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Velletri (Rm): Papa Francesco giovedì in visita al carcere

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agensir.it, 16 aprile 2019

 

La direttrice: "ci incoraggia a fare di tutto perché i detenuti possano riabilitarsi". "A noi dà quello spirito necessario perché possiamo portare avanti il nostro lavoro come prevede la nostra Costituzione e fare di tutto affinché i detenuti possano riabilitarsi e restituirli alla società".

Lo ha detto Maria Donata Iannantuono, direttrice della casa circondariale di Velletri, in un'intervista rilasciata alla trasmissione di Radio Vaticana "I Cellanti", parlando della visita di Papa Francesco nel carcere in cui giovedì prossimo il pontefice celebrerà la Messa in Coena Domini. "Tutti gli ospiti della casa circondariale non vedono l'ora di conoscere il Santo Padre - ha aggiunto. Tutti si stanno dando da fare per abbellire il luogo in cui incontreranno il Papa. Ognuno fa il suo senza chiedere nulla. E c'è la ressa per chi dovrà essere presente alla cerimonia. Perché chiaramente i detenuti sono tanti e noi ospiteremo più della metà. Ma non potremo raggiungere tutti". La direttrice della casa circondariale ha rivelato che "la cerimonia si svolgerà nel teatro dell'istituto", perché "è il luogo dove possiamo ospitare più detenuti". "Noi ci aspettiamo che il Papa ci incoraggi ad andare avanti. Sono sicura che già ci sta sostenendo. Però, vedercelo dire ci darà grande forza".

 

Mons. Apicella (vescovo), "gesto di sostegno verso una realtà spesso demonizzata"

 

"Ci stiamo preparando all'incontro con Papa Francesco, cercando di rendere il più accogliente possibile un ambiente che di solito non è abituato a situazioni del genere e anche animando la vita carceraria. Vogliamo evitare che sia semplicemente un fatto mediatico o cerimoniale ed emotivo ma sia quello che nelle intenzioni del Santo Padre vuole essere".

Lo ha detto mons. Vincenzo Apicella, vescovo di Velletri-Segni, in un'intervista rilasciata alla trasmissione di Radio Vaticana "I Cellanti", parlando della visita di Papa Francesco nella Casa circondariale in cui giovedì prossimo il pontefice celebrerà la Messa in Coena Domini. Soffermandosi sulla realtà di Velletri dal punto di vista carcerario, il presule ha spiegato che "è una delle più grosse case circondariali". "Fino all'anno scorso ospitava 300 detenuti, recentemente questo numero è stato raddoppiato. Sono Chiesa anche loro".

Approfondendo, invece, il significato della visita del Papa, mons. Apicella lo ha considerato "un gesto di vicinanza, di partecipazione e di sostegno della Chiesa verso una realtà che oggi ha bisogno di un'attenzione tutta particolare e che spesso invece è non dimenticata, ma demonizzata in qualche modo". "Frequentare il carcere - ha aggiunto il presule - vuol dire scoprire che dietro quelle mura ci stanno delle persone che possono aver sbagliato, ma che hanno bisogno di qualcuno che li ascolti, che condivida una situazione di sofferenza pesante".

 

Don Diamante (cappellano), "molti detenuti si stanno preparando con confessioni, vorrebbero salutarlo"

 

"Sarà una grande festa e la festa in questo luogo è straniera. Non è una cosa banale che il Papa venga a portare questo clima di festa. Sicuramente per ogni carcerato sarà un'emozione. Credenti o non credenti, la visita del Papa in tutti porta questa gioia". Lo ha detto il cappellano della Casa circondariale di Velletri, don Franco Diamante, in un'intervista rilasciata alla trasmissione di Radio Vaticana "I Cellanti", parlando della visita di Papa Francesco nel carcere in cui giovedì prossimo il pontefice celebrerà la Messa in Coena Domini. Il sacerdote ha raccontato inoltre come si stanno preparando i detenuti, in questi giorni, spiegando che "c'è un gruppo che sta lavorando dalla mattina alla sera con entusiasmo".

"Molti di loro si stanno preparando spiritualmente con piccoli ritiri e confessioni individuali. C'è la richiesta da parte di tutti di essere presenti alla messa o di rivolgere un saluto al Papa. C'è molta emozione". A proposito del messaggio del Papa atteso dai detenuti, don Diamante ha riferito che "i carcerati vorrebbero tutti trascorrere tre minuti con il Papa e aprire il loro cuore perché sanno che Francesco li ascolta e vuole loro bene".

"Il desiderio sarebbe questo. Anche stringergli la mano o gridare 'Papa Francesco' lascerà nel cuore di queste persone la certezza che qualcuno gli vuole bene. In carcere si soffre spesso la sindrome di abbandono. Che il vicario di Cristo, invitato in tutto il mondo, venga proprio qui lascerà in queste persone un sentimento di sentirsi molto amante". Conversione, cambiamenti sono cose di cui parlare in altri momenti - ha concluso il cappellano -. Adesso lasciamo che la visita del Papa ci colmi di gioia".

 

 

 

 

 

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