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Stati Uniti: Obama svuota in segreto Guantánamo, voli notturni con detenuti PDF Stampa
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Ansa, 7 gennaio 2015

 

Si moltiplicano i voli segreti notturni per rilasciare i detenuti in questi due ultimi mesi, e Guantánamo non è mai stata così vuota. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, punta a centrare un obiettivo finora impossibile, nonostante sia stata una delle sue promesse all'inizio del primo mandato: svuotare il carcere militare americano a Cuba negli ultimi due anni di presidenza. L'idea è di lasciare a Guantánamo solo tra i 60 e gli 80 detenuti in modo che tenere aperto il carcere di massima sicurezza non abbia più senso dal punto di vista economico.

Così facendo l'inquilino della Casa Bianca metterebbe il Congresso di fronte alle proprie responsabilità: controllato da oggi dall'opposizione repubblicana, recisamente contraria a portare negli Stati Uniti pericolosi terroristi islamici (o presunti tali) Capitol Hill si batte da sempre contro qualsiasi tipo di spreco e i costi di Guantánamo lieviterebbero, se calcolati per singolo detenuto.

Nel carcere situato a Cuba ci sono ora 127 detenuti, in drastico calo rispetto ai 680 del 2003 e in due mesi sono stati realizzati più progressi rispetto ai 5 anni precedenti. La Difesa è pronta a rilasciare altri due gruppi nelle prossime due settimane. Un'ondata che sarà seguita da un probabile rallentamento dei rilasci, anche se l'amministrazione non ha intenzione di allentare gli sforzi.

Il Pentagono e il Dipartimento di Giustizia devono infatti trattare con i governi stranieri la restituzione dei prigionieri, 59 dei quali sono già stati dichiarati idonei al rilascio. La strada è ancora lunga ma Obama ritiene che Ashton Carter, neo-segretario alla Difesa, si muoverà in modo più aggressivo rispetto al suo predecessore Chuck Hagel. Hagel, un repubblicano, si è mosso troppo lentamente nella liberazione dei detenuti, suscitando la frustrazione della Casa Bianca. Secondo indiscrezioni, Carter è più vicino alle posizioni di Obama e alla sua volontà di chiudere il capitolo Guantánamo.

Obama punta a smantellare il carcere di massima sicurezza da quando si è insediato alla Casa Bianca. E il non esserci finora riuscito gli ha attirato critiche, con molti che ritengono che non abbia perseguito l'obiettivo con forza sufficiente. Dopo aver incontrato la resistenza del Congresso nel 2009, Obama aveva infatti in parte accantonato l'ipotesi, tornando a cavalcare l'obiettivo solo nel 2013.

"Il Dipartimento della Difesa continua a premere per i trasferimenti" dei prigionieri di basso livello di pericolosità che sono stati dichiarati idonei, afferma Paul Lewis, l'inviato speciale del Pentagono per la chiusura di Guantánamo. Ma "abbiamo l'obbligo di valutare seriamente la potenziale minaccia dei detenuti prima dei trasferimenti".

 
Pakistan: impiccati 2 terroristi, 9 esecuzioni da revoca moratoria pena morte PDF Stampa
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Aki, 7 gennaio 2015

 

Due uomini accusati di reati terroristici sono stati impiccati alle 6 di questa mattina ora locale nel nuovo carcere centrale di Multan, nel Punjab orientale in Pakistan. Lo riferisce il sito di Dawn. Salgono così a nove le persone impiccate da quando il primo ministro Nawaz Sharif ha revocato la moratoria sulla pena di morte in seguito al massacro compiuto dai Talebani il 16 dicembre in una scuola dell'esercito a Peshawar e costato la vita a circa 150 persone, in gran parte bambini. La prima esecuzione di una condanna a morte risale al 20 dicembre scorso a Faisalabad.

Attualmente sono 7791 i detenuti nel braccio della morte in Pakistan. A essere stati impiccati sono stati oggi Ahmed Ali, alias Sheshnag, e Ghulam Shabbir, alias Fauji. Ahmed Ali, abitante a Shorkot, è stato condannato a morte per aver ucciso tre uomini, Altaf Hussain, Mohammad Nasir e Mohammad Fiaz nel 1998. Ghulam Shabbir, residente del distretto di Khanewal, era invece nel braccio della morte per aver ucciso il vice sovrintendente della polizia Anwar Khan e il suo autista Ghulam Murtaza il 4 agosto 2000.

 
Cuba: liberi 53 prigionieri politici, i detenuti erano sulla lista statunitense PDF Stampa
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Ansa, 7 gennaio 2015

 

Il governo cubano ha rilasciato 53 prigionieri politici che erano sulla lista statunitense. Lo afferma il portavoce del dipartimento di Stato, Jennifer Psaki, sottolineando che la liberazione dei detenuti è importante, ma ancora di più lo è avere un dialogo. La decisione rientra nell'ambito della normalizzazione dei rapporti fra Stati Uniti e Cuba.

 
Svizzera: allo studio l'ipotesi della "esportazione" dei detenuti stranieri PDF Stampa
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Ansa, 7 gennaio 2015

 

Non solo orologi e cioccolata, la Svizzera potrebbe in futuro esportare anche detenuti affinché scontino la loro pena in penitenziari stranieri. L'ipotesi - serissima - è emersa in seno alla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia che riunisce i responsabili in materia di ogni cantone elvetico. Con una maggioranza risicata, la Conferenza ha deciso di rivolgersi alle autorità federali affinché esplorino la questione, ha riferito la stampa elvetica.

Durante la discussione è stata evocata la possibilità di inviare detenuti condannati in Svizzera, in Germania e in Francia, due Paesi vicini che disporrebbero di capacità in eccesso, ha detto il segretario generale della Conferenza Roger Schneeberger, citato dall'agenzia di stampa svizzera Ats, ha confermato oggi a Berna Folco Galli, portavoce dell'Ufficio federale di giustizia, ora incaricato di esaminare la questione.

Nessuna scadenza è stata fissata. Secondo i media svizzeri, la Confederazione elvetica registra un deficit di circa 700 posti nei suoi penitenziari, con una situazione particolarmente acuta a Ginevra. La Confederazione elvetica non sarebbe in ogni caso il primo Paese ad esportare i propri detenuti. Vi è infatti il principato del Liechtenstein che invia i propri condannati in Austria o il Belgio che li in Olanda.

 
Francia: droga, soldi e telefoni, i selfie dei detenuti che indignano la nazione PDF Stampa
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di Marta Serafini

 

Corriere della Sera, 7 gennaio 2015

 

Aperta una pagina Facebook dove i carcerati di Marsiglia hanno postato le immagini della loro vita quotidiana. "Tutt'altro che dura", secondo alcuni. Con un mazzo di banconote in mano sulla branda di una cella. Al telefono. Con l'hashish sul tavolo. Mentre giocano a poker come a Las Vegas. A torso nudo in pose da machi. I galeotti si fanno i selfie, come studenti di un qualunque liceo. E li postano su Facebook. Accade in Francia, a Marsiglia, dove alcuni detenuti del carcere de Les Baumettes hanno aperto un profilo social raccontando la loro vita quotidiana che appare tutt'altro che dura.

L'amministrazione penitenziaria francese ha aperto un'inchiesta sulla vicenda e la pagina Facebook, che si chiamava Mdr o Baumettes e aveva già raccolto 4.800 like, è stata chiusa (anche se ne esiste un nuova "versione"). "Il profilo è stato aperto da un detenuto appena rilasciato", ha spiegato una guardia a Le Figaro. "Ma le immagini postate sono state realizzate in carcere, non c'è dubbio.

Anche perché molti detenuti hanno il telefono". Il che costituisce una violazione del regolamento penitenziario francese che, come spiegato qui, vieta espressamente il possesso degli smart-phone. Una violazione che gli esponenti sindacali dei secondini giustificano con la mancanza di personale: "Siamo uno ogni 15o detenuti, troppo pochi per poterli controllare tutti".

Mentre si discute sulle cause di questa violazione, la direzione del carcere ha identificato tutti i prigionieri immortalati ma non è chiaro se saranno puniti per la violazione del regolamento anche perché si temono rivolte. La vicenda, sollevata dal giornale La Provence di Marsiglia, ha sollevato un grande dibattito in Francia sulle condizioni dei detenuti. Dalle immagini sembra infatti che chi è in carcere sia libero di fare ciò che vuole, dal gioco d'azzardo passando per la droga, fino all'uso del telefono per comunicare con l'esterno.

"La prigione delle Baumettes è diventata un centro vacanza", scrive il deputato marsigliese Eric Ciotti su Twitter. In realtà, secondo i dati ufficiali del ministero della Giustizia francese, il carcere è stato costruito per la detenzione di 1.373 persone su una superficie di oltre 30 mila metri quadri. Ma, come succede anche in Italia, la struttura in realtà è sovraffollata e a fine 2012 i prigionieri erano 1769 con celle di nove metri quadrati per 3 detenuti.

Inoltre negli Usa e in Gran Bretagna si discute da tempo se sia lecito o meno consentire ai prigionieri l'uso dei social network, proprio come viene permesso fare telefonate di tanto in tanto. E non è la prima volta che i detenuti vengono pizzicati a comunicare con l'esterno.

Una situazione simile a quella de Les Baumettes si è verificata qualche anno fa in un carcere di massima sicurezza britannico, dove un uomo minacciava attraverso i social i componenti di una banda rivale. Già, perché al di là del dibattito sul diritto dei detenuti a un uso di internet controllato o meno, resta il fatto che introdurre telefoni fra le sbarre è davvero facile e non sono mancati episodi di detenuti che hanno molestato attraverso i social le loro vittime che li avevano denunciati.

 
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