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Avellino: gli assessori Cillo e Mele in visita al carcere di Bellizzi "attiveremo borse lavoro"

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irpiniapost.it, 13 ottobre 2015

 

Nella mattinata di ieri gli Assessori alle Politiche Sociali e Trasparenza Marco Cillo e alle Pari Opportunità e Inclusione Sociale Teresa Mele hanno fatto visita ai detenuti della Casa Circondariale di Bellizzi. Ad accoglierli il direttore del carcere Paolo Pastena e il Comandante della Polizia Penitenziaria.

È stato un confronto cordiale e propositivo sui futuri rapporti tra l'Amministrazione e la Casa circondariale da cui è scaturito l'impegno di individuare un tavolo comune di lavoro per creare possibilità concrete per i detenuti di fare esperienza anche professionale all'interno dell'Ente di Piazza del Popolo di Avellino. Gli assessori Cillo e Mele hanno visitato le strutture scolastiche del nuovo padiglione e del vecchio padiglione fruibili ai detenuti; inoltre hanno avuto modo di vedere il carcere femminile.

"Il nostro intento è quello di attivare delle Borse di Studio Lavoro attingendo dai Fondi Europei e dal Ministero di Grazia e Giustizia per consentire ai detenuti di effettuare tirocinio presso i settori lavori pubblici, urbanistica e altri settori del Comune di Avellino - spiega l'Assessore Marco Cillo- L'esperienza del carcere è sempre forte e significativa perché la privazione della libertà per una persona rimane la peggiore delle condanne. Il nostro obiettivo è quello di aprire uno spiraglio attraverso azioni che possano restituire dignità a queste persone reinserendole nella società riabilitandole alle regole e alla legge". Sulla stessa linea di pensiero l'Assessore all'inclusione sociale Teresa Mele che ha voluto raccogliere le istanze di alcune mamme detenute presenti nella struttura di Contarda Polverista.

"Abbiamo in mente di sottoporre alla Giunta la proposta di un Protocollo d'Intesa con la Casa Circondariale di Bellizzi a favore di quei bambini che dalla nascita e fino al compimento dei 3 anni stanno con la mamma detenuta affinché venga data loro la possibilità di frequentare l'asilo comunale - dice l'assessore all'inclusione sociale Teresa Mele. Si tratterebbe di posti extra bando nell'ambito del Piano di Zona per dare loro l'occasione di conoscere il mondo esterno e socializzare con altri bambini".

 

Avellino: il carcere resta sovraffollato; il direttore Pastena "dobbiamo attrezzarci meglio"

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di Edoardo Sirignano

 

Il Mattino, 13 ottobre 2015

 

Nelle carceri della provincia di Avellino ci sono oggi 1.036 detenuti, nonostante la capienza regolamentare sia di soli 919 posti. L'incremento si è avuto soprattutto nella struttura di Bellizzi, dove risiedono 100 detenuti in più del previsto. L'Irpinia, considerando le statistiche del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, pubblicate sul Sole 24 Ore ed aggiornate al 30 settembre 2015, segue Napoli e Caserta, ma precede sia Benevento (412 reclusi) che a sorpresa Salerno (482 reclusi). La prima è quella del capoluogo (607 carcerati), mentre a seguire ci sono Ariano Irpino (244), Sant'Angelo dei Lombardi (177) e Lauro (8). Per quest'ultima è però in corso una trasformazione m centro di recupero per tossicodipendenti. I reclusi in Irpinia sono soprattutto uomini. Ad Avellino ci sono 35 donne dietro le sbarre, dato superiore al Sannio, ma inferiore a tutto il resto della Campania. In aumento sono gli extracomunitari autori di reati. Le strutture irpine ne ospitano 110,a Napoli ce ne sono 379, a Caserta 252, a Salerno 63 e a Benevento 45.

A commentare le statistiche è Paolo Pastena, direttore della casa circondariale di Bellizzi: "Soltanto nella struttura che dirigo ci sono seicento detenuti, anche se abbiamo cinquecento posti a disposizione. Non credo che ci possano essere ulteriori incrementi - dice - Dato effettivo è quello relativo alle donne. Rispetto a questo punto, come si evince anche dall'indagine, m provincia dobbiamo attrezzarci meglio". Il personale dei penitenziari irpini cerca di impegnarsi per far vivere in un contesto dignitoso chi è dietro le sbarre.

"Tentiamo di adoperarci e collaborare con le istituzioni per ottenere risultati migliori continua Pastena. Lo spazio minimo per ogni detenuto è monitorato dal dipartimento, che dopo l'allarme, lanciato dalla Corte europea, è sempre più attento. È difficile, quindi, sbagliare. Siamo soggetti a numerosi controlli. Riguardo all'integrazione, negli ultimi tempi, la Regione Campania ha organizzato quattordici corsi per insegnare a chi è in carcere un lavoro, dall'arte della pizza fino all'artigianato. In questo ambito, però, è sempre importante impegnarsi di più".

Rispetto agli stranieri, presenti nelle carceri delle aree interne, il direttore di Bellizzi chiarisce il perché la media sia inferiore rispetto al Nord: "Siamo in linea con il Mezzogiorno, da Roma in su ve ne sono quasi il doppio". Sul modo in cui vive chi deve scontare una pena in provincia, però, è perplesso Carlo Mele, garante dei detenuti. "Non voglio prendermela con nessuno, ma posso assicurare che l'Irpinia delle strutture penitenziarie ha due facce.

A Bellizzi, così come ad Ariano, da una parte ci sono i padiglioni nuovi, dove si è a norma, mentre dall'altra ci sono quelli vecchi in cui è possibile trovare in pochi metri più di sei reclusi. I carcerati, che per più provengono da fuori provincia, vivono in spazi ristretti e spesso sono costretti a stare intere notti senza acqua, provando non pochi disagi anche nei bisogni fondamentali. È indispensabile, quindi far valere il diritto alla salute, al lavoro ed ai trattamenti obbligatori anche in Irpinia". presidente della Caritas di Avellino lancia poi un appello a favore delle mamme detenute con figli.

"Nonostante la legge non preveda più minori in prigione, solo a Bellizzi, fino a qualche settimana fa, c'erano quattro madri insieme ai loro bambini. È importante che quanto prima, anche nelle aree interne, le genitrici possano scontare le proprie pene in apposite case famiglia. Considerato che nei luoghi di detenzione provinciali ci sono donne incinte, mi auguro che si possa cambiare".

 

Perugia: oggi ad Orvieto inizia l'impiego dei detenuti in lavori di pubblica utilità

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orvietosi.it, 13 ottobre 2015

 

Firmata lo scorso 20 agosto dal Sindaco, Giuseppe Germani, dal Direttore del Carcere di Orvieto, Luca Sardella e dal Direttore dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Spoleto, Silvia Marchetti adesso diventa operativa la convenzione per la promozione e realizzazione del progetto sperimentale finalizzato all'impiego di detenuti in lavori di pubblica utilità, con particolare riferimento alla manutenzione, al restauro, pulizia e decoro urbano dei siti di interesse pubblico. Da Martedì 13 ottobre, infatti, ogni giorno autonomamente due detenuti usciranno dal carcere di via Roma per raggiungere il Centro Servizi Manutentivi del Comune di Orvieto e saranno destinati alle attività utili al Comune fino all'orario di rientro.

Essi presteranno la loro mano d'opera dalle ore 07:00 alle ore 11:30, in forma rigorosamente volontaria. Il Comune ha predisposto ogni forma assicurativa per eventuali infortuni e ha messo loro a disposizione un autocarro Piaggio attrezzato con il materiale necessario.

Il Sindaco e il Direttore della Casa di Reclusione hanno espresso "soddisfazione per l'innovativa iniziativa che è stata intrapresa sulla Rupe ma anche un sentito augurio alle due persone scelte dall'amministrazione penitenziaria per i loro comportamenti psico-sociali meritevoli di realizzare un percorso di reinserimento sociale ed acquisire da questa esperienza competenze lavorative utili e necessarie nella fase post-detentiva".

L'Amministrazione Comunale, da parte sua intende coinvolgere sempre di più le potenzialità presenti all'interno della struttura penitenziaria di Orvieto - considerata un modello sull'intero territorio nazionale - per la realizzazione progetti analoghi.

Come è noto, Anci e Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria hanno sottoscritto nel 2012 il Protocollo d'Intesa finalizzato a promuovere un programma per lo svolgimento di diverse tipologie di attività lavorative extra-murarie da parte di soggetti in stato di detenzione in favore delle comunità locali. Successivamente, nel maggio 2014 Anci Umbria, Regione Umbria, Tribunale di Sorveglianza di Perugia e Ministero di Giustizia, hanno siglato un analogo impegno per favorire l'avviamento di percorsi individuali, di durata determinata, di formazione/lavoro a titolo volontario e gratuito, relativi a progetti di pubblica utilità.

Tale progetto sperimentale realizzato con la collaborazione tra gli enti e le amministrazioni operanti nel territorio, è utile a realizzare percorsi di reinserimento sociale dei condannati e a ridurre i conflitti sociali; inoltre, consente loro l'acquisizione di conoscenze e competenze professionali ritenute necessarie nella fase post-detentiva, oltre che usufruire da parte della collettività, delle risorse di una popolazione detentiva ancora attiva e produttiva.

Lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità da parte dei soggetti interessati al provvedimento è gratuito e non costituisce in alcun modo rapporto di lavoro con i Comuni, il cui unico onere è quello relativo alle spese per l'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, nonché riguardo alla responsabilità civile verso terzi anche mediante polizze collettive.

 

Benevento: nel carcere si tiene un corso gratuito sui social media con Simone Pacini

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ilquaderno.it, 13 ottobre 2015

 

"Social media per principianti", un workshop gratuito sull'utilizzo del web 2.0 si svolgerà al carcere di Benevento. Come raccontare e raccontarsi attraverso i social media? Giovedì 29 ottobre, dalle 13 alle 16, presso la Casa Circondariale di Benevento, si terrà per la prima volta in un carcere, un workshop gratuito e aperto a giovani under 35, sull'utilizzo del web 2.0.

L'iniziativa s'inserisce nell'ambito delle attività del progetto "Limiti", ideato e realizzato dall' Associazione Culturale Motus e dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. L'istituto penitenziario di Benevento apre ancora una volta le sue porte, dando modo ai giovani partecipanti - detenuti e non - di conoscersi e confrontarsi insieme con la realtà dei social. Un pomeriggio intero per scoprire e confrontarsi sulle potenzialità del web: Blogging, Social Media Storytelling, Community Management.

Il corso si pone come obiettivo quello di chiarire i dubbi e attivare delle metodologie sulla gestione "familiare" dei social network. Facebook, Twitter e Instagram saranno quelli affrontati nello specifico, oltre a una panoramica sull'intera galassia social.

Durante il corso si cercherà di capire come attraverso i social media, oltre a divertirsi, sia possibile creare comunità, coltivare i propri interessi e promuovere sé stessi e le proprie attività soprattutto in virtù della sua natura user friendly e intuitiva. Il workshop sarà condotto da Simone Pacini, uno degli esperti di social media più influenti di Twitter, secondo la lista stilata dal blogger e consulente 2.0 americano Evan Carmichael. Le iscrizioni gratuite, sono in corso fino al 20 ottobre. Basta inviare una mail all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , corredata dalla carta d'identità.

Il programma del workshop

• Introduzione ai social network: come il web 2.0 ha cambiato la nostra vita

• Facebook, il re dei social: come usarlo con creatività e gestire la propria privacy

• Twitter, il social vip (e un po' snob!)

• Instagram. La grande rivoluzione dell'immagine

• Parte interattiva e di coinvolgimento che si sviluppa attraverso esercitazioni, dibattiti, q&a (questions and answers).

 

Verona: Sappe; detenuto dà fuoco al materasso, 12 agenti intossicati finiscono in ospedale

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veronasera.it, 13 ottobre 2015

 

Nella giornata di lunedì 12 ottobre, un detenuto del carcere di Montorio a Verona ha appiccato un incendio nella sua cella. Diversi agenti di Polizia Penitenziaria sono rimasti intossicati. Un altro incendio appiccato nel carcere di Montorio a Verona e anche questa volta il detenuto ha dato fuoco a un materasso nella sua cella. Lo riferisce l'Ansa lunedì 12 ottobre, che a sua volta è stata informata direttamente da Donato Capace, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Nel rogo, dodici poliziotti sono rimasti intossicati e feriti. Nessuno di loro è in gravi condizioni, ma sono stati portati immediatamente portati all'ospedale e ora sono in cura nelle camere iperbariche.

L'Ansa riporta le parole di Capace: "Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti con coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. Prima hanno salvato la vita al detenuto che aveva dato fuoco alla cella, poi hanno domato le fiamme. È stata una giornata da incubo nel carcere di Verona. Prima dell'incendio, infatti, si è verificata un'aggressione selvaggia da parte di un detenuto, non nuovo a gravi episodi di intolleranza. Poi l'incendio. Poteva essere una tragedia, sventata con professionalità, capacità e competenza".

Sempre su L'Ansa è intervenuto anche il segretario regionale veneto del Sappe, Giovanni Vona: "Verona non è un carcere semplice, è una realtà con una presenza media di 500/600 detenuti. Dal 2012 al 30 giugno di quest'anno sono 70 i tentati suicidi di detenuti sventati per fortuna in tempo dalla polizia penitenziaria, più di 600 episodi di autolesionismo, oltre 100 ferimenti e 650 colluttazioni. Anche e soprattutto per questo il Sappe e la polizia penitenziaria sono in stato di agitazione da diverso tempo". Oltre agli agenti, sono rimasti intossicati anche tre detenuti. Tuttavia, l'incendio è stato spento direttamente dal personale della casa circondariale di Montorio e non c'è stato bisogno dell'intervento dei Vigili del Fuoco, che erano stati comunque allertati.

 
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