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Magistratura. Legnini (Csm): "superare la spettacolarizzazione dei processi"

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La Repubblica, 24 agosto 2016

 

Il vicepresidente del Csm a margine del Meeting di Rimini. Sul rapporto con la politica: "Bisogna passare dalla delegittimazione alla legittimazione reciproca". Sul caso di Ragusa della bimba rapita: "Chiesta informativa al procuratore, la valuteremo". Dall'evitare la spettacolarizzazione dei processi al caso di Ragusa della bimba rapita, alla riforma del Csm. Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, a margine del suo intervento al Meeting di Rimini, ha toccato tutti i temi caldi che riguardano la giustizia.

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L'ex presidente Anm Cascini "da pm dico ai colleghi: o fai politica o fai il magistrato"

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di Giovanni M. Jacobazzi

 

Il Dubbio, 24 agosto 2016

 

"Dobbiamo avere il coraggio di dire che i magistrati che scelgono la politica non possono tornare a vestire la toga". É netto Giuseppe Cascini - ex presidente dell'Anm e pm romano che indaga su Mafia Capitale - e con Il Dubbio affronta i nodi e i conflitti che in questi anni hanno attraversato la magistratura. A cominciare da chi ha scelto di entrare nel palazzo della politica: "Si tratta di una scelta senza ritorno. Non è possibile, infatti, che alla scadenza del mandato tornino in magistratura", dice. Ed è netto anche sulla vicenda della giudice Carla Romana Ranieri, nominata capo di gabinetto dal sindaco di Roma Virginia Raggi: "Non penso che per svolgere il ruolo di capo di gabinetto di un comune serva la professionalità di un magistrato", dice.

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Da vittime della prostituzione a vittime della burocrazia

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di Federico Capurso

 

La Stampa, 24 agosto 2016

 

In 5 Regioni ritardi e cavilli bloccano i fondi per le associazioni delle donne sfruttate.
Da vittime del racket della prostituzione a vittime della burocrazia. In cinque regioni italiane, a partire dal primo settembre, centinaia di donne in fuga da una condizione di sfruttamento rischiano di trovare chiusa la porta delle associazioni che fino ad oggi le hanno aiutate. In Piemonte, Liguria, Sardegna, Basilicata e Sicilia, non sì potrà infatti attingere al fondo di circa 13 milioni di euro messo a disposizione con un bando del ministero per le Pari Opportunità.

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L'indiano, i genitori, il pm: cos'è successo veramente sulla spiaggia di Ragusa

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di Filippo Facci

 

Libero, 24 agosto 2016

 

La storia dell'indiano che rapisce la bambina va completamente azzerata: le polemiche e gli articoli che sono stati scritti compreso uno su Libero, a cura dello scrivente - erano basati su informazioni insufficienti per quanto fossero le uniche disponibili.

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Assoluzione ampia con vincoli

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di Alessandro Galimberti

 

Il Sole 24 Ore, 24 agosto 2016

 

Nei reati dichiarativi a dolo generico l'imputato non può impugnare la sentenza di proscioglimento per ottenere la formula più ampia ("il fatto non sussiste"), perché la "oggettività" della condotta è data dal semplice scostamento tra il dichiarato e l'accertato.
Lo ha stabilito la Terza penale della Cassazione (sentenza 35277/16, depositata ieri), annullando - ma solo per una patologia nel giudizio di merito - la decisione dell'appello di Salerno a margine di una vicenda di false fatture e relativa dichiarazione fraudolenta. Il tribunale di Nocera Inferiore, come giudice di prime cure, aveva mandato assolti i due imputati di violazione del decreto legislativo 74/2000 (articoli 2 e 8) ritenendo, appunto, che i fatti contestati non costituivano reato, e valutando perciò come assente il dolo specifico "di evasione". I due, tuttavia, non soddisfatti della formula di proscioglimento - che in sostanza riconosce l'esistenza dei fatti "materiali" contestati nell'imputazione - avevano impugnato il provvedimento chiedendo la formula più ampia, in considerazione del fatto che la assoluzione fin lì incassata lasciava del tutto aperti i versanti civilistici e amministrativi. L'Appello aveva però respinto la pretesa, rimarcando come inammissibile il ricorso per "mancanza di interesse".
La Terza penale della Cassazione, prima di annullare il verdetto di merito, ripercorre le tappe normative e giurisprudenziali dell'interesse a impugnare. Interesse che deve "essere concreto e attuale" (articolo 586 del codice di procedura) e cioè deve prospettare per l'impugnante una situazione pratica - e non solo teorica - "più vantaggiosa rispetto a quella esistente".
La conversione della formula da "assenza di dolo" a constatazione della "inesistenza del fatto reato", scrive la Terza, è senz'altro nel solco di questo insegnamento giurisprudenziale, e ancor prima nell'orientamento della Consulta. Proprio la Corte costituzionale aveva rimarcato che in taluni casi il pregiudizio di ordine morale derivante da una assoluzione "zoppa" può addirittura essere peggiore di quello provocato da una condanna e, in ogni caso, si riflette in senso negativo sui giudizi civili, amministrativi e anche disciplinari connessi al medesimo fatto (sentenza 85/2008). Fuori dall'ombrello dell'interesse a impugnare restano invece tutte le ipotesi, per esempio, di una pretesa teorica che miri alla sola esattezza giuridica della decisione, così come la correzione di un semplice errore materiale ininfluente.
Completato l'excursus tra i repertori, in sostanza ammettendo l'interesse ad agire degli impugnanti, l'estensore della Terza passa ad analizzare la patologia delle sentenze esaminate che ne giustifica l'annullamento con rinvio. Patologia che consiste nel fatto di aver ritenuto che i reati contestati - emissione di false fatture e dichiarazione fraudolenta - richiedano il dolo specifico di evasione mentre invece, chiosa il relatore, la sussistenza degli illeciti tributari "si fonda solo sul dato dello scostamento tra il dichiarato e l'accertato, senza che rilevino intenti fraudolenti di sorta". E nelle motivazioni della (erronea) assoluzione per mancanza di dolo, la stessa Corte d'appello aveva ribadito la materialità, cioè l'oggettività, dei fatti contestati, ovvero l'emissione di fatture false.

 
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