Giovedì 23 Marzo 2017
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Il Garante Nazionale e la schizofrenia della politica giudiziaria di Orlando

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di Barbara Alessandrini

 

L'Opinione , 23 marzo 2017

 

È ricca di cifre eloquenti, oltre che un buon segnale per l'impegno alla tutela dei diritti, la relazione del primo anno di attività del Garante nazionale per i diritti delle persone detenute o private della libertà, guidato da Mauro Palma e di cui sono componenti Emilia Rossi e Daniela de Robert.

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A Pasqua marcia per la giustizia e il diritto

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di Valter Vecellio

 

L'Indro, 23 marzo 2017

 

"Pene che rispettino la dignità del detenuto". Come non essere, dunque, d'accordo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella? Il presidente ci ricorda che la Costituzione prescrive che la pena va commisurata "nel rispetto della dignità e dei diritti fondamentali dell'uomo"; che "deve favorire il reinserimento sociale di chi ha sbagliato"; e che "lo Stato ha il compito di offrire una occasione di recupero attraverso l'impegnativo percorso di rieducazione".

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Diritto e speranza: i 200 anni della Polizia penitenziaria

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di Valentina Stella

 

Il Dubbio, 23 marzo 2017

 

Oggi le celebrazioni per il bicentenario del "Corpo". Cerimonia alla Scuola di formazione del Dap con il ministro della giustizia orlando. Emessi una moneta e un francobollo celebrativi. Nel 1990 la smilitarizzazione. Oggi, presso la Scuola di formazione dell'Amministrazione Penitenziaria "Giovanni Falcone", si celebra il bicentenario del Corpo di Polizia penitenziaria, alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando, del capo del Dap Santi Consolo, e dell'ad del Poligrafico dello Stato Paolo Aielli. In occasione dell'evento è infatti stato emesso un francobollo celebrativo, che avrà un valore di 95 centesimi e una tiratura di 600 mila esemplari, ed è stata coniata una moneta in argento da 5 euro, su cui è inciso lo stemma della Polizia penitenziaria con la scritta "Despondere spem munus nostrum" ("Garantire la speranza è il nostro compito").

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Intervista a Rita Bernardini: "la lotta di Pannella per restituire dignità anche ai detenenti"

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di Valentina Stella

 

Il Dubbio, 23 marzo 2017

 

Nel dicembre 2015 Marco Pannella, al termine di una visita al carcere fiorentino di Sollicciano, rilasciò la consueta dichiarazione ai microfoni di Radio Radicale e disse "Guardie vittime come detenuti. Siamo stati accolti da coloro che più di noi sono individualmente vittime e parlo della polizia penitenziaria: siccome parliamo sempre dei detenuti, io parlo ora dei detenenti. Se infatti uno è detenuto c'è anche un detenente.

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La denuncia dei Sindacati: "sventiamo suicidi, ma troppi dei nostri si tolgono la vita"

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di Valentina Stella

 

Il Dubbio, 23 marzo 2017

 

Il bicentenario della fondazione del Corpo di Polizia penitenziaria rappresenta sicuramente un momento di orgoglio per le donne e gli uomini che ogni giorno vestono la divisa di tutori della sicurezza ma diviene anche l'occasione per porre in evidenza i problemi che riguardano il loro lavoro. Secondo Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo Polizia penitenziaria) "negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini del Corpo hanno sventato più di 21mila tentati suicidi nelle carceri del Paese, e impedito che quasi 168mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Queste cose non devono essere omesse ma anzi vanno valorizzate". Tuttavia per Capece questi episodi "vengono incomprensibilmente sottovalutati dall'Amministrazione Penitenziaria".

Massimiliano Prestini, coordinatore nazionale per la Cgil della Polizia penitenziaria, chiama in causa un'altra nota dolente: "Di strada ne abbiamo fatta molta in questi anni ma c'è un problema di risorse, dal punto di vista umano e finanziario: le carceri avrebbero bisogno di circa 40 milioni per essere ristrutturate, invece ne arrivano solo 4. Inoltre registriamo una crescita delle aggressioni nei confronti del personale a cui si aggiunge il triste fenomeno dei suicidi dei nostri agenti, a causa dello stress da lavoro".
Angelo Urso, segretario generale Uil Polizia penitenziaria, evidenzia "il paradosso per cui aumentano i detenuti e i posti detentivi ma diminuiscono gli agenti. La carenza di organico è devastante: il piano del 2001 prevedeva 45.000 unità, oggi lavorano meno di 38.000 agenti e le aggressioni nei loro confronti aumentano. Il datore di lavoro deve preoccuparsi di salvaguardare l'incolumità fisica dei lavoratori".
Intanto è arrivata ieri la sottoscrizione dell'accordo tra il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli e i rappresentanti di alcune organizzazioni sindacali per l'utilizzo del Fondo per l'efficienza dei servizi istituzionali (Fesi), che si applica per l'anno 2017 al personale della Polizia penitenziaria. La ripartizione delle risorse, circa 31 milioni per il Dap e 1 milione per la Giustizia minorile, si basa sui parametri del merito, della produttività istituzionale, della responsabilità, dei servizi e dei rischi.

 
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