Siracusa: muore detenuto di 41 anni, era in sciopero della fame dal 2 luglio scorso |
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Siracusa News, 29 luglio 2012
Dallo scorso 2 luglio aveva iniziato lo sciopero della fame e la Direzione della Casa circondariale di Cavadonna aveva incaricato un altro detenuto di vigilarlo per evitare che il suo compagno di cella compisse un gesto di autolesionismo. Ma tutte le misure escogitate dalla Direzione del carcere sono risultate inutili perché il detenuto catanese Alfredo Liotta, 41 anni, rinchiuso nella Sezione riservata agli associati di stampo mafioso, è deceduto e a nulla sono valsi i tentativi del suo compagno di cella di rianimarlo. Nella casa circondariale di Cavadonna si è recato immediatamente il medico legale Francesco Coco che ha effettuato l'ispezione cadaverica e ha disposto il trasferimento del cadavere nella sala mortuaria dell'ospedale "Umberto I", dove nell'odierna giornata effettuerà l'autopsia, come stabilito anche dal Pubblico Ministero Maurizio Musco, che ha anche incaricato la Polizia Penitenziaria di raccogliere tutti gli elementi utili per poter ricostruire gli ultimi giorni di vita del detenuto e soprattutto individuare i motivi che lo avevano spinto a mettere in atto lo sciopero della fame e se da parte del personale carcerario e dai sanitari dell'istituto siano stati predisposti tutti i mezzi per evitare che, per il rifiuto del cibo, potessero mettere a rischio la sua vita.
La moglie presenta esposto in Procura
Alfredo Liotta, 41 anni, detenuto in attesa del giudizio in Cassazione per associazione mafiosa e omicidio, è morto, qualche giorno fa, all'interno del carcere di Siracusa, c.da Cavadonna. La salma è stata subito portata all'obitorio dell'azienda ospedaliera Umberto I della città aretusea. La moglie, tramite gli avvocati Valeria Sicurella e Salvatore Liotta di Catania, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa perché s'indaghi sulle cause della morte del marito e sull'individuazione delle eventuali responsabilità che hanno portato al decesso del Liotta. I legali, proprio all'inizio di luglio, avevano presentato istanza alle Corti che si occupavano dei processi del Liotta, per denunziare l'assoluta incompatibilità con il regime carcerario delle condizioni di salute del detenuto. I giudici hanno nominato un medico psichiatra che, dopo aver visitato in carcere Liotta l'11 luglio scorso, pur dando atto di scadenti condizioni generali e di uno stato di deperimento organico del detenuto, concludeva per una compatibilità con il carcere atteso che era curato farmacologicamente con antidepressivi ed antiepilettici. Il Pm di Siracusa, dott. Musco, ha nominato un medico legale per eseguire l'autopsia sula cadavere di Alfio Liotta. I legali hanno nominato un loro consulente medico legale. Nell'esposto presentato alla Procura di Siracusa si prospettano possibili gravi omissioni degli operatori sanitari per l'assoluta carenza di cure prestate a Liotta, malgrado il suo stato di gravissimo deperimento fosse stato denunziato dai legali dell'imputato sin dal 5 luglio.
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