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Un nuovo tool informatico per favorire l'emersione di HCV nei pazienti detenuti

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sanitapenitenziaria.org, 6 dicembre 2017

 

Nelle oltre 100.000 persone detenute annualmente nei 190 Istituti del Sistema Penitenziario Italiano, le Malattie Infettive ad evoluzione cronica con le loro relative forme cliniche, appaiono largamente rappresentate. In particolare, le infezioni da virus a trasmissione ematica e sessuale (Blood Borne Viruses - BBV), quali HIV, HBV e HCV presentano una elevata concentrazione in questo ambito e, fra queste, l'epatite cronica HCV-relata appare interessare dal 20 al 30% dei presenti.

Una sottostima nella diagnosi di tali patologie in questo setting è ampiamente riportata dalla Letteratura scientifica internazionale. Inoltre, le infezioni croniche da virus BBV presentano generalmente una lunga fase clinicamente asintomatica, durante la quale il paziente può non rendersi conto di esserne portatore, ma può trasmettere la malattia ad altri con le stesse probabilità di una persona che presenta sintomi conclamati. Ne consegue che un'importante aliquota delle persone detenute portatrici di un'infezione cronica, risulta inconsapevole della propria condizione, con probabilità di trasmissione della stessa stimate tra le 5 e le 6 volte superiori rispetto ai pazienti consapevoli ed in terapia.

Un ritardo nella diagnosi di una malattia infettiva cronica in carcere è spesso riconosciuto come concausa della sottostima, anche in relazione ai talvolta brevi tempi di detenzione di molte persone solo occasionalmente detenute. È sicuramente raro che i medici in turno di servizio presso un istituto penitenziario italiano, cioè coloro che abitualmente eseguono la visita d'ingresso di un nuovo giunto in carcere sia dalla libertà che da altro istituto, siano specialisti in Malattie Infettive. Questa evidenza sottintende come il medico che esegue la prima visita al momento dell'ingresso di una persona in carcere, possa spesso non possedere una preparazione specifica per stabilire un percorso diagnostico corretto e rapido di malattia infettiva.

Nella realtà quotidiana, è sicuramente frequente che solo una ridotta aliquota di pazienti con sospetto clinico di malattia infettiva arrivi all'osservazione dello specialista Infettivologo e spesso dopo diverse settimane dall'ingresso e senza esami ematochimici e/o strumentali disponibili in cartella.

Per favorire l'emersione dei tanti casi di infezione inconsapevole, segnatamente da HCV, presenti nelle persone detenute, Simspe-onlus con il contributo non condizionato di Gilead Sciences Italia, annuncia la creazione e lo sviluppo di uno strumento informatico che possa orientare sia i Medici Penitenziari non specialisti in infettivologia, come anche gli Infermieri Professionali operanti in tale ambito. Lo strumento con acronimo ADRHIP - Assisted Diagnostic Routes for HCV Inmates Patients, prevederà:

percorsi di aggiornamento specifici sulle infezioni croniche maggiormente rilevate tra le persone detenute dagli studi clinici internazionali e dalle maggiori organizzazioni sanitarie internazionali, quali O.M.S e European C.D.C.; una flow-chart in grado di guidare in percorsi diagnostici semplici, corretti e sequenziali coloro che effettuano la prima visita d'ingresso in carcere, finalizzati ad ottenere una documentazione completa per ogni persona ristretta, che possa escludere tali patologie ovvero, in caso di positività risulti propedeutica alla visita specialistica infettivologica, ottenendo in tal modo almeno due vantaggi: 1) implementazione degli esami di screening ed impostazione degli esami di secondo livello nei pazienti risultati positivi; 2) riduzione dei tempi per il raggiungimento della diagnosi di certezza, della stadiazione clinica della malattia e dell'acceso alle terapie; un database per la raccolta omogenea fra tutti gli utilizzatori dello strumento, dei dati clinici e laboratoristici dei pazienti valutati, eventualmente disponibili per gli organismi locali e nazionali di Tutela della Salute in carcere. Non appena terminati i test attualmente in corso sullo strumento informatico atti a verificarne la funzionalità, Adrhip sarà gratuitamente disponibile per tutte le aree sanitarie penitenziarie che ne faranno richiesta.

 

 

 

 

 

 

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