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Decreto carceri, allarme per i contagi Covid: vanno a casa 5.000 detenuti |
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di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 29 ottobre 2020
La decisione: tremila ai domiciliari con il braccialetto e duemila non rientreranno la notte. La seconda ondata del Covid svuota le celle. Sono almeno cinquemila i detenuti, vista la necessità di combattere i focolai del contagio, che potranno dormire a casa. La decisione due giorni fa durante il Consiglio dei ministri. Duemila carcerati (già in regime di semilibertà) non rientreranno in cella, e altri tremila, condannati per reati minori, saranno liberati dopo l'applicazione del braccialetto elettronico. In tutto poco meno del dieci per cento dell'attuale popolazione carceraria (54.815 detenuti). Sono già 150 i positivi al virus, 200 gli agenti di polizia contagiati.
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Bonafede: "Fuori chi ha meno di 18 mesi, ma nessun permesso per mafiosi e rivoltosi" |
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di Liana Milella
La Repubblica, 29 ottobre 2020
Nel decreto Ristori sono contenute anche le misure per le prigioni chieste dal Guardasigilli. Dice il sottosegretario alla Giustizia del Pd Andrea Giorgis: "Norme che ridurranno contagi".
Anche per le carceri arrivano le misure anti Covid. Fuori, ma con il braccialetto elettronico, chi ha una condanna fino a 18 mesi.
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Bonafede, più coraggio: contro il Covid domiciliari e sospensione della pena |
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di Stefano Anastasia*
Il Riformista, 29 ottobre 2020
Di fronte all'arrivo della seconda ondata del Covid-19, in carcere "il tema torna a essere quello della riduzione del numero di presenze", come scrive il Garante nazionale nel suo comunicato di ieri. Per aver chiaro cosa questo significhi, basta fare attenzione al caso di Terni, il più significativo e preoccupante in queste ore.
Nel giro di pochi giorni si è passati da un primo caso di un detenuto pauci-sintomatico a venti, e poi a quaranta, mentre scrivo a sessanta detenuti positivi al virus, tre dei quali sono dovuti ricorrere all'assistenza medico-ospedaliera. La diffusione del virus è tale che non si è riusciti neanche a tracciare la sua dinamica. I tamponi sono ancora in corso e i numeri potrebbero ancora aumentare.
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Il carcere e quella riforma attesa da anni |
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di Danilo Paolini
Avvenire, 29 ottobre 2020
Il Garante: 150 contagi, si torni a riflettere sulla riduzione delle presenze in cella. La ricetta di Pagano. Rispetto alle 54.815 persone detenute oggi presenti in carcere, il numero di contagiati si aggira attorno alle 150 unità, mentre è più alto (circa 200) il dato riguardante il personale penitenziario. È l'ultima contabilità relativa al carcere, diffusa proprio ieri dal Garante nazionale dei diritti dei detenuti nel suo bollettino.
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"Non si può governare a suon di carcere e condanne esemplari" |
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di Viviana Lanza
Il Riformista, 29 ottobre 2020
"Si è imboccato un trend che allontana la prospettiva di una riforma legislativa per dare più spazio alle misure sanzionatorie fuori dal carcere e si è scambiato il principio della certezza della pena con quello della certezza della pena carceraria".
Il professor Vincenzo Maiello, giurista, ordinario di Diritto penale all'università di Napoli Federico II e penalista impegnato in processi di rilevanza nazionale, descrive lo scenario attuale e interviene sulla riflessione proposta dal Riformista sul tema delle misure alternative alla detenzione. Misure a cui è difficile accedere se non passando per tempi di attesa lunghi e burocrazia rigida.
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