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Suicidi, sovraffollamento e pochi fondi, viaggio nel girone infernale delle carceri

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di Fabio Tonacci

 

La Repubblica, 11 aprile 2019

 

I detenuti hanno superato di nuovo quota sessantamila. Il Garante: "Una volta fuori temono una vita da reietti" Mai stati così allarmanti i numeri sui suicidi in carcere. Eppure non allarmano quasi nessuno. L'anno scorso 64 detenuti si sono uccisi in cella. E altri 1.200 ci hanno provato, senza riuscirci.

Sul Venerdì di Repubblica, in edicola domani, raccontiamo quello che sta accadendo nelle nostre prigioni, ripercorrendo la storia di reclusi come Hassan Sharaf, 21 anni, morto a Viterbo dopo essere finito in isolamento, quando mancavano 47 giorni alla fine della pena; o come quella di Pier Carlo Artusio, 48 anni, Milano; di Michele Spagnuolo, 78 anni, Taranto... Colpa del sovraffollamento?

In parte sì, visto che i detenuti hanno di nuovo superato quota sessantamila, cioè 13.608 in più di quelli per cui ci sarebbe posto. Ma un dato fa riflettere: i più fragili non hanno davanti condanne lunghissime, anzi. "Soffrono la paura del rientro in società, perché spesso l'unico orizzonte che li aspetta è una vita da reietto" dice Mauro Palma, Garante dei diritti dei detenuti. Fuori, un mondo di incertezze; dentro, condizioni insopportabili.

L'isola toscana di Gorgona, per esempio, una volta era considerata un carcere modello, "a misura d'uomo", mentre oggi - come racconta Marco Sarno nel suo reportage - è una struttura in declino, dove ci si aggrappa alla speranza che il mare sia calmo, altrimenti la visita mensile dei parenti salta, e dove la mancanza di fondi ostacola ogni progetto di lavoro, sicché "resta solo il tempo" dice un detenuto, "che però non passa mai". Uno dei problemi "è attirare l'attenzione all'esterno, suscitare empatia" dice l'ex direttore del New York Times Bill Keller, ora alla guida del Marshall Project (una ong la cui missione "è creare un senso di urgenza nazionale sullo stato del sistema di giustizia criminale"). Nell'intervista di Riccardo Staglianò, Keller racconta quello che accade negli Stati Uniti, dai costi fuori controllo alle condizioni agghiaccianti dei migranti arrestati nell'era Trump. Ma ricorda anche che il numero degli ergastolani è raddoppiato all'epoca di Clinton.

 

 

 

 

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