Sabato 20 Aprile 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Violenza di genere: stop alle morti annunciate

PDF Stampa
Condividi

di Fiorenza Sarzanini

 

Corriere della Sera, 13 aprile 2019

 

Dietro all'omicidio di una donna da parte di mariti o ex c'è quasi sempre una storia di minacce e botte. A volte già denunciate. Ma le risorse a disposizione sono poche e lo Stato è impotente. Ormai capita spesso che le indagini sugli omicidi di donne si chiudano in poche ore.

Anche quando il marito o il fidanzato non si suicida, basta poco tempo per individuare il colpevole, per scoprire che lei è stata uccisa per vendetta, perché lui covava rabbia per essere stato lasciato o una gelosia morbosa.

E capita ancor più spesso che appena poche ore dopo la tragedia, parlamentari e ministri promettano "interventi adeguati" a proteggere chi viene minacciata fisicamente ma anche psicologicamente, chi rischia la vita ogni giorno soltanto per aver deciso di lasciare un uomo che non amava o con il quale non voleva comunque più condividere la vita.

Vere e proprie vessazioni che nella maggior parte dei casi potrebbero essere evitate se esistesse un sistema di protezione reale. Accade raramente che una donna venga uccisa all'improvviso. In genere il delitto è l'epilogo di soprusi che vanno avanti per mesi, addirittura per anni, senza che la vittima trovi la forza di denunciare per paura di subire conseguenze peggiori. Proprio su questo bisogna lavorare e impegnarsi.

Perché è indispensabile individuare misure di prevenzione davvero efficaci, varare provvedimenti che facilitino il percorso di chi vuole ribellarsi al proprio aguzzino, anziché renderlo complicato. Gabriella Carnieri Moscatelli guida il Telefono rosa da oltre trent'anni ed è una delle massime esperte nell'affrontare queste situazioni.

Soprattutto è una donna pratica, concreta. La sua associazione conta su volontarie specializzate nell'affrontare gli aspetti legali e quelli psicologici che riguardano le donne e i loro figli, ma anche pronte ad assistere chi è in pericolo offrendo appoggio e assistenza, e un rifugio sicuro dove potersi trasferire. Quando sollecita il governo "a mettere a disposizione di questo settore risorse adeguate" si riferisce al minimo indispensabile per poter andare avanti.

Ma poi dice qualcosa di più: "Chiediamo di riflettere seriamente e di ascoltare chi ogni giorno si trova in prima linea. Non servono proclami e annunci, o ancora peggio proposte di legge o disegni di legge devastanti e anacronistici". Riflettere e ascoltare. Ecco, questo sarebbe indispensabile prima di agire.

 

 

 

 

06

 

06


06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it