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Turchia: il governo progetta un carcere "speciale" per la comunità Lgbt PDF Stampa
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www.iljournal.today, 28 gennaio 2015

 

La soluzione a cui è giunto il governo turco per contrastare l'ostilità nei confronti della comunità Lgbt all'interno delle carceri accrescerà la discriminazione?

In Turchia membri della comunità Lgbt (gay, bisessuali e transessuali) incarcerati subiscono ogni genere di discriminazione. "Quando sono arrivata in carcere non ho rivelato il mio orientamento sessuale. Ma l'amministrazione penitenziaria ha subito scoperto che ero omosessuale dopo aver visto che avevo preso parte a dei cortei Lgbt", racconta un detenuto ad un giornalista del giornale online Al-Monitor.

"Mi hanno quindi imposto una visita medica che però ho rifiutato, visto che questo genere di controllo prevede un esame anale. Allora mi hanno obbligato ad andare da uno psichiatra, perché per le autorità l'omosessualità è una malattia e mi serviva un rapporto medico. Questo rapporto gli avrebbe permesso di rinchiudermi in una cellula d'isolamento, ma lo psichiatra si è rifiutato di scriverlo".

Il detenuto, Koyuncu, spiega come ha cominciato a diventare sempre più oggetto di insulti, aggressioni e minacce, anche da parte dei guardiani del carcere. Ma ad un certo punto, al termine della sua pazienza, l'uomo ha deciso di cedere e di accettare l'isolamento che la struttura voleva imporgli sin dall'inizio.

Ma la legge turca recita che l'isolamento è riservato ai detenuti condannati al carcere a vita, a coloro che soffrono di una malattia contagiosa e coloro che devono 'pagare' delle sanzioni disciplinari. La maggioranza dei detenuti rinchiusi in isolamento è quindi quasi per intero illegale. Ma dopo che un detenuto ha denunciato le misere condizioni alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, questa ha praticamente respinto la sua rimostranza, dichiarando che la Turchia avrebbe potuto mettere i detenuti Lgbt in isolamento per ragioni di sicurezza. La Corte però ha convenuto anch'essa che si tratta di un caso di evidente discriminazione.

Ma il risultato di questa risposta della Corte è che adesso il Ministero della Giustizia turco ha deciso di costruire delle carceri esclusive solo ad un pubblico appartenente alla comunità Lgbt. Per quest'ultima si tratterebbe, ancora una volta, di un gesto altamente discriminatorio, ma è anche vero che alcuni si sono pronunciati a favore della prigione separata piuttosto che essere chiusi in isolamento, così da non perdere lucidità dentro le strutture di reclusione.

 
Finché morte non vi separi... dalla vostra pena PDF Stampa
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di Carmelo Musumeci

 

Ristretti Orizzonti, 27 gennaio 2015

 

"In carcere sembra che i cancelli scricchiolino di ferraglia solo quando li aprono, invece quando li chiudono non fanno nessun rumore, forse perché sono abituati a stare sempre chiusi". (Diario di un ergastolano www.carmelomusumeci.com).

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Giustizia: la vera riforma? spiegare all'opinione pubblica che il carcere è l'extrema ratio PDF Stampa
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di Riccardo Polidoro (Responsabile Osservatorio Carcere dell'Unione Camere Penali)

 

Il Garantista, 27 gennaio 2015

 

La relazione sull'amministrazione della Giustizia nell'anno 2014 del primo presidente della Suprema Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce, reca in premessa questa frase: "La privazione della libertà essendo una pena, essa non può precedere la sentenza se non quando la necessità lo richiede" (Dei delitti e delle pene - a 250 anni da Cesare Beccaria). Tale concetto, enunciato da Beccaria due secoli e mezzo fa, non viene riportato prima di affrontare le problematiche relative alla detenzione, ma all'inizio del consueto rapporto annuale che viene redatto per l'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Suprema Corte.

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Giustizia: corrotti impuniti e porte girevoli per i boss, in carcere soltanto i "poveri cristi" PDF Stampa
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di Roberto Scarpinato

 

Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2015

 

Giudizio abbreviato e pene ridotte: cosa nostra non subisce colpi nelle carceri poveri cristi come nel 1860, colletti bianchi "salvi". Pubblichiamo un estratto dell'intervento del procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

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Giustizia: serve una riforma dell'intero sistema, non riformicole che non risolvono nulla PDF Stampa
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di Serena Gana Cavallo

 

Italia Oggi, 27 gennaio 2015

 

Si inaugura l'Anno giudiziario e la processione di mantelli rossi richiama alla mente la Santa inquisizione e pone alla logica la domanda sul perché in un Paese che non ha più tradizioni i magistrati ancora continuino a mettersi in maschera. A Milano, con tutto quel che è successo in Procura, si parla di mafia. A Roma, con tutto quel che è successo, si parla del calcio.

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