Mercoledì 17 Settembre 2014
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Lettere: il rapporto politica e giustizia

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di Franco Monaco (deputato Pd)

 

Corriere della Sera, 15 settembre 2014

 

Forse è sbrigativa la tesi secondo la quale il Pd sarebbe passato dal giustizialismo al garantismo. Anche perché quelle parole categorie di uso (e abuso) comune sono generiche e incerte. E tuttavia non si può negare il problema, sollevato da Polito e Verderami, di una qualche difformità di approccio del Pd a una vasta casistica recente.

Come tacere l'impressione che il tenore delle parole renziane di oggi si discosti, che so, da quello adottato nel caso Cancellieri? Urge tematizzare, cioè discutere ed elaborare una visione del rapporto tra politica e giustizia ancorata a principi saldi e dichiarati. In breve, urge dotarsi di una bussola che valga "erga omnes" e che ci metta al riparo da oscillazioni ispirate a mera convenienza opportunistica e dettate dai mobili umori della pubblica opinione.

Ovvero affidate a estemporanei tweet. Ha ragione Renzi quando sostiene che spetta alla politica la scelta dei candidati e, nel caso del Pd, ai cittadini-elettori emiliani o calabresi con le primarie. Ma spetta al partito nazionale di darsi la bussola di cui si diceva e di applicarla con rigore. Cavando dal cassetto il severo Codice etico che fu stilato all'atto della fondazione del Pd e rammentando che il popolo del Pd vanta una sensibilità singolarmente acuta in tema di trasparenza e legalità dei comportamenti degli uomini pubblici. Una sensibilità che è risorsa e non problema.

 

Puglia: Cosp: mentre i politici salutano Renzi, i poliziotti penitenziari finiscono all'ospedale

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di Luca Gironi

 

www.puglia24news.it, 15 settembre 2014

 

Due nuove denunce arrivano dal Cosp (Coordinamento Sindacale Penitenziario) che vedono le carceri pugliesi nuovamente al centro della scena. La prima arriva da Bari, dove un assistente capo della Polizia penitenziaria è stato "insultato, minacciato di morte e aggredito", come si legge nel comunicato firmato dal segretario del sindacato Mimmo Mastrulli. Le ferite dell'uomo sono guaribili in 20 giorni, ma la criticità della situazione delle carceri pugliesi resta un dato di fatto, a causa del "ridottissimo numero di personale nei diversi turni su una forza detenuta di 340 reclusi".

L'altro caso si è invece registrato nel carcere di Trani, dove due Assistenti Capo della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti "nel tentativo di difendere il personale medico di turno vittima di aggressione da parte di uno dei reclusi del settore Italia".

Nel comunicato, il Cosp sottolinea come "da tempo il sindacato per quello che accade nelle carceri Pugliesi ed in quello di Trani e Bari in particolare sta chiedendo ispezione ministeriale da parte del Dap". E, con un tono tra il critico e l'amareggiato, aggiunge: "Mentre politici e dirigenti vanno in Fiera a Bari a salutare Matteo Renzi, i poliziotti penitenziari vanno al pronto soccorso feriti dalle aggressione dei detenuti".

 

Venezia: officina detenuti per le bici, inaugurata alla presenza delle direttrici delle carceri

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La Nuova Venezia, 15 settembre 2014

 

Ha aperto venerdì mattina, alla presenza delle direttrici rispettivamente della Casa di reclusione della Giudecca, Gabriella Straffi, e della Casa circondariale Santa Maria Maggiore, Immacolata Mannarella, la nuova ciclo officina della cooperativa sociale Il Cerchio, che vede carcerati ed ex impegnati nella riparazione di gomme, sostituzioni di parti meccaniche, regolazioni ma anche restauri di vecchie bici e assemblaggi di nuovi cicli.

L'attività si trova in via Giustizia al civico 11/b davanti alla carrozzeria Moderna. Al taglio del nastro ieri mattina, era presente l'amministratore delegato di Avm, Giovanni Seno, Gianni Trevisan, presidente della cooperativa il Cerchio e Giorgio Mainoldi, ma anche il presidente di Mestre, Massimo Venturini, l'ex sindaco Massimo Cacciari invitato in quanto amico della bici e della mobilità su de ruote e il garante dei diritti dei carcerati.

Presenti anche detenuti ed ex detenuti assieme ai volontari che si adoperano per aiutarli nel loro reinserimento sociale. La nuova officina collabora con il bici-park della stazione ed è arrivato anche un accordo con una ditta, la Foverbike di Padova per il servizio di assemblaggio di nuove biciclette da vendere. "Si tratta di un primo passo", ha spiegato Mainoldi del Cerchio, "per realizzare un progetto di percorribilità lenta attraverso la laguna, per andare da Mestre a Pellestrina e qui realizzare un secondo punto assistenza e ristoro".

Da Caroman l'intento è collegarsi direttamente al progetto ciclabile da Torino a Venezia e poi ampliarsi verso la laguna Nord e le piste del Sile. La ciclo officina di via Giustizia sarà, infatti, la prima di una serie di servizi di assistenza pensati per il turismo ciclabile. Si pensa all'apertura di altre ciclo officine in luoghi di interscambio del centro storico e toccati dagli itinerari per le due ruote.

"Si tratta di una bellissima iniziativa", ha commentato Cacciari, "da pensare completata e in sistema con la Laguna Nord e il collegamento verso Chioggia, da organizzare senza entrare in conflitto con il bike sharing. A Mestre la ciclabilità si è sviluppata molto in questi anni".

I chilometri di piste non sono secondi neanche a quelli di Amsterdam, ha sottolineato Cacciari, che ha poi accentuato l'importanza del carcere quale luogo di rieducazione. "La ciclabilità è un segno di civiltà", ha precisato Seno, "ed è un indicatore di civiltà contribuire ad aiutare i detenuti. Ringrazio la cooperativa Il Cerchio, che da anni collabora con noi in maniera fattiva e mai assistenziale".

Le due direttrici hanno approfondito l'importanza che il lavoro assume per i carcerati e per la loro autostima, ripercorrendo la genesi dell'idea di creare l'officina, nata in seno a Gianni Trevisan. Il presidente di Mestre, Massimo Venturini, ha poi lanciato un'idea: quella cioè di creare, visto il bisogno che c'è in città di un luogo dove poter parcheggiare le proprie bici, una sorta di nuovo stazionamento e deposito per le due ruote, che potrebbe sorgere nel giardino dell'ex scuola Vecellio proprio in collaborazione con l'officina dei detenuti e Avm.

 

Vasto (Ch): visita in carcere del parlamentari M5S "qui più internati che lavoratori"

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Il Centro, 15 settembre 2014

 

Su 189 detenuti solo una minima parte, circa 50, viene impiegata per lavori interni all'Istituto, mentre altri svolgono saltuariamente attività agricole e di pulizia della spiaggia. È questo il dato che è balzato agli occhi del senatore Gianluca Castaldi e del consigliere regionale Pietro Smargiassi durante la visita alla Casa Lavoro di Torre Sinello.

Un paradosso che i due esponenti del Movimento 5 stelle mettono in luce. "Casa Lavoro? Il solito gioco di parole all'italiana, una definizione edulcorata per quello che è semplicemente un carcere. Questo perché nella Casa Lavoro non c'è lavoro", attaccano Castaldi e Smargiassi, "altro paradosso è la condizione degli internati, diversa da quella dei detenuti e poco conosciuta: si tratta di persone che hanno già scontato la pena per i loro reati, ma vengono posti in misura di sicurezza detentiva in quanto giudicati soggetti socialmente pericolosi.

Questa misura di sicurezza può essere prorogata più volte e gli internati vivono in questo limbo, da loro chiamato "ergastolo bianco", senza sapere quando e se potranno tornare liberi. Non seguendo nei fatti alcun percorso lavorativo, gli internati non offrono elementi per valutare il loro eventuale ravvedimento e restano così in carcere per anni e anni, nonostante abbiano già pagato il loro debito con la giustizia.

Si capisce che con una vita del genere, senza lavoro, trattati come detenuti, tagliati fuori dal mondo, con la sensazione di essere un ostaggio dello Stato e di subire una gravissima ingiustizia, la possibilità di recupero per un internato è praticamente nulla: si ottiene piuttosto l'effetto contrario di quello dichiarato sulla carta".

Castaldi e Smargiassi promettono il loro impegno per "accelerare la realizzazione di strutture di produzione nella Casa Lavoro di Vasto (è in corso d'opera l'allestimento di una sartoria) e di progetti per far lavorare anche fuori della struttura carceraria i soggetti giudicati idonei.

In particolare, è interessante e fattibile la realizzazione di una pensione per cani, strumento che risulterebbe gradito anche ai nostri turisti". Durante la loro visita Castaldi e Smargiassi sono stati accompagnati dal direttore Massimo Di Rienzo, dal responsabile dell'area educativa, Lucio Di Blasio e dal comandante Nicola Pellicciaro.

 

Bologna: mercoledì presentazione Relazione annuale Garante Comunale dei detenuti

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Ristretti Orizzonti, 15 settembre 2014

 

Mercoledì 17 Settembre alle ore 11,30, presso la Sala Imbeni della Residenza Municipale in Piazza Maggiore, 6, é convocata la seduta congiunta delle Commissioni consiliari "Affari Generali e Istituzionali", "Delle Elette" e "Sanità, Politiche Sociali, Sport, Politiche abitative", in cui verrà esposta la Relazione sull'attività svolta dal Garante per i diritti delle Persone private della Libertà personale nel Comune di Bologna Elisabetta Laganà per il periodo agosto 2013 - luglio 2014.

 
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