Venerdì 22 Giugno 2018
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Legittima difesa, le regole all'estero

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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2018

 

Si gioca sul confine sfumato della valutazione affidata ai magistrati il confronto in materia di legittima difesa tra i Paesi dell'Unione europea. È in Francia (articoli 122-5 e 122-6 del Codice penale) la soluzione più vicina alla nostra: si prevede infatti che non risponde penalmente la persona che, a fronte di un attacco ingiustificato contro di sé o un'altra persona, compie, nello stesso momento, un atto imposto dalla necessità della legittima difesa per se stesso o un'altra persona, a condizione che non ci sia sproporzione tra i mezzi impiegati per la difesa e la gravità dell'attacco.

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Legittima difesa. Ci salvino i giudici e il ricordo di Re Cecconi

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di Patrizio Gonnella

 

Il Manifesto, 21 giugno 2018

 

La proposta della Lega sulla legittima difesa è un atto di sfiducia nei confronti dello Stato, delle forze dell'ordine, dei giudici, di studiosi e giuristi. Essa significa abdicare alla funzione di controllo dell'ordine pubblico da parte delle polizie.

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Ora i giudici frenano le espulsioni: serve il verdetto della Cassazione

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di Luigi Ferrarella

 

Corriere della Sera, 21 giugno 2018

 

La decisione del Tribunale di Milano sui ricorsi contro il no all'asilo. Espellere i migranti prima che la Cassazione decida i ricorsi sulla protezione negata dai Tribunali? Per i giudici di Milano la norma contrasta con il diritto dell'Unione Europea. E interpellano la Corte Ue.

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La tenuità del fatto non rientra tra le cause di non punibilità che impediscono l'arresto

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di Patrizia Maciocchi

 

Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2018

 

Corte di cassazione - Sezione III - Sentenza 20 giugno 2018 n. 28522. La particolare tenuità del fatto non rientra tra le cause di non punibilità che impedisco l'arresto. La polizia giudiziaria non può, infatti, fare nel momento dell'arresto in flagranza dello spacciatore una valutazione sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto.

La verifica della causa prevista dall'articolo 131-bis del Codice penale, presuppone un esame approfondito sulla sussistenza dei presupposti e un giudizio di merito che è riservato all'autorità giudiziaria. Condizioni del tutto incompatibili con la sommaria verifica che la Pg deve compiere al momento dell'arresto in flagranza. L'articolo 131-bis non rientra dunque tra le cause di non punibilità, che fanno scattare il divieto di arresto, che sono ravvisabili "a vista" e relative alle semplici circostanze di fatto previste dall'articolo 385 del Codice di rito penale.

La Corte di cassazione, con la sentenza 28522, respinge dunque la tesi della difesa secondo la quale per il suo assistito - arrestato perché nel suo bagno era stato trovato un bilancino di precisione - sussisteva una causa di non punibilità, per particolare tenuità del fatto che doveva impedire l'arresto. Non passa neppure la carta dell'uso personale lo stesso incompatibile con l'arresto, previsto solo quando è ipotizzabile la cessione a terzi. E per la Cassazione questo era il caso, considerata la detenzione del bilancino di precisione e il peso lordo delle sostanze.

 

L'evasore resta in carcere nonostante il sequestro degli immobili

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di Debora Alberici

 

Italia Oggi, 21 giugno 2018

 

Cassazione: misura reale non è incompatibile con quella personale. Il presunto evasore fi scale resta in carcere nonostante gli siano già stati sequestrati gli immobili e i siti internet. La misura reale non è incompatibile con quella personale a maggior ragione quando l'imprenditore mostra una grande facilità nell'intrecciare rapporti per frodare il fisco.

Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 28515 del 20 giugno 2018. La terza sezione penale ha dunque respinto il ricorso di una manager accusata di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La donna aveva tessuto una fitta rete internazionale, avvalendosi di società e siti internet, per sfuggire ai debiti con il fisco.

Questo le era costato la custodia cautelare in carcere. Inutile la richiesta dei domiciliari presentata dalla difesa sul presupposto che il sequestro delle aziende, degli immobili e dei siti internet non le avrebbe più permesso di evadere le imposte.

Sul punto la terza sezione penale ha infatti replicato che attesa la diversità ontologica tra le predette misure, personali e reali, e, soprattutto, la diversità finalità e il diverso bene giuridico che le predette misure incidono, non può ritenersi che il periculum attinente alla reiterazione del comportamento illecito alla cui esclusione è posta la misura in atto applicata venga meno solo per essere stato il sodalizio attinto da provvedimenti di natura cautelare reale incidente solo sull'aspetto patrimoniale. Infatti, ricordano ancora i Supremi giudici, le misure cautelari personali, vanno distinte da quelle reali.

 
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