Teatro in carcere. Ora la scena è nazionale

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di Paolo Foschini

 

Corriere della Sera - Buone Notizie, 29 gennaio 2019

 

Parte da La Spezia il primo appuntamento di "Per aspera ad astra". Il progetto è costruito sull'esperienza pluripremiata di Volterra. Coinvolge detenuti, attori, operatori: obiettivo reinserimento. "Importante creare una rete tra le realtà di cultura e bellezza".

Si comincia da La Spezia tra due giorni, grazie al sostegno della Fondazione Carispezia. Ma il progetto complessivo riguarda in realtà tutta Italia e non a caso è stato abbracciato nel suo insieme dall'Acri, l'associazione nazionale delle fondazioni di origine bancaria: prendere l'esperienza trentennale della Compagnia della Fortezza di Volterra - il progetto di teatro in carcere già premiato lo scorso anno da Buone Notizie e il cui ultimo spettacolo ha ottenuto il Premio Ubu appena tre settimane fa al Piccolo Teatro Studio di Milano - e farne una rete che connetta tra loro le numerose esperienze di teatro e arte portate avanti in Italia quale strumento di recupero e reinserimento dei detenuti.

Partorito e quindi fatto crescere a Volterra dal regista e drammaturgo Armando Punzo, il progetto del teatro in carcere ha dimostrato negli anni come sia possibile lavorare in contesti pur fortemente limitanti quali gli istituti di pena "nell'interesse del teatro e delle arti e dei mestieri del teatro", oltre che per le finalità rieducative e risocializzanti. Per questo la divulgazione e la promozione del teatro in carcere - come sottolinea una nota rappresentativa del progetto Acri - significa anche permettere di abbattere la separazione di cui spesso il mondo delle carceri soffre rispetto alla società civile, così da creare un clima di consapevolezza rispetto al compito che essi assolvono: operare per il reinserimento del detenuto nel mondo esterno.

Il progetto si intitola "Per aspera ad astra. Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza". Si articola in una serie di eventi formativi e di workshop realizzati all'interno degli Istituti di pena localizzati nei territori di competenza delle Fondazioni coinvolte, rivolti a tutti i soggetti operanti a vario titolo attorno al mondo-carcere: e quindi non solo detenuti ma anche partecipanti alla scuola di formazione della Polizia e Amministrazione Penitenziaria, oltre che naturalmente operatori sociali, artistici, culturali.

L'evento di La Spezia è il primo della serie. È uno spettacolo teatrale intitolato "Incendi" e coinvolge un gruppo di detenuti della Casa Circondariale "Villa Andreino". È curato dall'Associazione Gli Scarti, andrà in scena giovedì 31 gennaio e, in replica, venerdì 1 febbraio al Centro Culturale Dialma Ruggiero, in via Monteverdi 27 (inizio ore 21, ingresso gratuito - consigliata la prenotazione al 3575714205).

È l'esito finale di un anno di lavoro sul territorio spezzino e vede in scena i detenuti non solo in quanto destinatari di un progetto educativo ma quali attori non professionisti "il cui difficile vissuto - sottolinea una nota della Fondazione Carispezia - contribuisce a creare un teatro capace comunque di generare cultura e bellezza e dove il non professionismo più che un limite può costituire un'opportunità".

"Il progetto sperimentale a sostegno del teatro in carcere - precisa il presidente Mattel Melley - nasce da un incontro organizzato lo scorso anno da Acri in cui le Fondazioni hanno avuto modo di entrare in contatto con la realtà della Compagnia della Fortezza di Armando Punzo, un modello di eccellenza a livello nazionale.

Le sei Fondazioni che hanno aderito al progetto promosso da Acri hanno voluto mettere a sistema alcune delle principali esperienze maturate in questo campo. Per aprire una riflessione il più ampia possibile sull'importanza dei percorsi di riabilitazione all'interno delle strutture penitenziarie".