Lunedì 30 Maggio 2016
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

Archivio storico

        

 

 

 

L'APPELLO DI RISTRETTI ORIZZONTI

 

Login



 

 

Sassari: detenuto morto, ripristinati i filmati per cercare la verità su fine di Saverio Russo

PDF Stampa
Condividi

di Gianni Bazzoni

 

La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2015

 

Consulenti tecnici della famiglia di Saverio Russo al lavoro Esperti lettori del labiale stanno ricostruendo i dialoghi. Non si è fermata neppure durante le feste l'attività del team di esperti incaricati dai familiari di Saverio Russo - il detenuto trovato morto in carcere a Bancali il 6 settembre del 2014 - per cercare di chiudere gli accertamenti utili per la ricerca della verità sul decesso del giovane algherese.

L'attenzione dei consulenti di parte è rivolta, in particolare, alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza interno della struttura penitenziaria di Bancali. E finora, una serie di difficoltà avrebbero impedito di verificare con certezza i movimenti in entrata e in uscita (nel corso della giornata in cui è maturata la tragedia) nella cella occupata da Saverio Russo.

Un Dvd, inizialmente malfunzionante, consegnato al consulente tecnico Mariano Pitzianti sarebbe stato in larga parte ripristinato con programmi sofisticati di recupero. Il filmato, quindi, sarebbe stato riparato e da quel momento sono cominciate le valutazioni tecniche (concorrono altri tre esperti della digital forensics) dalle quali sarebbe emerso che le interruzioni continue del Dvd deriverebbero da una masterizzazione non corretta su un supporto informatico danneggiato.

Il filmato è sotto la lente di esperti lettori del labiale per la trascrizione dei dialoghi che permettono agli esperti di decifrare le frasi, visto che nelle immagini è assente l'audio. In attesa della copia dell'hard-disk (richiesta dai legali della famiglia di Saverio Russo su indicazione dei consulenti tecnici), il lavoro va avanti e presto potrebbe essere definita la relazione da trasmettere all'attenzione del pubblico ministero che coordina l'inchiesta sulla morte in carcere di Saverio Russo.

Su quell'episodio ci sono, al momento, due posizioni contrastanti: quella del carcere e degli investigatori che hanno svolto la prima fase delle indagini che parla di suicidio. E quella della madre e degli altri familiari del detenuto che, invece, sostengono che il giovane algherese non si sarebbe mai ucciso "perché non ne aveva motivo" e, quindi, chiedono che vengano espletati tutti gli accertamenti per cancellare anche il minimo dubbio.

Gran parte delle verifiche si gioca sull'esame dei filmati del carcere. Per questo legali e consulenti tecnici insistono molto, oltre che sulla copia del Dvd con le registrazioni di quella giornata, sulla copia forense dell'hard-disk che tiene in memoria tutto e consente una ricostruzione reale degli accadimenti.

Nei giorni scorsi, nella cella sigillata di Bancali dove è morto Saverio Russo, c'era stata l'ispezione dei legali e dei consulenti della famiglia Russo, tra i quali anche la psicologa forense e criminologa Roberta Bruzzone, con avvocati, medico legale e altri tecnici. Un paio d'ore di foto, misurazioni, simulazioni, annotazioni di orari da collegare con possibili testimonianze. Saverio Russo, 34 anni, era stato trovato privo di vita nella sua cella la sera del 6 settembre 2014, inutili i tentativi dei soccorritori di rianimarlo. Venne formulata l'ipotesi di un gesto dimostrativo finito in tragedia. La famiglia chiede che venga accertata la verità.

 

Prato: i Radicali visitano la Dogaia "sovraffollamento, celle fatiscenti e pochi educatori"

PDF Stampa
Condividi

di Alessadra Agrati

 

Il Tirreno, 4 gennaio 2015

 

Visita al carcere di Prato di una delegazione di Radicali. I detenuti sono 589 e vivono in pochi metri quadrati. Vittorio Giugni: "Lunghe liste di attese anche solo per una visita". Nonostante la diminuzione della popolazione carceraria all' interno della Dogaia si registra ancora sovraffollamento, alcune celle sono fatiscenti, mancano gli educatori e gli psicologi. È la denuncia di una delegazione di radicali composta da Vittorio Giugni, Simone Lappano, Maurizio Buzzegoli e Rosanna Tasselli, in visita al carcere in concomitanza con lo sciopero della fame e della sete di Marco Pannella.

I carcerati sono cinquecento ottantanove di cui duecento novantacinque stranieri e i restanti duecento novantaquattro italiani, definitivi trecento quarantuno e ottantanove in attesa del primo giudizio. "Alcune celle - spiega Buzzegoli - sono fatiscenti, con il riscaldamento non funzionante e gli interruttori della luce rotti, ma quello che ci preoccupa di più sono le condizioni in cui vivono i detenuti: le celle sono di quattordici metri quadrati, in cui sono sistemati anche gli arredi. Quindi a conti fatti ogni detenuto dispone di tre metri quadri di spazio".

La delegazione ha visitato la sezione alta e media sicurezza e tra le lamentele raccolte c'è anche quella della mancanza di educatori, psicologi e psichiatri. "In tutta la Dogaia - spiega Giugni - ci sono cinque educatori e tre psicologi, un numero insufficiente per i bisogni dei carcerati. Inoltre nonostante la presenza del personale infermieristico e la reperibilità di un medico h 24, le liste di attesa per una visita sono lunghe". Il personale a pieno regime dovrebbe essere di duecento sessantatré unità. Negli ultimi mesi sono arrivati sei ispettori, ma si registra ancora una carenza dell'organico. "È stata sperimentata, proprio per evitare il trasferimento da un carcere all' altro che implica l'utilizzo di personale - spiega Lappano - un servizio di videochiamata con i magistrati attraverso un circuito chiuso".

 

Latina: domani delegazione Radicale in visita ai detenuti del carcere di via Aspromonte

PDF Stampa
Condividi

Corriere di Latina, 4 gennaio 2015

 

All'iniziativa "Satyagraha di Natale con Marco Pannella" prenderanno parte Giuseppe Rossodivita, Ilari Valbonesi e Alessio Fransoni. Saranno presenti anche il vice sindaco Enrico Tiero e lo scrittore Antonio Pennacchi.

Il carcere di Latina di nuovo al centro dell'attenzione mediatica. Dopo la lettera inviata da Papa Francesco ai detenuti di via Aspromonte, la casa circondariale del capoluogo pontino sarà oggetto di visita dei Radicali. L'iniziativa rientra i quella a carattere nazionale "Satyagraha di Natale con Marco Pannella" che i dirigenti nazionali e militanti del Partito Radicale e di Radicali Italiani stanno portando avanti in questi giorni di festività negli istituti penitenziari italiani. In particolare il 24 dicembre scorso a far visita ai detenuti di Regina Coeli anche Marco Pannella e Rita Bernardini, il 25 dicembre a Rebibbia e il 31 dicembre a Firenze, nel carcere di Sollicciano, anche il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti.

Lunedì 5 gennaio alle 11, la delegazione composta da Giuseppe Rossodivita (membro della direzione nazionale Radicali Italiani), Ilari Valbonesi (membro del Comitato nazionale Radicali Italiani) e Alessio Fransoni visiterà la Casa Circondariale di Latina, insieme al vicesindaco Enrico Tiero e allo scrittore Antonio Pennacchi. La delegazione sarà accompagnata dalla direttrice dell'Istituto Nadia Fontana e da don Nicola Cupaiolo, cappellano del carcere di via Apromonte. Al termine della visita, presso l'entrata casa circondariale, intorno alle 13.30, si terrà una conferenza stampa sulle risultanze della visita.

Tra gli obiettivi dell'iniziativa nonviolenta radicale: la rimozione immediata delle cause strutturali che fanno delle nostre carceri luoghi di trattamenti inumani e degradanti, l'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento penale italiano, l'abolizione dell'ergastolo, la nomina del Garante Nazionale dei Detenuti, il rafforzamento del diritto alle cure e alla salute, l'affermazione della legalità nell'amministrazione della giustizia penale e civile, a tutela delle regole fondamentali della democrazia.

Al Satyagraha di Natale con Marco Pannella, hanno finora partecipato, con uno o più giorni di sciopero della fame, oltre 600 cittadini fra i quali 236 detenuti del carcere di Sollicciano assieme al Cappellano, Don Vincenzo Russo. Marco Pannella in sciopero totale della fame e della sete da oltre 90 ore da oggi prosegue la propria azione nonviolenta sotto controllo medico. Previsto per questa mattina il suo ricovero presso una struttura sanitaria di Roma dalla quale potrà eventualmente comunque allontanarsi per alcune ore. Il suo obiettivo è "difendere il messaggio alle Camere di Napolitano sulle carceri dai comportamenti opposti assunti dal presidente del Consiglio Renzi".

 

Firenze: domani una delegazione dei Radicali visiterà l'Opg di Montelupo Fiorentino

PDF Stampa
Condividi

www.radicali.it, 4 gennaio 2015

 

 

La mattina di lunedì 5 gennaio 2015 una delegazione di radicali fiorentini dell'Associazione "Andrea Tamburi" composta da Massimo Lensi, Maurizio Buzzegoli, Emanuele Baciocchi e Michele Migliori, visiterà l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino. L'iniziativa rientra nell'ambito della mobilitazione nazionale del "Satyagraha di Natale" che ha visto l'adesione di centinaia di cittadini e che in questi giorni vede impegnato in uno sciopero totale della fame e della sete il leader dei radicali, Marco Pannella. La visita servirà anche per valutare l'iter dell'eventuale chiusura della struttura.

Al termine della visita, alle ore 12,00, è prevista una conferenza stampa all'esterno dell'Istituto, in viale Umberto I, n° 42. Per informazioni contattare Maurizio Buzzegoli (3382318159).

 

Caltanissetta: carcere di Villalba, struttura seminuova lasciata nell'abbandono più totale

PDF Stampa
Condividi

di Roberto Mistretta

 

La Sicilia, 4 gennaio 2015

 

L'ultimo appello in ordine di tempo per riaprire il carcere, fu lanciato invano nel febbraio del 2013. Ed infatti il carcere di Villalba continua a rimanere fuori dai circuiti di riconversione. Uno scandalo sotto gli occhi di tutti.

Si tratta di una mega struttura che potrebbe creare economia e nuovi posti di lavoro, ed invece, nonostante già costruita e potrebbe anche ritornare a funzionare coi dovuti accorgimenti, il carcere di Villalba fu tagliato fuori ancora una volta dall'intesa firmata nel 2010 tra Palermo e Roma per fare sorgere in Sicilia quattro nuove carceri, senza tenere conto delle carceri già edificate e chiuse da tempo.

Anni addietro, l'attuale presidente del Consiglio comunale Salvatore Bordenga, allora a capo di un comitato cittadino scrisse perfino al ministro della Giustizia chiedendo che venisse riaperta l'ex casa mandamentale.

Quando la struttura funzionava tra il 1985 e il 1990, ospitava circa 70 detenuti. Dopo la chiusura lo stabile fu ceduto al Comune di Villalba che, nonostante i diversi tentativi di affidamento all'esterno, non è mai riuscito ad utilizzarla, considerata la tipologia esclusiva della struttura. Abbiamo documentato, mentre altrove le carceri scoppiano, che nella struttura abbandonata di Villalba vi pascolavano pecore e cavalli. I problemi del carcere iniziarono quando il ministero della Giustizia chiuse la casa mandamentale e l'immobile passò al Comune e il personale di sorveglianza fu trasferito ad altre mansioni.

Il carcere di Villalba si compone di 32 celle a due posti, servizi igienici e docce annesse, la cucina per 250 pasti, la lavanderia, la mensa e spazi verdi per i detenuti, nonché padiglioni per gli uffici e gli alloggi del personale. Tutto disponibile, ma tutto chiuso. Nei magazzini sotterranei si trovano riserve idriche per 350 mila litri e una pompa per il cherosene (è stato anche realizzato l'impianto di metano). La zona lavanderia è ancora funzionante, l'attrezzatura della sala cucina è stata invece smontata e rimontata nell'asilo nido.

Nel braccio dove sono ubicate le celle, sez. A e sez. B, si trovano 16 celle a due posti per ogni sezione, dotate di servizi igienici (bidet, gabinetto e armadietti), armadi e comodini a muro, letti a castello fissati al pavimento, impianto di riscaldamento e antenna tivù. Ogni cella misura circa 4 metri per 2.20 ed è chiusa da due porte ferrate: una a giorno e una per la notte, dotata di spioncino. Ogni sezione è dotata di docce.

C'è anche una grande sala adibita a cappella. La zona per l'ora d'aria, si compone di circa 600 mq di spazi aperti delimitati da alte mura (circa 20 metri). Al piano superiore del carcere si trovano due appartamenti per il personale, ogni appartamento attrezzato di tutto punto misura circa 100 mq. Ma è tutto chiuso e abbandonato.

 
<< Inizio < 2941 2942 2943 2944 2945 2946 2947 2949 > Fine >>

 

 

 

 

01

 

 

 progetto_carcere_scuole

 

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it