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Imperia: in Consiglio comunale la mozione del Pd sul "lavoro di pubblica utilità"

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www.sanremonews.it, 9 gennaio 2015

 

Il Partito Democratico di Imperia presenterà in Consiglio Comunale una mozione riguardante il lavoro di pubblica utilità. Nel dettaglio, sono due i punti contenuti nella mozione. Il primo riprende una convenzione stipulata dal Comune di Imperia nel 2002 con il Tribunale, oggi scaduta. Secondo la convenzione, i cittadini autori di reati lievi, come la guida in stato di ebbrezza, possono richiedere di rivolgersi al comune e eseguire dei lavori di pubblica utilità per ottenere una sentenza di estinzione del reato.

"Questa convenzione - commenta a Sanremo News il promotore, il Consigliere Comunale Pd Oliviero Olivieri - era limitativa, perché comprendeva una ventina di posti disponibili e veniva interpretata dagli uffici in modo molto restrittivo. Chi veniva destinato a lavori di pubblica utilità, infatti, veniva mandato a fare lavori di fatica, generalmente veniva destinato ai servizi cimiteriali". Il Partito Democratico ha così chiesto il rinnovo della convenzione con le modifiche sul numero di persone che vorranno fare richiesta.

"Una possibilità - continua Olivieri - per i cittadini di redimersi e per l'ente di utilizzare della forza lavoro per vari interventi di manutenzione. Nella mozione chiediamo anche di poter utilizzare questo personale in altri campi, come per esempio i servizi sociali. Il controllo sarà comunque fatto dal giudice che dovrà stabilire se la persona sia o meno adatta a svolgere lavori di pubblica utilità". Il secondo punto riguarda il lavoro svolto dai detenuti del carcere di Imperia attraverso una convenzione con la casa circondariale. "È entrata in vigore nei mesi scorsi una legge - continua Olivieri - che permette ai detenuti che abbiano condanne per reati minimi, di poter svolgere dei lavori socialmente utili. Noi non abbiamo una convenzione di questo tipo, per cui chiediamo di attivarla".

La mozione verrà presentata, probabilmente, nel corso del Consiglio Comunale del 28 gennaio.

 

Fasano (Br): lavori socialmente utili, firmato l'accordo fra il Comune e il Tribunale

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di Marina Pignatelli

 

www.fasanolive.com, 9 gennaio 2015

 

 

Siglato l'accordo fra il Comune di Fasano e il Tribunale di Brindisi per consentire ai detenuti condannati per reati lievi di svolgere lavori socialmente utili.

Permettere ai detenuti condannati di impegnarsi in lavori socialmente utili per scontare la propria pena: è quanto stabilisce la convenzione sottoscritta dal Comune di Fasano con il ministero della Giustizia. A firmare l'accordo, nella sede del Palazzo di giustizia di Brindisi, sono stati l'assessore Vito Martucci (in rappresentanza dell'Amministrazione comunale) ed il presidente del Tribunale di Brindisi facente funzioni Cosimo Almiento (per conto del dicastero della Giustizia).

"Abbiamo manifestato la disponibilità ad utilizzare quei condannati per piccoli reati, che non creano particolare allarme sociale, in lavori in favore della collettività - afferma l'assessore Martucci; naturalmente, sarà il giudice ad emettere una sentenza di questo tipo, ossia a prevedere in alternativa alla detenzione la possibilità che il condannato lavori per il nostro Comune: due ore lavorative corrisponderanno ad un giorno di pena, quindi quattro ore al giorno di lavoro corrisponderanno a due giorni di pena. La nostra iniziativa ha una grande valenza sociale - sottolinea Martucci - poiché consente a persone che hanno sbagliato di risarcire la società con dei lavori di pubblica utilità che, ovviamente, non sono retribuiti.

Questi condannati inviati a Fasano per la prestazione lavorativa non percepiranno alcuno stipendio per il lavoro che svolgeranno. Ma l'iniziativa mira a ricreare le condizioni di reinserimento sociale e lavorativo per i condannati. La nostra decisione di sottoscrivere questa convenzione - spiega Martucci - è in perfetta linea con i provvedimenti adottati dalle precedenti Amministrazioni comunali di centrodestra.

Fasano, infatti, dal 2002, come uno dei pochi e dei primissimi Comuni italiani, ha promosso e sostenuto la nascita, affidandone lavori di pubblica utilità, di coop. di ex detenuti e sorvegliati speciali di pubblica sicurezza: un'interessantissima esperienza che ha dato a Fasano una visibilità nazionale e che ancora oggi dà i suoi frutti sul reinserimento socio-lavorativo di un nutrito gruppo di cittadini che hanno avuto problemi con la giustizia".

I detenuti condannati per reati lievi potranno quindi svolgere delle mansioni nei settori di custodia e manutenzione del patrimonio ambientale e comunale, del verde pubblico, degli uffici comunali, delle aree cimiteriali; del riordino degli archivi e dell'attività tecnica ed amministrativa; inoltre, potranno essere impiegate come supporto ed assistenza a disabili, a famiglie e ad anziani in situazione di forte difficoltà. Potranno essere impiegati un massimo di dieci detenuti contemporaneamente nei giorni dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30.

"Noi siamo già pronti ad impiegare in lavori di pubblica utilità i primi condannati cui il giudice sentenzierà questa possibilità al posto della detenzione - afferma l'assessore Martucci: toccherebbe al segretario generale del Comune ed a tutti i dirigenti comunali decidere le mansioni specifiche e ad impartire istruzioni a quei condannati che saranno inviati al Comune".

 

Siracusa: la protesta degli agenti penitenziari trova la solidarietà dell'on. Sofia Amoddio (Pd)

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Libertà, 9 gennaio 2015

 

"Esprimo la mia solidarietà ai Sindacati di Polizia penitenziaria che stanno manifestando non solo per il mancato inserimento in busta paga degli accrediti dei servizi dei mesi precedenti, ma per le problematiche condizioni in cui, giornalmente, prestano il loro servizio".

Così l'on. Sofia Amoddio deputato nazionale del Partito Democratico relativamente al sottodimensionamento dell'organico nel carcere di Siracusa, argomento di una interrogazione parlamentare presentata il mese scorso al Ministro della Giustizia.

"Tra pensionamenti e trasferimenti, il personale degli agenti di polizia penitenziaria in pianta organica si è abbassata di troppe unità. L'entrata in vigore della "sorveglianza dinamica" che dispone l'apertura delle celle dalla mattina al pomeriggio, permettendo ai detenuti di potersi muovere liberamente negli spazi comuni, ha in parte ovviato alle gravi carenze di organico del personale di polizia penitenziaria perché permette un controllo esterno ma, in caso di emergenza, l'intervento degli agenti diventa più complicato.

"La sorveglianza dinamica - dice l'on. Amoddio - come avviene nelle carceri del nord Italia, dovrebbe essere supportata da un rete di telecamere di sorveglianza che a Cavadonna risulta obsoleta ed insufficiente. Nel carcere di Siracusa il rapporto è di due agenti per centoventi detenuti, numeri impietosi che giustificano le lamentele dei sindacati".

Come si ricorderà nelle settimane scorse proprio nel carcere di contrada Cavadonna si era registrato un episodio particolarmente preoccupante. Quasi un centinaio di detenuti, durante il periodo di cosiddetta vigilanza dinamica, sono venuti a contatto, scatenando una maxi rissa sedata a fatica dagli agenti di polizia penitenziaria, che ha provocato il ferimento di alcuni detenuti e l'arrivo degli ispettori nella casa circondariale siracusana, per comprendere fino in fondo che cosa sia realmente accaduto. Il sindacato attribuisce la responsabilità proprio alla vigilanza dinamica, che non è possibile applicare in assenza di supporti tecnologici.

"Quello della polizia penitenziaria - conclude Sofia Amoddio - è un lavoro molto difficile, delicato ed usurante. Per questo continuerò a seguire questa battaglia nelle sedi istituzionali perché sono fermamente convinta che la protesta dei sindacati sia giusta e che lo Stato debba intervenire per garantire un congruo numero di agenti e standard di sicurezza".

 

Como: "I detenuti qui sono abbandonati", denuncia dei Radicali sul carcere del Bassone

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di Paola Pioppi

 

Il Giorno, 9 gennaio 2015

 

"Il Bassone è un carcere con diversi punti critici". Valerio Federico, Tesoriere nazionale di radicali Italiani, assieme a Roberto Sartori di Fondazione Exodus, sono i rappresentanti della delegazione che ha visitato la casa circondariale comasca, unica in Lombardia scelta nell'ambito del "Satyagraha di Natale con Marco Pannella".

"Il Bassone è un carcere con diversi punti critici". Valerio Federico, Tesoriere nazionale di radicali Italiani, assieme a Roberto Sartori di Fondazione Exodus, sono i rappresentanti della delegazione che ieri mattina ha visitato la casa circondariale comasca, unica in Lombardia scelta nell'ambito del "Satyagraha di Natale con Marco Pannella".

"Il regolamento penitenziario è considerato carta straccia - ha detto Federico, mentre ne strappava pubblicamente una copia - perché non viene rispettato. Lo spazio nelle celle deve esser almeno di tre metri quadrati calpestabili, fino ai sette previsti dal Comitato Europeo per la prevenzione della tortura, ma questo a Como non avviene. Inoltre è previsto un detenuto per ogni cella, e qui sono in due o tre".

Un situazione, quella del sovraffollamento nella casa circondariale comasca, che è notevolmente migliorata nell'ultimo anno, portando a 367 le presenze di detenuti, a fronte di una media di cinque o seicento mantenuta per anni. "Inoltre - ha proseguito Federico - le celle non hanno docce annesse: sono presenti tre docce ogni 50 o 60 detenuti, in spazi separati". Un problema strutturale legato alla progettazione originaria del Bassone, a cui si aggiunge un altro aspetto critico sottolineato dal portavoce di Radicali Italiani: "L'ordinamento dice che deve essere garantito il lavoro, ma qui a Como solo un cinquantina di detenuti su 367 sono impiegati nel lavoro interno, e 3 in occupazioni esterne: non è stata creata una rete di contatti con il territorio, che potesse garantire lo scambio tra società e carcere. La rieducazione senza lavoro e in condizioni di vita come quelle che abbiamo visto, è impossibile". Federico ha aggiunto ulteriori numeri per evidenziare le difficoltà emerse durante la visita al Bassone.

"Sono in servizio 5 educatori e 3 psicologi: richieste di visite, di farmaci o di colloqui rimangono quasi sempre inevase, perché il personale è insufficiente a far fronte alle domande della popolazione penitenziaria". Secondo il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura, "la combinazione tra sovraffollamento, un regime povero di attività e un inadeguato accesso ai servizi igienici, costituisce un insieme nocivo per i detenuti".

Per Roberto Sartori, "la situazione del Bassone non è molto diversa da quella degli altri istituti penitenziari italiani, ma mi ha sorpreso il fatto di non trovare nessun educatore in servizio in un giorno festivo". Inoltre, da Federico, è giunto un moto di indignazione per l'aula bunker realizzata a ridosso del Bassone: "Era costata cinque miliardi - ha detto - ed è stata usata per un solo processo vent'anni fa, mai recuperata".

Infine la delegazione ha sottolineato gli aspetti positivi del carcere visitato ieri mattina: "Abbiamo trovato una grande disponibilità da parte della polizia penitenziaria e della direttrice, una situazione di sovraffollamento meno drammatica rispetto ad alcuni anni fa, e l'adozione della sorveglianza dinamica, grazie alla quale cinque sezioni su sette rimangono aperte per dieci ore al giorno, consentendo ai detenuti di muoversi liberamente all'interno della sezione".

 

Velletri: Sippe; rissa fra detenuti italiani e albanesi, nel carcere ci sono troppi stranieri

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www.ilmamilio.it, 9 gennaio 2015

 

"Nel penitenziario di Velletri ieri nel pomeriggio, verso le ore 16:30 in una delle sezioni detentive che ospitano 52 detenuti scoppia una rissa fra detenuti italiani e albanesi, ad avere la peggio è stato un detenuto albanese, solo grazie al intervento tempestivo dell'unico agente di Polizia penitenziaria addetto al controllo della sezione che gli ha evitato il peggio riuscendo a limitargli i danni, se le cavata con un taglio profondo lungo 10 cm sul volto ed ematomi in varie parti del corpo. Nei giorni scorsi nel penitenziario di Velletri, grazie sempre alla elevata capacità professionale dell'agente e del medico di turno che ha praticato un lungo massaggio cardiaco è stata salvata la vita a un detenuto Italiano in arresto cardiorespiratorio, subito dopo trasportato in eliambulanza presso l'Ospedale di Latina per le cure del caso.

L' Istituto penitenziario di Velletri ospita dai 600 ai 650 detenuti ed è al primo posto di avere un coefficiente molto alto riguardo alla mancanza di agenti di Polizia penitenziaria con un coefficiente di uno 0,26 rispetto a quello stabilito dello 0,48 ad un livello nazionale.

Nonostante ciò il Dap aveva emanato un provvedimento di rientro in sede dei 15 agenti distaccati da altri Istituti per l'apertura del nuovo Padiglione, grazie alle proteste e alle insistenze del Sippe il provvedimento è stato revocato fino al 10 febbraio 2015 in attesa di trovare una soluzione definitiva. Noi del Sippe chiediamo alle autorità competenti di sanare i 15 Agenti distaccati e di inviare con tempestività almeno 40 unità di Polizia penitenziaria, perché il personale è esausto, anziano e non c'è la fa più.

 
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