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Iraq: deputato chiede di non estendere amnistia a combattenti stranieri

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Nova, 28 luglio 2015

 

Il deputato iracheno Awatef Neema ha chiesto oggi al primo ministro Haydar al Abadi di non estendere l'amnistia ai combattenti stranieri accusati di terrorismo. "Concedere l'amnistia a terroristi stranieri attualmente nelle carceri irachene rappresenta una violazione della legge. È ingiusto liberare coloro che hanno versato il sangue degli iracheni con il pretesto del jihad e consentire loro di tornare ai loro paesi impunemente" ha detto Awatef Neema.

"I sauditi domandano la liberazione dei loro cittadini senza vergogna - ha aggiunto il deputato iracheno - l'ambasciatore saudita in Giordania, Sami al Saleh, ha procurato un avvocato ai detenuti sauditi nella convinzione che questo possa consentire il loro rilascio. Il popolo iracheno ha bisogno di giustizia - ha concluso Neema - è ora di liberare il paese da questi gruppi mandati da Riad per spargere sangue nel paese". Il deputato si è detto certo che la messa in libertà dei combattenti stranieri consentirà loro di tornare a "massacrare" le aree sciite dell'Iraq.

 

Pakistan: due impiccagioni in Punjab, quattro in due giorni dopo la sosta per Ramadan

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Ansa, 28 luglio 2015

 

Due detenuti sono stati impiccati oggi in due diverse prigioni nel Punjab, nel Pakistan centrale. Lo riferiscono i media locali. Entrambi erano stati condannati a morte per omicidio. Una esecuzione è stata condotta in Multan, mentre l'altra ad Attock. Altri due uomini erano saliti al patibolo ieri sempre a Multan. Le nuove esecuzioni giungono dopo una pausa decretata per il mese sacro del Ramadan.

Una moratoria sulle impiccagioni di detenuti nel braccio della morte era in vigore dal 2008, ma il premier Nawaz Sharif ha deciso di revocarla dopo il cruento attentato ad una scuola militare del dicembre 2014 che ha causato oltre 140 vittime, quasi tutti studenti. Così dal 15 dicembre 2014 al 15 giugno 2015 179 detenuti sono stati messi a morte per impiccagione, a cui vanno aggiunti i quattro giustiziati negli ultimi due giorni. Secondo stime circa 8 mila prigionieri sono in attesa nel braccio della morte di diverse prigioni pachistane.

 

Il 4 agosto esecuzione condannato minorenne

 

Un tribunale dell'antiterrorismo di Islamabad ha annunciato che il prossimo 4 agosto sarà impiccato Shafqat Hussain, che aveva quattordici anni quando fu condannato a morte per il rapimento e l'omicidio di un bambino di 7 anni nell'aprile del 2004. Lo riferiscono al sito di Dawn fonti del carcere di Karachi, nel sud del Pakistan, dove Hussain è detenuto.

La sua impiccagione era inizialmente prevista per il 9 giugno, ma la Corte Suprema aveva deciso per la sospensione. Lo scorso dicembre il Pakistan ha revocato una moratoria sulla pena di morte in vigore da sei anni in seguito alla strage di 136 bambini alla scuola di Peshawar, nel nord ovest, da parte di un commando di Talebani. Negli ultimi sei mesi sono stati impiccati circa 150 condannati a morte, portando il Pakistan al pari di Paesi quali Cina, Iran e Arabia Saudita per numero di esecuzioni.

 

La società tutta si deve interrogare sui reati e su pene che abbiano un senso

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Il Mattino di Padova, 27 luglio 2015

 

Le persone che arrivano in carcere molto spesso hanno vissuto una vita rabbiosa, e se la pena ha un senso, dovrebbe essere esattamente quello di far riflettere e far capire i motivi di questa rabbia per indirizzarla in modo diverso, invece molto spesso non succede così. Nella nostra infanzia in tanti abbiamo giocato a un gioco che si chiamava "Non t'arrabbiare" e che faceva esattamente il contrario, cioè ti faceva arrabbiare tantissimo. Tante volte il carcere è la stessa cosa, il carcere invece di farti capire e riflettere ti fa diventare ancora più rabbioso. Noi vorremmo invece una pena riflessiva, non una pena rabbiosa.

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Giustizia: da oggi l'Aula della Camera esamina il ddl di riforma del processo penale

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Adnkronos, 27 luglio 2015

 

Tempi certi di indagine, limiti ai poteri di Gup e Gip, ampliamento dei diritti della parte offesa, sanzioni più severe per furti e rapine e per il voto di scambio politico-mafioso. Sono alcune delle novità contenute nel ddl di riforma del processo penale che domani approderà in Aula alla Camera. Il provvedimento contiene numerose deleghe al governo. Fra queste, anche le intercettazioni che hanno visto montare la polemica sull'emendamento di Ap che prevede fino a quattro anni di carcere per le intercettazioni "carpite in modo fraudolento".

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Giustizia: Direzione Nazionale Antimafia "il Dap deve attivare istituti per detenuti 41bis"

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www.senato.it, 27 luglio 2015

 

Dalla "Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale antimafia e dalla Direzione nazionale antimafia nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso nel periodo 1 luglio 2013 - 30 giugno 2014".

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