Domenica 29 Maggio 2016
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

Archivio storico

        

 

 

 

L'APPELLO DI RISTRETTI ORIZZONTI

 

Login



 

 

Egitto: la repressione e il carcere, fra reporter di Al Jazeera e detenuti dimenticati

PDF Stampa
Condividi

www.pane-rose.it, 4 gennaio 2015

 

Se usciranno, ma non è affatto scontato, sarà per la decisione dell'emittente televisiva qatarina di voler chiudere Mubasher Masr Channel più che per un gesto di clemenza. Quel canale di Al Jazeera è un coltello nel fianco della casta militare del Cairo e risulta indigesto anche a poliziotti e magistrati. Per i servizi trasmessi i giornalisti australiano Peter Greste, egitto-canadese Mohamed Fahmy ed egiziano Baher Mohamed sono stati condannati chi a sette, chi a dieci anni, inanellando finora 371 giorni di galera. Motivi: concorso in terrorismo, attentato alla sicurezza nazionale e diffusione d'informazioni false, accuse respinte dai tre che sostengono d'aver solo svolto il proprio lavoro.

Fra cui interviste a taluni leader della Fratellanza Musulmana poi arrestati (Mohammed Badie) che non rappresentavano certo un'adesione alla politica della Confraternita come sostengono i pm. Eppure da oltre un anno l'aria di restaurazione, che aveva rovesciato il presidente Mursi e represso le proteste islamiche, non va per il sottile. Dopo i militanti della Brotherhood sono finiti dentro giornalisti, blogger, agitatori di Tahrir, oppositori di varie sponde. Rispetto alla massa degli attivisti incarcerati con numeri che oscillano fino alle 12.000 unità (il governo rigetta queste cifre ma non ne fornisce altre, tanto che da tempo si parla di cittadini desaparecidos), per i tre cronisti il tam-tam di sostegno è stato battente.

Da quello della potente tivù di Doha, a interventi di Amnesty International, interrogazioni di parlamentari europei e canadesi, però la situazione generale è rimasta ostile. La rinuncia a "mettere il naso negli affari egiziani per ordire complotti", che è l'accusa rivolta ai reportages di Al Jazeera, può distendere i rapporti fra Egitto e Qatar e ora i giudici hanno prospettato una revisione del processo. Anche per casi politici alla ricerca della piena legittimazione internazionale, come quello del presidente-generale Al Sisi, il corto circuito che si crea coi lavoratori della comunicazione e della documentazione è crescente. Un decreto emanato in novembre che può applicarsi alla situazione dei tre, ovviamente se un nuovo processo ridimensionerà le accuse, può prevedere l'allontanamento di cittadini stranieri che verrebbero espulsi. Non se ne avvantaggerebbe il cronista egiziano Mohamed.

Negli sviluppi aperti la direzione di Al Jazeera ha dichiarato che le autorità del Cairo "Possono scegliere di continuare a mostrare al mondo il proprio volto peggiore o liberare rapidamente i tre". Una stoccata che non risulterà gradita all'orgoglio del presidente, ma con cui lo staff televisivo qatarino cerca di giustificare la sostanziale rinuncia al principio dell'informazione su cui ha costruito il proprio successo. La partita sui tre è aperta e per nulla scontata. Comunque c'è chi sta molto peggio: per i free lance senza tutele e gli attivisti dell'opposizione islamica e laica la chiave delle celle è stata gettata.

 

Giustizia: Presidente... e la politica dov'è? Napolitano si affida al pm Pignatone e al Papa

PDF Stampa
Condividi

di Astolfo Di Amato

 

Il Garantista, 3 gennaio 2015

 

L'unico riferimento ideale, nel discorso di fine anno di Napolitano, è quello al Papa. Le correnti filosofiche, politiche, ideali, che pure sono presenti nel vissuto di Napolitano, sono scomparse per far posto al messaggio di pace del Papa.

Leggi tutto...
 

Giustizia: l'anticorruzione solo a parole

PDF Stampa
Condividi

di Giovanni Bianconi

 

Corriere della Sera, 3 gennaio 2015

 

Spinta perduta nonostante gli appelli e i recenti scandali a più di vent'anni da Mani pulite la svolta annunciata è ancora ai primi passi. Ma la politica non può rinunciare a promuovere leggi per far emergere i traffici illeciti.

Leggi tutto...
 

Giustizia: così il governo cancella i reati per l'evasione e la frode fiscale

PDF Stampa
Condividi

di Carlo Di Foggia

 

Il Fatto Quotidiano, 3 gennaio 2015

 

Il Sottosegretario all'Economia Zanetti: "norma scritta male, sana anche le furberie più gravi". La guerra intestina al Tesoro ha partorito un pasticcio che aiuta grandi evasori fiscali. "Sì, per com'è scritta quella norma ha un impatto pesante, salva tutti i reati e non va bene", spiega il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti (Sc).

Leggi tutto...
 

Giustizia: dunque è normale dire che una bambina è mafiosa?

PDF Stampa
Condividi

di Piero Sansonetti

 

Il Garantista, 3 gennaio 2015

 

Francamente speravo di ricevere una secca smentita. Mi auguravo che qualcuno, stamattina, rispondesse indignato alle accuse, pesantissime, che ieri abbiamo lanciato dalla prima pagina del nostro giornale.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < 2941 2943 2945 2946 2947 2948 2949 2950 > Fine >>

 

 

 

 

01

 

 

 progetto_carcere_scuole

 

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it