Mercoledì 16 Ottobre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Medio Oriente: per l'Olp sono circa 6.500 i palestinesi detenuti nelle carceri di Israele PDF Stampa
Condividi

Aki, 14 aprile 2015

 

Sono circa 6.500 i detenuti palestinesi attualmente detenuti nelle carceri israeliane. Lo denuncia l'Autorità per gli affari dei prigionieri (Apa) legata all'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp). Dal 1967 all'aprile del 2015, Israele ha tenuto in carcere per periodi vari circa 850mila cittadini, tra cui circa 15mila donne e decine di migliaia di bambini, ha ricordato l'Apa in un rapporto diffuso alla vigilia della Giornata del prigioniero palestinese che ricorre il 17 aprile. "Dall'inizio della prima Intifada il 28 settembre del 2000 a oggi, più di 85mila palestinesi sono finiti in carcere, tra cui oltre 10mila minori di 18 anni, 1.200 donne e oltre 65 ex deputati e ministri", prosegue. Negli ultimi quattro anni, riferisce l'Apa, sono finiti dietro le sbarre 3.755 bambini, 1.266 dei quali solo nel 2014.

"Israele continua a detenere 30 prigionieri da prima degli Accordi di Oslo (del 1993, ndr), che sono in carcere da oltre 20 anni, oltre ai 16 detenuti che languono nelle carceri israeliane da oltre 25 anni", si legge nel rapporto. Israele ha anche nuovamente arrestato 85 palestinesi che eranno stati rilasciati in seguito allo scambio di prigionieri del 2011 nell'ambito della liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit da parte di Hamas. La ricorrenza del 17 aprile ricorda che in quel giorno, nel 1974, è stato rilasciato il primo detenuto palestinese nell'ambito di uno scambio di prigionieri con Israele.

 
Perù: tanti bambini crescono nelle carceri con le loro mamme recluse PDF Stampa
Condividi

Agenzia Fides, 14 aprile 2015

 

Quasi 200 bambini dell'età di 3 anni vivono con le rispettive madri detenute nei 31 istituti penitenziari del Perù. La nota, diffusa dall'Istituto Nazionale Penitenziario (Inpe) e pervenuta all'Agenzia Fides, assicura che i piccoli, maschi e femmine, vivono in un contesto di reclusione, anche se ben attrezzato perché possano crescere serenamente senza subire maltrattamenti o aggressioni. Le carceri con il maggior numero di bambini sono quelle femminili di Chorrillos (43) e Anexo de Chorrillos (17), entrambe a Lima; e nelle regioni di Arequipa (15), Ica (14), Ayacucho (13), Cuzco (11) e Puno (10).

Sempre secondo l'Inpe un gruppo di professionisti mantiene un dialogo costante con le mamme detenute e incinte, per dare loro orientamenti e indicazioni sull'importanza del legame madre-figlio. Molte di loro provengono da famiglie problematiche e ripetono quei modelli negativi subiti e vissuti nella loro infanzia. Negli istituti penitenziari sono a disposizione dei piccoli servizi sanitari e alimentari particolari. Anche rappresentanti di istituti religiosi e civili contribuiscono alla loro assistenza, mentre le autorità penitenziarie donano pannolini, giocattoli, vestiti e medicine.

 
Stati Uniti: progetto The Last Mile, gli ex detenuti che lavorano nella Silicon Valley PDF Stampa
Condividi

di Andrea Indiano

 

Il Giornale, 14 aprile 2015

 

Un nuovo programma di recupero del governo americano insegna ai carcerati i lavori più tecnologici con il computer.

Il problema del sovraffollamento delle carceri e della recidività dei criminali è una questione molto grave in Italia come nel resto del mondo. Diversi programmi e progetti hanno provato a porre rimedio a questi casi, ma la soluzione sembra lontana. Dagli Stati Uniti arriva ora un nuovo modello di recupero dei detenuti che unisce le necessità del mondo del lavoro di oggi alla voglia di riscattarsi di chi è in carcere. Si chiama The Last Mile ed è già stato provato con successo nella prigione di San Quintino, vicino San Francisco in California. Proprio la vicinanza della città più tecnologica al mondo è stato lo spunto del fondatore Chris Redlitz.

In un periodo storico dove tutto sta diventando digitale, nel quale gli uomini più potenti sono i creatori di Facebook e Google e dove ogni cosa passa attraverso uno schermo del computer, è scontato che la richiesta di manodopera per questo settore lavorativo sia in costante crescita. Dimostrazione ne è proprio il picco economico di San Francisco e dintorni, dove la nella famosa Silicon Valley hanno sede le più grandi aziende del web. "Ero venuto una volta a parlare con i detenuti solo per curiosità - ha detto il fondatore di The Last Mile - ma da subito ho trovato un gruppo di persone pronte ad ascoltare e imparare come non avevo mai visto nelle scuole". Redlitz lavorava come investitore in varie aziende della Silicon Valley ed aveva già aiutato varie start up come Whis, Level Up e Bottlenose ad avere successo. "La richiesta di programmatori e sviluppatori è in aumento nella zona e per questo le aziende cercano sempre persone fidate e competenti cui affidare i lavori più semplici in questo settore, come l'inserimento dati e la creazioni di programmi di base in Javascript e Html". Questo genere di lavori è spesso evitato da parte dei neolaureati. Anche nel relativamente giovane mondo del lavoro digitale si sono già create classi sociali ben distinte fra i (presunti) inventori di app e start-up e coloro che fanno il "lavoro sporco" sulla tastiera.

Ma naturalmente anche in questo campo c'è bisogno di vera manodopera e personale dedito. The Last Mile ha trovato una risposta nelle carceri. "Spesso chi è in prigione da tempo non sa nemmeno cos'è internet o come accendere un computer. Però qui le persone hanno molto tempo a disposizione e soprattutto tanta voglia di imparare. In passato questo tipo di programmi insegnava mestieri come il falegname e altri impieghi di fatica, ma è palese che ora il mondo ha bisogno di altro".

Anche per questo, pur se avevano imparato un lavoro in carcere, molti ex detenuti tornavano a commettere reati, perché trovare un impiego era molto difficile. Problema che non si pone se diventano dei programmatori. E molti non si fermano neanche qui. Un ex detenuto di San Quintino che aveva partecipato alle lezioni di The Last Mile è stato assunto dal colosso digitale Rocket Space, mentre altri stanno già lavorando su idee per lanciare una propria start-up. In questo modo è una doppia vittoria: per i carcerati, che imparano un impiego utile e al passo coi tempi, e per le aziende, che trovano facilmente persone volenterose. Un'idea, quella di The Last Mile, che sarebbe da importare in Italia per facilitare la situazioni delle carceri e incrementare la crescita digitale, finora solo millantata, del paese.

 
Turchia: assolta giornalista olandese accusata di propaganda a favore del Pkk PDF Stampa
Condividi

Aki, 14 aprile 2015

 

È stata assolta la giornalista olandese Frederike Geerdink sotto processo in Turchia con l'accusa di propaganda del "terrorismo" per il presunto sostegno al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk). La Geerdink, come riporta l'agenzia di stampa Dpa, è stata assolta oggi da un tribunale di Diyarbakir, nella Turchia sudorientale, dove la scorsa settimana si era aperto il processo.

Su Twitter la giornalista freelance, esperta della questione curda, ha annunciato la sentenza con un tweet in inglese e turco. La Geerdink, che ha sempre respinto ogni accusa, rischia fino a cinque anni di carcere. La cronista lavora come corrispondente da Diyarbakir ed era finita nel mirino per aver condiviso su Facebook la bandiera del Pkk e informazioni sulle attività del gruppo.

 
Il Papa ce lo ricorda spesso, non ci sono persone "cattive per sempre" PDF Stampa
Condividi

Il Mattino di Padova, 13 aprile 2015


"Per il vostro bene vi chiedo di cambiare vita": è l'appello che Papa Francesco lancia, nella Bolla di indizione del Giubileo, agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia. "Ve lo chiedo nel nome del Figlio di Dio che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun peccatore". Le parole del Papa ci ricordano che non ci sono persone condannate a essere "cattive per sempre".

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 8761 8762 8763 8764 8765 8766 8767 8768 8769 8770 Succ. > Fine >>

 

06


06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it