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Torino: "Abbona un detenuto", la proposta del settimanale diocesano

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di Marina Lomunno

 

Avvenire, 16 marzo 2019

 

Attivati dai lettori di "La Voce e il Tempo" per il penitenziario del capoluogo piemontese. "Abbona un detenuto" è la proposta che ha lanciato "La Voce e il Tempo', il settimanale dell'arcidiocesi di Torino, dopo che un lettore, rinnovando il suo abbonamento lo scorso gennaio, ne aveva regalato uno annuale da spedire ad un recluso nel penitenziario cittadino.

In poco più di un mese di un mese sono arrivati in redazione altri 20 abbonamenti da donare ai detenuti: tra i sottoscrittori ci sono volontari carcerari, un abbonato anziano che fatica a leggere e ha "girato" il suo abbonamento ai detenuti, tre famiglie che si trovano periodicamente a riflettere sulla Parola di Dio e si tassano per una necessità particolare, altri lettori e lettrici che, grazie all'attenzione che "La Voce e il Tempo" dedica ai temi del carcere, hanno deciso di far sentire ai detenuti e a quanti operano in carcere la vicinanza della comunità diocesana.

"Ogni 15 giorni, a partire dallo scorso 26 giugno, festa liturgica di san Giuseppe Cafasso, il santo torinese patrono dei carcerati, il settimanale della nostra arcidiocesi pubblica la rubrica "La Voce dentro" sui temi legati alla detenzione, ospitando interventi dei detenuti e di quanti operano a vario titolo all'interno del carcere" spiega un lettore, volontario nel penitenziario torinese che desidera rimanere anonimo e che ha regalato due abbonamenti. "In carcere è molto apprezzato "Avvenire", l'unico quotidiano che viene distribuito ogni mattina gratuitamente in varie copie ma la voce della nostra arcidiocesi mancava: per questo ho aderito all'appello de "La Voce e il Tempo".

Così, d'accordo con il direttore del carcere torinese Domenico Minevitti, la responsabile dell'area educativa Arianna Balma e la garante dei detenuti comunale Monica Gallo che da subito hanno sostenuto l'iniziativa della redazione, sono stati attivati 20 abbonamenti annuali ad altrettante sezioni del penitenziario tra cui le biblioteche, il polo universitario per i detenuti, la sezione collaboratori di giustizia, quella dei detenuti i sieropositivi e la comunità di mamme con bimbi minori di sei anni in modo che più reclusi, ma anche quanti lavorano dietro le sbarre, possano leggere il settimanale. Obiettivo del settimanale è di abbonare tutte le sezioni del carcere.

"La sensibilità dei nostri lettori è un segnale incoraggiante, vicino alla lezione di papa Francesco, in un momento dove i toni nei confronti della realtà carceraria si stanno inasprendo mettendo l'accento solo sul giustizialismo e sulla necessità di sicurezza dimenticando che, come recita l'articolo 27 della Costituzione, le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato" commenta il direttore de "La Voce e il Tempo", Alberto Riccadonna. "Grazie ai lettori che ogni giorno ci incoraggiano a dare voce a chi è più fragile".

 

 

 

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