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Servizio Civile nell'esecuzione penale esterna: al via quattro progetti

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 8 gennaio 2019

 

Anche quest'anno verranno impegnati decine di nuovi volontari del Servizio Civile presso gli uffici dell'esecuzione penale esterna. Si tratta di giovani di età non superiore a 28 anni, che saranno impegnati per tutto l'anno presso 30 uffici dell'esecuzione penale esterna.

Lo prevede il Bando del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicato il 21 agosto scorso, con il quale sono stati ammessi al finanziamento i seguenti quattro progetti: "Insieme: per il potenziamento della rete di giustizia di comunità", che impiegherà 44 volontari presso gli uffici della Direzione generale e gli undici Uffici interdistrettuali di Esecuzione Penale Esterna (Uiepe); "Guidare l'inserimento operativo dei volontari per l'accompagnamento nell'Esecuzione Penale esterna", elaborato dall'Uiepe della Puglia e Basilicata, per l'inserimento di 14 volontari in cinque sedi Uiepe del distretto; "Progetto di Comunità", elaborato dall'Uiepe del Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta, che impegnerà 24 volontari in tutte le undici sedi dell'interdistretto; Progetto "Mettersi in prova pensando al futuro", elaborato dall'Uiepe del Veneto, Trentino Alto Adige-Süd Tirol e Friuli Venezia Giulia, che prevede l'inserimento di 4 volontari in due uffici territoriali.

Progetti di vitale importanza, come quello per il potenziamento della rete di giustizia di comunità che prevede l'assistenza dei detenuti in misure alternativa alla pena carceraria ed ex detenuti. Si intende offrire ai giovani in servizio civile un percorso di impegno e di formazione che permetta di fornire una forte esperienza di servizio che, adeguatamente seguita in termini di formazione, verifica e ri-progettazione, dia spunti sulla scelta professionale e orienti i giovani ai valori della giustizia e del reinserimento sociale.

Ma soprattutto il progetto promuove, organizza e partecipa, in collaborazione con gli operatori penitenziari, a momenti di incontro, sensibilizzazione, riflessione e diffusione delle tematiche legate all'esecuzione della pena, anche nell'ottica della promozione del Servizio Civile come strumento di diffusione della solidarietà e della cittadinanza attiva.

Gli obiettivi del progetto è quello di arrivare, da parte dello Stato, ad incrementare le convenzioni con gli enti gli enti pubblici dal 48% al 60% e quelle con le associazioni di volontariato dal 42% al 50%. Ma anche, sempre come situazione di arrivo, all'utilizzo di esperti psicologi per almeno il 20% di imputati che richiedono la messa alla prova.

Si tratta della seconda edizione di un progetto che ha avuto inizio nel 2017, tuttora in corso, e che ha permesso ad altri 48 giovani volontari del servizio civile di fare esperienza nell'esecuzione penale esterna, lavorando in 12 uffici e supportandone l'operatività nel settore della sospensione del procedimento con messa alla prova. Il progetto ora è stato esteso anche al settore delle misure alternative alla detenzione, con particolare riferimento alla detenzione domiciliare. L'Uiepe, tramite le parole dell'allora dirigente generale Lucia Castellano, aveva lanciato una sfida presentando il primo progetto del 2017: quello di far aumentare il numero di misure alternative e di sanzioni di comunità.

 

 

 



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