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Verbania: l'allarme dal carcere "mancano educatori da oltre un anno"

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di Beatrice Archesso

 

La Stampa, 5 gennaio 2019

 

La Garante dei detenuti Silvia Magistrini spiega: "Difficile operare senza queste figure". "Senza un educatore il carcere di Verbania è bloccato". Parola della garante dei detenuti Silvia Magistrini. È dal settembre 2017 che manca la figura dell'educatore nella casa circondariale di Pallanza. Un'assenza che blocca azioni per le quali è indispensabile il professionista.

Il disagio è vissuto in primo luogo dai detenuti, che qualche settimana fa non volevano rientrare in cella dopo l'ora d'aria e hanno raccolto firme affinché venga riconosciuto il loro diritto. "Il ruolo dell'educatore è fondamentale - spiega Magistrini.

Il detenuto infatti è sottoposto a misure di sicurezza con la polizia penitenziaria e a trattamenti che fanno capo alla direzione del carcere che si affida a educatori e psicologi. Senza queste figure non si è in condizioni di operare al meglio".

Lo stallo dura da oltre un anno in un carcere che ha 64 detenuti, una decina più della capienza ideale. La direttrice da ottobre è Antonella Giordano, mentre il magistrato di sorveglianza è Monica Cali, che all'occorrenza sale da Novara. Il carcere è diviso in tre circuiti: reati comuni (cui sono stati uniti gli stalker, prima separati), ex forze dell'ordine e omosessuali. La dinamica è di "celle aperte", con due volte i giri di controllo durante i quali i detenuti devono rientrare nelle stanze. Per i pasti non c'è mensa ma la distribuzione tra le celle. Quattro le ore d'aria: 9-11 e 13-15.

"Ci sono due cortili per le ore d'aria ai quali accedono i detenuti in un'alternanza dei circuiti - spiega Magistrini. Manca invece uno spazio sportivo, che sarebbe stimolante. C'è un progetto per il recupero del terzo cortile da trasformare in campo da calcetto: la Cassa ammende pare averlo accettato, che sarebbe un toccasana perché il carcere è claustrofobico".

Il vero nodo comunque è sul personale e si ripercuote sui detenuti (permessi, colloqui, pratiche). "Sono sotto organico anche gli agenti di polizia penitenziaria, che tuttavia svolgono un lavoro eccellente - dice Magistrini. Non c'è un ragioniere nell'ufficio corrispondente, né lo psicologo, che viene a Verbania una volta al mese e segue solo i condannati in via definitiva. All'ingresso in carcere, ad esempio, lo psicologo sarebbe essenziale considerato che ci sono uomini alla prima detenzione che dovrebbero essere seguiti".

 

 

 

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