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Avellino: emergenza carcere, penalisti in campo "servono più garanzie" PDF Stampa
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Quotidiano del Sud, 19 luglio 2019

 

La Camera Penale irpina in campo su quella che viene definita "emergenza carcere". Una nota, quella per ribadire non solo le doglianze, ma anche l'impegno messo in campo con l'Osservatorio. Quella firmata dal presidente della Camera Penale Luigi Petrillo e dal responsabile regiomnalew dell'Osservatorio Carceri dell'Unione Camere Penali, Giovanna Perna: "In questi giorni, le doglianze segnalate da alcuni detenuti ristretti negli Istituti della Provincia di Avellino (Bellizzi Irpino, Sant'Angelo dei Lombardi e Ariano irpino) hanno fatto accendere i riflettori sull'annoso problema sanitario, più volte oggetto di dibattito e da ultimo di decisione da parte dei Magistrati di Sorveglianza di trasmettere, all'esito dell'ennesimo incontro con i vertici dell'Asl di Avellino, gli atti alla Procura della Repubblica competente sul territorio, al fine di valutare eventuali omissioni da parte di chi ha il dovere di provvedere e non lo sta facendo.

I detenuti chiedono di riappropriarsi dei loro diritti giusti e necessari, uno tra tutti quello alla salute; puntualmente disatteso in tutte le strutture penitenziarie presenti sul territorio della provincia di Avellino.Manca, infatti, lo psichiatra in tutti gli Istituti penitenziari, compreso quello di Sant'Angelo dei Lombardi nel quale è presente la sezione "articolazione".

Ci sono detenuti con gravi problemi respiratori che hanno bisogno della ventilazione notturna per apnea, ci sono ritardi nelle visite, nella somministrazione di farmaci; ci sono disagi per le famiglie nel raggiungere Sant'Angelo dei Lombardi (dove non vi è neppure una fermata del bus) ed Ariano Irpino che ospita molti detenuti dell' hinterland Napoletano che spesso per problemi di natura economica da parte dei familiari non effettuano colloqui da mesi/anni.

Mancano gli operatori che dovrebbero aiutare nei corsi di formazione e di laboratorio del reparto dinamico trattamentale. Ci sono detenuti per i quali è chiara l' incompatibilità del loro stato di salute psichico con il regime carcerario che attendono da tempo immemore una relazione psichiatrica e conseguentemente una decisione da parte del Magistrato di Sorveglianza di Avellino". Rispetto a tutto ciò, viene rimarcato il ruolo da parte della Camera Penale e dell'Osservatorio: "Il responsabile regionale dell' Osservatorio Carcere dell' Unione, nella persona dell' avvocato irpino Giovanna Perna, ogni settimana effettua visite nei penitenziari della provincia, raccogliendo le istanze dei detenuti, cercando di veicolarle con tempestività al Dipartimento dell' Amministrazione penitenziaria.

La scelta del Direttivo della Camera Penale Irpina di individuare un referente (avv. Ornella Trerotola) dell'Osservatorio carcere dell'Ucpi e un responsabile (avv. Maria Marinelli) dello sportello carcere, in un momento di "straordinaria" emergenza, nella quale i diritti, il trattamento e l'umanità risultano sempre più a rischio, è un segnale per offrire più e concrete garanzie a chi purtroppo ne ha sempre di meno, in un momento in cui le decisioni della Magistratura e della Consulta, fanno ben sperare! Ci auguriamo che anche il resto della società civile faccia la sua parte, tenendosi ben lontana dalle logiche dell'emarginazione e del diritto penale del nemico che certa mala politica va spargendo a piene mani".

 
Firenze: carceri, nuovi interventi per Sollicciano e il Mario Gozzini PDF Stampa
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di Chiara Bini

 

fionline.it, 19 luglio 2019

 

In arrivo nuovi interventi per le carceri di Sollicciano e Mario Gozzini: saranno illustrati nell'ambito di una conferenza stampa che si svolgerà lunedì 22 luglio, alle ore 13.30, in sala stampa Cutuli, Palazzo Strozzi Sacrati, Piazza Duomo 10. Saranno presenti la vicepresidente e assessore alla cultura, Monica Barni, gli assessori ad ambiente, Federica Fratoni, formazione e lavoro, Cristina Grieco, e di diritto alla salute, Stefania Saccardi. Insieme a loro il direttore della Casa circondariale di Sollicciano, Fabio Prestopino, il direttore del "Mario Gozzini", Antonella Tuoni, il provveditore interregionale alle opere pubbliche di Toscana Marche Umbria, Marco Guardabassi, il provveditore Antonio Fullone, del Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria Toscana-Umbria, e il garante dei detenuti del Comune di Firenze, Eros Cruccolini.

 
Torino. Trasferito e manganellato il detenuto che ha denunciato gli abusi nel Cpr PDF Stampa
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di Davide Falcioni

 

fanpage.it, 19 luglio 2019

 

Un detenuto nel Centro di Permanenza e Rimpatrio di Torino - da dove documentava le infernali condizioni di vita della struttura realizzando foto e video - è stato trasferito nel CPR di Ponte Galeria (Roma), dove non è consentito il possesso del cellulare. Durante il viaggio avrebbe ricevuto due manganellate da un agente di polizia. Nella capitale è arrivato coperto di sangue. Secondo la Campagna LasciateCientrare non ci sarebbero dubbi: "Si è trattato di un trasferimento punitivo per le denunce che il migrante faceva quotidianamente".

Uno dei detenuti del CPR di Torino che nelle ultime settimane ha denunciato con più forza le drammatiche condizioni di vita all'interno della struttura e i presunti abusi da parte della polizia è stato trasferito martedì notte dal capoluogo piemontese al Centro di Permanenza e Rimpatrio di Ponte Galeria, a Roma. Durante il viaggio, Mohamed (nome di fantasia) sarebbe stato picchiato dagli agenti a bordo di un mezzo della polizia, circostanza riferita dall'uomo nel corso di una visita al Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Giovan Battista Grassi di Ostia Lido. Gli attivisti della Campagna LasciateCientrare ritengono che si sia trattato di un trasferimento punitivo dal momento che l'uomo è stato tra i più attivi nel documentare, anche con video e fotografie, le condizioni all'interno del CPR di Torino, struttura che ospita 158 persone in attesa di essere espulse dall'Italia.

"Picchiato dalla polizia durante il trasferimento da Torino a Roma" - Mohamed è stato prelevato martedì pomeriggio dal CPR di Torino. La polizia gli ha sequestrato il cellulare e messo le manette ai polsi per poi caricarlo su un proprio mezzo e condurlo a Roma, destinazione CPR di Ponte Galeria. Secondo la testimonianza da lui fornita agli attivisti di LasciteCientrare e del Lab! Puzzle di Roma e agli avvocati del Legal Team Italia - che domani presenteranno un esposto in Procura - a bordo di un mezzo della polizia Mohamed avrebbe fatto notare agli agenti che quel trattamento "può essere riservato a chi è recluso in carcere, non a chi è sottoposto a detenzione amministrativa per non avere i documenti in regola". Durante il viaggio da Torino a Roma avrebbe quindi chiesto la restituzione del cellulare, ma in tutta risposta avrebbe ricevuto due manganellate. "Una alla schiena e l'altra alla parte superiore del cranio", ha raccontato Mohamed, che a Ponte Galeria è arrivato con il volto insanguinato, tanto che non è stato accolto nel CPR ma subito trasferito al Pronto Soccorso dell'ospedale Grossi di Ostia Lido. Ai medici ha lamentato forte emicrania e nausea. I dottori hanno effettivamente riscontrato la presenza di un trauma cranico dovuto alle manganellate, come testimonia il referto che Fanpage.it è riuscito ad ottenere.

LasciateCientrare: "Mohamed trasferito a Roma per punizione: denunciava gli abusi nel CPR di Torino" - Secondo gli attivisti della Campagna LasciateCientrare il trasferimento di Mohamed sarebbe stato esclusivamente punitivo. "Era per noi un'importante fonte di informazioni dal CPR di Torino, da dove riusciva a farci arrivare video e fotografie non solo delle condizioni della struttura e dei detenuti. L'hanno trasferito a Ponte Galeria perché lì - a differenza di Torino - non è consentito l'uso del cellulare e i detenuti possono comunicare con l'esterno solo con telefoni pubblici. Ci sembra evidente che quella nei confronti di Mohamed è stata una punizione". In una nota, gli attivisti hanno fatto sapere inoltre che il "certificato di idoneità" alla detenzione in un CPR di Mohamed è scaduto da 15 giorni, motivo per cui l'uomo è stato temporaneamente trasferito in una struttura sanitaria di Fregene.

Il sospetto - spiegano gli attivisti di LasciateCientrare - è che Mohamed sia stato trasferito a Ponte Galeria per la sua costante attività di documentazione nella struttura torinese. A Roma, infatti, è vietato il possesso del cellulare e l'uomo potrà comunicare con l'esterno solo da una cabina telefonica: "Qualsiasi cosa accada lì Mohamed non può raccontarlo". L'avvocato Gianluca Vitale, del Legal Team Italia, ha delegato i colleghi Stefano Greco e Gianluca Dicandia a seguire il suo caso. "Come Campagna LasciateCientrare abbiamo inviato segnalazione al Garante Nazionale dei Detenuti perché attenzioni il caso. Benché Mohamed si senta senza tutela, ciò che davvero lo garantisce è il suo coraggio e l'onesta intellettuale, un esempio per tutti noi".

Garante dei Detenuti: "Nei CPR situazione preoccupante, il Governo intervenga" - Il Garante dei Detenuti - organismo statale indipendente che monitora i luoghi di privazione della libertà - è stato informato del caso di Mohamed: "Il trasferimento punitivo - ha dichiarato a Fanpage.it lo staff del presidente Mauro Palma - non è ammesso neanche in campo penale, dall'Ordinamento penitenziario. Qui parliamo di detenzione amministrativa, quindi se si trattasse davvero di un trasferimento punitivo noi agiremmo presso le autorità competenti per impedire che riaccada in futuro e lo faremmo presente pubblicamente, magari attraverso un rapporto di monitoraggio da rendere pubblico". Quanto alle manganellate, invece, verranno avviati approfondimenti.

Le condizioni dei detenuti dei sei CPR italiani sono molto preoccupanti. Ai fatti di cronaca degli ultimi giorni, con la morte di un uomo a Torino e la fuga di 13 migranti da Ponte Galeria dopo una rivolta, si sono aggiunte le denunce di parlamentari (determinati a costituire un'apposita commissione d'inchiesta) e dello stesso Garante dei Detenuti. Quest'ultimo, in una nota del 21 giugno scorso, spiegava: "La situazione degli ospiti rimane molto dura e preoccupante, sia dal punto di vista della vita quotidiana, che scorre senza nessuna attività, con evidenti ripercussioni sulla salute psicofisica delle persone ristrette (fino a sei mesi o anche più), sia per quanto riguarda le condizioni materiali degli ambienti, spesso danneggiati o incendiati da precedenti ospiti ma mantenuti in tali condizioni di deterioramento e di assenza di igiene". E ancora: "Alcune criticità appaiono persino più gravi che in passato, in primo luogo perché la possibile prolungata permanenza rende ancora più inaccettabili talune condizioni, in secondo luogo perché nuove criticità si sono prodotte nel tempo: per esempio il guasto, riscontrato in un Centro, di tutti i telefoni pubblici che, unito alla mancata disponibilità di telefoni cellulari da destinare agli ospiti, rischia di comprimere il diritto alla difesa e quello all'unità familiare. In alcuni Cpr non esistono ambienti forniti di tavoli e gli ospiti si trovano costretti a consumare i pasti sul proprio letto. Una privazione della libertà disposta perlopiù non in conseguenza di reati ma per irregolarità amministrative non può essere simile o peggiore a quella di chi sconta una pena. Tantomeno può prevedere minori garanzie di tutela dei propri diritti: per questo il diritto al reclamo e il potere di vigilanza dell'autorità giurisdizionale devono essere introdotti per le situazioni di privazione della libertà delle persone migranti, come il Garante nazionale ha da tempo raccomandato".

 
Massa: Shakespeare in carcere, per la prima volta spettacolo aperto al pubblico PDF Stampa
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voceapuana.com, 19 luglio 2019

 

Gli attori saranno i detenuti della casa circondariale di Massa che da febbraio sono impegnati nelle prove teatrali. Mercoledì 24 luglio alle ore 21, presso la Casa di Reclusione di Massa, la rappresentazione dello spettacolo "Il teatro oltre la tempesta", che per la prima volta sarà aperto alla cittadinanza. Lo spettacolo, come detto, si svolgerà alle ore 21.

L'appuntamento, che rientra nel calendario di "Con-vivere prima (e) dopo", e nel progetto di questa edizione "il festival delle scuole" è un progetto di Teatro in carcere realizzato da Cpia 1 Massa-Carrara e Compagnia Teatrale Emphatheatre, compagnia di teatro sociale nata nel 2008 con attore professionisti, ma anche psicologi, educatori e altri operatori per contrastare il disagio e l'esclusione sociale.

"È un progetto di crescita personale attraverso il teatro - spiega Alessandro J Bianchi attore professionista e tra i fondatori della compagnia - Col testo la Tempesta di Shakespeare, si mette in scena la capacità che ha l'arte di innalzare l'essere umano. In un luogo dove spazio e tempo sono ridotti e regolati da altri, il lavoro di gruppo nel teatro risveglia la creatività di ognuno che è la caratteristica più importante e salutare che possediamo." Gli attori sono i detenuti della casa circondariale di Massa, circa una ventina, che hanno curato anche lo spazio e le scene della pièce e da febbraio sono impegnati nelle prove dello spettacolo che li vedrà protagonisti.

 
Larino (Cb): il teatro che fa sognare, tutti in piedi ad applaudire i detenuti-attori PDF Stampa
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primonumero.it, 19 luglio 2019

 

Pinocchio, un classico della narrativa italiana, un po' la storia di tutti, di come la vita presenti ostacoli, incontri sbagliati, occasioni di riscatto da saper cogliere e sogni che possono diventare realtà. Ognuno ha fatto proprio il suo personaggio e ha dato il meglio di sé sul palco, la sera di mercoledì 17 luglio, nella prima dello spettacolo all'interno del penitenziario di Larino, frutto del laboratorio teatrale promosso dalla casa circondariale in collaborazione con Frentania Teatri e l'Ipseoa "Federico di Svevia" e diretto da Giandomenico Sale e Gisela Fantacuzzi.

I detenuti-attori, studenti della sede carceraria dell'Istituto Alberghiero, ce l'hanno messa tutta, dando prova di un talento spiccato nella recitazione e nella gestualità in ogni singola scena dello spettacolo "Pinocchio scugnizzo", con un'ironia che ha trascinato il pubblico. La platea, numerosissima - circa 150 gli spettatori - ha applaudito in piedi ammirata i protagonisti. Giovedì e sabato 18 e 20 luglio i due nuovi appuntamenti: alle ore 20.30 l'inizio dello spettacolo, costo del biglietto 10 euro. Per info e prenotazioni è possibile contattare il numero 3470603551.

 
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