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Bosnia. "Soldati olandesi colpevoli al 10% del massacro di Srebrenica" PDF Stampa
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di Mauro Manzin


La Stampa, 20 luglio 2019

 

La Corte suprema olandese ha sentenziato che il governo dei Paesi Bassi è in parte responsabile per il massacro di Srebrenica nel 1995, ma che si tratta di una responsabilità "molto limitata". Tanto da quantificarla in termini percentuali: il massacro di 350 musulmani nel luglio del 1995 è attribuibile ai soldati olandesi solo per il "10 per cento". In primo grado tale percentuale era stata valutata nel 30% (sentenza del 2017).

In sostanza, la Corte ha ridotto la responsabilità dello Stato al pagamento di una compensazione per 350 musulmani che vennero uccisi dopo che i caschi blu olandesi, armati in modo molto leggero, erano stati travolti dalle forze serbo-bosniache. Le compagnie di Caschi Blu olandesi "Dutchbat" erano trincerate nella loro base dove accolsero cinquemila profughi musulmani. Poi però li costrinsero ad andarsene, consentendo ai serbi di evacuarli. Gli uomini e i ragazzi furono separati e fatti salire su dei pullman.

L'inizio della mattanza avvenne per mano dei soldati del generale Ratko Mladic e di Radovan Karadzie. Nel massacro di Srebrenica furono uccise ottomila persone. La Corte suprema ieri ha ritenuto che i soldati olandesi non hanno lasciato ai 350 musulmani "la scelta di restare dove si trovavano, mentre questo sarebbe stato possibile".

I giudici hanno comunque riconosciuto che i musulmani che avevano cercato rifugio presso i caschi blu olandesi correvano un elevato rischio di essere uccisi odi rimanere vittima di abusi, e nonostante ciò i soldati dei Paesi Bassi avevano abbandonato il campo. In sintesi: ciò non avrebbe per forza salvato loro la vita, ma "le loro possibilità di sfuggire ai serbi di Bosnia se avessero avuto la possibilità di restare erano piccole, eppure non trascurabili", si legge ancora nella sentenza.

La presidente delle Madri di Srebrenica e Zepa, Munira Suba§ie, ha dichiarato che si aspettava un giudizio corretto e leale. "Ogni individuo ha diritto alla giustizia che anche noi attendiamo - ha affermato - e se non la otterremo accoglieremo tutto ciò come l'avviso che questo ci succede perché siamo musulmani; così come abbiamo patito il genocidio a Srebrenica perché siamo musulmani". Le Madri ora pensano di proseguire la battaglia legale alla Corte Europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo La Commissione Ue si è limitata a "prendere atto" della sentenza.

 
Ucraina. Il premier Zelensky tratta con il Cremlino per uno scambio di prigionieri PDF Stampa
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di Giuseppe Agliastro


La Stampa, 20 luglio 2019

 

Mosca e Kiev tastano il terreno per un possibile scambio di prigionieri. Il neo presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto a liberare il giornalista Kirill Vyshinsky in cambio della scarcerazione del regista ucraino Oleg Sentsov da parte del Cremlino. Si tratta di due detenuti d'eccellenza. Sentsov è ormai un simbolo delle persecuzioni di Mosca contro chi si oppone all'annessione russa della Crimea.

Mentre Vyshinsky è considerato dalla Russia un detenuto politico. Ma le trattative di questi giorni hanno riguardato anche i 24 marinai ucraini catturati l'anno scorso dai russi dopo uno scontro nello Stretto di Kerch, nonché centinaia di prigionieri catturati nella guerra del Donbass, dove la Russia appoggia militarmente i separatisti.

Vyshinsky in cambio di Sentsov - Si tratta di colloqui difficili, ma che segnano la ripresa di un dialogo che mancava da tempo. L'11 luglio Putin e Zelensky hanno parlato per la prima volta al telefono e lunedì le responsabili dei diritti umani di Russia e Ucraina si sono incontrate a Kiev alla ricerca di un compromesso. Resta da vedere quali saranno i risultati di queste discussioni. Per il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, scarcerare Vyshinsky sarebbe "un eccellente primo passo".

Ma Mosca chiede che il giornalista sia liberato a prescindere, e sostiene che lui stesso non voglia assolutamente essere incluso in uno scambio. In ogni caso, si dovrà ancora aspettare e trattare. Ieri il tribunale di Kiev ha infatti prolungato di altri due mesi la custodia in carcere del reporter. Vyshinsky è il capo della sede ucraina dell'agenzia di stampa russa Ria Novosti.

È stato arrestato a Kiev l'anno scorso per "alto tradimento" e rischia fino a 15 anni per aver preso parte - questa è l'accusa che gli viene rivolta - alla "guerra di disinformazione" condotta da Mosca. Il regista ucraino Oleg Sentsov è finito invece in manette nel 2014. Nel 2015 un tribunale militare russo lo ha condannato a 20 anni di reclusione, e ora è dietro le sbarre in un carcere di massima sicurezza oltre il Circolo Polare Artico.

Secondo gli inquirenti, avrebbe tentato di "organizzare atti terroristici" in Crimea. Lui però si dice innocente e denuncia che la confessione gli è stata estorta a suon di percosse. D'altronde sono in molti a pensare che Sentsov in realtà sia stato arrestato solo perché fortemente contrario all'annessione russa della Crimea, la terra in cui è nato. L'anno scorso ha protestato con uno sciopero della fame durato ben cinque mesi: ha perso 20 chili e ha fatto temere seriamente per la sua vita.

 
Donne incinte in carcere. Antigone: "la proposta leghista è un obbrobrio giuridico" PDF Stampa
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pressenza.com, 19 luglio 2019

 

"La proposta di emendamento al decreto sicurezza bis, presentato dalla Lega, è un vero e proprio obbrobrio giuridico". A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in riferimento alla proposta di abrogare la parte dell'articolo 146 del codice penale che include le donne incinte e le madri di bambini di età inferiore a un anno tra i soggetti per i quali è previsto il rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena.

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Le idee di Sciascia e la giustizia ancora tradita PDF Stampa
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di Carlo Nordio

 

Il Mattino, 19 luglio 2019

 

La città di Racalmuto onora oggi Leonardo Sciascia nel trentennale della morte, con un dibattito sulla Giustizia presso la Fondazione che reca il suo nome. Sappiamo quante energie fisiche e intellettuali l'illustre scrittore abbia dedicato a questo problema.

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Csm, la riforma demagogica PDF Stampa
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di Armando Spataro

 

La Repubblica, 19 luglio 2019

 

Il ministro Bonafede ha presentato come salvifico il disegno di legge sulla riforma del processo civile e penale, nonché dell'ordinamento giudiziario, del Csm e di altro ancora.

Nel marzo del 2011, il ministro della Giustizia Alfano ed il premier Berlusconi presentarono alla stampa la "riforma epocale" della parte della Costituzione dedicata alla magistratura e, per spiegarne gli effetti previsti, utilizzarono un paio di vignette raffiguranti la bilancia simbolo della Giustizia rispettivamente prima e dopo la "cura", cioè con piatti prima disallineati e poi perfettamente simmetrici.

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