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Svizzera: la Coges (Commissione di gestione) punta il dito sui problemi del sistema penitenziario

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Swiss Info, 20 aprile 2011

Troppi detenuti, mancanza di personale, tensioni permanenti, casi psichiatrici in ascesa: sono alcuni dei problemi irrisolti del sistema carcerario, sottolineati dal Rapporto 2010 della Commissione (Coges).
“Appiccando il fuoco nella sua cella, Skander Vogt ha infiammato l’intero Servizio penitenziario vodese”: ha riassunto così la situazione il deputato socialista Claude Schwab, presentando il documento. Un riferimento al suicidio del detenuto che, a Bochuz, incendiò il materasso e morì soffocato nella sua cella. Dopo l’episodio, avvenuto ad aprile dello scorso anno, l’organizzazione del carcere venne ripensata. È l’intero sistema però ad essere ancora lacunoso. La Coges ha segnalato come particolarmente problematici anche “lo smarrimento e la demotivazione” del personale, che vorrebbe “maggiore sostegno e riconoscimento”.

 

Argentina: detenuti studiano da arbitri, corsi di formazione in carcere

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Ansa, 20 aprile 2011

Insolito progetto sociale per il recupero dei detenuti in una delle prigioni della città argentina di La Plata. Insolito progetto sociale per il recupero dei detenuti in una delle prigioni della città argentina di La Plata, dove 17 reclusi stanno seguendo corsi di formazione per diventare arbitro di calcio: l’iniziativa viene portata a termine, precisa la stampa locale, in un carcere di massima sicurezza che fu centro di detenzione clandestina negli anni dell’ultima dittatura militare.
A coordinare il programma Deporte por Penales, con il sostegno delle autorità locali, ci sono due ex arbitri, Luis Oliveto e Luis Belati, i quali, dopo aver appeso il fischietto al chiodo, sono riusciti a mettere in piedi l’originale programma di formazione.
I due, commentano i media argentini, sono così riusciti a tradurre in realtà l’edificante paradosso di persone dietro le sbarre che lavorano per essere in grado di far rispettare delle regole. Ed é proprio Oliveto a spiegare le finalità l’iniziativa, che porterà i detenuti ad arbitrare nei campionati regionali, guadagnando così un po’ di soldi: “Ho amici che sono stati in carcere ed una volta usciti trovare un lavoro si é rivelato impossibile. Nessuno vuole avere a che fare con qualcuno che é stato dentro”. Proprio da questa riflessione è nata l’idea del programma di formazione, in quanto - ha precisato Oliveto - “mi sono reso conto che l’unica posizione per cui non si guarda la fedina penale è quella di arbitro: ti viene chiesto solo se hai i nervi abbastanza saldi per affrontare il peso del tuo ruolo”.


 

Giustizia: in cella come all’inferno... e loro pensano al processo breve

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di Valter Vecellio

L’Unità, 19 aprile 2011

Si può provare a immaginare la scena. In una stanzuccia di pochi metri quadrati sono ammassate alcune persone, ci vivono in promiscuità per molte ore del giorno. Per qualche ora possono andare a prendere una boccata d’aria e fare due passi in circolo in un cortile.

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Giustizia: altro che “dimissioni”… negli Opg italiani gli internati stanno aumentando

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Redattore Sociale, 19 aprile 2011

Dai 1.272 internati presenti nel novembre 2007 si è passati ai 1.460 del maggio 2010 fino ai 1.550 dell’aprile 2011. E questo malgrado sia stato assunto l’impegno da parte delle Regioni di dimettere 300 soggetti ritenuti non più “socialmente pericolosi”.

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Giustizia: quei milioni di euro sprecati in braccialetti… elettronici

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di Donato De Sena

www.giornalettismo.com, 19 aprile 2011

Alla Corte dei Conti presentato un esposto sullo sperpero di denaro pubblico. Quando fu introdotto sembrava si fosse aperta una nuova era. E invece il braccialetto elettronico ha vissuto i suoi primi 11 anni come una soluzione da ignorare, da lasciare sulle carte di legge e decreti, piuttosto che un opportunità da sfruttare.

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