Giovedì 21 Marzo 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Il caos giustizia

PDF Stampa
Condividi

di Gianluigi Pellegrino

 

La Repubblica, 12 dicembre 2015

 

Da qui a fine mese la giustizia rischia di trovarsi nel caos totale. Ben maggiore del solito. E il ministro Orlando lo ha denunciato. Una riforma che era ormai attuata rischia infatti l'improvviso azzeramento per un parere di poche righe emesso da una sezione consultiva del Consiglio di Stato, contro plurimi precedenti delle più attente sezioni giurisdizionali di Palazzo Spada. La riforma è quella fortemente voluta dal Governo relativa al ricambio generazionale pure in magistratura.

Leggi tutto...
 

Le carceri? Non sono obbligatorie

PDF Stampa
Condividi

di Cinzia Ficco

 

L'Unità, 12 dicembre 2015

 

Parla Stefano Anastasia, ricercatore di filosofia e sociologia del diritto all'Università di Perugia: "Liberiamoci dal preconcetto che i penitenziari siano necessari"

Tra il 2000 e il 2004 più di cento agenti di polizia penitenziaria si sono suicidati. Fino al 30 giugno scorso erano trentacinque i bambini di età compresa tra zero e tre anni reclusi con le loro mamme. Negli ultimi quindici anni ben 2.368 persone sono morte nelle carceri italiane: quasi 160 ogni anno, di cui almeno un terzo per propria scelta, ricorrendo ai vari strumenti che consentono a chi si trovi recluso di togliersi la vita: dall'impiccagione alle sbarre della cella all'aspirazione del gas del fornello. Più della metà dei detenuti sopporta la reclusione solo grazie all'uso abituale di psicofarmaci.

Leggi tutto...
 

Il Garante dei detenuti Corleone: stato di diritto e diritti hanno valore nei momenti difficili

PDF Stampa
Condividi

met.provincia.fi.it, 12 dicembre 2015

 

Seconda giornata del convegno sulla riforma del 1975 e le conseguenze della condanna della Corte europea dei diritti umani. Il Garante dei detenuti: "Rischio ritorno a tolleranza zero. Governare pulsioni pericolose". Esiste un pericolo che deve essere governato. Nel complesso dibattito sulla riforma penitenziaria italiana, si inserisce la riflessione del Garante dei detenuti della Toscana, Franco Corleone, lanciata nel corso della tre giorni in programma a Firenze.

Leggi tutto...
 

Dal Consiglio dei Ministri via libera a Dlgs su assistenza e protezione delle vittime di reato

PDF Stampa
Condividi

Public Policy, 12 dicembre 2015

 

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Matteo Renzi e del ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in esame definitivo, il dlgs di attuazione della direttiva Ue che istituisce norme in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato. Il decreto, si legge in un comunicato post-Cdm, "si rivolge in modo particolare a chi, vittima di un reato, si dovesse trovare in condizione di particolare difficoltà come, ad esempio, le donne, i minori, gli stranieri con difficoltà con la lingua italiana e a chi ha subito violenza".

Leggi tutto...
 

L'addio (polemico) del pm Guariniello: niente proroghe, non ho entusiasmo

PDF Stampa
Condividi

di Marco Imarisio

 

Corriere della Sera, 12 dicembre 2015

 

Il pm dei processi Eternit e Thyssen: c'è disaffezione intorno a noi, ma è anche colpa nostra.

Comunque la si pensi sul suo conto, sarà ben difficile trovare un altro Raffaele Guariniello. L'esemplare è unico, un magistrato che unisce l'amore per la Cassazione e lo spirito di Don Chisciotte, capace di partire per inchieste anche destinate alla sconfitta, "ma in fondo l'importante non è la condanna dell'imputato, quel che conta è eliminare la patologia, incidere sui problemi della nostra vita, dare una mano per renderla migliore".

Il suo metodo è stato analizzato e pure criticato in lungo e in largo, si sono sprecate le ironie sul fatto che in quarant'anni abbia indagato sulle morti sul lavoro e sulle mozzarelle blu, sulla tragedia dell'amianto e sulla farina di castagne nociva, sull'inchiostro dei tatuaggi, le caraffe filtranti eccetera. Ma pochi hanno sottolineato come il presunto esibizionismo giudiziario del "pretore globale" sia stato anche lo strumento per far capire all'opinione pubblica e soprattutto alla sua categoria che un processo sulle morti bianche e la tutela delle fasce cosiddette deboli deve avere la stessa dignità di una inchiesta sulla mafia o sulla corruzione. E il primo a pagare consapevolmente il prezzo di una vita spesa ad occuparsi di argomenti ritenuti a torto minori da molti suoi colleghi è stato lui, che con la consueta ironia, si definisce spesso campione nazionale di mancata carriera, dal 1969 a oggi mai uno scatto. "Se permette, un record".

L'annuncio dato ieri durante un colloquio con la stampa, uno degli ultimi date le draconiane disposizioni all'ufficio impartite dal procuratore Armando Spataro, molto cambiato dai tempi in cui era pubblico ministero a Milano, chiude così un'epoca e conferma la natura "strana" di magistrato convinto che le toghe "debbano fare solo il loro lavoro, nient'altro. Niente politica, niente proclami, niente correnti".

Guariniello si dimette, senza aspettare il 31 dicembre, il giorno della pensione, e soprattutto senza aggrapparsi ai ricorsi al consiglio di Stato fatti da alcuni magistrati nella sua stessa situazione, che gli avrebbero garantito almeno altri otto mesi al suo posto. "La cosiddetta proroga non fa per me, e non sono d'accordo con questa iniziativa. È una questione che nessuno sa come verrà risolta, mentre noi siamo i primi che dobbiamo dare esempio di limpidezza e serenità, senza aggrapparci ai cavilli. Quando è il momento, si deve andare, e basta".

Ci sarà tempo per i bilanci, ma certo l'addio poteva essere più sereno, e non solo per i recenti "affiancamenti" decisi da Spataro su alcune sue inchieste al fine di verificarne la competenza territoriale, un modo per metterlo sotto tutela che gran parte dell'ufficio torinese ha vissuto come una inutile umiliazione in zona Cesarini inflitta a un magistrato che ha sempre agito così, dal primo giorno. "Per carità, non c'entra nulla, ma davvero.

La lettera di dimissioni era pronta da tempo, e il problema, se vogliamo definirlo tale, è generale, non riguarda certo i singoli casi. Ho cominciato a pensarci in tempi non sospetti". Lo spartiacque è stato l'entrata in vigore nel 2009 della decennalità, ovvero l'introduzione del criterio che impone ai magistrati un termine massimo di permanenza nello stesso gruppo di lavoro. "La ritengo una riforma deleteria, che nega la specializzazione in un mondo sempre più specializzato. Ho perso la "mia" squadra, e in quel momento ho preso a riflettere su quanto la macchina della giustizia sia ormai scricchiolante, schiacciata dalla troppa burocrazia, volta più all'apparire che all'essere".

L'ultimo passo viene fatto nello stile dell'uomo, un anticipo della pensione di pochi giorni, per mandare un segnale minimo, una polemica appena accennata. "La giustizia italiana è in grande difficoltà. Il nostro mondo è stanco, sempre più rassegnato ad accettare la carenza cronica di organico e di personale e le vane promesse di future risorse che invece continuano a mancare. Siamo intimiditi dalla disaffezione che sentiamo nei nostri confronti, figlia anche dei nostri errori. Spero di sbagliarmi. Ma io ho bisogno di sentire quell'entusiasmo che ho sempre provato dal momento del mio ingresso nella magistratura.

E purtroppo ormai ho l'impressione di dover cercare altrove". Parlare del futuro professionale del 74enne Guariniello, che ha incassato un ringraziamento non banale da parte del Guardasigilli Andrea Orlando, può anche sembrare un paradosso. Eppure è difficile pensarlo a riposo, il magistrato che si era fatto dare dai custodi le chiavi del palazzo di Giustizia per lavorare anche di notte. "Mi sento in gran forma. Ho ricevuto alcune proposte per mettere a frutto la mia esperienza, che purtroppo è tanta. Mi cercherò un contesto in cui possa esprimere la mia voglia di fare. Ho i miei rimpianti, come tutti, ma sono comunque consapevole di aver vissuto in un periodo molto positivo per la magistratura italiana. Spero di avere fatto cose importanti per i deboli e per le persone meno tutelate dalla società, e sono grato per avere avuto la possibilità di farlo". Mancherà. E non solo ai giornalisti, purtroppo.

 
<< Inizio < 6241 6242 6243 6244 6245 6246 6248 6250 > Fine >>

06


06


06

 

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it