Mercoledì 21 Febbraio 2018
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Una veglia civile per la riforma del carcere

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di Stefano Anastasia e Franco Corleone

 

Il Manifesto, 21 febbraio 2018

 

Siamo di fronte a un'occasione che non va perduta per rispondere alle condanne europee per trattamenti inumani e degradanti. Domani la parola al Consiglio dei ministri. Il 20 dicembre scorso, proprio in questa rubrica, eravamo stati facili profeti nell'immaginare che il torbido periodo della campagna elettorale avrebbe alimentato un fuoco di fila contro la riforma dell'ordinamento penitenziario.

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Carcere, la riforma non è per i boss

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di Piergiorgio Morosini*

 

Il Fatto Quotidiano, 21 febbraio 2018

 

Vent'anni a Palermo. Come tanti giudici penali in quella terra, ho visto da vicino delinquenti di ogni risma. Non solo ladruncoli da supermercato e piccoli spacciatori, figli del disagio sociale. Anche stupratori, corrotti, narcotrafficanti, rapinatori. E naturalmente boss mafiosi. Seminatori di sofferenza nelle vittime e di paure nei cittadini onesti.

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Riforma delle carceri. Appello per il rispetto della Costituzione e dei diritti umani fondamentali

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Il Tempo, 21 febbraio 2018

 

Il Partito Radicale invita il Governo a respingere le condizioni poste dalla Commissione giustizia del Senato che, in difformità rispetto la legge delega, mantengono la situazione attuale dell'ostatività ai benefici e alle misure alternative per varie categorie di reati, come sostiene Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti.

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Riforma del carcere: anche i Garanti dei detenuti in sciopero della fame

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 21 febbraio 2018

 

Il garante regionale della regione Piemonte Bruno Mellano e vicecoordinatore del Coordinamento nazionale dei Garanti regionali e territoriali delle persone detenute racconta al Dubbio l'iniziativa a favore della approvazione della riforma dell'ordinamento penitenziario "che si affianca a quella dell'esponente del Partito Radicale Rita Bernardini, in sciopero della fame dal 22 gennaio".

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La Giunta Ucpi e l'Osservatorio Carcere sulla riforma dell'Ordinamento penitenziario

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camerepenali.it, 21 febbraio 2018

 

L'Unione delle Camere Penali Italiane, ribadisce il proprio sostegno alla civile protesta di Rita Bernardini e dei detenuti affinché' venga approvato il decreto sulla riforma dell'ordinamento penitenziario. Un'attesa che dura da gennaio 2013, quando la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha invitato il nostro Paese a provvedere urgentemente a misure strutturali che potessero modificare il sistema penitenziario italiano, che non garantisce il rispetto dei principi posti a base delle Convenzioni Internazionali.

Da cinque anni i detenuti attendono che lo Stato che li punisce, per aver violato la Legge, non continui a violare i Trattati sottoscritti per il rispetto dei diritti civili. Da circa tre anni il Ministero della Giustizia, con gli Stati Generali e le Commissioni, sta lavorando alla Riforma dell'Ordinamento Penitenziario a cui fa riferimento anche la Legge Delega approvata nel giugno 2017.

Alcune delle condizioni poste dalla commissione giustizia del Senato destano stupore e risultano del tutto incoerenti. Chiedere di non inserire nel decreto l'eliminazione di automatismi e preclusioni e di non lasciare al Giudice tale scelta, è in aperta contraddizione con i principi che hanno ispirato lo stesso Senato ad approvare la legge delega.

Il Consiglio dei Ministri del 22 febbraio, in cui dovrebbe essere discusso il decreto, non dovrà tenere conto di tali osservazioni che di fatto snaturano i principi ispiratori della Riforma. L'entrata in vigore del decreto rappresenta il traguardo di un lunghissimo iter legislativo, ma soprattutto la speranza da parte dei detenuti che la lunga attesa finisca. Dopo l'approvazione, infatti, le norme dovranno essere applicate. Parti fondamentali di quanto elaborato dalle Commissioni Ministeriali sono state escluse dallo schema di decreto in attesa di approvazione, come le norme sul lavoro e l'affettività, ma la sua entrata in vigore potrà comunque costituire un momento storico per l'esecuzione penale ed il banco di prova per ulteriori passi avanti verso un Ordinamento Penitenziario conforme ai principi costituzionali.

L'Ucpi rappresenta la sua preoccupazione per le dichiarazioni allarmistiche rilasciate in merito allo schema di decreto, descritto come un insieme di norme "salva ladri" o "a favore dei mafiosi", in quanto ciò non solo non corrisponde al vero, ma quanto previsto va proprio nella direzione opposta, garantendo maggiore sicurezza ai cittadini. Confida, pertanto, che il Consiglio dei Ministri, rispettando le Convenzioni Internazionali, le indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e la stessa volontà del Parlamento, approvi il decreto per la Riforma dell'Ordinamento Penitenziario, dando finalmente ai detenuti una prima concreta risposta alla loro richiesta di legalità.

 

La Giunta e l'Osservatorio Carcere Ucpi

 
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