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Abruzzo: ricorso al Tar "Garante dei detenuti, illegittima l'esclusione di Rita Bernardini"

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di Elisabetta Di Carlo

 

certastampa.it, 15 settembre 2015

 

"L'esclusione della candidatura di Rita Bernardini a ricoprire la carica di Garante dei Detenuti abruzzesi è illegittima: abbiamo presentato ricorso al Tar". Lo dichiara l'avv. Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi.

"Oltre alla palese violazione della legge Severino, è stata infatti invasa la sfera di competenza del Consiglio Regionale, a cui spettava, in via esclusiva, il compito di deliberare sull'ammissibilità o meno della candidatura: ci troviamo invece davanti a una decisione politica che è stata presa per via amministrativa. Pertanto, insieme agli avvocati Paolo Mazzotta e Giuseppe Rossodivita abbiamo deciso d'impugnare il respingimento della candidatura, fermo restando che ci auguriamo sia la stessa Amministrazione Regionale a riammetterla in autotutela. La Regione darebbe così un grande segnale in un momento drammatico per le condizioni delle carceri italiane, riparando a questo grave precedente con un primo passo che indichi invece la volontà di cominciare a provvedere a una situazione inaccettabile per l'Italia intera, come ricordato da papa Francesco nella sua richiesta di un provvedimento di clemenza".

"Il curriculum di Rita Bernardini è infatti ineguagliabile non solo per la sua straordinaria competenza ed esperienza, ma anche per via della sua continua e diretta vicinanza alle problematiche dei detenuti afflitti dalla illegalità in cui vertono loro malgrado gli istituti di pena in un paese che, come sottolinea instancabilmente Marco Pannella, è in flagranza di reato contro i diritti umani più basilari.

Correggere autonomamente l'illegittimità della esclusione dell'on. Bernardini sarebbe quindi un atto politico in controtendenza e un modo, una volta tanto, di "essere speranza" a fianco dei Radicali. Nel frattempo, dalla mezzanotte di ieri, la candidata esclusa ha intrapreso uno sciopero della fame dopo l'ennesimo tentato suicidio in un istituto di pena, questa volta a Modena, dove un detenuto che soffre di problemi mentali si trova attualmente in coma: il suo legale aveva presentato ripetutamente istanza di scarcerazione, ma non ha ricevuto risposta in quanto l'ufficio di sorveglianza si trova da due anni sprovvisto del giudice previsto in organico".

 

Modena: Ufficio sorveglianza da due anni senza giudice, Bernardini in sciopero della fame

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radicali.it, 15 settembre 2015

 

In coma il detenuto che si era impiccato in carcere. Bernardini da domani in sciopero della fame

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani: "Antonio C. è in coma. Il suo legale a maggio aveva presentato un'istanza all'ufficio di sorveglianza perché il suo assistito, detenuto presso il carcere di Modena, ha seri problemi di salute mentale. Tuttavia, il giudice di sorveglianza non risponde per il semplice fatto che quello previsto in organico non c'è da due anni. Antonio C. - caso segnalato e conosciuto visto che era in cura al centro di igiene mentale di Sassuolo - si impicca nella sua cella, ma non riesce a farla finita tanto che ora è in coma all'ospedale di Modena.

Ho diverse domande da porre nel Paese delle meraviglie dove lo stupore si manifesta anche quando impiccagioni e morti sono con ogni evidenza preannunciate.

Come mai la notizia dell'impiccagione non è trapelata? Come mai chi di dovere non ha ascoltato il drammatico appello sulla scopertura degli organici lanciato nei mesi scorsi dal presidente del tribunale di Sorveglianza di Bologna, Francesco Maisto? Come mai chi di dovere non mi ha ascoltata, visto che dall'anno scorso denuncio l'assenza del giudice di sorveglianza di Modena? Come mai il ministro della Giustizia non ha ancora risposto all'interrogazione presentata dal vicepresidente della Camera Roberto Giachetti il 7 luglio scorso sui problemi urgenti delle scoperture di organico della magistratura di Sorveglianza italiana e, in particolare, di quella di Bologna?

Io ringrazio il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che il 4 settembre scorso mi ha ricevuta assieme al leader Marco Pannella e al dott. Massimo Brandimarte proprio sulle questioni riguardanti i macroscopici buchi della sorveglianza, ma temo che i tempi del Csm non siano compatibili con le emergenze in corso: emergenze relative ai diritti umani fondamentali dei detenuti. Si sa, i radicali esagerano sempre, sono vittimisti e piagnoni. Io comunque dalla mezzanotte inizio lo sciopero della fame anche perché mi pesa troppo il cappio che Antonio C. si è stretto dalla disperazione intorno al collo.

 

Genova: Uil-Pa; detenuto tenta il suicidio a Marassi, eventi critici in forte aumento

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genova24.it, 15 settembre 2015

 

"La Casa Circondariale di Marassi continua a macchiarsi di eventi critici di una certa entità. Sabato mattina, infatti, un detenuto tunisino con seri problemi psichiatrici ha tentato di togliersi la vita impiccandosi". A darne notizia è Fabio Pagani, Segretario regionale della Uil-Pa Penitenziari.

"Se oggi non stiamo commentando una tragica notizia di suicidio, è solo grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria che, con grande professionalità, ha evitato il peggio, liberando il detenuto da una corda al collo all'ultimo istante - aggiunge Pagani - quello stesso personale che è costretto ad aspettare mesi e mesi per vedersi retribuito straordinari e missioni, che è privato delle proprie divise, per forniture inadeguate, che viaggia con mezzi obsoleti e che spesso è obbligato a coprire più posti di servizio e che nonostante tutto, espleta il proprio mandato istituzionale a testa alta e senza alcuna limitazione o condizionamento".

"Quello che per Marassi posso affermare con convinzione, è che la carenza di organico di Polizia Penitenziaria, la carenza di educatori, di psicologi e psichiatri (solo uno) e la mancanza di spazi che limita le iniziative trattamentali, rendono ancora più dura la detenzione - conclude il sindacalista - è normale poi che tutte le insofferenze debbano essere sopperite dal personale di Polizia Penitenziaria, che, in prima linea, deve rispondere per tutti i deficit provocati dall'amministrazione".

 

Frosinone: stato di agitazione in carcere, il Sappe pronto per la manifestazione

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linchiestaquotidiano.it, 15 settembre 2015

 

I poliziotti penitenziari aderenti al Sindacato Autonomo Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, manifesteranno domani martedì 15 settembre 2015, dalle ore 9.30, davanti al carcere di Frosinone (in via Cerreto) per protestare contro le criticità e le problematiche di servizio del personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella struttura detentiva del Frusinate.

Spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che domani sarà a manifestare a Frosinone con i Baschi Azzurri del Frusinate: "Il Sappe ha deciso di dare vita a una incisiva forma di protesta presso la Casa Circondariale di Frosinone. Non è più possibile lavorare in sicurezza per chi sta nella prima linea delle sezioni detentive del carcere di via Cerreto.

La recente assegnazione di 200 nuovi detenuti a regime di "Alta Sicurezza", oltre ad aver fatto "lievitare" i detenuti presenti al numero di oltre 660 rispetto ai 500 posti letto regolamentari, ha comportato un considerevole aumento dei posti di servizio (circa 40) per il Reparto della Polizia Penitenziaria, che ha ottenuto un incremento di soli 5 (!) nuovi poliziotti rispetto ai 60 che sarebbero necessari per garantire ordine, sicurezza, trattamento e rieducazione!

E questo vuol dire, per i poliziotti in servizio a Frosinone, ferie e riposi settimanali sistematicamente cancellati, anche per effetto dell'aumento delle traduzioni e dei trasporti di detenuti; turni di servizio che durano fino alle 16 ore (!) consecutive, con buona pace del recupero psico-fisico; accorpamento delle sezioni detentive dalla ore 18 alle 8 del mattino successivo, a tutto discapito della sicurezza del carcere e degli Agenti che fanno servizio; minacce, insulti ed aggressioni contro il nostro Personale". "Per questo", conclude Capece "martedì 15 settembre 2015 manifesteremo davanti al carcere, dove resteremo in presidio permanente fino a quando non otterremo garanzie sull'aumento del Personale e su migliori condizioni di lavoro all'interno".

 

Catanzaro: detenuto incendia materasso nella cella del carcere minorile, ricoverato

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Ansa, 15 settembre 2015

 

Un minorenne di nazionalità straniera, detenuto nel carcere minorile di Catanzaro, ha dato alle fiamme un materasso all'interno della cella che condivide con altri detenuti. Lo riferisce una nota del coordinatore nazionale del sindacato Ussp, Walter Campagna. Subito dopo il giovane ha anche ingerito una batteria. Solo l'intervento degli agenti in servizio e di quanti erano nei loro alloggi ha evitato ulteriori e più gravi conseguenze. Il minore è stato ricoverato in ospedale

"La situazione nel carcere minorile di Catanzaro - affermano in una nota Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Damiano Bellucci, segretario nazionale dello stesso sondacato - è ormai ingestibile, a causa dei continui eventi critici.

Dopo l'episodio piùrecente che ha visto un giovane detenuto dare fuoco ai suppellettili della cella ed ingoiare delle pile, pochi minuti fa un altro detenuto ha tentato di impiccarsi all'interno della sua cella. Si tratta di un giovane di 20 anni, di Milano, trasferito da poco nel carcere minorile di Catanzaro. Per fortuna, grazie al pronto intervento di un assistente della polizia penitenziaria, una giovane vita è stata strappata a morte certa.

Il ragazzo dovrà uscire dal carcere tra due mesi. È il terzo tentativo di suicidio - fa rilevare il Sappe - ad opera di altrettanti detenuti, nel breve giro di una settimana, sempre nel carcere di Catanzaro. È evidente che qualcosa non funziona in tutto il sistema penale minorile, dove, a volte, gli eventi critici superano addirittura quelli degli adulti. Non è aumentando l'età di permanenza nelle strutture per minori, da 21 a 25 anni, che si risolvono i problemi".

 
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