Sardegna: Sdr; l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Cagliari a rischio collasso

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Ristretti Orizzonti, 12 agosto 2015

 

"Situazione paradossale per l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Cagliari, competente per le attività di cinque Istituti tra cui Cagliari-Uta e Oristano-Massama per un numero complessivo di 988 detenuti. Nonostante 4.430 casi aperti dall'1 gennaio al 31 luglio scorso, rischia di andare in tilt". Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme", esprimendo "viva preoccupazione per le contraddittorie azioni del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria che da tempo limitano l'operatività dell'Uepe comprimendone la funzione deflattiva determinante per azzerare la recidiva. Ciò nonostante la riconosciuta efficienza del servizio che, a livello nazionale, per la messa alla prova figura al secondo posto dopo Milano".

"La situazione - sottolinea - è ormai divenuta insostenibile anche in considerazione della nuova normativa sulla probation. Nei primi sette mesi di quest'anno infatti sono state promosse 789 indagini per la messa alla prova e ne sono state attivate 377. Iniziative che si sommano, tra le altre, agli affidamenti in prova (709), alle indagini dalla libertà (1038), alla reclusione domiciliare (489) e alle osservazioni in Istituto (741).

Insomma l'attività dell'Ufficio, che annualmente registra oltre 10mila accessi di pubblico, è indispensabile non solo per il reintegro sociale delle persone private della libertà ma per la prevenzione degli atti illegali e per ridurre drasticamente il numero dei ristretti. Indebolire l'Uepe significa agire a discapito dell'intera comunità".

"Il Dap tuttavia - evidenzia la presidente di SDR - sembra indifferente alla qualità dei servizi offerti dall'Uepe di Cagliari manifestando soprattutto nell'ultimo periodo una immotivata negligenza. In attesa dei decreti attuativi che renderanno pienamente esecutivo il provvedimento di riordino del Ministero della Giustizia con l'accorpamento in un'unica Direzione per gli Uepe e la Giustizia Minorile, l'Ufficio di Cagliari-Oristano appare depotenziato. Al personale insufficiente (32 operatori effettivi, 5 in distacco su 44 previsti in organico), alla non attuata autonomia contabile con una dipendenza umiliante dalla Casa Circondariale di Cagliari perfino per l'acquisto della carta igienica, al mancato rinnovo del contratto di locazione che impedisce la manutenzione ordinaria, si è aggiunto a giugno - e non è stato ancora risolto - il guasto di due termo condizionatori, costringendo gli operatori in condizioni di lavoro particolarmente difficili".

"La situazione diventa assurda in considerazione della insufficienza perfino degli stampati per mantenere in ordine i fascicoli. Il Dipartimento, che finora ha destinato all'Uepe solo il 3% delle risorse del Ministero, dovrebbe finalmente attuare le politiche deflattive, promuovere la prevenzione e il reinserimento sociale dei detenuti. Le norme sulla messa alla prova richiedono significativi interventi negli Uffici preposti altrimenti anche le migliori disposizioni resteranno lettera morta. La realtà cagliaritana - conclude Caligaris - è emblematica di una difficoltà a cambiare rotta. Privilegiare il recupero di chi ha sbagliato offre maggiori garanzie di sicurezza piuttosto che limitarsi ad allontanarlo dalla società chiudendolo in una cella".