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Giustizia: suicidi e Opg, nelle carceri va sempre peggio PDF Stampa
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di Valter Vecellio

 

L'Indro, 25 giugno 2015

 

Regioni senza Rems verso il commissariamento? che potrebbe non risolvere il problema di una legge mal fatta. Suicidi in carcere: la domanda è questa: perché, nonostante tutti gli sforzi, effettivi o promessi; nonostante l'indubbio impegno di tanti agenti della Polizia penitenziaria e della comunità penitenziaria in genere, perché il numero di suicidi o tentati suicidi tra i detenuti italiani è sempre più in aumento?

Nelle prigioni italiane si registra un tasso di suicidi 20 volte maggiore rispetto a quello della popolazione libera. Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità viene commesso un tentativo di suicidio circa ogni tre secondi, ed un suicidio completato ogni minuto. Nelle carceri poi, si registrano numeri maggiori sempre in aumento, rispetto a quelli della comunità circostante. Il sovraffollamento delle carceri non si arresta, calano le forze di Polizia penitenziaria, e questa bomba a orologeria esplode tra i detenuti sotto forma di suicidio. Eccetto per una leggera flessione registrata nel 2013, quando i detenuti suicidi furono il 30 per cento, i dati sono allarmanti. Nelle carceri italiane si registra un tasso di suicidi 20 volte maggiore rispetto a quello della popolazione libera.

Nel corso di questi ultimi dodici anni sono avvenuti complessivamente 692 suicidi, più di un terzo di tutti i decessi avvenuti in carcere. Nel 2012 i detenuti hanno raggiunto i 7.317 atti di autolesionismo e 1.308 tentativi di suicidio. Le morti sono state complessivamente 154, 60 per suicidio, con una più elevata frequenza tra le persone più giovani.

Ospedali Psichiatrici Giudiziari: 31 marzo scorso: a partire da quel giorno gli Opg sarebbero dovuti sparire. Una promessa e un annuncio dato con molta enfasi, l'evento storico. Fine di una pagina spesso drammatica del sistema penale del nostro Paese.

A che punto siamo? La realtà è ben diversa da quella auspicata. Gli Opg non si sono affatto svuotati. In Campania attualmente sono presenti 122 internati, 67 ad Aversa, 55 a Secondigliano. Di questi circa la metà sono campani, gli altri provengono da altre regioni. Le Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza che avrebbero dovuto sostituire gli OPG, non sono ancora pronte. In Campania ne sono previste due: a Calvi Risorta, e S. Nicola la Baronia, 20 posti ciascuna. Se tutto andrà come si spera saranno completate entro l'estate, le prime funzionanti a livello nazionale. Sono state individuate tre Rems provvisorie: 38 posti letto, solo due sono aperte.

Finito l'effetto annuncio, si deve prendere atto che non si è pronti. La legge 81 del 2014 che definisce la chiusura degli Opg, rileva evidenti limiti che non si sono voluti vedere, ma che fin dal primo momento erano chiarissimi: per esempio si prevede il commissariamento per le Regioni inadempienti. Con questo provvedimento, del resto non attuato pur talvolta essendoci le condizioni, il commissario dovrebbe predisporre in un tempo ragionevole i piani per la definizione delle Rems e riorganizzare i Dipartimenti di Salute Mentale, avviando nel contempo i progetti terapeutici individuali. Ma ecco emergere un'altra criticità: la difficoltà di prendere in carico i pazienti più problematici, gli internati rimasti in OPG, e quelli per cui fallisce la licenza finale di esperimento. Le incognite sul futuro, comunque, riguardano soprattutto i nuovi ingressi che nel frattempo continuano ad essere predisposti nelle Rems, con un intasamento che nei prossimi mesi diventerà ingestibile.

Al di là dello specifico caso campano, almeno 300 persone restano rinchiuse nei cinque Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia, e quasi 250 persone sono rinchiuse nell'OPG di Castiglione delle Stiviere. Nelle otto Rems sinora attivate nelle altre regioni vi sono meno di 100 persone. È la denuncia del Comitato StopOpg. Il comitato chiede che le regioni che non hanno ancora accolto i loro pazienti siano immediatamente commissariate, "per assicurare le dimissioni e il trasferimento delle persone internate. Il Commissariamento è indispensabile per superare i ritardi nella chiusura degli Opg e per l'attuazione integrale della Legge 81/2014; misure e progetti che il Ministero della Salute è tenuto a monitorare e a sollecitare".

 
Giustizia: è caos sulla chiusura degli Opg, Governo pronto a commissariare le Regioni PDF Stampa
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Adnkronos, 25 giugno 2015

 

Il 31 marzo 2015 avrebbero dovuto lasciare gli Ospedali psichiatrici giudiziari ed essere trasferite nelle Rems, Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza. Ma a più di due mesi dalla decisione del governo di non concedere più proroghe per la chiusura delle strutture, secondo i dati forniti all'Adnkronos dal ministero della Salute, ci sono ancora almeno 300 persone che restano rinchiuse nei 5 Opg "superstiti" sul territorio nazionale: Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia.

Altre 225 persone si trovano nella Rems di Castiglione delle Stiviere (struttura quest'ultima convertita da Opg a gestione sanitaria in Rems, con 160 posti letto, tanto che la Regione ha comunicato che non accetterà ulteriori pazienti), mentre nelle 8 Rems sinora attivate nelle altre regioni ci sono meno di 100 persone in totale.

Dal Veneto al Piemonte, sono diverse le Regioni ancora indietro sulla tabella di marcia. E il governo sta valutando il commissariamento di quelle inadempienti, che non hanno rispettato il cronoprogramma concordato per la realizzazione delle Rems, le strutture destinate a ospitare tutti i pazienti dimessi dagli Opg e per le quali sono stati messi a disposizione delle Regioni 173 milioni di euro, solo in parte utilizzati.

"I ministeri competenti, della Salute e della Giustizia, stanno valutando se intervenire con il commissariamento, strumento previsto dalla legge", dice all'Adnkronos il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, presidente dell'Organismo di Coordinamento del processo di superamento degli Opg. Si tratterebbe di un unico commissario nazionale per le Regioni ritenute in difetto.

"Siamo sicuramente preoccupati da questi ritardi - prosegue De Filippo - Non a caso l'organismo di coordinamento che era previsto dalla norma e che doveva concludere le sue attività dal primo di aprile continua a riunirsi ogni 15 giorni per mantenere sotto controllo l'attività di superamento degli Opg".

"Sin dall'inizio abbiamo detto che non si sarebbe trattato di un trasferimento simultaneo dei pazienti, perché per ogni singola persona è necessaria un'autorizzazione dell'autorità giudiziaria e una valutazione clinica e terapeutica, quindi era chiaro che il processo avrebbe richiesto qualche settimana o mese", precisa il Sottosegretario De Filippo.

"Il problema è rispettare il cronoprogramma - sottolinea - Va detto che c'è una casistica diversa, perché ci sono casi nei quali le Regioni non lo hanno rispettato perché i Comuni dove era stato individuato il luogo per le Rems hanno fatto ricorso per diversi motivi ai tribunali amministrativi i quali hanno accolto in alcuni casi il ricorso e disposto quindi le sospensive. In altri casi oggettivamente ci sono ritardi rispetto al piano che era stato comunicato dalle Regioni il 15 marzo 2015".

Ma cos'è che non ha funzionato nell'applicazione della Legge 81/2014, che prevede il superamento dell'Opg? Secondo StopOpg, che il 17 giugno, presso il ministero della Salute, ha partecipato a un incontro con il sottosegretario De Filippo, "i ritardi e le incongruenze nella chiusura degli Opg e nell'attuazione della legge 81/2014 sono certamente dovuti a inadempienze di alcune Regioni, che abbiamo chiesto siano commissariate".

"Ma richiamiamo il ruolo e la necessaria collaborazione, della magistratura, nel dare attuazione alla nuova legislazione", prosegue. Il comitato promotore ha anche lanciato un appello, che vede già centinaia di firmatari in tutta Italia, "per chiudere davvero gli ospedali psichiatrici giudiziari" e per chiedere "più servizi per la salute mentale e non Rems".

"Il governo faccia pure la sua parte". Così Sergio Chiamparino, presidente dimissionario della Conferenza delle Regioni, commenta all'Adnkronos il commissariamento che il governo sta valutando per le Regioni inadempienti sulla chiusura degli Opg. L'argomento, in ogni caso, fa sapere Chiamparino, sarà oggetto di approfondimento da parte dei governatori che domani a Roma si riuniranno sulla questione dei profughi.

"In questa vicenda la Regione Veneto non è inadempiente - è la replica del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia - Se c'è qualcuno da commissariare è il Governo pasticcione, che avrebbe dovuto occuparsene fin dal 2012, e che si è ben guardato dal farlo sino al marzo scorso, quando sono stati resi effettivamente disponibili i promessi finanziamenti nazionali per realizzare le necessarie strutture. Ora si vogliono nominare commissari per fare la stessa cosa che con gli immigrati: inventare soluzioni raffazzonate e irrispettose prima di tutto della dignità delle persone e poi dei territori e dei cittadini residenti per coprire inefficienze, sottovalutazioni e mancati finanziamenti da parte di Roma".

 
Giustizia: chiusura degli Opg; dal Piemonte alla Sardegna, a che punto stanno le Regioni PDF Stampa
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Adnkronos, 25 giugno 2015

 

Tra inadempienze e ricorsi al Tar, sono diverse ancora le Regioni indietro sulla tabella di marcia per la realizzazione delle Rems, Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza che avrebbero dovuto sostituire gli Opg dopo la decisione del governo di non concedere più proroghe alla scadenza del 31 marzo 2015 per la chiusura delle strutture. Secondo quanto reso noto all'Adnkronos dal sottosegretario del ministero della Salute, Vito De Filippo, ecco qual è la situazione complessiva delle Rems aggiornata al 22 giugno 2015.

Piemonte: Permane una situazione critica sia per i nuovi ingressi sia perché le Rems provvisorie saranno probabilmente attive dal 1° settembre 2015. Per la fase transitoria sono previsti 35 posti letto. Si resta sempre in attesa dei documenti relativi alla rimodulazione del programma con l'identificazione delle strutture definitive e dei posti letto.

Lombardia: È attiva la struttura di Castiglione delle Stiviere per 160 posti letto. Tuttavia, si trova ad avere 225 pazienti. Pertanto, la Regione ha comunicato che la struttura non accetterà ulteriori pazienti e l'impossibilità di mantenere adeguati livelli di sicurezza. Nella fase definitiva a Castiglione saranno attivi 120 posti letto e nella Rems che sarà realizzata a Limbiate 40 posti letto. Si resta sempre in attesa dei documenti relativi alla rimodulazione del programma per l'utilizzo delle risorse residue.

Trento e Bolzano: Dal 1° luglio dovrebbero essere attivati nel polo di Pergine 4 posti letto ad alta vigilanza e successivamente dal 1° agosto altri 5 posti letto da rendere disponibili per la Provincia Autonoma di Bolzano.

Veneto: La Regione ha stipulato convenzioni con la regione Lombardia per il pagamento delle rette dei pazienti ospitati a Castiglione delle Stiviere. Per quanto riguarda ulteriori soluzioni per la presa in carico anche dei nuovi ingressi, a tutt'oggi non è pervenuta alcuna comunicazione in merito. La struttura definitiva sarà situata a Nogara con 40 posti letto.

Friuli Venezia Giulia: Per la fase transitoria è stata prevista al 4 maggio 2015 l'attivazione di 4 posti letto nelle strutture di Aurisina e Maniago. I 10 posti letto definitivi saranno realizzati sempre nelle strutture su indicate (nella fase transitoria vengono attivati i primi 4 posti letto).

Liguria: La Regione ha sottoscritto per la fase transitoria un accordo con la Regione Lombardia per 10 posti letto. La Rems definitiva di 20 posti letto a Calice al Cornoviglio (Sp) è in corso di realizzazione.

Emilia Romagna: Per la fase transitoria sono stati attivati 24 posti letto nelle strutture di Casa degli Svizzeri (Bo) e Casale di mezzani (Pr). La Rems definitiva di 40 p.l. sarà realizzata a Reggio Emilia.

Toscana - Umbria: La Regione ha trasmesso formalmente la richiesta di rimodulazione del programma con i relativi atti. Gli Uffici competenti delle Direzioni Generali della Programmazione e della Prevenzione hanno espresso parere favorevole su detto programma ed è in corso di formalizzazione la nota che autorizza la Regione ad avviare la realizzazione degli interventi, nelle more dell'adozione del Decreto di assegnazione. Per la fase transitoria è prevista l'attivazione entro il 1° agosto 2015 di 22 posti letto a Volterra. Nella fase definitiva sempre a Volterra la Rems sarà di 40 posti letto.

Marche: Per la fase transitoria è attiva dal 22 giugno in località Molino Giovanetti-Montegrimano Terme (Pu) una struttura di 16 posti letto. La Rems definitiva di 20 posti letto nel Comune di Fossombrone è in corso di realizzazione.

Lazio: La Regione ha previsto 4 Rems provvisorie, è attiva la Rems di Pontecorvo per 11 posti letto. Per la Rems di: Subiaco di 20 posti letto l'attivazione è prevista per il 1° luglio, Ceccano di 40 posti letto l'attivazione è prevista per il 30 luglio, Palombara Sabina di 40 posti letto l'attivazione è prevista per il 1° agosto. Sono previste tre Rems definitive per complessivi 91 posti letto nei Comuni di Subiaco, Ceccano e Rieti.

Abruzzo e Molise: L'Ufficio legislativo su segnalazione dell'Avvocatura Generale dello Stato fa presente che l'ordinanza del Tar Abruzzo con la quale è stata disposta una "verificazione (all'uopo, demandando al ministro della Giustizia la più sollecita individuazione di una commissione di tre membri, composta da un membro esperto del Ministero della Giustizia, da un membro esperto del Ministero della Salute e da altro tecnico del settore) in ordine alla "effettiva idoneità del progetto approvato dalla Asl resistente a garantire l'assoluta autonomia dei locali destinati a Rems rispetto all'utilizzo attuale della struttura sanitaria e in conformità ai requisiti strutturali e funzionali fissati per le Rems". L'ordinanza, sebbene abbia un contenuto istruttorio, si traduce, di fatto, in una sospensione, sebbene a tempo (ovvero fino alla prossima camera di consiglio fissata per il mese di settembre), del provvedimento commissariale e del successivo provvedimento dell'Azienda sanitaria di individuazione della struttura da adibire a Rems. La Rems definitiva di 20 posti letto è prevista nel Comune di Ripa Teatina.

Campania: Sono attive la Rems provvisorie di Mondragone con 8 posti letto e la Rems di Roccaromana con 20 posti letto. Dovrebbe essere attivata per il 30 giugno la Rems definitiva di San Nicola Baronia per 20 posti letto, mentre l'atra Rems definitiva di 20 posti letto di Calvi Risorta dovrebbe essere attivata per il 31 agosto.

Puglia: In relazione al ricorso del Comune di Spinazzola al Tar circa l'attivazione della Rems, la Regione, nota del 10 giugno scorso, comunica che la Magistratura ha rinviato l'udienza al 2 luglio e chiede la valutazione da parte dei ministeri Salute e Giustizia, citati nel ricorso dell'Amministrazione comunale, di costituirsi in giudizio a supporto del programma deliberato dalla Regione e approvato con Dm 30 aprile 2015. Sono previste due Rems definitive a Carovigno e Spinazzola per complessivi 38 posti letto.

Basilicata: È attiva la Rems definitiva di Tinchi per 10 posti letto (di cui in via provvisoria 5 posti letto per Regione Calabria).

Calabria: Convenzione per 5 posti letto con la Regione Basilicata. È prevista l'attivazione, senza indicazione della data, della Rems provvisoria a Santa Sofia D'Epiro per 20 posti letto. È prevista una Rems definitiva a Girifalco di 40 posti letto.

Sicilia: Sono attive le Rems provvisorie di Naso per 20 posti letto e di Caltagirone per 20 posti letto. È prevista la realizzazione di tre Rems definitive per complessivi 80 posti letto a Caltagirone, Caltanissetta e Naso.

Sardegna: La Regione ha previsto una Rems provvisoria a Capoterra (Ca) per 16 posti letto, la data di attivazione era prevista per il 18 maggio scorso.

 
Giustizia: sono ancora 340 gli internati negli Opg, serve più impegno da Regioni su Rems PDF Stampa
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ilfarmacistaonline.it, 25 giugno 2015

 

Il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo è intervenuto ieri mattina in commissione Igiene e Sanità al Senato. Sottolineato come la mancata apertura delle strutture provvisorie in diverse Regioni abbia dato vita ad assegnazioni temporanee di pazienti fuori bacino, con ripercussioni sulla sicurezza delle strutture esistenti. Governo deciso a intervenire "in tutti i modi consentiti dalla legge per sopperire all'operato delle Regioni e delle amministrazioni che non rispetteranno gli adempimenti"

"Alla data del 22 giugno 2015, gli internati presenti nei sei Oog del territorio nazionale risultano 341: molto è stato quindi fatto, se si pensa che tre anni fa gli internati erano circa duemila". Lo ha sottolineato questa mattina il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, intervenendo in commissione Igiene e Sanità al Senato per fare il punto sull'esecuzione della normativa per il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari.

De Filippo ha osservato che la prospettiva della legge 81 "non sembra ancora oggi di facile attuazione: appare necessaria in primo luogo una maturazione delle diverse istituzioni coinvolte in un campo delicatissimo, che richiede il bilanciamento di diritti essenziali di alcuni cittadini in situazione di infermità anche grave e la tutela della sicurezza collettiva. Chi ha voluto in questi mesi fare opera di allarmismo - ha sottolineato - ha determinato un indebito slittamento tra i due fuochi su un'ellisse che abbraccia, nell'intento del legislatore e prima ancora nel quadro delle garanzie costituzionali, due prospettive: la sicurezza dei cittadini e il benessere dei pazienti psichiatrici".

Il sottosegretario, nel corso della sua audizione, ha rilevato che le Rems sin qui attivate "non hanno sufficiente capacità ricettiva per accogliere i pazienti che devono essere trasferiti dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari verso le nuove strutture previste dalla legge, né sono in grado di accogliere i pazienti provenienti dalla libertà nei confronti dei quali l'Autorità Giudiziaria abbia disposto l'applicazione della misura di sicurezza detentiva: a seguito di comunicazioni del Dap, è emerso che le Rems di Pisticci (Basilicata), di Pontecorvo (Lazio per le donne internate), di Bologna e Parma (Emilia Romagna) hanno raggiunto la capienza massima. Inoltre, le Rems provvisorie di Castiglione delle Stiviere, che dovrebbero accogliere i pazienti residenti nella regione Lombardia e i pazienti residenti nella regione Liguria, accolgono ora pazienti residenti in altre Regioni, che non hanno ancora attivato nel loro territorio alcuna Rems. Peraltro, per i pazienti residenti nella regione Liguria i 10 posti letto, previsti dalla apposita Convenzione stipulata con la regione Lombardia, sono insufficienti per accogliere tutti i ricoverati, ancora ospitati negli Opg di Montelupo Fiorentino e di Napoli Secondigliano Reparto Verde".

De Filippo ha inoltre riferito che il Ministero della Giustizia si è "più volte pronunciato nel senso di un incremento nella programmazione dei posti per le Rems sui vari territori regionali. Se i dati relativi ai nuovi ingressi si dovessero confermare e si dovesse confermare stabilmente l'incremento delle persone destinatarie di misure di sicurezza - soggiunge - sarà necessario aggiornare la programmazione delle Rems: questo per garantire gli standard essenziali di benessere e limitare al massimo gli spostamenti da una Regione all'altra, nel rispetto del principio di prossimità alle famiglie del luogo di cura e custodia".

La mancata apertura delle strutture provvisorie in diverse Regioni, ha costretto il Dap a realizzare assegnazioni temporanee fuori bacino di pazienti nell'ambito più prossimo e nelle Regioni più disponibili, quali la Lombardia e l'Emilia Romagna, per poi trasferirli di nuovo nella Regione di residenza. "Questo iter ha provocato delle difficoltà e ripercussioni sulla sicurezza delle strutture esistenti, in particolare per la Lombardia, che non potrà più accettare alcun paziente fuori bacino, avendo già la struttura di Castiglione superato di molto la propria capienza - ha spiegato. Questa prassi deve essere quanto prima interrotta, per tutelare il benessere delle persone, che sarebbe gravemente compromesso da questi continui spostamenti: non è solo questione di budget, di cui pure ampiamente si discute, ma di garantire la riabilitazione e il reinserimento come opzione privilegiata, ove possibile".

Alla luce dei dati sullo stato di realizzazione delle Rems nelle singole Regioni, De Filippo ha auspicato un "accresciuto impegno delle amministrazioni regionali affinché sia garantita una maggiore corrispondenza tra quanto si deve realizzare e quanto è stato dichiarato e verbalizzato nelle numerose riunioni dell'Organismo di coordinamento". Ribadita, infine, l'intenzione da parte del Governo di procedere "in tutti i modi consentiti dalla legge per sopperire all'operato delle Regioni e delle amministrazioni che non rispetteranno gli adempimenti connessi alla realizzazione delle Rems individuate sul territorio di competenza".

 
Giustizia: reato di "omicidio stradale", un'altra resa del legislatore alla folla forcaiola PDF Stampa
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di Maurizio Tortorella

 

Tempi, 25 giugno 2015

 

Quando la democrazia si consacra all'idolo della galera. È giusto prevedere una pena fino a dodici anni di carcere per un delitto non effettivamente voluto? Spaventa anche, nella norma in discussione, tutta una serie di severe previsioni: la pena non potrà essere mitigata da attenuanti; l'arresto del reo sarà obbligato; la prescrizione allungata.

Tempi davvero duri, per i garantisti. Penso per esempio a quella mosca bianca di Luigi Manconi, senatore del Partito democratico, che da un mese va in giro per l'Italia a presentare il suo saggio "Abolire il carcere" (Chiarelettere, 120 pagine, 12 euro): l'idea che la prigione possa essere sostituita da altro, o che il suo utilizzo debba essere drasticamente ridotto, come fu tanti anni fa per l'ospedale psichiatrico, oggi pare una provocazione bell'e buona. Manconi è fortunato che in Italia si legge poco, e che i libri sono merce scarsamente considerata: altrimenti a ogni conferenza troverebbe una folla di contestatori, grillini e manettari in testa.

È così, purtroppo: l'opinione pubblica, e alla sua rincorsa il legislatore contemporaneo, sembrano avere eletto il carcere a nuova icona della democrazia. È vero in tante riforme penali, dalla corruzione alla prescrizione allungata, e anche per quanto attiene al nuovo reato di "omicidio stradale". Invocato da tanti, in effetti il reato sembrerebbe trovare nelle cronache di ogni giorno più di un'apparente giustificazione. Perché è intollerabile osservare il disprezzo della vita da parte di quanti si mettono alla guida, ubriachi o drogati, e per l'ennesima volta travolgono indifesi pedoni.

Ma e giusto prevedere una pena fino a 12 anni di carcere per un delitto colposo, e quindi non effettivamente voluto? Non basterebbe trattare con severità questi casi basandosi sulle norme esistenti, e colpendo eventuali recidive con estrema severità? Vediamo che cosa accadrebbe se la legge passasse così com'è attualmente congegnata. Basterà un incidente mortale provocato da un conducente in stato di "media ebrezza" (un tasso alcolimetrico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro di sangue) o da un guidatore pienamente sobrio che invece abbia superato i 70 chilometri orari in un centro urbano, oppure che abbia invertito la marcia in prossimità d'incroci o curve, o ancora che abbia iniziato un sorpasso in prossimità di un attraversamento pedonale.

Premesso che chi scrive è di fatto astemio e di solito è molto attento alla guida, quindi non è in conflitto d'interessi con quanto sostiene, quel che spaventa nella norma in discussione è anche una serie di severe previsioni: il giudice non potrà contemperare la pena con le circostanze attenuanti; l'arresto del reo sarà obbligatorio; la prescrizione sarà allungata.

 

E se capitasse a me?

 

Insomma, se la logica giuridica dev'essere... logica, allora sarebbe meglio inserire il nuovo "omicidio stradale" direttamente tra i reati volontari. Del resto, alcuni tribunali italiani hanno già imboccato questa strada ipotizzando la fattispecie del "dolo eventuale" nei confronti di qualche imputato, individuando cioè nel conducente imprudente o ubriaco-drogato la volontarietà di chi accetta consapevolmente il rischio di uccidere. Un po' come aveva fatto la procura di Torino quando aveva accusato la Thyssen Krupp di omicidio plurimo volontario perché i suoi dirigenti non avevano fatto tutto quello che era possibile per accrescere le procedure di sicurezza: in quel caso però la sentenza delle sezioni unite della Cassazione il 24 aprile 2014 aveva riportato tutto nell'alveo dell'omicidio colposo. Nel caso del guidatore, va detto che l'illogicità è doppia. Perché il presunto omicida volontario dovrebbe aver messo in conto anche l'ipotesi della propria morte accidentale. Resta il fatto che trattare da reato doloso un reato tipicamente colposo non è né giusto, né giuridicamente corretto.

Sarebbe bello che ogni lettore si ponesse il problema: e se capitasse a me di fare un errore? Sommessamente, sarebbe importante che il problema se lo ponesse anche il legislatore.

 
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