Sabato 30 Maggio 2015
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Giustizia: chiusi gli Opg, riaprono i manicomi!

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di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 28 maggio 2015

 

Chiudono gli ospedali psichiatrici giudiziari, ma come alternativa vengono riaperti i manicomi civili definitivamente chiusi grazie alla legge Basaglia? Sembrerebbe di sì perché, nonostante che gli Opg ufficialmente siano stati chiusi per mandare gli ex detenuti psichiatrici in mini strutture alternative denominate Rems, vengono riaperte delle strutture tutt'altro che piccole.

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Giustizia: disabili detenuti, una tragedia nella tragedia

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giornalettismo.com, 28 maggio 2015

 

Disabili detenuti, quella dei reclusi portatori di handicap è una tragedia nella tragedia, denunciano le associazioni che tutti i giorni con loro si trovano ad operare: barriere architettoniche, mancanza di strutture in grado di accoglierli pienamente, mancanza di operatori che li accompagnino nelle attività, fatica ad usare i servizi igienici e a lavarsi come tutti gli altri. Se in Italia, come è noto, è la situazione delle carceri una delle principali urgenze sui diritti civili, i reclusi con disabilità se la passano davvero male.

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Giustizia: dai panettoni ai call center, se i lavoratori detenuti fanno risparmiare lo Stato

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di Marco Fattorini

 

linkiesta.it, 28 maggio 2015

 

Dall'esempio di Padova al resto d'Italia, tra fondi e burocrazia lavora solo il 4% della popolazione carceraria. Ma l'occupazione abbatte la recidiva.

Producono le biciclette per Esperia, assemblano le valigie per Roncato, rispondono al telefono per la Asl e i provider dell'energia, gestiscono una pasticceria che vende panettoni in tutta Italia. Sono i detenuti-lavoratori del carcere Due Palazzi di Padova.

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Giustizia: meno di 10 richieste di risarcimento con la nuova responsabilità dei magistrati

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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2015

 

Nessun allarmismo. Anche dopo i primi due mesi e rotti di applicazione la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati sembra avere auto un impatto sinora circoscritto. Le azioni di rivalsa presentate nei confronti dello Stato per chiedere un risarcimento fondato sulla condotta di giudici e Pm sono meno di 10.

A dare la notizia, tanto più significativa perché era stato lo stesso ministro della Giustizia Andrea Orlando a dare la propria disponibilità a fare un tagliando della riforma dopo averne misurato i primi effetti, è stato il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini in un convegno svoltosi ieri in Cassazione.

"Vorrei manifestare un prudente ottimismo - ha sottolineato Legnini - perché ho avuto modo di accertare che il numero dei procedimenti contro lo Stato, promossi finora, a due mesi e mezzo dall'entrata in vigore della legge sulla responsabilità dei giudici, è limitatissimo ed è al di sotto delle 10 unità. Questo numero così limitato - ha proseguito Legnini - è sintomatico di un atteggiamento di approccio prudente alla legge 18 del 2015 sia nelle parti private sia nell'avvocatura".

Legnini ha poi ricordato che alla Corte costituzionale "già pendono due questioni sollevate dai giudici di merito a proposito di questa normativa e siamo in attesa di risposte importanti". I rinvii, del resto, affrontano, sollevando svariate perplessità sulla tenuta costituzionale delle norme, pressoché tutto l'impianto della legge, dalla rimozione del filtro di ammissibilità al nuovo profilo di responsabilità per travisamento di fatti e prove. Il vicepresidente del Csm ha in conclusione ricordato che lo stesso Csm "vuole monitorare l'evoluzione processuale applicativa di questa nuova disciplina, non solo in termini quantitativi".

Per il primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacorce, "Il governo ha usato la scusa dell'Europa per fare modifiche che nessuno gli imponeva alla legge sulla responsabilità civile dei magistrati. È stata una scelta tutta politica e, quel che è peggio, tutta italiana: la riforma suona come un avvertimento se non come una minaccia".

"Il cittadino viene colpito nel suo diritto ad avere tutela, perché, per effetto della nuova legge, i giudici acquisiranno sempre più una mentalità impiegatizia - ha sostenuto Santacroce - e troveranno le soluzioni più accomodanti quando nelle cause ci saranno in gioco forti interessi economici o personaggi potenti. Anche il giudice "ha famiglia" e, dunque, farà la scelta più cauta, nel decidere i processi, e meno coraggiosa, che meglio lo metta al riparo in caso di rivalsa".

Comunque, Santacroce si è detto certo che "i giudici sapranno dare alla legge la giusta interpretazione, comunque dagli abusi ci si può proteggere con i ricorsi per lite temeraria".

 

Giustizia: "Responsabilità civile? Una minaccia". Santacroce accusa. Il governo: sbaglia

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di Virginia Piccolillo

 

Corriere della Sera, 28 maggio 2015

 

Il vertice della Cassazione: la Ue è una scusa. Il viceministro Costa: no, rischiavamo sanzioni. La riforma della responsabilità civile dei magistrati? Una scelta che "suona come un avvertimento se non come una minaccia". Farà sì che il giudice "che tiene famiglia adotterà le soluzioni più caute e meno coraggiose".

È dura la denuncia del primo presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce. Ad un seminario sulla norma boccia senza mezzi termini la scelta "tutta politica e soprattutto tutta italiana". "Il governo - dice il primo presidente della Cassazione - ha usato la scusa dell'Europa per fare modifiche che nessuno gli aveva chiesto".

"Sì che l'Europa ce lo chiedeva. Ci aveva messo in mora e ciò avrebbe determinato una sanzione da decine di milioni di euro", replica a distanza il viceministro della Giustizia, Enrico Costa. E il sottosegretario Cosimo Ferri aggiunge: "In realtà l'Europa ha chiesto all'Italia di includere i casi di violazione manifesta della legge tra le ipotesi in cui lo Stato deve rispondere per l'operato del Giudice.

Quanto poi alla responsabilità del giudice, il legislatore su richiesta del governo ha mantenuto a tutela del magistrato la garanzia di incorrere in responsabilità solo nei casi di negligenza inescusabile. La stessa Cassazione ha confermato l'importanza di questa garanzia in difesa dell'autonomia e indipendenza della Magistratura ed ha escluso la possibilità di ricusare il giudice, che ti sta giudicando. L'unica criticità rimane la soppressione del filtro su cui il Governo sta monitorando eventuali effetti distorsivi della disciplina".

Nell'aula magna della Cassazione, però, Santacroce lancia l'allarme: "Si colpisce il cittadino sul piano della sua tutela, incentivando nel giudice una mentalità impiegatizia, che lo induce a decisioni meno rischiose, soprattutto se in gioco ci sono grossi personaggi o grandi interessi". E invita a "guardarsi dalle semplificazioni, come "chi sbaglia paga": è giusto punire i magistrati che sbagliano ma è meglio farlo sul piano degli avanzamenti di carriera o sul piano disciplinare". Con l'auspicio che "le rassicurazioni del ministro Orlando e del capo dello Stato Mattarella possano rasserenare il clima" Santacroce si dice "certo che i giudici ne daranno la giusta interpretazione".

Per ora, conclude, "si può solo vedere come la legge funziona, ed eventualmente correggerla". Già, come va? Per ora il numero dei procedimenti contro lo Stato, promossi da cittadini scontenti, a due mesi e mezzo dall'entrata in vigore della legge è "limitatissimo, meno di 10" ha accertato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. Per questo, si sente di esprimere "prudente ottimismo". Ma assicura che il Csm monitorerà "l'evoluzione applicativa di questa disciplina", non solo dal punto di vista quantitativo.

Ricordando che alla Corte Costituzionale "già pendono due questioni sollevate dai giudici di merito", Legnini però evidenzia come "il legislatore spesso riversa sulla giurisdizione il compito di risolvere temi che non ha affrontato o non vuole affrontare" e per questo cresce "il rischio di esposizione dei giudici all'azione risarcitoria proprio su argomenti sui quali il legislatore non è ancora intervenuto". E questo "determina un sovraccarico della giurisdizione e un crescente disallineamento tra norma e fatto".

 
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