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Spinazzola (Bat): Remo, 40 anni, dall'Opg all'inserimento nella famiglia di "zia Patrizia"

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La Gazzetta del Mezzogiorno, 29 gennaio 2019

 

È una "storia di sguardi e sorrisi" ma anche "di malattia e guarigione" quella di Remo, 40enne affetto da schizofrenia paranoide, che sta scontando la sua condanna nella Rems di Spinazzola, struttura che sostituisce l'Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg).

È qui che ha incontrato Patrizia D'Innella, una signora impegnata nel sociale, che ha deciso di aprire a Remo le porte della sua casa e della sua famiglia. "È il mio terzo nipote", racconta la donna che con Remo ha deciso di formalizzare la loro amicizia firmando un accordo Iesa (Inserimento etero-familiare supportato per adulti). Si tratta di uno strumento di affido in uso al dipartimento di Salute mentale della Asl Bat, che consente l'inserimento in famiglia di utenti con patologie psichiatriche.

E così, quasi ogni domenica, Remo pranza con la "zia Patrizia", la sua famiglia e i suoi amici. A rendere pubblica la storia è stata la Asl Bat in un video realizzato per parlare della Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Spinazzola, attiva dal 2015, con 20 posti letto. Una struttura in cui Remo è contento di essere stato "spedito" nel 2015, dall'Opg di Milano. Dopo aver "conosciuto il carcere" ed essere stato in diversi Opg anche in Francia, Remo afferma che la Rems di Spinazzola gli "ha cambiato la vita: qui - sottolinea - per la prima volta sono stato veramente curato".

E poi, aggiunge, "zia Patrizia mi rende davvero felice: per me è un'amica e una confidente". Adesso, assicura Remo, "sono cambiato: la mia malattia fa sì che mi servano delle spinte per fare le cose, e qui mi hanno dato molti interessi". Per la sua psicologa, la dottoressa Giusi Lombardo, Remo è un "utente esperto", cioè capace di fare qualcosa e consapevole della sua patologia, quindi in grado di comunicare ai medici informazioni preziose per gestirla.

"A queste persone -spiega il direttore della Rems di Spinazzola - serve una gestione sanitaria utile a curarle e a recuperarle, mentre fino ad ora era stata giudiziaria e punitiva. Hanno bisogno di essere ascoltate". E Patrizia D'Innella è sempre pronta a chiacchierare con Remo e a strappargli un sorriso. "Mi prendo cura di questo ragazzo - afferma soddisfatta - è in una comunità ma da ora è presente anche nella mia vita e in quella della mia famiglia".

 

 

 

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