Giustizia: la petizione di "Bambinisenzasbarre" raccoglie 11mila firme in meno di 48 ore |
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di Sabrina Vincenzo
www.clandestinoweb.com, 16 maggio 2013
In poco meno di 48 ore ottimo successo per la campagna lanciata dall’associazione Bambinisenzasbarre, su Change.org: la petizione “Non un mio crimine ma una mia condanna” ha infatti già raccolto più di 11.000 adesioni.
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Lettere: quando la legge si inchina alla ragione di stato… |
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di Sergio Romano
Corriere della Sera, 16 maggio 2013
In diversi casi si è venuti a conoscenza di detenuti rilasciati per decisione del loro governo. L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda i due marò per i quali si chiede un provvedimento del governo indiano.
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Sicilia: nomina Garante detenuti; l’Unione forense per tutela diritti umani scrive a Crocetta |
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Comunicato stampa, 16 maggio 2013
Onorevole Rosario Crocetta, Presidente Regione Sicilia, e per conoscenza, Ecc.mo Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Egregio Presidente, la situazione penitenziaria siciliana ha raggiunto quasi il punto di non ritorno, peculiarmente più grave nella pur drammatica situazione nazionale. Lo stato delle cose necessita di urgenti e appropriati provvedimenti per modificare una realtà indegna di una società civile. Il sovraffollamento, la negazione di diritti, l’impossibilità dei pur valorosi operatori penitenziari di assicurare sufficienti servizi per rendere la detenzione conforme ai parametri costituzionali ed europei, impongono al governo del Paese di intervenire con sollecitudine e alla Regione Siciliana di attivare azioni di sensibilizzazione e di stimolo, anche nel garantire servizi di sua pertinenza come l’assistenza sanitaria ai detenuti così come impone la legge di riforma. In questo quadro si colloca anche l’intervento di assicurare un buon funzionamento dell’organo di garanzia all’uopo istituito quale garante per i diritti fondamentali dei detenuti. Fra qualche mese scadrà il mandato settennale del garante nominato a suo tempo dall’onorevole Salvatore Cuffaro il quale ha fatto ricadere la scelta su un parlamentare allora in carica. Allo scopo di evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione e il ripetersi di errori che hanno purtroppo la credibilità dell’organo di garanzia la scrivente Associazione auspica che la procedura di scelta e di nomina del nuova garante per la Sicilia avvenga nella massima pubblicità e trasparenza nel rispetto della normativa vigente e soprattutto nella consapevolezza di far cadere la preferenza su soggetti politicamente indipendenti, autorevoli e profondi conoscitori della problematica carceraria. e dei diritti umani. Poiché la Sua azione politica sembra improntata a innovativi criteri di severo rigore e trasparenza siamo certi che Ella farà di tutto per assicurare che la selezione del nuovo garante avvenga alla luce del sole e non come in passato obbedendo a superate logiche non meritocratiche tanto più inaccettabile tanto è delicato l’alto compito cui è onerato l’organo di garanzia. Con perfetta osservanza.
Avv. Ermanno Zancla
Coordinatore per la Sicilia dell’Unione Forense per la tutela dei diritti umani |
Nuoro: detenuto 45enne stroncato da infarto mentre gioca nel campo di calcio del carcere |
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L’Unione Sarda, 16 maggio 2013
Tragica fine di un detenuto ieri all’interno del carcere di Nuoro di Badu ‘e Carros. L’uomo, Giampaolo Casula, 45 anni, di Tortolì, si è accasciato al suolo durante una partita di calcio, probabilmente a causa di un arresto cardiaco. Un fulmine a ciel sereno che ha messo sotto choc sia gli altri detenuti che il personale della polizia penitenziaria che lavora all’interno del carcere. L’uomo è stato colpito con tutta probabilità da un malore, anche se ancora manca l’ufficialità. Nel momento in cui ha avuto l’infarto stava giocando in porta. A nulla è servito l’intervento del medico del carcere, che dopo aver cercato di fare il possibile non ha potuto far altro che constatare il decesso del detenuto. Disperazione e sgomento tra i compagni che stavano giocando assieme a lui, che da subito hanno capito che si trattava di qualcosa di grave. Anche se ancora manca la conferma ufficiale, nessuno ha dubbi sul fatto che si tratti di un infarto, tanto che non è stata neanche aperta un’inchiesta sull’accaduto. Il campo di calcio del carcere barbaricino di Badu ‘e Carros è uno spazio particolarmente apprezzato dai detenuti, e permette ogni giorno ai tanti costretti all’interno dell’istituto penitenziario di poter fare esercizio fisico all’aria aperta. |
Genova: chiudono gli Opg, a Marassi le nuove celle a misura degli ospiti “problematici” |
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di Giulia Destefanis
La Repubblica, 16 maggio 2013
Dalle finestre si fatica a guardare fuori, perché le grate, per scongiurare gesti autolesionisti, hanno maglie strettissime. Ci sono telecamere a infrarossi sopra i cinque letti e in bagno, “così il controllo dalla cabina di regia è 24 ore su 24”, spiegano. Sono le due celle di ultima generazione del carcere di Marassi che, annuncia il direttore Salvatore Mazzeo, “apriranno a giugno e ospiteranno i detenuti con problemi psichiatrici, per i 30 giorni di osservazione psichiatrica”. Il periodo, cioè, “che serve a valutare se la persona è ancora compatibile con la detenzione, e può rimanere in carcere, oppure no”, aggiunge Gianfranco Nuvoli, direttore Salute Mentale Valbisagno: una fase che prima avveniva direttamente negli Ospedali psichiatrici giudiziari - che ospitano appunto gli autori di reato con problemi psichiatrici, ma sono in via di dismissione - e ora avverrà in carcere. A sommarsi alle difficoltà del grande istituto penitenziario, prima tra tutte il sovraffollamento (la Liguria si è appena confermata seconda regione con le carceri più affollate dopo la Lombardia), c’è quindi per Marassi una nuova sfida. Che riguarda il mondo dei “folli-rei”, e ha radici lontane: quelle della denuncia, da parte della Commissione parlamentare di Ignazio Marino nel 2011, dell’inumanità degli Opg; e quelle di una legge del 2012 che ne ha fissato la chiusura, a marzo 2013 poi prorogata a fine anno, e finanziato le regioni perché attivino strutture sostitutive, dove l’esigenza curativa prevalga su quella di sicurezza. Protagonisti della rivoluzione, dunque, sono le carceri, che devono gestire le osservazioni psichiatriche, ma soprattutto le regioni, chiamate a prendersi cura dei propri internati. Ed eccoci ad oggi: a Marassi si predispongono le due celle nel nuovo reparto di Osservazione psichiatrica, all’interno del Centro clinico dell’istituto, il sesto d’Italia. Dal canto suo, la Regione, incassati 3 milioni e 800 mila euro per il 2012 e quasi 2 per il 2013, inizia ad accogliere i folli-rei liguri. Sono 50 in tutto - su una popolazione nazionale di 1.100 - dai pluriomicidi ad autori di reati meno gravi. “Inseriamo nelle comunità terapeutiche le persone a bassa pericolosità - spiega Sergio Schiaffino, responsabile Salute Mentale e Dipendenze della Regione Liguria - E per gli altri costruiremo una struttura nel territorio della Asl 5”. Dunque in provincia di Spezia: ma il luogo preciso è ancora top secret. “Non sarà un nuovo Opg, ma una struttura da 25 posti riabilitativa, anche se chiusa. Dobbiamo ancora capire come saremo sostenuti dalle forze dell’ordine per il controllo”. Tornano dunque echi della riforma Basaglia, con la sfida di superare gli O.p.g. senza riaprire i manicomi. La Liguria sarà pronta? |
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