Venerdì 22 Febbraio 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Viterbo: Ugl; aggressione a Mammagialla, detenuto rompe naso a un agente penitenziario

PDF Stampa
Condividi

www.tusciaweb.eu, 16 marzo 2015

 

Un poliziotto penitenziario è stato aggredito da un detenuto nella notte tra sabato e domenica nel carcere di Mammagialla a Viterbo. Il carcerato, un italiano sulla quarantina rinchiuso nei reparti giudiziari, era stato accompagnato in infermeria per essere curato dopo un malore.

Una volta arrivato, si sarebbe scagliato contro il poliziotto, rompendogli il naso con una testata. Tre giorni fa, inoltre, durante i controlli di routine, erano stati trovati all'interno del penitenziario, tre telefonini. Pare che uno appartenesse proprio al detenuto che ha aggredito l'agente.

L'episodio è stato duramente condannato da Danilo Primi della segreteria regionale dell'Ugl polizia penitenziaria. "A fronte di una diminuzione dei detenuti - dice Primi, con la sentenza della Corte europea, sono aumentati gli episodi di violenza verso i poliziotti.

Questo perché i carcerati, durante il giorno, hanno più ore di libertà e quindi la possibilità di ritrovarsi e stare a contatto. Litigano tra loro e discutono animatamente con sempre più frequenza. Manca la disciplina e l'incolumità degli agenti è a rischio continuo. Servono soluzioni, lo chiediamo da anni, ma non viene fatto mai nulla. Esprimo solidarietà al mio collega, perché certi episodi non dovrebbero mai accadere".

 

Milano: biblioteca "Zanza un libro", una raccolta di beneficienza per i detenuti

PDF Stampa
Condividi

di Marta Ghezzi

 

Corriere della Sera, 16 marzo 2015

 

Uno slogan normale non avrebbe funzionato. Serviva qualcosa di forte. In grado di colpire. A maggior ragione se la posta in gioco è alta. San Vittore ha sette biblioteche interne e un patrimonio librario di 25 mila libri. Potrebbero sembrare tanti ma non è così.

Anche perché, nelle ultime settimane, i detenuti e i volontari hanno scoperto quello che numerosi operatori già sapevano: molti libri sono inutili. Illeggibili, inadatti, testi tecnici o superati, romanzi ottocenteschi. Libri che non mettono le ali, che non aprono gli occhi sul mondo, che non insegnano.

Per tradizione i milanesi hanno sempre regalato volumi al carcere. Da qui l'idea di ricreare un circolo virtuoso per far arrivare in piazza Filangeri nuovi volumi. Attuali e più vicini alle esigenze dei lettori. Libri presi dai cittadini, su suggerimento dei detenuti. L'Associazione Mario Cuminetti - pioniera dell'attività culturale nelle carceri - ha preparato un questionario che ha fatto circolare per conoscere le preferenze dei detenuti. È nato un elenco mirato, poi consegnato ad alcune librerie dove è possibile andare a prendere libri (elenco su bibliorete.org ). Ma mancava lo slogan. Che doveva essere d'impatto.

"È arrivato dopo una riunione con i bibliotecari. Simpatico e truffaldino: zanza un libro" spiega Paola Rauzi del gruppo Cuminetti. L'hashtag #zanzaunlibro è stato lanciato alla fiera Bookcity. Piccolo successo: 60 libri in un solo mese. Fra dicembre e gennaio la Casa della Carità l'ha ripreso, e altri 400 testi si sono aggiunti alla pila iniziale. L'iniziativa terminerà a giugno, i detenuti sperano che la generosità dei milanesi non sia già al capolinea.

"Una biblioteca ben fornita attira e diventa un importante luogo di confronto" dice Dario, habitué di quella del V raggio, lettore vorace alle prese con I quaderni del carcere di Gramsci. "Avvicinarsi alla lettura da adulti non è semplice - aggiunge Gianni - ci vuole l'autore giusto, che cattura. I contemporanei sono facili e immediati, si parte così".

Nel terzo raggio c'è la biblioteca centrale. "Quattordicimila volumi solo qui" spiega il bibliotecario Claudio (nome di fantasia). Ma c'è un problema. Non legato al genere o all'attualità. A San Vittore il 70 per cento della popolazione è straniera. Persone capaci di esprimersi in Italiano ma in difficoltà con lo scritto. L'appello di Claudio è accorato: "Comprate anche per loro. C'è fame di libri in rumeno, arabo, russo.

E poi dizionari bilingue e frasari". Il problema è avvertito anche all'ex penale, dove stanno i giovani, età compresa fra i 18 e i 25, con percentuali di stranieri che sfiorano il 90 per cento. Il bibliotecario John mostra la sezione in lingua, un unico ripiano, una decina di libri. Poi svela: "Qui comunque si legge: escono sette libri a settimana".

Al di là dell'iniziativa, le biblioteche di San Vittore, riorganizzate nell'ultimo anno, stanno diventano poli attrattivi. Gruppi di lettura, cineforum, corsi, incontri con scrittori. L'obiettivo finale è il collegamento a quelle comunali. Per fare arrivare i libri da fuori. Come già succede a Bollate e Opera. "Così il patrimonio librario diventa immenso - racconta il volontario Riccardo Mel. E il carcere diventa un luogo di cultura legato al territorio".

 

Verona: "Ri-genero. La forza di ricominciare", laboratorio fotografico in carcere

PDF Stampa
Condividi

L'Arena, 16 marzo 2015

 

In occasione della ricorrenza della Festa della donna, Microcosmo ha pensato di dare vita ad un incontro di presentazione del progetto "Ri-genero. La forza di ricominciare", con una iniziativa che si è svolta venerdì sera, sostenuta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uli, dalla Consulta delle Associazioni Femminili e dall'assessorato alle Pari Opportunità del Comune, approvata dalla direzione del carcere. "Ri-genero" è il laboratorio fotografico condotto da Giovanna Magri, fotografa e docente dell'accademia di Brescia, all'interno del carcere.

Alla serata è intervenuta anche l'assessore ai Servizi Sociali Anna Leso che ha ringraziato non solo le operatrici ma anche, e soprattutto, le detenute: "Ci avete regalato la vostra fiducia, raccontandovi, e ci avete fatto sentire forte l'emozione, con la verità contenuta nelle vostre storie. Voglio ricordarvi che anche l'Amministrazione vi è vicina". Un grazie da parte delle detenute è andato alla direttrice del carcere Maria Grazia Bregoli: "Grazie per averci permesso di vivere questa esperienza, per noi così ricca. Speriamo che non sia l'ultima". "Quello che funziona bene, si deve ripetere", ha assicurato la direttrice.

 

Napoli: visita del Papa, anche i ragazzi dell'Ipm di Nisida incontreranno Francesco

PDF Stampa
Condividi

Adnkronos, 16 marzo 2015

 

Non uno ma due incontri, a poche ore di distanza e in contesti assolutamente diversi tra loro. Il 21 marzo, giornata della visita pastorale di Papa Francesco a Napoli, sarà una giornata speciale per un gruppo di ragazzi del carcere minorile di Nisida.

Avranno infatti la possibilità di incontrare il Pontefice prima nel carcere di Poggioreale, dove parteciperanno al pranzo che il Papa ha voluto organizzare con i detenuti (saranno presenti anche delegazioni di carcerati provenienti da Secondigliano e dal penitenziario femminile di Pozzuoli), poi nell'appuntamento finale della giornata, quello sul lungomare partenopeo, dove Bergoglio incontrerà i giovani della città di Napoli, in quello che probabilmente rimarrà l'evento più rappresentativo della visita. Prevedibile l'emozione dei ragazzi per la possibilità di incontrare un Papa che, ricorda il cappellano del carcere don Fabio De Luca, "usa un linguaggio diretto alle persone che soffrono e ai giovani".

Non è un caso quindi che il Pontefice abbia dedicato almeno due delle diverse tappe della sua visita a quella marginalità che vuole toccare con mano, prima con l'arrivo a Scampia e poi con il pranzo del grande carcere di Poggioreale, che sarà sede dell'incontro con carcerati dei penitenziari della città, compresi quello minorile di Nisida e quello femminile di Pozzuoli. Un gesto che, dice all'Adnkronos don Fabio De Luca, "rappresenta la volontà del Papa di dire che c'è una possibilità di riscatto e di cambiamento".

"A Napoli - spiega il cappellano carcerario - c'è questa filosofia a volte fatalista, la mentalità del così deve andare, che spesso diventa una forma di deresponsabilizzazione. Spero che il Papa possa scardinare questo tipo di mentalità soprattutto nei giovani: fa soffrire che un ragazzo di 15 anni possa già pensarla così, pur avendo ancora la possibilità di decidere della propria vita e del suo futuro".

I ragazzi, svela don Fabio, ribadiranno al Papa l'invito a visitarli a Nisida, invito già lanciato sabato scorso quando due giovani carcerati hanno avuto l'occasione di incontrarlo a Roma; a Francesco hanno donato una stola realizzata nel laboratorio di sartoria del carcere, decorata da uno di loro già esperto tatuatore e ispirata alla cura del creato. Un regalo, spiega il cappellano, "molto gradito dal Papa". L'invito sarà quindi lanciato "anche se - scherza don Fabio - va bene pure che sia lui a invitare noi".

 

Roma: domani presentazione XI Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione

PDF Stampa
Condividi

Ristretti Orizzonti, 16 marzo 2015

 

Vi ricordiamo che domani, a partire dalle 11.00 presso il Cesv (via Liberiana 17, Roma) si terrà la presentazione di "Oltre i tre metri quadri" XI Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, numeri, dati, storie e informazioni su tutti gli aspetti della vita detentiva in Italia

Durante la conferenza sarà mostrato in esclusiva il video con la testimonianza dell'Avvocato Guido Cardello e del suo assistito Carlos Mohammed Gola, ex-detenuto nel carcere di Asti, che raccontano le violenze brutali di stampo islamofobico subite da quest'ultimo nel periodo di reclusione.

Sarà altresì presente la figlia del signor Iqbal Muhammad che chiede la grazia per il padre, condannato a 19 anni dalla commissione di un reato legato a traffico internazionale di stupefacenti. Verrà inoltre presentato l'aggiornamento di InsideCarceri, il webdoc inchiesta sulle prigioni italiane iniziato nel 2012 dall'agenzia giornalistica indipendente Next New Media e Antigone. La nuova versione contiene nuovi dati sulle condizioni carcerarie e nuove infografiche che consentono anche il confronto storico con i dati di due anni fa. Inoltre sono state inserite nuove foto nel reportage e sono state aggiornate tutte le schede relative agli istituti per capire come sono cambiate le condizioni di vita nei principali carceri italiani. Complessivamente il reportage conta circa 40 video e 200 foto che Next New Media e Antigone hanno deciso di lasciare liberamente utilizzabili dai mezzi di informazione (senza possibilità di alterarne i contenuti).

 
<< Inizio < 7682 7684 7685 7686 7687 7688 7689 7690 > Fine >>



06


06

 

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it