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Violenza sessuale: se la vittima è una prostituta non scatta di per sé la minore gravità

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di Andrea Alberto Moramarco

 

Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2017

 

Tribunale di Bari - Sezione I penale - Sentenza 7 ottobre 2016 n. 3919. Le persone dedite al meretricio non possono ritenersi nella libera disponibilità di chiunque, spettando alla loro esclusiva volontà, e non a quella altrui, la scelta se prostituirsi o meno. E nella valutazione globale della condotta integrante il reato di violenza sessuale commessa ai danni di una prostituta, al fine della configurabilità della circostanza attenuante speciale della minore gravità, non può attribuirsi alcun rilievo al fatto che la persona offesa eserciti l'attività di prostituzione. A ricordare tali principi è il Tribunale di Bari con la sentenza 3919/2016.
Il caso - La vicenda trae origine da un episodio di violenza sessuale perpetrato ai danni di una ragazza nigeriana dedita all'esercizio della prostituzione, la quale per due anni aveva intrattenuto una relazione con un uomo sposato. Quest'ultimo, in seguito ad un acceso litigio, aveva costretto la donna ad entrare nella sua abitazione e, dopo averla picchiata e ridotta ad immobilità, aveva con la stessa un rapporto sessuale completo contro la sua volontà.
Dopo la denuncia e le indagini, l'uomo veniva tratto a giudizio per rispondere di diversi reati, tra cui quello di violenza sessuale. In sede processuale, però, la difesa sosteneva la non configurabilità del reato previsto dall'articolo 609-bis del codice penale o, quantomeno, il riconoscimento della circostanza attenuante speciale della minore gravità, prevista dal comma 3 della stessa disposizione codicistica, in quanto la donna era una prostituta.
La decisione - Il Tribunale condanna l'uomo per il reato di violenza sessuale e nelle motivazioni sottolinea, in particolare, l'irrilevanza dell'attività di meretricio della persona offesa al fine della configurabilità dell'attenuante della minore gravità. I giudici, in primo luogo, ricordano che "le persone dedite al meretricio non possono ritenersi nella libera disponibilità di chiunque, valendo per tutti il principio dell'autodeterminazione, ed anche per le prostitute, spettando alla loro esclusiva volontà quella di vendere il proprio corpo, e non alle altrui decisioni". Ciò posto, il Collegio condivide l'orientamento giurisprudenziale maggioritario sull'ipotesi di minore gravità del fatto nel reato di violenza sessuale, ai sensi del quale per la configurabilità dell'attenuante "è irrilevante la condotta di vita della persona offesa, in quanto il bene della libertà sessuale, afferendo alla sfera personale più intima dell'individuo ed al nucleo intangibile dei sui diritti personalissimi, ha il medesimo valore sia che appartenga a persona che intenda farne un uso misurato, sia che sia riferito a persona che ne disponga con leggerezza ed anche in maniera prezzolata". In sostanza, afferma il Tribunale, la configurabilità della circostanza attenuante speciale prevista dall'articolo 609 bis comma 3, c.p. presuppone una valutazione globale del fatto, quali mezzi, modalità esecutive, condizioni fisiche e mentali della vittima, così da potere ritenere che la libertà sessuale della persona offesa sia stata compressa in maniera non grave, a nulla rilevando la condotta di vita della vittima.

 

 

 

 

 

 

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