Domenica 21 Aprile 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Sardegna: metà dei reclusi vengono dal Continente

PDF Stampa
Condividi

di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 6 febbraio 2019

 

Denuncia dell'associazione Sdr: è anche la seconda Regione, dopo l'Abruzzo, con più ultrasettantenni in cella. Il carcere sardo di Uta ospita detenuti oltre il limite regolare, disagi dei ristretti e degli operatori, in più la Sardegna è al secondo posto, dietro l'Abruzzo, per gli ultrasettantenni dietro le sbarre.

Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme", commentando i dati diffusi dal ministero che fotografano la realtà detentiva isolana al 31 gennaio 2019, denuncia che c'è "ancora una conferma negativa per la Casa Circondariale di Cagliari- Uta dove al 31 gennaio 2019 a fronte di 561 posti la presenza di detenuti ha raggiunto quota 586 con 22 donne e 140 stranieri (pari al 23,8%).

Una realtà complessa in cui convivono ristretti in regime di alta sicurezza, ergastolani, detenuti comuni e circa un 30% di persone con gravi disturbi psichici, dell'umore e borderline ma dove il numero degli operatori Agenti Penitenziari, Educatori, Psicologi e Psichiatri non è adeguato ai bisogni". Sottolinea Caligaris che "nei dieci istituti penitenziarie dell'isola complessivamente sono ospitati 2150 detenuti (36 donne) 691 stranieri (32,1%) a fronte di una capienza regolamentare teorica di 2706 posti, dal momento che alcune sezioni sono chiuse per ristrutturazioni o per inagibilità.

Si tenga altresì conto che in Sardegna sono presenti solo 1.056 detenuti isolani mentre i restanti (1.094) nella maggior parte dei casi sono stati trasferiti in Sardegna da altre regioni". Osserva la presidente di Sdr che "la situazione nelle altre strutture restrittive è stabile con valori prossimi ai posti regolamentari, eccetto nelle Colonie dove è evidente una significativa presenza di stranieri. In particolare ad "Is Arenas" (Arbus) 80 stranieri su 102 presenti (78,4%), Mamone- Onanì 151 su 197 (76,6%), Isili 60 su 101 (59,4%). Resta incomprensibile nelle Colonie Penali il divario tra posti disponibili 692 a fronte di quelli utilizzati (400) in spazi in cui potrebbero trovare lavoro molti detenuti".

Caligaris rivela ancora che "a caratterizzare la detenzione in Sardegna è la percentuale di ultra settantenni. Il quadro ministeriale al 31 dicembre 2018 presenta infatti un quadro inequivocabile. Mentre in numeri assoluti con 44 anziani l'isola si colloca all'ottavo posto. Il dato in percentuale la colloca al secondo posto ex aequo con l'Emilia Romagna (2%), entrambe le regioni sono precedute dall'Abruzzo (2,3)". Conclude la presidente di Socialismo Diritti e Riforma": "L'ultimo dato interessante nella Sardegna fotografata dal Ministero è quello in base al titolo di studio.

Mostra, al 31 dicembre 2018, una bassissima percentuale di laureati (23) e diplomati (201) tra i detenuti. Emerge per contro una prevalenza di quelli in possesso del diploma di scuola media inferiore (703), di licenza elementare (304), oltre a quelli (29) senza titolo e 21 analfabeti. Dati interessanti sui quali occorre riflettere anche per individuare le iniziative da assumere per rendere la presenza nelle carceri dell'isola davvero utili per il reintegro sociale di chi ha commesso un reato".

Da ricordare che, secondo l'ultimo rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà, la Sardegna è una regione che si caratterizza per un numero elevato di Istituti di pena, superiore alle esigenze territoriali. Infatti, si registrano un gran numero di persone detenute non residenti in Sardegna, comportando il mancato rispetto della territorialità della pena.

 

 

 

 

06

 

06


06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it