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Un manifesto contro le parole ostili in politica: presentata l'iniziativa #cambiostile

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di Silvia Morosi

 

Corriere della Sera, 10 marzo 2019

 

Usare un linguaggio non violento in rete, nella vita reale e anche in politica. Venerdì 8 marzo Parole O-Stili ha lanciato alla Camera dei Deputati l'appello #cambiostile per un confronto elettorale basato sulla forza delle idee e non sulla violenza degli insulti e l'inganno delle notizie false, proprio in vista delle prossime elezioni europee e comunali. Sono già 220 i politici appartenenti a tutti gli schieramenti che hanno firmato il Manifesto. "C'è però ancora tanta strada da fare", afferma Rosy Russo, presidente dell'associazione.

E la possiamo percorrere "solo con l'appoggio dei rappresentanti delle istituzioni che ogni giorno lavorano per difendere gli interessi di tutti noi. La loro voce, infatti deve essere di esempio soprattutto in questa delicata fase politica che invita gli italiani a una scelta importante", continua. In questa occasione sono stati anche presentati i dati della ricerca "Flame Wars e comunicazione" curata da Ipsos per Istituto Toniolo e Parole O_Stili. Il 73% degli intervistati afferma che la violenza verbale pubblica ha conseguenze sulla vita reale delle persone prese di mira e nel 72% dei casi la ritiene una forma verbale molto grave di aggressione dell'altro. Il 70%, poi, è d'accordo nel considerare l'hate speech come un riflesso delle tensioni presenti nella nostra società e il 74% la ritiene come una forma molto grave di aggressione.

Ad essere più preoccupate sulle conseguenze che hanno nella vita reale le "parole ostili" sono le donne (70% delle donne vs 63% degli uomini), mentre i giovani (fascia 18/34) associano maggiormente l'hate speech virtuale alla vita reale (68% rispetto al 61% del resto della popolazione). Il 62% dei giovani si è imbattuto in messaggi d'odio, ma il 79% sostiene di non averne mai inviati, anche se poi dichiarano che sono i più propensi a farsi prendere la mano dal clima acceso della discussione (43%, rispetto al 33% del totale popolazione italiana). L'84% dei giovani dichiara di ponderare con attenzione la frase prima della pubblicazione per evitare di offendere qualcuno, molti di più rispetto alla popolazione italiana che lo fa nel 73% dei casi.

 

 

 

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