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Velletri (Rm): in carcere assistenza sanitaria inadeguata, protesta di un recluso di 70 anni

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 6 novembre 2016

 

Prima ha iniziato a protestare verbalmente, poi ha afferrato una lametta e si è praticato dei tagli alle braccia e alla pancia, dopodiché si è puntato la lametta alla gola e ha minacciato di squarciarsela se non gli fosse stato consentito di parlare con la direttrice. Il protagonista della vicenda è un detenuto di 70 anni ristretto nel carcere di Velletri per protestare, a suo dire, contro le mancate cure. A seguito del suo gesto, altri detenuti hanno inscenato una protesta per solidarizzare con lui. Hanno staccato le telecamere di sicurezza poste nei corridoi e frantumato alcune delle vetrate nelle celle e altre che danno su alcuni corridoi interni alla struttura.
E mentre la colonna sonora dei detenuti che battevano gli oggetti contro le sbarre continuava, gli agenti hanno capito che la situazione poteva volgere facilmente al peggio. I poliziotti penitenziari insieme alla direttrice dell'istituto hanno cercato di ragionare con i detenuti. Il primo a cui gli agenti si sono rivolti è stato l'anziano detenuto. Una volta tranquillizzato, sono riusciti a riportare tutti gli altri alla calma, convincendoli a rientrare nelle loro celle. Due ore dopo l'inizio della protesta i detenuti sono così rientrati volontariamente nelle loro celle e l'uomo di 70 anni è stato condotto al pronto soccorso dell'ospedale di Velletri.
Carmine Olanda, il segretario regionale della Ugl polizia penitenziaria, nel commentare quanto accaduto ha sottolineato la gravità della situazione in cui versano i penitenziari italiani: "In tutto il Paese siamo sotto organico. Servono sei mila nuove assunzioni per coprire la carenza di personale. La situazione di Velletri, inoltre, con la nuova ala inaugurata ma con lo stesso numero di agenti, è ormai critica". La protesta di sabato - secondo la Ugl polizia penitenziaria - ha portato alla luce anche un altro problema all'interno del carcere di Velletri: la mancanza di un numero adeguato di personale sanitario. L'anziano detenuto, infatti, non è il solo a dover ricevere un'assistenza sanitaria adeguata.

 

 

 

 

 

 

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