Mercoledì 01 Ottobre 2014
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Gela (Cl): Sappe; detenuto tenta suicidio incendiando materasso, salvato dagli agenti

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Ansa, 30 settembre 2014

 

Sabato pomeriggio un detenuto italiano ha tentato di suicidarsi nel carcere di Gela dando fuoco al materasso della sua cella. L'intervento dei poliziotti penitenziari ha salvato la vita al detenuto. L'episodio è accaduto nello stesso giorno in cui, a Ivrea, tre carcerati hanno tentato di dare fuoco alla loro cella. Ne dà notizia Donato Capece, segretario del Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.

"Sebbene l'Italia risulti di fatto inadempiente rispetto alla sentenza Torreggiani della Corte europea per i diritti dell'uomo, il rinvio al giugno 2015 - aggiunge - per un'ulteriore valutazione sull'attuazione delle misure decise dal governo per affrontare il problema del sovraffollamento, segna il fallimento delle politiche adottate dal Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Nei 206 penitenziari del Paese il sovraffollamento resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali".

 

Imperia: detenuto fuggì nel 2009, giudice dispone sopralluogo per stabilire orario evasione

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di Fabrizio Tenerelli

 

www.riviera24.it, 30 settembre 2014

 

Tre, in totale, gli imputati. Oltre all'evaso, anche due operatori della Polizia penitenziaria di Imperia accusati di omissione colposa: Elia Lonardo, agente scelto e Felice Serafino, assistente capo. Il Got Sonia Anerdi di Imperia ha disposto un sopralluogo (fissando la data al 2 febbraio 2015), al processo per l'evasione dell'immigrato tunisino Farah Ben Faical Trabelsi, di 38 anni, avvenuta, il 7 luglio del 2009, dal carcere di Imperia.

Oggi, nel corso di una nuova udienza, è stata ascoltato l'ultimo teste, il maresciallo dei carabinieri di Imperia, che si occupò delle indagini, secondo il quale risulta impossibile stabilire l'ora esatta dell'evasione, visto che il computer, la macchina per timbrare i cartellini e le telecamere (quest'ultime anche con uno scarto di venti e quaranta minuti) davano tutti orari diversi.

Senza contare che gli stessi orari vennero rilevati nove giorni dopo l'accaduto, col rischio che qualcuno avesse potuto, nel frattempo, manomettere i vari sistemi. Tre, in totale, gli imputati. Oltre all'evaso, anche due operatori della polizia penitenziaria di Imperia (questi accusati di omissione colposa): Elia Lonardo, agente scelto e Felice Serafino, assistente capo. I due poliziotti, secondo l'accusa del pubblico ministero Alessandro Bogliolo non avrebbero prestato le dovute attenzioni nel sorvegliare i detenuti e nel controllare le apparecchiature anti-evasione del piccolo penitenziario imperiese. Il sopralluogo servirà per esaminare i dettagli dell'evasione. Fanno parte del collegio difensivo gli avvocati Eminio Annoni e Mario Leone.

 

Rovigo: venerdì prossimo l'incontro-dibattito "La Chiesa e il problema della pena"

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Ristretti Orizzonti, 30 settembre 2014

 

Venerdì 3 ottobre alle ore 18,00 presso l'Archivio di Stato di Rovigo si terrà un incontro con Luciano Eusebi, docente di diritto penale dell'Università Cattolica di Milano e della Pontificia Lateranense, che è stato collaboratore a suo tempo con il cardinal Martini sulle problematiche della giustizia, che parlerà sul tema "La Chiesa e il problema della pena", che è anche il titolo del suo ultimo libro, il tutto coordinato dal direttore del Centro Francescano di Ascolto Livio Ferrari. L'iniziativa si colloca all'interno del progetto "Tra memoria e futuro", promosso dal Centro Francescano di Ascolto con la collaborazione della Fondazione Banca del Monte, Archivio di Stato e Centro di Servizio per il Volontariato.

Punizione, colpa, redenzione, perdono: un'indagine in una prospettiva che mette in dialogo diritto, religione e teologia sul tema della pena, nel quadro della tensione tra sedimentate letture retributive della giustizia e il contenuto della salvezza.

"Nulla probabilmente deturpa il messaggio religioso più della sua identificazione con l'idea secondo cui il compimento del male esigerebbe una ritorsione dal contenuto analogo - afferma il professor Eusebi - il proprium dell'annuncio cristiano, e il suo apporto a ogni altro pensiero religioso, sta infatti nel convincimento che solo il bene, l'amore, in quanto adesione all'essere stesso di Dio, costituisce la vera alternativa di vita allo scandalo del male". In gioco è la possibilità di pensare nuovi modelli della giustizia umana.

 

Ferrara: "Oggi voglio parlare", il tentativo di raccontare le carceri con un documentario

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La Nuova Ferrara, 30 settembre 2014

 

Attesa per la prima proiezione ufficiale nella nostra città di "Oggi voglio parlare" Dietro ai detenuti: le loro storie, le loro passioni e le loro aspirazioni.

Si svolgerà oggi alle 17, alla Biblioteca Ariostea di Ferrara, la prima proiezione ufficiale nella nostra città di "Oggi voglio parlare" (2012), documentario prodotto dalla Regione Toscana e da GD Film, un coraggioso tentativo di raccontare gli uomini che stanno dietro ai carcerati, le loro storie, le loro aspirazioni e le loro passioni.

Il coraggioso e riuscitissimo tentativo, girato in parte nel carcere di Sollicciano (Firenze) in parte nel carcere dell'Arginone di Ferrara, passa per le mani di Gianmarco D'Agostino (regista toscano che può vantare un eclettico lavoro dietro alle macchine da presa, con regie di spot e documentari d'arte per Fondazioni Bancarie, Enti Pubblici, Musei, Tv, ma anche backstage, tra cui spicca la curatela della video arte per l'allestimento del Don Giovanni di Mozart alla Jerusalem Opera di Gerusalemme) e si avvale di una sceneggiatura potente, scritta a quattro mani con il famoso Marco Vichi, autore di bestseller (pubblicati da Guanda) con protagonista il Commissario Bordelli, oltre che della preziosissima voce narrante di Lorenzo degl'Innocenti, importante attore teatrale.

I realizzatori del documentario saranno tutti presenti in sala, insieme al comandante del carcere di Ferrara, vice commissario Paolo Teducci, e al vicecomandante, vicecommissario Annalisa Gadaleta, per sottolineare la linea di profonda sinergia tra le istituzioni pubbliche e il pool di artisti che ha lavorato sul campo, grazie al quale nasce questo progetto.

Il dibattito sarà moderato dal collaboratore de La Nuova Ferrara Riccardo Corazza. Un film (perché chiamarlo soltanto documentario ci pare riduttivo, data l'innegabile qualità del prodotto finito) che rappresenta sì una riflessione sulla vita nelle celle, e oltre le celle, ma soprattutto una fuga dalla prigione più pericolosa, quella del pregiudizio, rischioso soprattutto per noi, che stiamo fuori.

Al centro loro, i carcerati, con le loro storie, fatte di a volte di casualità, spesso di disagio ma anche di coraggio, viste in una luce che ha dentro di sé non solo speranza, ma soprattutto la schiettezza di guardarsi dentro. Usando la musica, le parole, tutti i mezzi possibili che possano servire per entrare in contatto. Chi ha sbagliato deve espiare, certo, ma anche covare dentro di sé la scintilla della redenzione. Questo, e anche altro, è "Oggi voglio parlare".

 

Cinema: "Meno male è Lunedì" di Vendemmiati, al Festival Internazionale Film di Roma

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www.articolo21.org, 30 settembre 2014

 

Importante riconoscimento per il regista Filippo Vendemmiati (collaboratore di Articolo21, ndr) e per la società di produzione bolognese Tomato Doc & Film. Il film "Meno male è Lunedì" ambientato all'interno del carcere della Dozza di Bologna è stato selezionato in concorso alla 9^ edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (16 - 25 ottobre 2014). Il film, in anteprima internazionale, parteciperà alla sezione Prospettive Italia dedicata alle nuove linee di tendenza del cinema italiano. La proiezione ufficiale è prevista mercoledì 22 Ottobre alle 17 presso la Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica. Al termine di ogni proiezione gli spettatori potranno votare per il film visto e assegnare così il Premio del pubblico. Una seconda proiezione è prevista sempre a Roma, Domenica 26 Ottobre alle 14.30 al Cinema Barberini. L'anticipata stampa martedì 21 Studio 3 alle 21.30. I biglietti sono acquistabili on line sul sito ufficiale del festival: www.romacinemafest.it.

 

Sinossi

 

Un gruppo di operai in pensione riprende il lavoro per insegnare il mestiere a 13 detenuti nell'officina-azienda nata in carcere. La trasmissione del sapere ribalta il rapporto libertà-prigionia. Usare la vite giusta diventa metafora della ricostruzione di una vita. "L'officina dei detenuti" è spazio di libertà. Se l'operaio torna metalmeccanico in prigione, il detenuto con quello stesso ruolo rientra nel gioco della vita. Il film non insiste sul passato dei protagonisti: il tono è leggero, quasi commedia. Nel "lavoro fuori" il Lunedì è il giorno peggiore, nel "lavoro dentro" è il migliore. Sabato e Domenica per il detenuto operaio sono solo noia e l'attesa del lavoro di chi non vuole ferie.

Il carcere è un non luogo senza tempo. I giorni non passano e non hanno nome. Credo sia la peggiore condanna cui è sottoposto un detenuto, non solo la negazione di uno spazio libero, ma soprattutto la sottrazione del trascorrere dei giorni. I detenuti che lavorano in questa insolita officina all'interno del carcere della Dozza in qualche modo hanno ritrovato un luogo di libertà e un tempo di vita. I giorni della settimana hanno un senso e una cadenza dettata dai turni di lavoro. I gesti e le parole evadono per costruire un mestiere e relazioni umane. Né detenuti né uomini liberi: solo colleghi, operai che s'incontrano e lavorano accanto, scambiandosi conoscenze, saperi, "storie di viti e di vite". Ho immaginato "Meno male è Lunedì" come una "commedia brillante" ambientata in un carcere. Otto giorni, da Lunedì a Lunedì, per costruire un grande manufatto, uno spider dalla calotta arancione, ingranaggio fondamentale di un sistema avanzato di confezionamento della merce. I dialoghi dei protagonisti (scherzosi, tecnici, arrabbiati e intimi) accompagnano la costruzione del manufatto, anzi sono "la storia del manufatto" e delle mani che lo hanno creato.

Un discorso a parte merita la colonna sonora del film composta, dopo un lungo e appassionante confronto, da Carlo Amato, compositore e bassista dei Têtes de Bois. Abbiamo visto in questa grande officina dalle finestre alte e dalle inferriate simili a croci di una cattedrale "laica", una chiesa nel quale "monaci di clausura" lavorano e cantano durante il giorno e poi la sera tornano nelle loro "celle" al piano di sopra per pregare. "Labor omnia vincit", Virgilio Le Georgiche, la fatica vince ogni cosa.

 
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