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Viterbo: ex brigatista stroncato in cella da un infarto, condannati due medici

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tusciaweb.eu, 14 marzo 2019

 

Vittima Luigi Fallico, trovato morto il 23 maggio 2011. Sei mesi e quattro mesi per omicidio colposo agli imputati, che con la Asl dovranno risarcire i familiari. La vittima è Luigi Fallico, 59 anni, esponente negli anni 80 dell'Unione comunisti combattenti e ritenuto fondatore delle Nuove Brigate Rosse.

Conosciuto coi nomi di battaglia "Gatto" e "Gigi il corniciaio", fu trovato privo di vita dalla penitenziaria il 23 maggio 2011 nel reparto dei detenuti politici. Sarebbe morto 3-4 ore prima, nel sonno. Coricandosi, aveva detto ai compagni di sentirsi la febbre e aveva chiamato l'infermiere. Alla sbarra due professionisti, i dottori in servizio presso il penitenziario di Viterbo che hanno visitato Fallico il 18 e il 19 maggio, alla vigilia della sua morte per infarto.

Fallico, corniciaio di Roma e per questo conosciuto anche come "Gigi il corniciaio", era stato arrestato nel 2009 per terrorismo e banda armata nell'ambito dell'inchiesta sul presunto attentato progettato alla Maddalena, dove si sarebbe dovuto tenere il G8 spostato all'Aquila. Nel carcere di Viterbo si trovava in detenzione preventiva. Quando è stato stroncato da un infarto, da alcuni giorni accusava forti dolori al torace e pressione sanguigna anomala.

Assieme alla Asl, i due medici dovranno inoltre risarcire in sede civile le parti civili, tra familiari tra cui due sorelle Carmela e Francesca assistiti dall'avvocato Caterina Calia, cui nel frattempo i due medici, sempre in solido con la Asl di Viterbo, responsabile civile, sono stati condannati in sede penale a versare provvisionali di diecimila euro ciascuno. L'ex Br aveva 59 anni quando è deceduto nel sonno.

Fallico, giunto in infermeria il 18 maggio di otto anni fa con 110 di minima e 190 di massima, sarebbe stato rimandato in cella con un diuretico e una tachipirina, fissando al 25 maggio una visita cardiologica, senza nemmeno un elettrocardiogramma. Il giorno dopo, il 19 maggio, ci fu per lui un altro evento potenzialmente stressante, il trasferimento a Roma per il maxiprocesso in corte d'assise. Con altri sette presunti eredi delle vecchie br, era accusato di associazione sovversiva con finalità di terrorismo e banda armata. Fallico era ritenuto dall'accusa il leader del gruppo.

 

 

 

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