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Il problema delle carceri italiane è che i detenuti vengono puniti, non rieducati PDF Stampa
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di Sara Mauri


linkiesta.it, 29 settembre 2020

 

La situazione nelle carceri è una faccenda seria, una questione che non va sottovalutata, perché come pensiamo o trattiamo i condannati delinea il nostro essere civili, il nostro essere persone all'interno di una comunità che pensa senza agire di pancia.

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Gli "scarcerati" incompatibili con il carcere perché malati PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 29 settembre 2020

 

La Circolare del Dap non poteva determinare le misure adottate dai giudici di sorveglianza. "Con quella Circolare del 21 marzo del Dap, che ha consentito a boss mafiosi di uscire dal carcere, il segnale di resa dello Stato è nei fatti. Ed è un segnale devastante, perché evoca, appunto, resa e arrendevolezza da parte dello Stato". Sono le parole del magistrato Nino Di Matteo, intervistato domenica scorsa da Massimo Giletti per "Non è l'arena".

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Di Matteo: "Far uscire dal carcere i mafiosi è stato un segnale devastante di resa dello Stato" PDF Stampa
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Il Fatto Quotidiano, 29 settembre 2020


"Con quella circolare del 21 marzo del Dap, che ha consentito a boss mafiosi di uscire dal carcere, il segnale di resa dello Stato è nei fatti. Ed è un segnale devastante, perché evoca, appunto, resa e arrendevolezza da parte dello Stato". Sono le parole del magistrato Nino Di Matteo, intervistato da Massimo Giletti per "Non è l'arena".

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Chi finisce in carcere perde la salute mentale PDF Stampa
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di Azzurra Barbuto


Libero, 29 settembre 2020

 

Più della metà dei carcerati soffre di disturbi psichici, ma i ministeri della Giustizia e della Salute non se ne interessano. A farne le spese sono anche gli agenti penitenziari. Non tutto il Covid viene per nuocere, almeno nelle carceri italiane dove il sovraffollamento era diventato cronico da lustri fino all'esplosione dell'epidemia e pure delle conseguenti rivolte dei detenuti che hanno condotto all'adozione urgente (e non priva di aspre polemiche) di provvedimenti volti a ridurre il numero dei detenuti, che nel giro di sei mesi è passato da 61.230 (dati del 29 febbraio 2020) a 53.921 (dati del 31 agosto 2020) unità a fronte di una capienza regolamentare di 50.574.

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30° anniversario della Carta di Treviso: il 45% dei detenuti in Italia è genitore PDF Stampa
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vicenzapiu.com, 29 settembre 2020


A pochi giorni dal 30° anniversario della Carta di Treviso, la città veneta ha ospitato un confronto tra istituzioni e associazioni su infanzia e detenzione. Si è tenuto nel weekend infatti presso la sede di Telefono Azzurro a Treviso l'incontro su "Bambini e Carcere", un progetto attivo dal 1993, ideato e coordinato dalla Onlus con la collaborazione di una fitta rete di volontari sul territorio, per tutelare i bambini con uno o due genitori detenuti. Il 45% dei detenuti in Italia è genitore e sono 35 i bambini (0-6 anni) che vivono negli Istituti di prevenzione e pena con le proprie madri (dati Dap, 2020). Di seguito il resoconto dell'iniziativa.

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