Martedì 25 Aprile 2017
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Anziani in cella. Il ladro di biciclette muore nel carcere più affollato d'Italia

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 25 aprile 2017

 

La memoria va al film di Vittorio De Sica, ma questa storia è, purtroppo, molto diversa da quella che ha avuto come protagonista un signore di 80 anni, morto domenica nel carcere romano di Regina Coeli. Nel film di De Sica il protagonista, derubato della sua bici, diventa per necessità ladro, ma viene subito beccato e si salva da un linciaggio grazie al pianto del figlio. Il detenuto morto a Regina Coeli era soprannominato il "ladro di biciclette", perché nel corso della sua vita ne aveva rubate migliaia. Ma sembra che non lo facesse per necessità: era affetto da cleptomania. Agiva soprattutto nel quartiere Prati e sembrerebbe che negli ultimi anni ne abbia rubate tantissime. Al punto da essere spesso detenuto a Regina Coeli. Malgrado il suo problema e la sua avanzata età, era recluso per scontare un residuo di pena di un anno. Sabato pomeriggio, mentre era nel reparto di medicina del carcere, accidentalmente è caduto, riportando delle gravi ferite. Trasportato in ospedale, le sue condizioni sono peggiorate e domenica mattina è morto.

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Spataro striglia l'Anm. "Toghe e politica oscurano i problemi veri"

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di Liana Milella

 

La Repubblica, 25 aprile 2017

 

Toghe in politica? "Una questione trita e ritrita". Dice così il procuratore di Torino Armando Spataro, alle spalle una carriera in cui non manca affatto l'impegno nel Csm e nell'Anm. Ma stavolta Spataro ce l'ha proprio con il sindacato dei giudici. Quello presieduto ora da Eugenio Albamonte, "che per giunta è di Area", la stessa corrente di Spataro.

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L'Anm "contro" la stabilizzazione dei giudici onorari

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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2017

 

Giudici onorari ai ferri corti con l'Anm. Quest'ultima, sabato nella riunione del comitato direttivo, ha approvato un parere, peraltro sollecitato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, che chiude le porte a qualsiasi ipotesi di stabilizzazione dei magistrati onorari ora in servizio. Adesso e in futuro, a legislazione vigente, naturalmente. Perché, si legge nel documento dell'Associazione nazionale magistrati, "è ostativo al reclutamento dei magistrati onorari in servizio l'assenza di un pubblico concorso, che è elemento qualificante della struttura dell'ordine giudiziario, a garanzia dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura togata, come disegnata dalla Costituzione (articoli 101, 104 e 106 Costituzione) e rigidamente interpretata dalla Corte costituzionale".

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Uffici giudiziari: al via mille assunzioni

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di Patrizia Maciocchi

 

Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2017

 

Ministero della Giustizia - Decreto 20 aprile 2017. Via libera del ministro della Giustizia Andrea Orlando all'assunzione di 1000 unità nel comparto amministrativo non dirigenziale per l'amministrazione giudiziaria. Il Guardasigilli ha firmato ieri il decreto che fissa criteri e priorità per il reclutamento previsto dalla legge di stabilità per il 2017. Le nuove assunzioni si aggiungono ad altre 1.000 già autorizzate e per le quali è stato avviato il concorso per 800 posti di assistenti giudiziari e alle assunzioni per scorrimento di graduatorie in corso di validità da altre amministrazioni per 200 posti: 115 assistenti giudiziari, 55 funzionari informatici e 30 funzionari contabili.

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Rischia la violenza privata chi parcheggia sul posto dei disabili

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di Domenico Carola

 

Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2017

 

Corte di Cassazione - Sezione V - Sentenza 7 aprile 2017 n. 17794. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 17794 del 7 aprile 2017 ha stabilito che lasciare l'auto in sosta su un parcheggio riservato ai disabili oltre che essere un gesto incivile e imperdonabile costituisce violazione di cui all'articolo 610 del codice penale "delitto di violenza privata".

Il fatto - L'imputato aveva parcheggiato la propria autovettura in uno spazio riservato dal Comune appositamente a persona diversamente abile, impedendole così di utilizzarlo fino alla rimozione del mezzo. La norma violata, solitamente, è l'articolo 158 del Codice della strada ("divieto di fermata e sosta dei veicoli"), in particolare il comma secondo, che fra i molti luoghi in cui è vietata "la sosta di un veicolo" elenca anche gli "spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all'art. 188". La Corte di appello di Palermo confermava la sentenza del locale Tribunale che aveva ritenuto l'imputato colpevole del delitto di cui all'articolo 610 del codice penale, per avere parcheggiato la propria autovettura in uno spazio riservato ad una utente affetta da gravi patologie, così impedendole di utilizzarlo fino alla rimozione della sua autovettura. Il compendio probatorio si fonda sulle dichiarazioni dell'utente che aveva riferito di non avere potuto parcheggiare la propria autovettura nello spazio appositamente riservatole dal Comune perché occupata da un'altra vettura. Avverso la sentenza della Corte Territoriale veniva proposto ricorso per cassazione.
La decisione della Corte - Gli Ermellini giudicano il ricorso infondato e lo rigettano. Dopo aver ricordato che l'articolo 158 del codice della strada, punisce con sanzione amministrativa, chi parcheggi il proprio veicolo negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli di persone invalide, ritengono che se quello spazio è riservato espressamente ad una determinata persona, per ragioni attinenti allo stato di salute, alla violazione del codice stradale si aggiunge l'impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo. Sussiste pertanto l'elemento oggettivo del delitto di "violenza privata", di cui all'articolo 610 del codice penale. Fondamentale, per la Corte, anche l'elemento soggettivo, la consapevolezza dell'imputato, che pur avendo visto la segnaletica verticale e orizzontale che indicava come il posto fosse riservato a un singolo utente disabile, ha lasciato la sua auto in sosta per diverse ore. Continuano i giudici che quando lo spazio è espressamente riservato ad una determinata persona, per ragioni attinenti al suo stato di salute (come non si contesta essere avvenuto nel presente caso specifico), alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale, secondo comma dell'articolo 158, si aggiunge l'impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo.

 
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