Mercoledì 23 Aprile 2014
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

                                                                           ARCHIVIO "STORICO"

                                                                                  link_ristretti_vecchio

Login



 

 

Modena: al carcere di Sant'Anna non c'è più problema di sovraffollamento

PDF Stampa
Condividi

Gazzetta di Modena, 20 aprile 2014

 

Per una volta una notizia positiva dal Sant'Anna: non c'è sovraffollamento. Lo rende noto nel suo resoconto la garante regionale per i detenuti, Desi Bruno, e il dato è stato certificato dalla relazione dell'Ausl di Modena. Per il resto restano il problema docce e quello della mancanza di lavoro per i detenuti. Nel carcere di Modena sono presenti 492 detenuti (22 le donne), di cui 293 condannati in via definitiva, 98 in attesa di primo giudizio, 187 tossicodipendenti, 30 ammessi al lavoro all'esterno (13 esterni e 17 interni), 5 in semilibertà. In prevalenza ci sono stranieri, (326), la maggior parte provenienti dal nord Africa e dall'est Europa.

Nella vecchia struttura non ci sono più di due detenuti per cella ed è in atto la progressiva separazione fra imputati e condannati. Risultano essere applicate le disposizioni dipartimentali, con le sezioni detentive tutte "aperte": i detenuti possono stare fuori dalla cella sino a 8-9 ore al giorno. Fa eccezione la sezione dei "protetti": detenuti con differenti tipologie ma con problemi di incolumità personale, tenuti separati dagli altri.

L'isolamento in cui i detenuti di questa sezione vengono a trovarsi, li ha portati a richiedere, anche nella forma di lettere collettive, di essere impiegati in attività trattamentali. La direzione assicura che a breve verrà estesa anche a questa sezione l'apertura delle celle. È, Inoltre, attivo il servizio di accoglienza dei "nuovi giunti". Lo screening all'ingresso viene effettuato su tutti coloro hanno una detenzione superiore ai 15 giorni (con un'adesione al test del 77%, secondo il dato fornito dall'Ausl di Modena); in particolare, per quanto riguarda la scabbia viene effettuata una visita accurata della cute già durante la prima visita all'ingresso (con un'adesione al test del 100%). La forte pioggia delle settimane scorse ha comportato infiltrazioni d'acqua all'ultimo piano con la conseguente chiusura di alcune celle per inagibilità.

Sono già iniziati i lavori di rifacimento del tetto. Nel nuovo padiglione sono reclusi circa 200 detenuti per reati "comuni", con almeno una condanna definitiva, e ancora un apprezzabile periodo di detenzione da dover affrontare. I detenuti sono collocati in spazi detentivi idonei e in regola con i parametri europei (fino a 4 in stanze di 16 metri quadrati).

Il piano terra è pronta la biblioteca e a breve verrà consentito ai detenuti di frequentarla. Permangono problematiche relative al malfunzionamento dell'impianto idraulico, che comporta l'utilizzo della doccia solo in determinate fasce orarie e per periodi di tempo limitati. E poiché si protrae la carenza di opportunità lavorative all'interno del carcere, la direzione ha scelto di privilegiare l'accesso dei condannati in via definitiva e la riduzione della durata del turno di lavoro, così da conseguire una maggiore rotazione.

 

Camerino (Mc): si impicca nel carcere, detenuto polacco salvato in extremis

PDF Stampa
Condividi

di Angelo Ubaldi

 

Il Messaggero, 20 aprile 2014

 

Tentativo di suicido in carcere sventato dagli agenti della polizia penitenziaria. Torna a salire l'emergenza al carcere di Camerino per la carenza di agenti. Pur lavorando con personale ridottissimo, nel carcere sono riusciti a salvare in extremis un trentenne polacco, che l'altra notte ha tentato il suicidio cercando di impiccarsi nel bagno con una corda fatta con il lenzuolo. L'accortezza di un agente, che doveva sorvegliare due settori e l'intervento del vice comandante Giuseppe Musella, hanno evitato il peggio al detenuto, che deve essere scarcerato tra qualche giorno.

"È diventata una situazione insopportabile, non si può più andare avanti così - dice il segretario provinciale del sindacato Osapp di polizia penitenziaria, ispettore Antonio Mottola - o ci mandano più agenti o chiudiamo. Ne servono almeno 10 per sopperire all'attuale carenza. Siamo rimasti in 7 nella sezione maschile per una serie di motivi, fra pensionamenti avvenuti, altri in procinto a giorni, e rientri. Siamo scoperti per garantire la sicurezza e non solo di notte. Manca il personale, non c'è il medico come richiesto dal Provveditore alla Asur per la notte. Camerino è una casa circondariale e come tale deve funzionare ed essere efficiente - prosegue Mottola - e non un carcere di reclusione. Servono in fretta più agenti, lo segnaliamo da tempo senza avere alcuna risposta".

Il carcere di Macerata Feltria, in via si chiusura, non prende più detenuti. Camerino, dopo il no al nuovo carcere da 450 posti e la partenza del tribunale, vede il carcere a rischio per motivi legati alla sicurezza. Oggi a Camerino ci sono 53 detenuti, di cui 46 uomini (per 7 agenti con 3 in aspettativa elettorale, su un minimo di 14) e 7 donne (per 12 agenti donne). La pianta organica prevede 35 agenti.

 

Ascoli: detenuto ingiustamente per 6 mesi e di nuovo in carcere a 82 anni, chiede grazia

PDF Stampa
Condividi

www.fanpage.it, 20 aprile 2014

 

Qualche anno fa fece 6 mesi dietro le sbarre nonostante fosse innocente, ora si trova di nuovo dentro per scontare una pena definitiva a 4 mesi: ha inviato una lettera di grazia al presidente della Repubblica, data l'età avanzata.

Qualche hanno fa si fatto già sei mesi di carcere da innocente, ora si trova di nuovo dietro le sbarre per scontare una pena definitiva a quattro mesi: ha 82 anni, ed ha inviato al Presidente della Repubblica una domanda di grazia. L'uomo si trova nel penitenziario di Marino del Tronto da un mese, dove, nonostante l'età avanzata, deve scontare un pena che terminerà nel luglio prossimo. L'anziano detenuto non può avvalersi della sospensione della pena perché meno di tre anni fa (limite sancito dalla legge) mentre era ai domiciliari con la (ingiusta) accusa di aver provocato una serie di incendi lungo la Superstrada Ascoli-Mare (imputazione dalla quale venne poi prosciolto) si allontanò di casa per andare alla festa del paese: in quell'occasione i carabinieri lo arrestarono per evasione.

"Un fatto che tecnicamente non consente l'applicazione della sospensione della pena - spiega il suo avvocato, l'avvocato Umberto Gramenzi, per cui il mio assistito è finito in galera per una successiva condanna per guida in stato di ebbrezza. La legge dovrebbe tenere conto che ha già trascorso sei mesi di detenzione: cinque in carcere e uno ai domiciliari, benché poi riconosciuto innocente". Sul caso dovrà decidere ora il ministero della Giustizia.

 

Rossano Calabro (Cs): incidente ad automezzo della Polizia penitenziaria, 4 agenti contusi

PDF Stampa
Condividi

Adnkronos, 20 aprile 2014

 

"Ennesimo incidente, ieri sera verso le 20, a un automezzo della Polizia penitenziaria impiegato nel trasporto di detenuti. Questa volta è successo in Calabria, sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria. L'automezzo di una scorta nel rientrare alla Casa di Reclusione di Rossano, dopo aver espletato un servizio di traduzione in Sicilia all'altezza dello svincolo di Altilia-Grimaldi, sembra per lo scoppio di uno pneumatico, si è ribaltato. I 4 operatori della Polizia penitenziaria a bordo hanno riportato diversi traumi e contusioni con prognosi da 10 a 7 giorni".

A darne notizia è Gennarino De Fazio, segretario nazionale della Uil-Pa Penitenziari. "Si tratta dell'ennesimo incidente ad un automezzo della polizia penitenziaria in pochissimi giorni - spiega il sindacalista dei baschi azzurri della Uil-Pa - e anche in questo caso, solo per circostanze fortuite non c'è stata la tragedia".

"Già nei giorni scorsi - ricorda De Fazio - episodi analoghi sono accaduti a Melfi, Avellino e Firenze e pressoché quotidianamente le scorte della Polizia penitenziaria devono fare i conti, oltre che con l'emergenza carceraria e la carenza degli organici che ormai è prossima alle 8.000 unità, anche con la fatiscenza degli automezzi, molto spesso privi anche della minima manutenzione e talvolta neanche revisionati nei termini di legge".

"Non si vuole di certo entrare in sterili polemiche -rimarca il segretario nazionale della Uilpa Penitenziari- ma nel momento in cui si discute di auto blu o F35, il governo Renzi e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, non possono non assumere tangibili iniziative per garantire la sicurezza dei trasporti in ambito penitenziario che, allo stato, crediamo mettano a repentaglio non solo l'incolumità della Polizia penitenziaria e dei detenuti trasportati, ma dell'intera collettività".

"Non vorremmo - conclude De Fazio - che la Polizia penitenziaria dovesse esercitare compiutamente i compiti di polizia stradale da non molto conferitile per sottoporre a fermo amministrativo i propri automezzi".

"Due degli agenti sono stati portati all'ospedale di Cosenza per essere curati. Uno di loro ha avuto cinque punti di sutura alla testa". Arriva da Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale dello stesso sindacato dei baschi azzurri, il bollettino dell'incidente avvenuto ieri sera sull'autostrada A3, all'altezza di Altilia Grimaldi, quando un furgone della polizia penitenziaria, con a bordo quattro agenti di ritorno dalla Sicilia e diretto a Rossano, "è sbandato a causa dello scoppio di un pneumatico, ed è finito contro il guardrail".

"La situazione in Calabria è sempre più drammatica - sottolinea il Sappe - a causa della carenza di risorse, di mezzi e uomini, ma anche dell'abbandono in cui versa il personale di polizia penitenziaria. A Rossano, per esempio, ci è stato riferito che ieri mancavano 21 agenti, tre di quelli in servizio sono stati costretti a fare doppio turno, dalle 8 alle 20 e altri sono stati richiamati dalle ferie. Tutto questo a causa dell'inadeguatezza gestionale del vertice della polizia penitenziaria". "I servizi non funzionano - rimarcano Durante e Bellucci - e nessuno prende provvedimenti adeguati. Riteniamo sia giunto il momento di procedere all'avvicendamento di chi esercita il comando, per l'inadeguatezza dimostrata".

 

Saluzzo (Cn): "più stelle meno sbarre", il 19 maggio cena con 8 chef in Casa di reclusione

PDF Stampa
Condividi

www.cuneocronaca.it, 20 aprile 2014

 

Le stelle dentro le mura di un carcere. È possibile. Grazie a Ugo Alciati, Nicola Batavia, Enrico Crippa, Pino Cuttaia, Maurilio Garola, Paolo Reina, Andrea Ribaldone e Davide Palluda. 8 chef per un sogno che diventa realtà il 19 maggio nella Casa di Reclusione "Rodolfo Morandi" di Saluzzo. Più stelle e meno sbarre è questo: una cena che si fa scommessa su un incontro coraggioso, per riannodare in modo diverso il filo civile che vede i singoli come parti diverse di una società unica.

"Sapori Reclusi", associazione culturale impegnata in attività di comunicazione e sensibilizzazione sociale, da anni ha trovato nel cibo la via più naturale per far emergere le situazioni di esclusione in cui vivono alcune persone lasciate fuori dal concetto standardizzato di società. Anche in quest'occasione saranno il cibo di alta qualità e i grandi vini del territorio italiano a parlare una lingua accessibile a tutti: otto grandi chef, otto lingue del gusto e dei sapori che hanno reso il nostro paese famoso in tutto il mondo per la sua enogastronomia, prepareranno una grande cena di beneficienza aperta al pubblico, per incontrare la realtà detentiva da vicino e compiere un gesto di solidarietà, scambio, comprensione.

D'altronde, quale migliore via per conoscere una realtà, se non immergersi al suo interno? Solo con il cortocircuito tra opposti è possibile tracciare un senso vero nell'incontro tra persone e far sedere vicini chef e detenuti, imprenditori e cittadini, rappresentanti delle istituzioni e giovani è la strada per ricreare il senso reale di quella che chiamiamo per convenzione società civile. Così, la sera del 19 maggio l'eccellenza incontrerà il carcere e le aziende incontreranno i progetti solidali.

Enrico Crippa, Pino Cuttaia, Andrea Ribaldone, Ugo Alciati, Nicola Batavia, Maurilio Garola, Paolo Reina e Davide Palluda hanno saputo fare della passione per la cucina un mestiere e un percorso di vita che parla di impegno, risorse, tradizioni, sapori, ricerca. Far incontrare queste persone con chi vive una situazione di esclusione e privazione della libertà, permette di attivare nuovi meccanismi, abbattere barriere, smussare pregiudizi.

Gli chef infatti, nella stessa giornata, terranno una lezione al gruppo di detenuti che frequentano il corso di cucina: un incontro di sapori e di mani al lavoro, uno scambio personale e umano tra persone protagoniste di percorsi di vita diversi, uniti dal tema del cibo come identità, dalla creatività come forma di libertà e soprattutto dal lavoro come riscatto per il futuro. Chef e detenuti lavoreranno insieme per allestire la prima cena stellata dentro una casa di reclusione.

Un'occasione unica per i detenuti, speciale per gli chef. Una grande opportunità per un pubblico di cittadini, aziende del territorio, rappresentanti delle istituzioni invitati non solo a partecipare all'evento stellato, ma a sostenere finanziariamente un progetto. La cena infatti nasce per finanziare un percorso di formazione e lavoro promosso dall'Associazione Sapori Reclusi: "Stampatingalera", un corso di stampa Fine Art attivato nei mesi scorsi presso la Casa di Reclusione di Saluzzo grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

A conferma dell'impegno dell'associazione nelle realtà detentive italiane, durante la serata verranno proiettati i cortometraggi prodotti in collaborazione con il regista Davide Sordella, realizzati con il contributo attivo dei detenuti della casa di reclusione Santa Caterina di Fossano.

Ad ottime ricette non potevano che accompagnarsi ottimi vini: alcuni sponsor della serata sono cantine prestigiose italiane, realtà del vino che hanno sentito il valore di quest'attività solidale e hanno deciso di affiancarsi a Sapori Reclusi. Zanotto Vigneti offrirà l'aperitivo con un Extra Brut speciale, Ceretto, Coppo, Milazzo, Oddero, Sordo accompagneranno le ricette degli chef con i loro vini e, insieme ad altre rinomate etichette come Albino Rocca e Clerico, offriranno alcuni magnum di Barolo per l'asta di beneficienza finale.

Ma il sostegno a quest'evento patrocinato dal Comune di Saluzzo arriva da più fronti aziendali. L'azienda FoodPaper metterà a disposizione una fornitura completa di mise en place totalmente biodegradabile e compostabile, in linea con i valori etici promossi dalla cena; l'azienda Rastal offrirà gli eleganti bicchieri per il vino; gli amici di Fresco Piada, l'azienda riminese di piade artigianali, offrirà alcuni assaggi per l'aperitivo; Roi, azienda ligure di olio, fornirà il necessario per le preparazioni di cucina. La Granda porterà l'acqua per la cena, Eataly Torino omaggerà il pane per il companatico e Banda Biscotti, il biscottificio attivo all'interno del carcere, offrirà un assaggio delle sue dolcezze. E poi la società PlayADV che seguirà l'allestimento grafico e fotografico della sala, ConGusto Catering che omaggerà le sedie, Palazzo Righini di Fossano che ospiterà alcuni invitati alla cena e il ristorante Ostu di Djun che supervisionerà il servizio di sala.

Insomma, sono tanti gli imprenditori che hanno creduto con Sapori Reclusi nel valore promosso da questa cena eccellente: affiancare nuovi messaggi per cominciare a vedere le cose da un nuovo punto di vista.

 
<< Inizio < 1 2 3 4 5 6 7 9 > Fine >>

  07

 

 

 

progetto_carcere_scuole

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

 

 

 

 

 

banner6gif

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it