenza di polizia, solo da due agenti".

Da quanto si è appreso - è detto nella nota - un detenuto si è scagliato contro un agente che gli stava impendendo di circolare da una sezione all'altra del carcere, colpendolo con una violenta testata tra gli occhi e facendolo cadere a terra privo di sensi. La squadra di pronto intervento della polizia penitenziaria ha soccorso l'agente e isolato il detenuto tarantino che ha 25 anni e sta scontando una pena (fino al giugno 2019) per danneggiamento, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e che non sarebbe nuovo ad atteggiamenti aggressivi. Il poliziotto è stato portato al pronto soccorso di Foggia dove è tenuto sotto controllo per le lesioni riportate. L'altro episodio, non legato al primo - è detto ancora nella nota - si è verificato poco prima all'esterno del carcere dove un poliziotto penitenziario che aveva finito il suo turno, sarebbe stato aggredito da tre persone risultate poi essere famigliari di un detenuto. In difesa del poliziotto, che è stato portato al pronto soccorso, sono intervenuti altri agenti.

 
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