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Imperia: detenuti al servizio della comunità, arriva il "via libera" dal Consiglio comunale

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di Selena Marvaldi

 

www.imperiapost.it, 29 gennaio 2015

 

Nuovo punto all'ordine del giorno viene presentato dal consigliere Olivieri e tratta la modifica e rinnovo della Convenzione con il Comune di Imperia per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e la stipula di una nuova convenzione tra il comune e la casa circondariale.

Terzultimo all'ordine del giorno del consiglio comunale odierno, 28 gennaio, è presentato dal consigliere Olivieri e tratta la modifica e rinnovo della Convenzione con il Comune di Imperia per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e la stipula di una nuova convenzione tra il comune e la casa circondariale.

"Primo obiettivo è stipulare una nuova convenzione per i lavori di pubblica utilità, in secondo luogo è importante la stipula di una nuova convenzione con la casa circondariale di Imperia per il lavoro dei detenuti. Vogliamo cercare di valorizzare la solidarietà nei confronti di soggetti in difficoltà. Stipulando una nuova convenzione speriamo di permettere alla molteplicità dei cittadini di usufruire di queste prestazioni in settori diversi. Il reato principale per cui viene usata questa convenzione è quello di guida in stato di ebrezza, reato trasversale".

"Stipulare una convenzione, mettersi d'accordo, a me crea un po' di stupore che un collega si rivolga al Sindaco facendo una proposta così - interviene il consigliere Erminio Annoni. Le tipologie di reato sono le più varie, non solo piccoli e con la nuova normativa si può raggiungere l'estinzione del reato senza previa condanna. Io chiedo la pena sospesa, mi fanno fare i lavori socialmente utili se li ho fatti bene non vengo più processato. Bisogna stipulare più accordi e con vari soggetti a seconda di cosa ci troviamo di fronte. Ti prego di ritirarla, non sono contrario, ma serve fatta meglio".

Interviene poi il consigliere Fossati: "Va benissimo come iniziativa, farò un discorso politico: io vedo la mozione, vede che è firmata da Oliveri, so che il Pd ha sette consiglieri comunali, so che si esprime anche l'assessore di riferimento, ma poi mi chiedo come mai il Pd fa una mozione che chiede all'assessore dello stesso partito di fare qualcosa? È assurdo. Serve per farsi fare i complimenti dalla gente".

"Credo si possano nascondere anche degli aspetti controproducenti - interviene il consigliere Casano. Non vorrei ci trovassimo di fronte al solito buonismo. Stiamo parlando di persone che hanno commesso reati di una certa entità. Ho fatto vedere il testo ad una persona che lavora in ospedale e anche lei ha avuto delle perplessità a riguardo".

 

Sassari: con il progetto "Isola Digitale" 27 detenuti al lavoro per l'archivio del Tribunale

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www.notizie.alguer.it, 29 gennaio 2015

 

Grazie al finanziamento della Banca Nazionale delle Comunicazioni di Roma, che si aggiunge alle somme già stanziate dall'assessorato regionale alla Sanità, altri 8 reclusi entrano a far parte del gruppo coordinato dalla Cooperativa sociale "DigitAbile Onlus".

Prosegue il progetto "Isola Digitale" avviato nel maggio 2014 dalla Cooperativa sociale "DigitAbile Onlus" di Oristano. Grazie a un notevole contributo finanziario concesso dalla Banca Nazionale delle Comunicazioni di Roma, ai 19 detenuti già impegnati nel lavoro di digitalizzazione ottica dei documenti d'archivio del Tribunale di Sassari, si aggiungono altre 8 unità. Alcuni opereranno dall'interno del nuovo carcere di Bancali per il "data entry" informatizzato. Gli altri saranno inquadrati in articolo 21, cioè con il permesso di muoversi all'esterno dell'istituto penitenziario.

"Si tratta di un modello innovativo e sperimentale per la Sardegna - spiega Giorgio Oggianu, presidente della Digitabile - che si affianca ad altri pochissimi progetti nazionali che coinvolgono i reclusi in percorsi professionalizzanti, spendibili nel mercato del lavoro, in particolare nel settore della digitalizzazione ottica dei documenti".

Durante le attività, sarà possibile ampliare e testare i percorsi di accompagnamento dei carcerati attraverso il conseguimento dei moduli e i pass per l'informatica, di quelli per l'orientamento e per la formazione archivistica. L'iniziativa durerà 12 mesi, ma per alcuni detenuti è prevista l'assunzione definitiva.

Fin dal primo momento i partner coinvolti sono stati la struttura carceraria, il Tribunale di sorveglianza di Sassari e gli enti finanziatori. Centomila euro sono arrivati dall'assessorato alla Sanità e cinquantamila dalla Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni.

Il progetto prevede la collaborazione di alcune figure professionali complementari, come l'ex direttore dell'Archivio di Stato, professor Angelo Ammirati, i consulenti informatici della Cooperativa e le educatrici del carcere. "Il successo del progetto - afferma il presidente Oggianu - consiste nell'aver professionalizzato detenuti con un livello di scolarizzazione molto basso. Oltre il 55 per cento è in possesso della sola licenza media inferiore, il 10 per cento non supera la licenza elementare".

 

Torino: Coop "Liberamensa" ed economia della speranza, dove il pane lo fanno i detenuti

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di Adriano Moraglio

 

Il Sole 24 Ore, 29 gennaio 2015

 

Funziona da un mese il primo negozio, a Torino, che vende esclusivamente prodotti di panificazione che provengono dal lavoro dei detenuti nel carcere "Lorusso e Cutugno", alla periferia della città. L'esercizio è stato aperto in centro, in via Massena 11/C, per iniziativa della cooperativa "Liberamensa", e ha un nome che gioca con la provenienza dei prodotti, "Farina nel Sacco" ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Si tratta di una panetteria certamente unica nel suo genere. Da una parte, per la farina che utilizza, dall'altra per chi la utilizza e il luogo in cui viene trattata. La farina viene dal "Mulino della Riviera", con le sue macine a pietra e la sola forza dell'acqua ad azionarle, grazie al minuzioso lavoro di restauro portato avanti dalla famiglia Cavanna.

Così è stato possibile tornare a produrre farine pregiate macinando segale, farro monococco, farro integrale, mais pignoletto... Tutto il frumento proviene dal territorio e, in alcuni casi, dal recupero di antiche culture in esso reintrodotte, come la segale della Valle Gesso. Viene poi selezionato con cura consentendo la macinatura a secco dei chicchi, mantenendo così inalterati profumi, colori, digeribilità e principi nutritivi.

E poi ci sono i panificatori. Il panificio del carcere di Torino nasce da un contributo della Cassa delle Ammende e della Compagnia di San Paolo, nella convinzione che, spiega Piero Parente, di Liberamensa, "la pena non può essere solo una questione "afflittiva", che la sicurezza sociale non può essere relegata alla sola reclusione e che la vivibilità delle carceri italiane non può ridursi ad un certo numero garantito di metri quadri per persona.

Al contrario, sicurezza sociale e condizioni dignitose di vita nelle carcere, si possono perseguire solo offrendo ai detenuti opportunità di formazione, di lavoro, di studio". In questo panificio, sotto la guida di un giovane panificatore, Diamante Abdushi, tre detenuti sono al lavoro impastando le farine del Mulino della Riviera con acqua, sale marino integrale e lievito madre. "Pochi, pochissimi ingredienti - aggiunge Parente - per sfornare un pane di grande qualità, dai sapori antichi e dalla lunga conservazione e quindi anche un pane "economico", che non alimenta i numeri sproporzionati degli scarti alimentari, come purtroppo avviene nell'industria della grande panificazione, che spesso sforna prodotti immangiabili dopo alcune ore".

 

Campobasso: Uil; no a tagli personale medico e infermieristico in strutture penitenziarie

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Ansa, 29 gennaio 2015

 

"L'Asrem non tagli i servizi assistenziali nelle carceri". L'appello arriva dal segretario regionale della Uil, Tecla Boccardo, a seguito del provvedimento del direttore generale dell'Azienda sanitaria regionale, Mauro Pirazzoli, che, a seguito della riorganizzazione dei servizi, stabilisce di non prorogare i rapporti convenzionali con medici e infermieri negli istituti penitenziari di Campobasso, Isernia e Larino (Campobasso), transitati dal ministero della Giustizia al servizio sanitario nazionale.

"Con tale riorganizzazione - spiega la sindacalista - viene soppresso il servizio di guardia infermieristica h/24, limitandolo a 12 ore al giorno e non è stato rinnovato il rapporto con i medici della continuità assistenziale. Così - prosegue - altri posti di lavoro si tagliano in Molise. Riteniamo che dimezzare i presidi e la presenza di personale in termini di ore, significherebbe non garantire un principio ed un diritto alla tutela della salute".

 

Lanciano (Ch): concluso da 12 detenuti il Corso per pizzaioli, oggi consegna degli attestati

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di Barbara Lanci

 

www.lanciano24.it, 29 gennaio 2015

 

L'attività di formazione è stata promossa dal Rotary Club di Lanciano in collaborazione con l'Ass. Pizzaioli Professionisti. Saranno consegnati questa sera, nel corso di una cerimonia che si terrà a partire dalle ore 19.00 presso la Casa Circondariale di Lanciano, gli attestati di partecipazione al Corso Base per Pizzaioli di 40 ore conseguito da 12 detenuti.

Il Rotary Club Lanciano, in collaborazione con l'Associazione Pizzaioli Professionisti (App), infatti, ha promosso durante gli scorsi mesi di novembre, dicembre 2014 e gennaio 2015, lezioni di approfondimento tenute dall'Istruttore Pizzaiolo Angelo Ferente, rappresentante locale dell'associazione di categoria che riunisce pizzaioli di tutta Italia.

L'evento sarà l'occasione per i corsisti, coordinati dal docente, di mettere alla prova le competenze acquisite per preparare delle gustose pizze che saranno degustate al termine della manifestazione. Questa attività sottolinea l'impegno di amicizia e solidarietà del Rotary Club Lanciano, e del suo Presidente Fabio Lombardi, interessato a favorire percorsi di reinserimento nella società nei confronti degli ospiti della Casa Circondariale di Lanciano.

 
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