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Indonesia: il tribunale respinge l'appello di due condannati a morte australiani

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La Presse, 7 aprile 2015

 

Un tribunale indonesiano ha respinto il ricorso in appello di due cittadini australiani condannati a morte per traffico di droga. Era l'ultima possibilità che avevano di evitare la fucilazione. Andrew Chan e Myuran Sukumaran avevano presentato appello contro il no alla richiesta di clemenza pronunciato dal presidente indonesiano Joko Widodo, ha riferito il portale Rappler. Gli australiani sono tra 11 detenuti condannati a morte per narcotraffico, tra cui cittadini di Francia, Brasile, Filippine, Nigeria e Ghana.

La Corte amministrativa di Jakarta ha respinto anche la richiesta dei legali di Myuran Sukumaran. La condanna a morte per traffico di droga potrebbe essere eseguita nelle prossime settimane anche per altri stranieri da anni nelle carceri del Paese per lo stesso reato. Nei mesi scorsi, il presidente indonesiano Joko Widodo aveva respinto le richieste di grazia per i due detenuti. Proprio la decisione del presidente è stata citata dal tribunale come il motivo per cui il ricorso non può essere accolto. Chan e Sukumaran sono in lista per l'esecuzione assieme ad altri stranieri, provenienti da Francai, Brasile, Nigeria, Ghana e Filippine.

Altri cinque detenuti stranieri, tra cui un brasiliano e un olandese, sono stati giustiziati a gennaio. La linea dura scelta da Widodo sulle esecuzioni degli stranieri ha reso tesi i rapporti soprattutto con Brasile, Olanda e Australia. Secondo il presidente, il traffico di droga ha un costo sociale enorme in Indonesia, data l'alta dipendenza da stupefacenti rilevata dalle statistiche nazionali.

 

Giustizia: il processo penale è malato, ha regole assurde da rivedere subito

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di Giancarlo De Cataldo (Magistrato e scrittore)

 

L'Espresso, 6 aprile 2015

 

Un colpevole con complici non individuati. Così le assoluzioni per il delitto di Perugia mettono a nudo l'assurdità delle nostre regole. Da rivedere subito. Per l'omicidio di Meredith Kercher c'è un solo colpevole. Si chiama Rudy Guede e sta scontando la sua pena. Nella sentenza che lo condanna a 16 anni di reclusione è scritto che il delitto è stato commesso in concorso con altri individui.

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Giustizia: il dramma dei suicidi in carcere, tre uomini si sono tolti la vita in pochi giorni

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di Elisabetta Longo

 

Tempi, 6 aprile 2015

 

Nei nostri penitenziari la situazione dei detenuti continua ad essere insostenibile. Ogni giorno la polizia penitenziaria sventa tentativi analoghi. Il 2 aprile si è suicidato un detenuto a Opera (Mi). L'uomo aveva 50 anni e stava scontando una pena per maltrattamenti, che si sarebbe esaurita nel 2028.

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Giustizia: stranieri il 21% dei carcerati, ma ergastolani e omicidi sono quasi tutti italiani

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di Gianni Balduzzi

 

www.termometropolitico.it, 6 aprile 2015

 

È tanto il clamore sui 170mila stranieri arrivati nel 2014 tramite gli sbarchi in Sicilia, un numero molto maggiore di quelli degli anni precedenti, la principale preoccupazione è sempre stata quella legata alla criminalità che gli stranieri porterebbero.

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Giustizia: Pannella (Radicali) a Rebibbia e Regina Coeli "accelerare i tempi dei processi"

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Ansa, 6 aprile 2015

 

Marco Pannella ha visitato ieri il carcere di Rebibbia e oggi, insieme ad una delegazione radicale, che comprende anche Rita Bernardini, si recherà a Regina Coeli. Intanto, interviene su Radio radicale in merito alle condizioni delle carceri.

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