Lunedì 25 Settembre 2017
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Lecce: teatro in carcere, niente più fondi. "Io ci provo" fermo dopo sei anni

PDF Stampa
Condividi

di Alessandra Lupo

 

quotidianodipuglia.it, 24 settembre 2017

 

È stato uno dei fiori all'occhiello delle attività culturali pugliesi, portato ad esempio di coraggio, pervicacia ma anche di concretezza, visto che in una manciata di anni, sei in tutto, "Io ci provo" è stato capace di trasformare un'esperienza in un'attività stabile, arrivando a sognare un futuro sostenibile per una compagnia di teatro nata all'interno del carcere di Borgo San Nicola e diventata un piccolo gioiello, anche dal punto di vista autoriale.
Ma adesso il progetto è fermo. La doccia fredda è arrivata qualche giorno fa dalla regista e pedagoga Paola Leone, anima ma anche cuore e braccia del progetto insieme a un gruppo molto coeso di collaboratori, che sui social ha annunciato con amarezza lo stop, scatenando un coro di rabbia e incredulità.
La questione è rimbalzata sulla stampa (anche sulla rivista Detenzioni, che si occupa proprio dell'universo carcerario) destando preoccupazione ma anche parecchia indignazione, visto che al progetto non mancano le volontà e neppure i risultati - enormi in questi anni - ma unicamente i fondi per proseguire, tra bandi sempre meno accessibili e la disattenzione delle istituzioni. Basti pensare che Io Ci Provo è stato sostenuto dalla Chiesa Valdese, dalla Regione Puglia e in piccolissima parte dal Comune di Lecce (3.000 euro in 2 anni di cui 2.000 non ancora saldati) così come non ancora saldato il contributo Regionale del 2016. Dopo la solidarietà - tantissima - del web, i responsabili del progetto hanno chiarito la situazione: "Il vero problema è che, per questo tipo di progetti, servono le economie, purtroppo non bastano e non sono bastati almeno a noi il sostegno, l'apertura, il coraggio, e la lungimiranza della Direzione, del Comandate e dell'area educativa del carcere di Lecce - spiega Paola Leone.
Il loro lavoro a favore di Io Ci Provo è indiscutibile e posso gridarlo forte come ho fatto in tutti questi anni, ma la vera questione resta, in una riflessione che riguarda i "vertici"". L'associazione intende infatti porre l'attenzione al documento prodotto dagli stati generali dell'esecuzione penale 2015/2016 dove si dichiara che per rendere efficace la pena occorre predisporre anche progetti culturali che permettono attività ponte con il mondo libero. Un'operazione in cui il contributo degli enti è vitale.
"Ministero, Dap, ma anche Comune, Provincia e Regione - prosegue Paola Leone - dovrebbero mettere nella giusta condizione economica tutte quelle Amministrazioni Penitenziarie locali che hanno avviato dei processi e percorsi culturali artistici/educativi con le associazioni esterne, proprio per rendere il lavoro di queste realtà stabile". D'altronde non sono le istituzioni che devono garantire agli ospiti detenuti le attività previste dall'art 27 dell'ordinamento penitenziario?

 

Vicenza: detenuti sul palco per rappresentare la parabola del "figliol prodigo"

PDF Stampa
Condividi

agensir.it, 24 settembre 2017

 

I detenuti del carcere di Vicenza sul palco per rappresentare la parabola del "figliol prodigo". Ne dà notizia "La Voce dei Berici", settimanale diocesano, che racconta l'esperienza di chi ha concretizzato le riflessioni maturate durante il catechismo in carcere in uno spettacolo teatrale.
Il titolo è "Caccia alla luce" e andrà in scena al Piccolo Teatro di Ospedaletto e al Teatro San Marco, venerdì 29 settembre e giovedì 9 ottobre, alle 20.30. Sul palco anche alcuni attori professionisti, come Thierry Parrnentier, Fabio Benetti e Andrea Buttazzi, che hanno condiviso il percorso con i detenuti.
Il testo è stato scritto da don Luigi Maistrello, cappellano della casa circondariale di Vicenza. "Il teatro è una delle forme artistiche più adatte per creare comunione tra i detenuti, i quali hanno la possibilità, attraverso questa espressione, di riflettere sulla propria esistenza e di vivere un tempo di ripartenza", ha spiegato il sacerdote al settimanale cattolico della diocesi di Vicenza. Lo spettacolo è stato presentato il 23 giugno scorso in anteprima agli operatori del carcere.

 

Napoli: Premio Siani, "Nati per leggere" entra nel carcere di Nisida

PDF Stampa
Condividi

La Repubblica, 24 settembre 2017

 

Seguire il filo di una favola su un libro colorato, ridere davanti alla foto di un bambino. "Nati per leggere", progetto di promozione di lettura ad alta voce, approda al carcere minorile di Nisida. Storie, libri e cartonati superano le sbarre per una sfida ambiziosa: conquistare i figli dei giovani detenuti, che spesso hanno già una famiglia prima di compiere 18 anni.
Il piccolo patrimonio di pagine e cuscini si trova in una tenda accogliente sistemata tra gli alberi, fuori dall'area dei colloqui. La struttura inaugurata dalla Fondazione Polis nell'ambito delle Giornate del Premio Siani, è in realtà un'abitazione mobile adottata da molti popoli asiatici ed è stata finanziata dal Progetto Abbracci con una cena di beneficenza al Circolo Posillipo, durante la quale sono stati raccolti circa 15 mila euro.
"L'obiettivo è diffondere semi di legalità nelle menti di questi bambini" spiega Paolo Siani, presidente della Fondazione Polis e fratello del giornalista ucciso dalla camorra 32 anni fa. "È sorprendente la reazione dei giovani detenuti di fronte all'interazione dei propri figli con i libri". "Tentiamo di far rivivere il sorriso di nostro figlio attraverso quello dei bambini - spiegano Claudio Zanfagna e sua moglie Giovanna Donadio, fondatori del Progetto Abbracci - speriamo che possano affrancarsi attraverso la cultura".
Ci sono 10 punti "Nati per leggere" nei quartieri a rischio, realizzati grazie a una donazione della Rai. "Finanziare questi progetti è fondamentale" ricorda Geppino Fiorenza. Al taglio del nastro è presente anche Patrizia Esposito, presidente del tribunale minorile: "La lettura è un elemento risocializzante e può essere la prospettiva di un futuro diverso"."Questi libri - aggiunge Gianluca Guida, direttore del carcere minorile di Nisida - sono a disposizione di tutti i punti lettura della città".
Intanto nel carcere arrivano mamme, sorelle e mogli dei ragazzi detenuti che sono circa 60, di cui 10 sono femmine. La giornata prosegue con la proiezione del film d'animazione "Gatta Cenerentola" nel centro europeo di studi di Nisida. In sala ci sono due dei quattro registi, Alessandro Rak e Dario Sansone, che rispondono alle domande del pubblico sul cartoon della casa di produzione Mad che ha conquistato il festival di Venezia.
I ragazzi di Nisida li ascoltano, seduti alle ultime file della sala affollata da studenti e istituzioni. Presenti tra gli altri questore Antonio De Iesu e il procuratore Giovanni Melillo. Dopo gli interventi, il presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e il sindacato dei giornalisti consegnano con Paolo Siani 14 buoni-libro del valore complessivo di 4 mila e 200 euro a 14 scuole vincitrici del Premio Siani. Il rapper Lucariello lancia invece un videoclip realizzato con Raiz e 4 giovani del carcere di Airola (presenti in sala). La canzone "Puorteme là fore" è stata scritta dagli stessi detenuti: racconta una storia di amore e abbandono, della speranza di cambiare una volta fuori.

 

Aversa (Ce): martedì spettacolo teatrale per i detenuti della Casa di Reclusione

PDF Stampa
Condividi

larampa.it, 24 settembre 2017

 

Musica e canzoni per i detenuti (e loro familiari) della Casa di Reclusione di Aversa (ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario). Ancora una volta istituzioni, associazioni e artisti scendono in campo per testimoniare con l'arte vicinanza e solidarietà a quelle persone che la vita ha riservato un percorso di sofferenza e tristezza. Martedì 26 settembre '17, a partire dalle ore 17.30, nel teatro della struttura aversana dell'Amministrazione Penitenziaria si esibiranno diversi artisti - che generosamente hanno accolto l'invito - per offrire ai detenuti alcune ore di svago, socializzazione e soprattutto di grandi emozioni all'insegna della musica.
L'iniziativa è promossa d'intesa tra l'Associazione Casmu, presieduta da Mario Guida, la Rassegna Nazionale di Teatro scuola PulciNellaMente, guidata dal direttore Elpidio Iorio, i vertici della casa di Reclusione normanna, ovvero la direttrice Elisabetta Palmieri, il comandante commissario Luigi Mosca, il capo dell'area pedagogica Angelo Russo. Si avvale, inoltre, del patrocinio dei Comuni di Aversa, rappresentato dal sindaco Enrico De Cristofaro, Sant'Arpino, dal sindaco Giuseppe Dell'Aversana, Cesa, dal sindaco Enzo Guida, e Teverola, dal sindaco Dario Di Matteo e dall'assessore alle politiche sociali Enza Barbato.
Lo spettacolo prevede un originale quanto coinvolgente "viaggio" alla ricerca delle gemme lucenti e intramontabili della musica classica napoletana. Ad accompagnare i presenti in questo emozionante cammino saranno gli artisti: Nello Fiorillo, Ignazio Nesi, Lucas e Gennaro De Crescenzo (il quale appartiene ad una famiglia di vocalist di assoluto spessore, Eduardo De Crescenzo e Eddy Napoli su tutti) che solo pochi giorni fa ha presentato con successo il nuovo singolo "Luntano se ne va".
Alberto Selly, sarò l'ospite d'onore dell'evento che sarà presentato dalle bravissime Annamaria Esposito e Chiara Roio Neomelodica. La direzione artistica della serata è affidata al maestro Sio Giordano, quella tecnica a Alfonso Pellegrino. L'Associazione Artistica "Borgo e Musica - Aversa" si occuperà di animazione. Un buffet di prodotti tipici della tradizione enogastronomica aversana, sarà gratuitamente offerto dal "Caseificio Di Santo" di Sant'Arpino e dalla Pasticceria Ponticiello di Aversa.

 

Caserta: quel rap della legalità scritto dai ragazzi di Airola con Raiz e Lucariello

PDF Stampa
Condividi

Il Mattino, 24 settembre 2017

 

"Senza la musica la vita sarebbe un errore", scrisse Friedrich Nietzsche. Pur non avendo mai letto nemmeno una riga del filosofo tedesco, il suo messaggio è arrivato - chiaro e diretto - a quattro ragazzi detenuti nel carcere minorile di Airola. Come tanti altri ragazzini che scontano debiti anche gravi con la società e la giustizia, loro c'erano. Presenti, ieri, alla cerimonia del premio Siani, sull'isolotto di Nisida. Fratelli nella notte: compagni di sventura in un tunnel che tuttavia fa intravedere un grande spiraglio di luce. E quella luce è nelle note di un rap.
Tutto merito di due grandi cantanti: Raiz e Lucariello. Progetto musicale che si conquista il cameo finale nella giornata dedicata a Giancarlo Siani. Per quei ragazzi che hanno scritto il testo di una canzone che merita di essere ascoltata e che resta poi nella testa per il suo motivo accattivante è stato un giorno di gloria. Assente Raiz, impegnato all'estero, a presentare la clip - in anteprima nazionale - è stato Lucariello. Gli anticorpi della legalità corrono veloci anche sul pentagramma: e così è nato il progetto realizzato grazie alla "Onlus Co2".
Parole e musica che mettono i brividi: "Spezza stì catene, aiutame a m'addurmì": il video a breve sarà anche su Youtube. Commovente, nel testo e nelle immagini che mostrano i giovanissimi ragazzi detenuti ad Airola, alcuni dei quali peraltro già padri pur non avendo ancora vent'anni.
Li si vedono nella clip che dura poco più di tre minuti mentre abbracciano moglie e figli, durante le visite consentite ai familiari. "Una delle cose che di questi ragazzi più mi hanno colpito spiega Lucariello - è stato comprendere il loro dolore: a tanti quello che maggiormente è mancato è stata la figura del padre. E loro in alcuni casi sono già papà". I quattro giovanissimi che hanno scritto il testo di questa canzone hanno intanto già avuto una opportunità: iscritti alla Siae, beneficeranno dei diritti d'autore.
Tra loro ce n'è uno che deve scontare 30 anni di reclusione per omicidio, ed un altro che viene da Torre Annunziata. Ha solo 18 anni e un viso d'angelo che stona con il contesto da Purgatorio che sta vivendo. Solo quando Paolo Siani gli consegna, tra gli applausi, la maglietta con impresso il volto sorridente di Giancarlo intuisce e dice: "Ah, era lui? Adesso ho capito. Che fetenzia averlo ucciso". E anche questo diventa un altro piccolo, grande miracolo di legalità.
Ma di cose belle e buone a Nisida se ne fanno tante. Un altro esempio. Grazie ad un finanziamento della Rai, dell'Anm dell'Anci e dell'Eav non solo è stato possibile raccogliere i fondi per pubblicare e diffondere il volume "Fatti di camorra", che contiene la raccolta di tutti gli articoli firmati da Giancarlo Siani; ma si è riusciti a realizzare - con il supporto essenziale di personale specializzato il progetto della "Tenda della lettura". esperimento che coinvolge i figli dei giovanissimi detenuti - da zero a sei anni e oltre - insieme con i genitori.

 
<< Inizio < 1 2 3 4 5 6 8 10 > Fine >>

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it