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Giustizia: Unione Camere Penali; sul delitto di tortura un preoccupante passo indietro

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camerepenali.it, 14 luglio 2015

 

Dopo 26 anni dalla ratifica della Convenzione Onu e ben 5 legislature che si sono occupate della materia, il Parlamento non riesce a definire il delitto di tortura. L'Unione della Camere Penali Italiane, con il proprio Osservatorio Carcere, esprime profonda delusione e preoccupazione per i recenti sviluppi del tormentato iter parlamentare del disegno di legge finalizzato all'introduzione del reato di tortura.

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Giustizia: perché è il caso di scuotere più forte il sistema giudiziario

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di Alberto Brambilla

 

Il Foglio, 14 luglio 2015

 

Il Ministro Orlando vuole dei tribunali a misura di investitori, ma velocizzare i processi civili è solo l'inizio. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha tenuto una conferenza alla Law Society di Londra per dimostrare a legali di banche d'affari e fondi di investimento la volontà del governo italiano di migliorare un ingolfato sistema giudiziario con l'ottica di preservare gli investimenti esteri.

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Giustizia: il Ministro Orlando "adesso siamo in grado di garantire tempi certi nel civile"

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di Andrea Cabrini

 

Milano Finanza, 14 luglio 2015

 

Il titolare del dicastero: la riforma comincia a dare risultati, il tribunale delle imprese ha definito l'83% dei procedimenti in un anno, i contenziosi calano ed è partito il processo telematico. Più garanzie per gli investitori stranieri. Ilva e Fincantieri? Occorre evitare di generare un impatto drammatico sull'attività.

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Giustizia: il Ministro Orlando a Londra, le riforme del processo alla prova della City

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di Leonardo Maisano

 

Il Sole 24 Ore, 14 luglio 2015

 

"La giustizia civile in Italia? Per gli investitori domiciliati all'estero è già cambiata. Il forum naturale per loro è il tribunale delle imprese". La trasferta londinese del ministro della giustizia Andrea Orlando si concentra in tre appuntamenti, ma ha un obbiettivo prevalente: convincere la City che l'Italia non è più la patria del diritto mutilato dal rinvio di una tempistica senza fine. La zavorra del contenzioso arretrato che è tre volte e mezzo quello tedesco - ovvero di un Paese con una popolazione il 40% più numerosa - si va smaltendo.

"Sono rimasto sorpreso anch'io - ha detto il ministro nell'incontro alla Law Society dove si è rivolto alla comunità di avvocati che operano a Londra - dalla rapida ricaduta delle misure introdotte che hanno portato a una riduzione del 20% delle cause. Questo significa che nel volgere di tre o quattro anni l'arretrato potrà essere interamente smaltito". Si contrae l'eredità del passato e accelera, nelle tabelle del ministro, la giustizia nelle 22 corti per le imprese. Nel biennio 2012-2014 è stato rilevato un tempo medio di un anno per la definizione dell'80% delle liti. Un successo che Orlando "vende" sulla piazza di Londra consapevole che la relativa certezza del diritto civile in Italia è stata una delle cause principali degli scarsi investimenti esteri. "Intendiamo potenziare l'azione del tribunale delle imprese - ha aggiunto - e un passo in tal senso è inserito nella riforma organica della giustizia civile.

Se fino ad ora abbiamo adottato una terapia d'urto, adesso è necessario un cambio fisiologico che dovrà passare per la specializzazione dei giudici su imprese da un lato, famiglie e individui dall'altro. Prevedo che l'approvazione finale della riforma possa avvenire entro la fine del 2015, tempi parlamentari permettendo anche prima". L'appuntamento alla Law Society è servito al ministro Orlando per presentare i progressi di un sistema giudiziario che a suo avviso è stato riformato nella dimensione geografica, con una storica sforbiciata a giudici di pace, sedi distaccate e tribunali; nella tecnologia, con una progressiva informatizzazione; nella dinamica con lo sviluppo degli strumenti stragiudiziali.

La visita dal collega britannico Michael Gove è servita, invece, al ministro per mettere a punto aspetti bilaterali sull'estradizione, mentre la tavola rotonda in ambasciata, appuntamento finale della missione londinese lo ha messo a confronto con il mondo del business. Un incontro che ha visto gruppi del calibro di Blackrock e Kkr sollecitare il responsabile della Giustizia su punti specifici. Ad esempio l'accelerazione dell'iter giudiziario collegato alle garanzie sui cosiddetti "non performing loans".

Asset per lo più immobiliari che restano imbrigliati nella rete delle lentezze giudiziarie. Anche in questo caso, probabilmente, il tribunale delle imprese potrebbe divenire strumento utile per superare l'impasse. La visita di Andrea Orlando ha dato una prima risposta alle ansie degli investitori che si concentrano a Londra, ma solo il tempo, con la conferma della "performance giudiziaria" descritta dal ministro, potrà abbattere l'aura di scetticismo che spinge i capitali esteri a stare alla larga dall'Italia.

 

Giustizia: Legnini (Csm); caso Renzi-Adinolfi, fare luce sugli omissis, ma la legge c'è già

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di Vincenzo Iurillo

 

Il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2015

 

"Se una intercettazione telefonica appare manifestamente irrilevante va stralciata. Ma su questa doverosa attività non occorrono innovazioni legislative: basta applicare con scrupolo il codice di procedura penale. Ogni distrazione, errore o non corretta applicazione delle norme vigenti rischia di determinare discredito sui magistrati e sugli uffici giudiziari".

Sala Arengario del Tribunale di Napoli, cerimonia di insediamento del procuratore generale Luigi Riello. Silenzio, sta parlando il vice presidente del Csm Giovanni Legnini. Sta dicendo cose che è impossibile non collegare al putiferio mediatico, giudiziario e politico scatenato dalle intercettazioni depositate dalla Procura partenopea nell'inchiesta sul colosso del metano Cpl Concordia, e svelate da Il Fatto Quotidiano.

La telefonata dell'allora sindaco di Firenze e segretario Pd Matteo Renzi che definisce il premier Enrico Letta "incapace" al telefono col generale della Finanza Michele Adinolfi (indagato a Napoli e poi archiviato a Roma per una presunta fuga di notizie che avrebbe favorito i vertici Cpl). Le conversazioni al ristorante tra alti ufficiali delle Fiamme Gialle sulla presunta ricattabilità della famiglia Napolitano.

Il Pg della Cassazione Pasquale Ciccollo ha aperto un fascicolo per capire come queste registrazioni, trascritte in u n'informativa del Noe, siano finite senza 'omissis' nelle carte delle indagini. Attende i risultati dell'audit interno disposto dal procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo. E la politica accende un faro sulle dispute in corso: torna una voglia matta, e bipartisan, di bavaglio. Una stretta, se non sull'uso delle intercettazioni, quanto meno sulla loro diffusione e pubblicazione. La questione è in Commissione Giustizia.

 

Vicepresidente Legnini, lei in sostanza afferma che la riforma della legge sulle intercettazioni non è necessaria. Ma fa capire che a Napoli qualcosa è sfuggita di mano.

Non ho detto questo. La posizione del Csm è nota: non bisogna indebolire lo strumento investigativo delle intercettazioni, ma il legislatore valuti un intervento. Ho detto solo che già con le norme vigenti, casi come quelli assurti alle cronache possono essere evitati. Ma non è una critica ai magistrati napoletani. Stiamo aspettando l'esito degli accertamenti e solo dopo decideremo il da farsi.

Se non è una critica ai magistrati, cosa è?

Non sempre è la magistratura a rendersi responsabile di errori. L'ho detto nel mio intervento. Non l'ho detto a caso.

 

Sta dicendo che qualcuno esterno alla magistratura ha inserito nel fascicolo quelle carte senza omissis?

Non lo so come sono andate le cose. Il procuratore a breve farà le sue valutazioni.

 

Il Csm chiederà verifiche anche a Modena e Roma, le altre Procure destinatarie di atti provenienti da Napoli sulle inchieste Cpl Concordia?

Il Csm non ha chiesto nulla, allo stato. Non abbiamo elementi. Aspettiamo prima gli accertamenti avviati dal Pg della Cassazione e dal procuratore capo di Napoli. Non ci sottrarremo ad assumere i doverosi provvedimenti conseguenti agli eventuali esiti.

 
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