Mercoledì 04 Marzo 2015
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

                                                                           ARCHIVIO "STORICO"

                                                                                  link_ristretti_vecchio

Login



 

 

Giustizia: il colpevole è De Magistris... ma paghiamo noi

PDF Stampa
Condividi

di Errico Novi

 

Il Garantista, 3 marzo 2015

 

A voler giocare con le iperboli si potrebbe dire che De Magistris rischia di beccarsi una causa pure dall'Anm. Il sindacato delle toghe ha fatto di tutto per affermare che la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati è ingiusta, vessatoria, insomma una provocazione. Poi arriva l'ex pm di Catanzaro, oggi sindaco di Napoli, e ti rovina tutta la campagna mediatica. Come?

Leggi tutto...
 

Giustizia: dalla pena alla cura, il tramonto degli Opg. Intervista a Roberto Piscitello (Dap)

PDF Stampa
Condividi

di Eleonora Martini

 

Il Manifesto, 3 marzo 2015

 

Intervista. Fine degli Ospedali psichiatrici giudiziari. "Senza ulteriori proroghe", dal 1° aprile l'amministrazione penitenziaria inizierà "gradualmente" il trasferimento degli internati. Parla Roberto Piscitello, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dap.

Leggi tutto...
 

Giustizia: un appello e digiuno per chiudere gli Opg "senza proroghe e senza trucchi"

PDF Stampa
Condividi

www.ilfarmacistaonline.it, 3 marzo 2015

 

L'iniziativa promossa dal Comitato StopOpg è partita l'altro ieri perché la data del 31 marzo 2015 per la chiusura dei presidi "sia rispettata". Prevista una staffetta del digiuno per tutto il mese e manifestazioni in varie città italiane.

Leggi tutto...
 

Giustizia: allarme amianto, il carcere è un killer

PDF Stampa
Condividi

di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 3 marzo 2015

 

In 28 Istituti, il 14 per cento del totale, è presente il minerale cancerogeno fuori legge dal 1992.

C'è un killer silenzioso nei penitenziari italiani che potrebbe aver mietuto vittime a lungo termine, Parliamo dell'amianto che è presente nel 14 per cento delle carceri. A rivelarlo è una mappatura aggiornata al gennaio del 2015 in possesso del Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

"Attualmente - comunica il Dap in una nota - sono in corso tutti i controlli e le opere necessarie per rimozione, smaltimento e messa in sicurezza. Il Dipartimento, in continuità con il passato, assicura massima attenzione e tempestività negli interventi futuri". Grondaie, tettoie, pannelli, cassoni, parti di impianti di depurazione, canne fumarie, manufatti all'interno dei vecchi penitenziari continuano a minacciare la salute di chi in galera sconta una pena e di chi ci lavora. Su un totale di 28 carceri è presente il minerale cancerogeno, l'eternit, usato comunemente nelle costruzioni fino al 1992, poi bandito dal nostro Paese attraverso la legge 257.

Il quadro presentato dalla mappatura risulta inquietante. Nelle carceri del Piemonte, il Dap segnala ad Alessandria coperture di un locale tecnico con lastre ondulate tipo eternit; presso il carcere di Fossano ci sono lastre di cemento-amianto ricoperte da tegole.

A Novara e presente il minerale cancerogeno utilizzato per la copertura della caserma degli agenti e della palestra dove i detenuti fanno attività. A Torino sono in corso verifiche circa il materiale utilizzato per piani interrati del carcere e della caserma, Nelle carceri della Toscana risulta quello di Grosseto con le canne fumarie rivestito di amianto; a Lucca è in corso lo smaltimento di manufatti in eternit; a Massa e a Pisa la direzione carceraria ha chiesto alla Asl la verifica della pericolosità di alcuni manufatti; a Montelupo Fiorentino dopo l'eliminazione di manufatti cancerogeni nel 2013 e stata avviata un'altra procedura di smaltimento ; a Prato sono presenti due coperture in eternit e la direzione carceraria sta valutando delle possibili soluzioni. In Umbria rimangono da risanare dei locali nella struttura carceraria di Spoleto. Nelle carceri sarde sono in corso lavori di rimozione di manufatti in amianto al carcere di Isili e Is Arenas con termine previsto entro il primo trimestre

2015; al carcere di Mamone si e in attesa del nulla osta dei Beni Culturali per la demolizione di un fabbricato e a quello di Alghero sono in fase di programmazione gli appalti per la rimozione, Nelle carceri siciliane ci sono presenze a Castelvetrano con due recipienti di eternit, a quello di Catania il minerale cancerogeno e presente in una tettoia, al carcere di Enna sono accantonati materiali da smaltire, nell'istituto dismesso di Favignana ci sono 150 pannelli in eternit; a Giarre risultano piccoli manufatti in eternit; a Noto sono presenti 10 contenitori in eternit e al carcere di Trapani c'è amianto nelle coperture del magazzino.

In Sicilia c'è l'Ucciardone di Palermo dove è ancora in corso la rimozione di materiale in eternit e al carcere di San Cataldo esiste una quantità non precisata di eternit su cui è stata avviata una verifica. In Emilia Romagna, nella scuola di formazione della polizia penitenziaria di Parma, c'è una tettoia nel parcheggio automezzi con presenza di amianto sotto soglia; nel carcere di Piacenza si è in attesa dei risultati delle analisi commissionate sulle fibre presenti nella pavimentazione di un locale, In Calabria, nel carcere di Lamezia Terme, si sta valutando la rimozione di un manufatto in amianto. Non si registra infine presenza di amianto nelle strutture di Lombardia, Basilicata, Lazio, Puglia, Campania, Veneto e Liguria.

Nonostante la messa a bando, di amianto si continua a morire. Dalla legge 257 del 1992 che ha sancito la messa al bando delle fibre "velenose", solo 500mila tonnellate di materiale killer sono state bonificate: ovvero solamente il 2% di quello presente sul territorio. L'Italia è fra l'altro uno dei Paesi più esposti: è stato fino alla fine degli anni 80 il secondo maggior produttore europeo di amianto dopo l'ex Unione Sovietica, nonché uno dei maggiori utilizzatori. La sua dannosità era stata riconosciuta addirittura nel 1932 quando alcuni operai americani avevano fatto causa alla loro ditta. In Italia - come abbiamo ricordato - solo nel 1992 ne hanno vietato l'impiego. Il risultato è che ogni anno, nel nostro "Bel Paese", muoiono migliaia di persone che sono state in contatto con l'amianto. L'epicentro è la Venezia Giulia perché lì ci sono i cantieri navali di Monfalcone visto che tutto era fatto in amianto.

In quella regione, più o meno tutte le famiglie hanno il proprio morto di amianto. Le fibre di amianto ti penetrano nella pleura, poi d'un tratto, anche a cinquant'anni di distanza, si risvegliano e ti annegano di liquido in un mese. Di amianto si continua a morire e la statistica è inquietante: 5.000 morti all'anno con ancora 34mila siti da bonificare.

 

Giustizia: amianto nelle carceri, se la detenzione diventa pena di morte

PDF Stampa
Condividi

www.rinnovabili.it, 3 marzo 2015

 

C'è amianto sui tetti, nelle grondaie, negli impianti di depurazione di una trentina di penitenziari italiani. A rischio anche il carcere minorile di Catania.

Il fantasma dell'amianto non si aggira soltanto nelle case, nelle scuole e nelle fabbriche, ma serpeggia anche nelle carceri italiane, già sovraffollate e oggetto di condanna per l'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo. Oltre al trattamento disumano, i detenuti presenti nel 14% dei penitenziari italiani devono fare i conti anche con il killer silenzioso, che uccide ogni anno 4-5 mila persone. E il peggio deve ancora venire, dato che il picco è atteso per il 2020-2025.

La presenza di asbesto è rivelata da una mappatura in possesso dell'Adnkronos. Secondo il Ministero della Giustizia sono 28 le carceri in cui è presente il minerale cancerogeno. Si trova in grondaie, pannelli, cassoni, parti di impianti di depurazione, canne fumarie, manufatti. Il pericolo non riguarda soltanto chi sconta la pena dietro le sbarre, ma anche gli agenti di custodia e tutti i lavoratori del carcere. I sindacati di polizia penitenziaria aggiungono altri istituti oltre a quelli censiti dal ministero. L'elenco sarebbe più lungo, denunciano. Come nel caso di Orvieto, dove "all'interno di un magazzino si trova un deposito di eternit rimosso molto tempo fa, e due canne fumarie funzionanti contengono amianto", dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del sindacato di polizia penitenziaria Sappe.

La mappatura che l'Adnkronos è riuscita ad ottenere è stata anche oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle, Alessio Villarosa, l'11 febbraio scorso. Il ministero chiarisce che nei casi segnalati "le direzioni hanno da tempo avviato le procedure per lo smaltimento" e dunque "tali situazioni sono sotto controllo, riguardano manufatti esterni alle strutture detentive e comunque in corso di rimozione". Ma la rimozione, sempre stando a quanto scrive il ministero, avverrà "compatibilmente con le risorse disponibili". Il che equivale a dire che, se non ne verranno messe a disposizione, si potrebbe anche non rimuovere un bel nulla. Via Arenula rivela poi la presenza di "pannelli in eternit presso l'impianto di depurazione e nella canna fumaria della centrale termica" nel carcere di Catania Bicocca. Il complesso penitenziario ospita anche il carcere minorile. Altri bambini e ragazzi vanno a gonfiare il numero dei 342 mila minori a rischio amianto che il Censis ha individuato nelle scuole italiane.

Il segretario generale di un altro sindacato, il Sippe, Alessandro De Pasquale, ha duramente criticato l'operato del governo: "L'amministrazione statale, il nostro datore di lavoro, ai sensi del decreto legislativo 81 del 2008 ha anche un obbligo di informazione nella propria unità amministrativa. Deve informare i lavoratori sui rischi che ci sono all'interno della struttura ed è chiaro che molto spesso questo non avviene. Dobbiamo sempre ricordare che all'interno di una struttura penitenziaria ci sono i detenuti che devono scontare una pena, ma non è che devono scontare anche una pena di morte".

 
<< Inizio < 1 2 3 4 5 6 7 9 > Fine >>

firma_copy

 

07_copy_copy

 

06_copy_copy_copy

 

05_copy

 

 

progetto_carcere_scuole

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it