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Verona: dopo incendi in carcere, il Sindaco Tosi scrive al ministro della giustizia Orlando

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di Angiola Petronio

 

Corriere Veneto, 17 ottobre 2015

 

Provvedimenti rapidi ed esemplari, adeguati alla gravita del fatto. È quanto ha chiesto il sindaco Tosi nella lettera inviata al ministro della Giustizia Orlando in riferimento per gli incendi appiccati nel carcere di Montorio da alcuni detenuti. I sindacati della polizia penitenziaria rilanciano lo stato di agitazione. Lunedì andranno dal prefetto.

Per loro la sezione è quella in cui avevano appiccato le fiamme. La seconda, quella dei detenuti sottoposti a sanzioni disciplinari. Sono tornati lì, in attesa del processo per incendio Jil Jesus Maria Paredes e Janku Bahic, i due carcerati che mercoledì hanno dato fuoco a materassi, sedie, scrivanie e armadietti di due celle. Se ne sono stati buoni, ieri, i due "incendiari". Come è stato il detenuto che ha fatto la stessa cosa lunedì. Ma per il carcere di Montorio la "tranquillità" è un concetto alquanto lontano. E non solo per gli accadimenti degli ultimi giorni.

Dopo l'intervento del deputato del Pd Vincenzo D'Arienzo, dopo l'interrogazione della senatrice Cinzia Bonfrisco, dopo - soprattutto - sopralluogo del dirigente della direzione "detenuti e trattamento" Roberto Piscitello, ieri è stata la volta del sindaco Tosi. Ha vergato una lettera indirizzata al ministro della Giustizia Andrea Orlando. "Sono episodi di una gravita assoluta - ha scritto il primo cittadino - che non possono trovare alcuna giustificazione e hanno messo m pericolo la vita degli agenti della polizia Penitenziaria e degli altri detenuti. Per questo e per evitare che altri siano tentati di reiterare tentativi di incendio all'interno della struttura è quanto mai necessario che la giustizia prenda provvedimenti esemplari ed adeguati alla gravita del fatto nei confronti dei due detenuti individuati come responsabili degli incendi". In sostanza Tosi chiede quanto già paventato dalla visita di Piscitello e caldeggiato da D'Arienzo. Lo spostamento di quei detenuti "facinorosi" in carceri di massima sicurezza. Intanto rimane caldo anche il fronte della protesta sindacale da parte degli agenti della polizia penitenziaria che da tempo sono schierati su un fronte opposto rispetto alla direzione del carcere. Cgil, Cisl e gli autonomi di Osapp, Sappe e Uspp lunedì pomeriggio alle 18 incontreranno il prefetto Salvatore Muías. Intanto hanno ripreso quella sorta di "sciopero bianco" che stanno portando avanti da due anni. Non si possono, per legge, astenere dal lavoro gli agenti della penitenziaria.

Ma le forme di protesta non mancheranno. Hanno ripristinato quello stato d'agitazione e ñ continueranno a chiedere incontri con le istituzioni, torneranno le bandiere fuori dal carcere. Si asterranno dal consumare i pranzi nella mensa, portandosi il cibo da casa. Ma non escludono neanche azioni più eclatanti, come dei presidi davanti al carcere. Chiedono, i sindacati, che a Montorio il ministro della Giustizia mandi un'ispezione. Cosa difficile, visto che era accaduto un anno fa. Speravano che Piscitello ascoltasse anche loro, ma ha parlato solo con i detenuti. E il malessere nel carcere di Verona trabocca. Tra le celle, ma anche tra il personale di sorveglianza.

 

 

 

 

 

 

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