Giovedì 23 Ottobre 2014
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Enna: trenta detenuti partecipano ad un corso di "addetto alimentarista"

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Ansa, 22 ottobre 2014

 

Trenta detenuti del carcere di Enna stanno partecipando ad un corso di "addetto alimentarista" organizzato per il secondo anno consecutivo nella struttura dalla Confartigianato. Il corso, sul sistema Haccp, indispensabile per chi intende lavorare nel campo della ristorazione, è organizzato in collaborazione con l'associazione Spiragli, che da anni collabora con il carcere di Enna.

"Il lavoro non è un'ulteriore pena da espiare - dice il segretario provinciale delle Imprese di Confartigianato Enna Rosa Zarba - ma un trattamento rieducativo e di reinserimento sociale. Ecco perché bisogna favorire la partecipazione dei detenuti ai corsi professionali, che risultano indispensabili per l'acquisizione di qualifiche spendibili anche dopo la scarcerazione".

Il corso è rivolto agli addetti alla manipolazione degli alimenti, cioè a tutti coloro che hanno a che fare con cibi e bevande e nello specifico ai detenuti impegnati nella casa circondariale come cuoco, aiuto cuoco e inserviente di cucina, che subiscono spesso una rotazione.

Tra gli esperti impegnati nel progetto il dirigente sanitario del Siam dell'Asp di Enna Giuseppe Stella, il biologo Rosario Velardita, la responsabile settore ambiente e sicurezza della Confartigianato Eloisa Tamburella e la responsabile del settore ambiente e sicurezza della Confartigianato Rosa Zarba, coadiuvati dai volontari dell'associazione Spiragli.

 

Lecce: ripartono i corsi in carcere, al via per il secondo anno "Storie d'amore e libertà"

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www.lecceprima.it, 22 ottobre 2014

 

A lezione di street art, musica e scrittura creativa, lunedì 20 ottobre riparte il progetto "Storie d'amore e libertà" all'interno della casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce. Per il secondo anno consecutivo proseguono i lavori destinati ad una classe di 15 detenuti che si confronteranno con arte, musica, scrittura e creatività.

Un progetto difficile e delicato che però ha portato grandi soddisfazioni fuori e dentro il carcere. L'idea nasce dal confronto tra Mariapia Scarciglia, avvocato e responsabile per Lecce e Taranto dell'associazione Antigone e i soci dell'associazione Bfake, attiva sul territorio nella realizzazione di progetti all'insegna della libera circolazione e condivisione dei saperi. La passione per i diritti e l'impegno civico sono stati fondamentali per spingere il progetto all'interno del carcere leccese.

Dopo una serie di proficui incontri tenutisi l'anno scorso con i detenuti all'interno della casa circondariale di Lecce, ben due classi composte da quindici detenuti sono da domani chiamate a confrontarsi con le discipline in questione. Le associazioni fanno un primo bilancio delle attività e ci fanno sapere che sono molti gli artisti e le realtà che si sono detti disponibili a collaborare e a fare la loro parte per i detenuti perché, luoghi come questi, siano più vicini alla società e contenitori di cultura, una cultura che per le rispettive associazioni fonda i suoi principi nel rispetto dei diritti e nell'inclusione sociale. I detenuti hanno già realizzato un murales all'interno del carcere con l'aiuto del docente di street art Francesco Ferreri che raffigura Frida Kahlo, soggetto simbolo di libertà femminile.

Nella sezione maschile invece, è già stato prodotto un brano hip hop e si lavora al prossimo singolo. Grazie al corso di street art i partecipanti potranno immediatamente confrontarsi con tutte le moderne tecniche artistiche proprie dell'arte di strada. Graffiti, stencil, disegni e collage, grazie alla guida di insegnanti esperti ed alla presenza già confermata di ospiti illustri di fama nazionale, diverranno strumenti di libertà e partecipazione mentre, grazie al corso di musica e scrittura creativa, i mille pensieri che affollano la mente di chi vive all'interno di una cella potranno diventare, nell'ottica di un lavoro coordinato e corale, il testo di un brano rap da scrivere, registrare e condividere.

L'obiettivo è quello di creare un vero e proprio spazio neutrale, in cui i detenuti possono sentirsi liberi di esprimersi in discipline che notoriamente migliorano il benessere psicofisico della persona, obiettivo, questo alla base della finalità della pena. Anche quest'anno Il corso di street art sarà curato da Francesco Ferreri e Ania Kitela mentre il corso di musica sarà gestito da Massimo Armenise. Per ulteriori informazioni sul progetto Avv. Mariapia Scarciglia Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

Monza: "i poliziotti si devono pagare il letto", protesta della Uil-Pa Polizia penitenziaria

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Ansa, 22 ottobre 2014

 

"Straordinari non pagati, alloggi fatiscenti e affitto non previsto ma richiesto a chi alloggia in caserma": questi i motivi della protesta degli agenti di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Monza che, insieme al sindacato, si sono rivolti direttamente a Roma.

"Abbiamo scritto una lettera diretta ai capi Dipartimento della Direzione Amministrativa Penitenziaria della capitale ed al Provveditore Regionale - dichiara Domenico Benemia, segretario regionale Uil-Pa Polizia penitenziaria - per protestare contro la novità dell'affitto per chi alloggia in caserma. Sono state introdotte delle differenziazioni per l'utilizzo degli alloggi stessi che, però, sarebbero subordinate anche alla struttura degli stessi.

I nostri alloggi versano in condizioni disastrose, in particolar modo quelli interni al carcere di San Quirico dove il riscaldamento non funziona e piove acqua e che senza importanti interventi sono praticamente inutilizzabili, ma non pare vi siano in previsione investimenti di alcun tipo". Sono oltre 100 i poliziotti a vivere in caserma, alcuni dei quali, spiega il sindacato, hanno pensato da soli a risistemarsi le camere.

"Gli affitti richiesti variano da un minimo di 40 euro al mese per letto in singola, ad un massimo di 100 per una tripla - prosegue Benemia - ma per l'assegnazione degli stessi non era previsto il pagamento di alcun canone. Questa pretesa di pagamento è un abuso, anche perché chi non accetta perderà il posto letto. Le strutture fanno acqua da tutte le parti, le scarpe ce le compriamo da soli, non ci pagano gli straordinari e i mezzi per il trasporto detenuti sono a dir poco sgangherati. Adesso dobbiamo anche pagarci il letto".

 

Piacenza: Ugl Polizia Penitenziaria; luoghi di lavoro insalubri e condizioni stressanti

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Ansa, 22 ottobre 2014

 

"Luoghi di lavoro insalubri e condizioni di lavoro stressanti a causa di una manutenzione insufficiente della struttura dovuta ai tagli operati per la spending review". È quanto ha rilevato il segretario nazionale dell'Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti, nel corso della visita nel carcere di Piacenza e dell'assemblea con il personale della struttura.

"Gli agenti sono costretti a pagare canoni alloggiativi pur risiedendo in una caserma, nella quale peraltro - spiega il sindacalista - gli ambienti risultano inadeguati a garantire il benessere del personale che vi alloggia, ad esempio nel pomeriggio manca l'acqua calda e lo spaccio è chiuso. L'unica nota positiva del complesso è rappresentata dal nuovo padiglione dove i servizi sono consoni agli standard qualitativi previsti dall'attuale normativa sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro". "Come sindacato - conclude Moretti - abbiamo già richiesto che siano effettuati opportuni interventi e che si eviti di chiedere al personale di pagare per pernottare in una caserma che non è neppure dotata di servizi essenziali come l'acqua calda".

 

Nuoro: dosi di hascisc trovate in una cella a Isili dal Reparto cinofili di Macomer

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Ansa, 22 ottobre 2014

 

Alcune dosi di hascisc sono state rinvenute dal Reparto cinofili di Macomer all'interno di una cella del carcere di Isili. La struttura carceraria è una delle tre colonie penali sarde, assieme a Mamone e Is Arenas. Il segretario regionale di Federazione nazionale sicurezza, Giovanni Villa, sollecita maggiore attenzione anche nel territorio circostante. "Il controllo del reparto cinofili non basta - spiega il segretario Fns - bisognerebbe introdurre un servizio di pattuglie per il controllo del territorio che con strumentazione giusta arriverebbero sicuramente a risultati importanti, come magari l'individuazione e l'arresto dei fornitori a detenuti ristretti nelle colonie".

 
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