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Arezzo: il Garante regionale Franco Corleone "la situazione del carcere è migliorata"

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Adnkronos, 16 gennaio 2016

 

"La situazione del carcere di Arezzo è migliorata, in particolar modo riguardo alle condizioni igienico-sanitarie: il guano non c'è più, le celle sono a norma e l'intercinta è stata ripulita. Adesso occorre dare il via ai lavori di ristrutturazione". Lo ha dichiarato il garante regionale dei diritti dei detenuti, Franco Corleone, all'indomani del sopralluogo al San Benedetto, accompagnato dal direttore Paolo Basco. "Quella di Arezzo - ha detto Corleone - è una piccola realtà che funziona e che ha molte potenzialità. Ad oggi la struttura ospita 26 detenuti, con due sezioni, una separata per i 9 collaboratori di giustizia e una per gli arrestati. Con la ristrutturazione potrebbe accogliere fino a 100 reclusi". Corleone ha parlato poi dell'imminente avvio dei lavori, a febbraio, per la riqualificazione dell'istituto.

"Si è imboccata la strada del risanamento, adesso bisogna che le opere siano ben progettate e che i tempi siano rispettati per consentire una vita decorosa e condizioni trattamentali ben fatte". Secondo il garante "fondamentale è salvaguardare la presenza ad ogni piano di spazi collettivi di socializzazione: al piano terra, attrezzando un ampio corridoio, al primo piano arredando un camerotto e al secondo piano conservando la biblioteca". La visita al carcere di Arezzo è stata la prima tappa di una serie di sopralluoghi che nei prossimi giorni vedranno Corleone, lunedì 18 gennaio, alla Rems (residenza per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) di Volterra, martedì 19 agli istituti penitenziari di Massa Marittima e Grosseto e mercoledì 20 al carcere di Siena.

 

Roma: parte il Progetto "Antigone: Another side off life"

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Ristretti Orizzonti, 16 gennaio 2016

 

Promosso da lo Sportello per i diritti del Difensore civico di Antigone assieme al Segretariato italiano Studenti in medicina Università La Sapienza. Da gennaio 2016 prende il via il Progetto "Antigone: Another side off life" portato avanti da lo "Sportello per i Diritti" del Difensore Civico, attivo presso la Casa Circondariale di Rebibbia N.C., e il Segretariato Italiano studenti in Medicina, sede di Roma - Università "La Sapienza". Il progetto prevede la partecipazione alle attività dello sportello di sei studenti in medicina che affiancheranno i volontari dell'associazione

In questi anni, grazie all'importante impegno profuso dai medici volontari del Difensore civico (Dott. Antonio Cappelli e Susanna Zecca) sono state riscontrate diverse criticità del sistema sanitario penitenziario: il rapporto tra detenuto e medico di reparto, il diritto all'informazione (anche dei familiari), il diritto alla certificazione, i tempi di attesa delle prestazioni, la tempestività degli interventi urgenti, l'assistenza psicologica e psichiatrica, le modalità di somministrazione di psico-farmaci, la continuità assistenziale tra i servizi sanitari intramurali e quelli esterni e in occasione di trasferimenti, le attività di riabilitazione, le modalità di redazione del diario clinico, l'aggiornamento del personale sanitario e il rischio burnout, le prestazioni odontoiatriche, le attività di prevenzione e di educazione sanitaria di base. Con l'avvio di questo progetto, si cercherà di dare un ulteriore contributo per la ricerca di strumenti validi a tutela del diritto alla salute delle persone detenute.

 

Lucera (Fg): progetto "Atelier dell'Ausilio", le sedie a rotelle le riparano i detenuti

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di Annalisa Lista

 

west-info.eu, 16 gennaio 2016

 

Un'officina sociale vedrà i detenuti riparare sedie a rotelle e ausili protesici per disabili. Si tratta di un progetto sperimentale che prenderà il via la settimana prossima a Cerignola (Fg). Finanziato da Fondazione con Il Sud, l'Asl di Foggia e altri enti pubblici e privati.

Un'officina sociale fatta di detenuti che si occuperanno del recupero e la rigenerazione degli ausili protesici obsoleti o dismessi per persone non autosufficienti, con il progetto "Atelier dell'Ausilio". Sarà inaugurata il prossimo venerdì 22 gennaio 2016 ore 16.00, in via dei Banditori n.134 - Z.I. a Cerignola (Fg).

Il progetto sperimentale d'innovazione sociale, finanziato da Fondazione con Il Sud (iniziativa Carceri 2013), è nato da una partenership composta da soggetti pubblici (Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Puglia, l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Foggia, la Casa Circondariale di Lucera (Fg), l'Azienda Sanitaria Locale Provinciale Foggia, l'ASL di Foggia, e gli Ambiti territoriali di Cerignola e dell'Appennino Dauno Settentrionale (Lucera) e privati, ovvero la Cooperativa Sociale L'Obiettivo, "Escoop - European Social Cooperative", in qualità di capofila, Home Care Solutions s.r.l. e l'Associazione di volontariato "Lavori in Corso".

Il progetto, partito a maggio 2014, ha visto, innanzitutto l'adeguamento funzionale dei locali della Casa Circondariale di Lucera per la realizzazione della "Bottega dell'Ausilio" al terzo piano dell'Istituto, dove è stata realizzata la prima unità produttiva. La seconda unità

produttiva, l'"Officina dell'Ausilio", è stata realizzata nella Z.I. di Cerignola e si occupa delle operazioni di ritiro, riparazione e manutenzione, ricondizionamento e sanificazione degli Ausili protesici per disabili, anche attraverso l'utilizzo di due furgoni. Dopo una fase di formazione d'aula e una di formazione on the job, dal 1° ottobre 2015 sono stati assunti, come operai e con il Ccnl delle Cooperative Sociali, tre detenuti della Casa Circondariale di Lucera e quattro persone in esecuzione penale esterna per l'Officina di Cerignola, che si aggiungono ai due dipendenti con mansioni di caposquadra già assunti dalla Cooperativa L'Obiettivo dal mese di aprile 2015, che hanno condotto le fasi formative sul campo e oggi coordinano gli operai neo-assunti.

Il processo produttivo assicura - in via sperimentale - alla Asl Fg: il ritiro degli ausili obsoleti o dismessi sia presso le sedi dei Distretti Sociosanitari della Asl Fg sia presso le abitazioni degli utenti; la destrutturazione dei materiali scartati dal processo di ricondizionamento, rigenerazione e sanificazione dell'Atelier dell'Ausilio; la separazione degli ausili in base al percorso che seguiranno: 1) sanificazione, ricondizionamento e rigenerazione; 2) destrutturazione; i servizi di manutenzione, ricondizionamento, rigenerazione e sanificazione degli ausili ritirati; il servizio di magazzino degli ausili ritirati, trattati e pronti ad essere riconsegnati a nuovi utenti su segnalazione della Asl Fg; la consegna degli ausili trattati agli utenti su indicazione della Asl Fg.

I partner privati del progetto per gestire il servizio sopra descritto hanno costituito Innova - Innovazione sociale per l'inclusione Attiva - Società Consortile Impresa Sociale a R.L. Il servizio, offerto in via sperimentale alla Asl Fg, permette alla stessa di ri-utilizzare i presidi destinati agli utenti, evitando così di acquistarne di nuovi, con la conseguenza di un considerevole risparmio e riduzione della spesa pubblica in Sanità, che si aggira tra il 60% e il 70% del costo sostenuto per l'acquisto degli ausili nuovi. Inoltre la ASL FG acquisisce sia un servizio di logistica personalizzata sull'utente (servizio di ritiro e di consegna dell'ausilio e del libretto di istruzioni e contestuale addestramento all'utilizzo dello stesso ad opera di personale qualificato) che di magazzino fisico degli ausili nella Officina di Cerignola di cui in precedenza non disponeva.

 

Parma: i penalisti "non ignorare fatti gravi emersi dalle registrazioni di un detenuto"

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Il Sole 24 Ore, 16 gennaio 2016

 

"Leggiamo, sulle pagine del quotidiano La Repubblica, la notizia della richiesta di archiviazione del procedimento penale relativo alle registrazioni che un detenuto era riuscito ad effettuare all'interno del carcere. Senza voler entrare nel merito della vicenda, che conosciamo per la pubblica denuncia del senatore Luigi Manconi, presidente dell'associazione "A Buon Diritto", riteniamo che vada evidenziato quanto scritto nel provvedimento della Procura, nel quale si danno quasi per scontate prassi e modalità in pieno contrasto non solo con i principi costituzionali e con le regole e le finalità dell'Ordinamento penitenziario, ma anche con i minimi postulati della civiltà e della dignità di coloro che sono sottoposti ad un trattamento detentivo". Lo afferma, in una nota, l'Osservatorio Carcere dell'Unione delle Camere Penali italiane.

"Si leggerebbe - spiega l'Osservatorio - nella richiesta di archiviazione che, secondo il Magistrato, le frasi registrate, pronunciate da agenti di polizia penitenziaria, 'seppur inquietanti, paiono lezioni di vita carceraria, più che minacce ed affermazioni di supremazia assoluta o negazione dei diritti, visto che la guardia dice di non aver mai usato violenza e Assarag conferma". Spiace osservare come, al di là della questione della rilevanza penale delle condotte (sulla quale non riteniamo opportuno intervenire), il pensiero del Magistrato sembri in qualche modo prendere atto che all'interno dei nostri istituti di pena e di custodia in genere, certi comportamenti siano normalmente tollerarti ovvero tollerati come una cosa normale.

Noi stentiamo a collocarci all'interno di un sistema culturale che ritiene simili comportamenti solo inquietanti e che anziché parametrare quella realtà fatta di abusi e di soprusi al giudizio severo di chi è stato educato al rispetto della Costituzione, colloca quest'ultima all'interno di un improbabile scibile somministrato da improponibili Maestri di vita carceraria".

Prosegue il comunicato dell'Ucpi: "Affermazioni del tipo di quelle riportate nell'articolo: "Se il collega te le da", io entro in cella e te le do pure io, poi siamo in due a dartele "ci vuole il bastone e la carota". "Allora ho ragione quando dico che questo carcere è fuori legge?". "Se ti volevamo picchiare, no? Era facile, ti pigliavamo, ti portavamo giù e ti picchiavamo là. Tanto io do sempre ragione ai colleghi, mai a voi là "Se la Costituzione fosse applicata alla lettera, questo carcere sarebbe chiuso da 20 anni, perché questo carcere è fuori legge, cioè è fuori dalla legge. Questo carcere, questo istituto, con la Costituzione non ha nulla a che vedere", sarebbero state pronunciate, ad avviso del Magistrato, per far comprendere le regole da rispettare, le modalità di comportamento, la cultura del carcere".

"Nei numerosi istituti che non hanno ancora neppure un Regolamento Interno, pur previsto da oltre 40 anni dall'Ordinamento, sembrano purtroppo essere ancora oggi questi i Maestri che dettano i metodi di comportamento e somministrano lezioni di vita carceraria. Laddove il Regolamento c'è, è invece, a questi "maestri" che è affidata la sua applicazione.

L'Unione Camere Penali Italiane, con il suo Osservatorio Carcere - conclude la nota, denuncia la gravità dei fatti emersi da quelle registrazioni e chiede che il Ministro intervenga per chiarire se al di là delle legittime ed autonome valutazioni del Magistrato, siano stati effettuati tutti i controlli e tutte le ispezioni che una tanto raccapricciante realtà imponeva, affinché non siano ignorate e dimenticate quelle terribili parole che sono veri e propri macigni sulla strada dei diritti civili e della dignità di tutti i detenuti. Consapevoli che un Paese che non sa tutelare i diritti di chi è detenuto non sa neppure difendere i diritti di coloro che sono liberi".

 

Latina: Goretti (Ugl); chiuso il reparto per detenuti, carcerati in cura insieme ai cittadini

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ilcaffe.tv, 16 gennaio 2016

 

Chiuso il reparto detentivo dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina. A riportarlo il Segretario dell'ugl Michele Virgilio che spiega: "Ieri, intorno alle 16.00, la Direzione Sanitaria dell'Ospedale civile di Latina, ha trasferito un detenuto e la polizia penitenziaria nel reparto di chirurgia generale perché l'Asl non può pagare le ore di straordinario al personale sanitario addetto al reparto. Il detenuto e il personale di polizia penitenziaria è stato quindi immediatamente trasferito nel reparto di chirurgia generale dove ci sono altri pazienti che durante la giornata ricevono le visite dei propri familiari. A quanto pare, per l'Asl l'aspetto economico - dichiara l'Ugl - prevale sull'esigenza di sicurezza dei cittadini e dei lavoratori dell'Azienda. L'Ugl chiede l'immediata apertura del reparto e se la Direzione sanitaria intenderà mantenere chiuso il reparto detentivo, dovrà immediatamente adottare un piano operativo di prevenzione che salvaguardi le esigenze di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, altrimenti dovrà ritenersi responsabile di eventuali eventi critici".

 
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