Martedì 23 Aprile 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Se cercate l'Utopia potete trovarla sull'Aquarius e nella cella di Dell'Utri

PDF Stampa
Condividi

di Piero Sansonetti

 

Il Dubbio, 10 luglio 2018

 

Alcune grandi idee - come la libertà, l'uguaglianza, la fraternità - sono idee assolute, per esempio, non riferite a un gruppo di interessi o a un gruppo sociale. L'utopia è quella parte dell'impegno politico che si fonda sulle grandi idee, non su interessi specifici. Utopia non è il contrario del realismo, è il contrario della realpolitik. Il realismo e la realpolitik non sono la stessa cosa. La realpolitik è la politica asciugata dalle idee e ridotta a sola tattica e amministrazione. Non è guidata dai principi ma solo ed esclusivamente dai propri obiettivi. Gli obiettivi ammettono qualunque mezzo.

Il realismo è una cosa diversa: mette la politica con i piedi sulla terra, non gli permette di volare nel mondo dei sogni e di liberarsi da ogni responsabilità. L'utopia è realista, non è sogno. E chiama a fortissime responsabilità. Tommaso Moro - che inventò l'utopia moderna - testimoniò la sua utopia pagandola con la sua vita sul patibolo.

Oggi credo che in politica l'utopia sia scomparsa. Da diverso tempo. La sinistra è rimasta orfana del comunismo, e da 25 anni vaga nel bosco alla ricerca di idee- guida che non trova. La destra paga la crisi del neoliberismo, del reaganismo, della scommessa persa sul mercato geniale, umano e invincibile. Anche la destra si è accorta che il mercato non è né geniale né umano. Probabilmente neppure invincibile. E però - così come la sinistra non è riuscita a produrre una critica di sinistra al comunismo - la destra non è riuscita a produrre una critica liberale del mercato. E si è vista soppiantata da una nuova destra reazionaria, sovranista, nazionalista, che sembra non dargli scampo. Così è scomparsa l'utopia.

Parlando di queste cose, al festival di Popsophia, ho provato a dire dove, secondo me, si può provare a far rinascere l'Utopia. Ho detto che si può farlo sul ponte dell'Aquarius e nella cella di Dell'Utri. Già, non è vero che sono luoghi così lontani. Sono vicini. Confinano. Sono i luoghi della sofferenza, e dell'oppressione, e della negazione dei diritti. Sono i luoghi dove il potere è vissuto come sopraffazione, perché è sopraffazione. Tra Marcello Dell'Utri malato e in prigione e i migranti africani (i "negri": si i "negri", li chiamano così) che chiedono il diritto a vivere e a migrare, non c'è molta differenza. La differenza sta nel fatto che i migranti sono sostenuti solo dalla sinistra, che odia Dell'Utri. E Dell'Utri quasi solo dalla destra, che - in gran parte - odia i migranti.

L'utopia è rimettere insieme queste due battaglie. Far capire che il Diritto è il Diritto è il Diritto (come la rosa della Steiner) e ce n'è uno solo, indivisibile, e se ne infischia della sinistra e della destra, e delle simpatie, e delle ideologie trasformate in tifo. I diritti di un detenuto sono come quelli del migrante. Non solo perché è detenuto - e quindi debole, fragile, ultimo - ma perché è una persona. I diritti del ricco sono uguali al diritto del povero, e viceversa. Attenzione: E viceversa. Se questa idea inizierà a farsi largo, se la passione per la vendetta sui nemici compirà qualche passo indietro, allora nascerà qualche spazio nuovo nel quale potrà ricominciare a fiorire l'utopia. Per ora l'utopia resta lì: sull'Acquarius e nella cella - ora, per fortuna, vuota - di Marcello Dell'Utri.

 

 

 

 

06

 

06


06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it